RMS Titanic

transatlantico britannico
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RMS Titanic
RMS Titanic 3.jpg
Il Titanic alla partenza da Southampton, 10 aprile 1912
Descrizione generale
Government Ensign of the United Kingdom.svg
TipoTransatlantico
ClasseOlympic
ProprietàWhite Star flag NEW.svg White Star Line
Porto di registrazioneLiverpool
Identificazione131428
Ordine1907
CostruttoriHarland and Wolff
CantiereBelfast, Irlanda del Nord
Impostazione31 marzo 1909
Varo31 maggio 1911
Completamento31 marzo 1912
Entrata in servizio10 aprile 1912
Destino finaleNaufragato il 15 aprile 1912 per collisione con un iceberg al largo di Terranova
Caratteristiche generali
Stazza lorda46.328 tsl
Lunghezza269,9 m
Larghezza28 m
Altezza53,3 m
Pescaggio10,5 m
Propulsione29 caldaie, 2 motrici a cilindri contrapposti, 1 turbina a bassa pressione; tre alberi motore con elica.
Velocità24 nodi (44 km/h)
Equipaggio898 membri
Passeggeri2 200 persone
  • Terza classe: 709
  • Seconda classe: 277
  • Prima classe: 322
Note
Soprannome"L'Inaffondabile"

Fonti citate nel corpo del testo

voci di navi passeggeri presenti su Wikipedia

L'RMS Titanic fu un transatlantico britannico della classe Olympic naufragato nelle prime ore del 15 aprile 1912, durante il suo primo viaggio, a causa della collisione con un iceberg nella notte.[1]

Secondo di un trio di transatlantici, il Titanic, assieme ai suoi due gemelli RMS Olympic e HMHS Britannic, era stato progettato per offrire un collegamento settimanale di linea con l'America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line. Costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, il Titanic rappresentava la massima espressione della tecnologia navale del tempo ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo.[2]

Durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York, via Cherbourg e Queenstown), entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 (ora della nave) di domenica 14 aprile 1912. L'impatto con l'iceberg provocò l'apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento, allagando i primi 5 compartimenti stagni del transatlantico, che 2 ore e 40 minuti più tardi si inabissò (alle 2:20 del 15 aprile), spezzandosi in due tronconi.[1] Nel naufragio persero la vita tra 1490 e 1523 passeggeri imbarcati, compresi i 900 uomini dell'equipaggio; solo 706 persone riuscirono a salvarsi, 6 delle quali salvate fra la gente finita in acqua.[3] L'evento suscitò enorme sconcerto nell'opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.[4]

CostruzioneModifica

 
Planimetrie del Titanic

Il Titanic era stato progettato per competere con l'RMS Lusitania e l'RMS Mauretania, transatlantici della compagnia rivale Cunard Line che erano all'epoca le navi più lussuose, veloci e imponenti impegnate sulle rotte transatlantiche.[5] Nelle 300 pagine di contratto stipulato tra la White Star e i cantieri Harland and Wolff, particolare attenzione fu destinata al lusso della nave: ben 120 pagine del documento, infatti, erano dedicate esclusivamente all'allestimento della prima classe.[6] Poiché svolgeva anche il servizio postale, le fu assegnato il prefisso RMS (Royal Mail Ship) oltre a SS (Steam ship, piroscafo). La nave era stata progettata da William Pirrie, presidente della Harland and Wolff, dall'architetto navale Thomas Andrews, che era il capo progettista, e da Alexander Carlisle, primo architetto. La costruzione fu finanziata dall'armatore statunitense John Pierpont Morgan con la sua società, la International Mercantile Marine Co., e cominciò il 31 marzo 1909; lo scafo fu varato il 31 maggio 1911 e le sovrastrutture furono completate il 31 marzo dell'anno seguente.[7] Durante il varo, per facilitare lo scorrimento della nave sui piloni di sostegno, furono usate 22 tonnellate di olio di balena e sapone in pasta, ma non fu lanciata nessuna bottiglia di champagne durante la cerimonia.[8]

 
Il Titanic in costruzione senza le sovrastrutture

Il progetto era decisamente ambizioso ed era nato da un accordo del 1907 tra Joseph Bruce Ismay, presidente della compagnia White Star Lines e Pirrie. Lo scafo aveva una lunghezza di 268,83 metri, una larghezza di 28,4 metri e un'altezza di 53,3[3][9] metri con un pescaggio di 18 metri. A causa di queste dimensioni, la Harland and Wolff fu costretta a demolire tre scali preesistenti per costruirne due nuovi (uno per il Titanic e uno per l'Olympic) e a erigere un nuovo bacino di carenaggio, in cui furono montate 60 gru mobili piccole e una grande gru di 40 metri. Lavorarono alla costruzione delle due navi circa 14 000 persone. Gli operai avevano turni di lavoro di nove ore al giorno per sei giorni a settimana. A causa di incidenti sul lavoro, morirono 17 persone.[10]

