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Niccolò II da Correggio

condottiero e letterato italiano

Niccolò II da Correggio (Visconti) (Ferrara, 1450Roma, 1508) è stato un condottiero e letterato italiano. Fu signore e conte di Correggio.

BiografiaModifica

Soprannominato "il Postumo", fu figlio di Niccolò I da Correggio, signore di Correggio e di Beatrice d'Este, figlia di Niccolò III d'Este.

Venne decorato a Ferrara del cingolo militare all'età di due anni dall'imperatore Federico III d'Asburgo, in occasione dell'elevazione a duca di Modena e Reggio di suo zio Borso d'Este e lo accompagnò a Roma quando, il 14 aprile 1471, papa Paolo II lo nominò duca di Ferrara.

Fu tra gli ambasciatori di Ercole I d'Este che nel 1473 si recarono a Napoli a ricevere la futura sposa Eleonora d'Aragona. Nel 1475 come condottiero fu al servizio della Repubblica di Venezia e quindi di Galeazzo Maria Sforza. Nel 1479 passò agli Estensi, che lo impiegarono in aiuto di Lorenzo il Magnifico contro papa Sisto IV, rimanendo prigioniero.

Per i suoi meriti, nel 1481 Ludovico il Moro gli concesse in feudo Castellazzo nell'Alessandrino (gli venne tolta nel 1494) e lo autorizzò ad affiancare al proprio cognome quello dei Visconti. Combatté per il duca di Milano contro i Veneziani nel 1482; fu fatto prigioniero ad Argenta, condotto a Venezia e liberato l'anno successivo. Si recò a Lione per conto di Ludovico Sforza ad omaggiare il re di Francia Carlo VIII al momento del suo intervento in Italia. Quando nel 1499 lo Sforza fu cacciato da Milano, Niccolò da Correggio fece ritorno a Ferrara. Nel 1501 fu ambasciatore a Roma per condurre a Ferrara Lucrezia Borgia, futura sposa di Alfonso I d'Este. Morì a Roma nel 1508.

Fondò a Correggio tre monasteri: il monastero delle Clarisse (assieme alla moglie Cassandra), il monastero di San Domenico e nel 1502 il convento dei Domenicani.

OpereModifica

  • Aurora (o Favola di Cefalo), del 1486, dramma pastorale in cinque atti[1]
  • Psiche, poema romanzesco.

DiscendenzaModifica

Niccolò sposò nel 1472 Cassandra Colleoni, figlia del condottiero Bartolomeo Colleoni ed ebbero quattro figli:[2]

NoteModifica

  1. ^ Catalogo della libreria Capponi.
  2. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Da Correggio, Torino, 1835.

BibliografiaModifica

  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Da Correggio, Torino, 1835, ISBN non esistente.
  • Arnaldo Di Benedetto, Un primo sguardo su Niccolò da Correggio, in Id., Poesia e comportamento. Da Lorenzo de' Medici a Campanella, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2005 (seconda edizione), pp. 35-55.

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