Le prove in mare si sarebbero dovute svolgere il 2 aprile 1912[11] ma furono ritardate di un giorno a causa del maltempo, quindi ripresero lunedì mattina. Per seguire tali prove a bordo c'erano 78 tra piloti e fuochisti e 41 membri dell'equipaggio. Nessun membro del personale alberghiero sembra essere stato a bordo.[12] La nave fu sottoposta a frenate alla massima velocità e si misurò l'angolo di virata a diverse velocità; fu determinato che, superati i 20 nodi, serviva una distanza pari a tre volte la lunghezza dello scafo perché il Titanic si fermasse del tutto. Comunque tutti i requisiti imposti dal Board of Trade furono soddisfatti e l'ispettore Francis Carruthers firmò il certificato di navigabilità, nonostante avesse annotato le sue perplessità circa l'altezza delle paratie stagne e il numero delle scialuppe.[13] Fu inserito nel registro navale del porto di Liverpool col numero ufficiale di vascello 131428 e sigla telegrafica "MGY".[14][15]

Origine del nomeModifica

Il nome della nave venne scelto da Joseph B. Ismay, presidente della White Star. Si ispirò a Titano, divinità greca che aveva combattuto con Zeus per il controllo del mondo, che doveva simboleggiare la grandezza, al quale aggiunse il tipico suffisso della White Star -ic.[16][17]

CaratteristicheModifica

ScafoModifica

 
Scorcio delle eliche del Titanic in costruzione

Il Titanic, come i gemelli, doveva essere un transatlantico lussuosissimo, con ogni comodità all'interno e ogni sfarzo possibile; ciò valeva anche per la terza classe, che era molto più abitabile di qualsiasi pari classe delle altre compagnie navali. Contava 46 328 tonnellate di stazza lorda (contro le 31 000 circa dell'RMS Mauretania, in quel momento la nave più grande del mondo). Come detto in precedenza, lo scafo aveva una lunghezza di 268,83 metri, una larghezza di 28,4 metri e un'altezza di 53,3[3][9] metri con un pescaggio di 18 metri. Aveva 10 ponti, di cui 3 sotto la linea di galleggiamento.[18] Sebbene avesse la stessa lunghezza del gemello Olympic, aveva un tonnellaggio lordo maggiore per via del maggiore spazio interno, dovuto principalmente alla chiusura di parte della passeggiata sul ponte "A" con finestre parzialmente apribili.[19]

La nave aveva una capacità utile di 3547 persone tra passeggeri ed equipaggio. L'allestimento di bordo comprendeva tra l'altro una piscina coperta di 9 × 4 m nel ponte F su modello dell'Olympic (per la prima volta su una nave), una palestra, un bagno turco e un campo di squash. Le cabine di prima classe erano rifinite con la massima sfarzosità. Vi erano 34 suite, ognuna delle quali dotata di soggiorno, sala di lettura e sala da fumo; ogni suite era arredata in stile diverso. Erano disponibili tre ascensori per la prima classe e, come novità, un ascensore anche per la seconda classe. La chiglia della nave aveva un doppio fondo cellulare e lo scafo era suddiviso in 16 compartimenti stagni, le cui porte a ghigliottina si potevano chiudere automaticamente dal ponte di comando. In mancanza di energia elettrica si potevano chiudere sfruttando la forza di gravità. Questi comparti, però, non attraversavano tutta l'altezza dello scafo, ma si fermavano al ponte "E" Il Titanic avrebbe potuto galleggiare anche con due dei compartimenti intermedi allagati oppure con tutti i primi quattro compartimenti di prua allagati. La collisione con l'iceberg causò però l'allagamento dei primi cinque compartimenti stagni, il conseguente inabissamento avvenne nella notte del 15 aprile 1912. Si salvarono 706 passeggeri, gli altri 1500 morirono.[7]

Le macchineModifica

 
Il Titanic lascia Belfast il 2 aprile 1912

La propulsione era a vapore.[20] Era un piroscafo, a differenza delle tipologie successive, definite motonavi, dotate di motori diesel. Il vapore azionava due motrici alternative invertibili a triplice espansione, ciascuna costituita da quattro cilindri in linea (un cilindro ad alta pressione, un cilindro a pressione intermedia e due cilindri a bassa pressione). Ciascuna motrice imprimeva la rotazione alle due eliche esterne mediante un albero di trasmissione ciascuna. L'elica centrale era invece direttamente azionata da una turbina Parson a bassa pressione non invertibile. In merito all'impossibilità di invertire il senso di rotazione dell'elica sull'albero centrale a causa della non invertibilità del motore a turbina, da più parti si è sostenuto che questa fu una probabile causa dell'inerzia con cui il Titanic rispose alla manovra di scampo per evitare la collisione di prua con l'Iceberg.[21]

Le macchine alternative del Titanic e dell'Olympic restano le più grandi mai costruite[22], occupavano quattro ponti in altezza sviluppando quasi 38 megawatt (52 000 CV) di potenza[3] e muovevano le due eliche laterali. La turbina muoveva la sola elica centrale.[21]

Le 29 caldaie, aventi un diametro di 5 metri ciascuna, erano in grado di bruciare circa 728 tonnellate di carbone al giorno. La velocità di crociera era di 23 nodi (43 km/h), e la velocità massima era di 26 nodi (48 km/h). Solamente tre dei quattro fumaioli erano funzionanti, il quarto aveva solo la funzione di presa d'aria e fu aggiunto per rendere la figura della nave più imponente; erano dipinti in ocra e nero, come voleva la tradizione della White Star, mentre il rosso era il colore della Cunard Line.[23][7] Il Titanic era un gioiello di tecnologia ed era ritenuto «praticamente inaffondabile».[24]

La sala radioModifica

 
Il Titanic attraccato al molo nel porto di Southampton prima della partenza
 
Ricostruzione della sala radio del Titanic

La sala radio del Titanic era considerata, insieme a quella dell'Olympic, la più moderna e potente mai installata su un bastimento: la portata raggiungeva una distanza di 400 miglia (640 km) di giorno e fino a 2 000 miglia (3 200 km) di notte.[25] Le antenne erano collocate sui due alberi maestri a un'altezza di 60 metri e distanti tra loro 180 metri. In caso di emergenza, il generatore elettrico poteva essere sostituito da un generatore diesel.[26]

La "Marconi Room" (così chiamata perché i radiotelegrafisti, Jack Phillips e Harold Bride, erano dipendenti della Marconi Company) era posizionata subito dietro gli alloggi degli ufficiali. Una novità per l'epoca era che i passeggeri potevano spedire messaggi privati dalla nave stessa: un messaggio di 10 parole costava 12 scellini e 6 penny, più 9 penny per ogni parola aggiunta.[25]

Le lance di salvataggioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lance di salvataggio del RMS Titanic.

Nel 1894 il Board of Trade aveva fatto approvare un regolamento sulla sicurezza navale che calcolava il numero di lance secondo la stazza della nave, e non in base al numero dei passeggeri. Nel 1894, le navi più grandi raggiungevano al massimo le 10000 t, e conseguentemente questo regolamento si rivelò inadeguato per una nave come il Titanic, di 46000 t. Il ponte della nave era dotato delle nuovissime gru "Welin", in grado di sostenere complessivamente 32 lance di salvataggio e ammainarne 64. Ci fu una discussione tra Carlisle, il primo architetto responsabile della costruzione, e Bruce Ismay, il direttore generale della White Star Line: Carlisle sosteneva che si dovessero sfruttare al massimo le gru Welin e dunque installare 64 lance, che avrebbero potuto sostenere circa 4000 persone, mentre Ismay sosteneva che troppe lance avrebbero rovinato lo stile della nave. Alla fine Carlisle non poté opporsi alla decisione di Ismay, e furono installate 16 lance e 4 canotti pieghevoli.[27]

Gli interniModifica

Prima classeModifica

 
Lo scalone di prima classe

Il Titanic rappresentava un'innovazione anche nello sfarzo con il quale erano decorati saloni e cabine. Gli arredamenti di prima classe potevano essere paragonati a quelli dei più grandi e sfarzosi alberghi dell'epoca. Le cabine e suite di prima classe andavano dal ponte A fino al ponte E. Erano posizionate principalmente nella parte centrale e anteriore della nave, in modo tale che il rumore dei motori e i movimenti della nave fossero meno fastidiosi. Erano rivestite con i legni più pregiati, come mogano e quercia.[28] Le cabine di prima classe erano le più eleganti di qualsiasi altro transatlantico. Erano arredate in vari stili[3] (Regency, Olandese moderno, Olandese Antico, Impero, Luigi XV, Luigi XVI, Regina Anna, Georgiano e Rinascimento italiano). Per i passeggeri più abbienti erano disponibili le suite: 2 presidential suites e 2 royal suites. Le royal suites (B51 e B52) erano decorate in stile Luigi XVI e comprendevano un soggiorno, tre camere da letto (due singole e una matrimoniale), due bagni privati, due guardaroba e un ponte di passeggiata privata.[26] La suite B52 (insieme agli appartamenti B54 e B56) fu occupata da Joseph Bruce Ismay.[29]

I lussi della prima classeModifica

 
La sala di lettura e di scrittura

Il lusso per i passeggeri della prima classe non si fermava alle cabine o alle suite, ma moltissimi altri ambienti e stanze erano a loro disposizione:

  • Il grande salone era stato ideato per i passeggeri che desiderassero trascorrere il tempo leggendo, giocando a carte, bevendo il tè o ascoltando la musica dell'orchestra. La sala era decorata da grandi pannelli in quercia in stile Luigi XV, i cui motivi ornamentali erano stati tratti dal palazzo di Versailles. Su un lato della sala era situato un piccolo camino in marmo, sul quale poggiava una statuetta di Artemide. Al centro della sala un grande lampadario illuminava l'ambiente.[26]
  • La sala di scrittura e di lettura era frequentata perlopiù da signore che si potevano riunire a ogni ora del giorno. La sala era arredata in stile georgiano ed era disposta in due ambienti separati da un grande arco sostenuto da colonne con capitelli corinzi.[30]
  • La sala-fumatori era situata tra il terzo e il quarto fumaiolo. Gli uomini potevano raggiungere la sala durante tutta la giornata, ma soprattutto dopo cena. Era arredata in stile georgiano (Settecento inglese), con grandi pannelli in mogano scuro e intarsi di madreperla. A decorare la sala vi erano anche grandi vetrate colorate illuminate artificialmente. Le finestre che davano sul ponte di passeggiata erano decorate con scene di porti di tutto il mondo.[26]
 
La cabina di prima classe B-58
  • Le due piccole salette del Verandah Café, due ristoranti ai quali si poteva accedere dal ponte di passeggiata o da una porta girevole dalla sala-fumatori. Le grandi finestre aperte sull'oceano davano l'impressione di stare all'aria aperta.[30]
  • Il Café Parisien, dove si poteva gustare lo stesso menù del ristorante à la carte adiacente. L'ambiente era ideato per assomigliare a una tipica passeggiata parigina, completa di piante rampicanti e mobili in vimini.
  • La sala di reception, situata sul ponte D, decorata in stile giacobiano, con grandi pannelli laccati bianchi e finestre impreziosite da decorazioni in ferro battuto. Poltrone, sedie, divani e tavolini erano in vimini con rivestimenti bordeaux e verdi. In un angolo della sala era collocato un grande piano a coda. Prima di cenare i passeggeri potevano prendere un aperitivo e ascoltare la musica dell'orchestra.[26]
  • La grande sala da pranzo, dove i passeggeri si recavano per cena. Era l'area più spaziosa riservata alla prima classe, lunga 35 metri e larga 28, poteva ospitare 532 persone. Era arredata come la sala di reception, in stile giacobiano, ma, al posto dei pannelli scuri in quercia tipici delle residenze inglesi, le pareti e il soffitto erano laccati di bianco. L'ambiente era illuminato grazie a moltissime plafoniere. Le sedie del salone erano rivestite in pelle verde, insieme ai mobili in rovere, dovevano contribuire a sostenere il tono complessivo della sala: il pavimento era decorato con piastrelle in linoleum blu scuro con fantasia rossa e gialla.[31]
 
La palestra
 
Il Café Parisien
 
La piscina del Titanic
  • Il bagno turco del Titanic, arredato in perfetto stile arabeggiante, era uno degli indicatori dell'esotismo che permeavano il periodo. Venne progettato in stile moresco seicentesco, con piastrelle verdi e azzurre.[32]
  • Per la prima volta su una nave (insieme all'Olympic) era presente una piscina coperta di 9×4 m nel ponte F. Inoltre, era presente una palestra, in cui si poteva essere aiutati da personale specializzato, e un campo di squash, ove si poteva giocare al prezzo di 2 scellini o 50 centesimi di dollaro.[33]
  • L'ufficio postale, che era situato a dritta dalle nave e da cui deriva il prefisso RMS, sigla di Royal Mail Ship che significa "regia nave postale".[31]

Il grande scaloneModifica

Il grande scalone di prima classe collegava tutti i ponti riservati alla prima classe, dal ponte aperto al ponte E. In realtà la doppia rampa incominciava sul ponte di coperta e finiva al ponte D. Lo scalone doveva essere arredato in stile William and Mary[34], ma francesizzato alla Luigi XIV, con balaustre in ferro battuto, alleggerite da fiori e foglie in bronzo; era sormontato al ponte di coperta da una grande cupola in vetro e ferro battuto che illuminava l'intero ambiente.[35]

Il corrimano del pianerottolo del ponte A era decorato da una grande lampada bronzea raffigurante un cherubino. Sul pianerottolo superiore era incassato un orologio fra due bronzi femminili, personificazione di Onore e Gloria che incoronano il Tempo. Sui pannelli dei pianerottoli di mezzo ponte erano situati grandi quadri. La grande scala sfociava al ponte D nella sala di reception, con un grande candeliere di 21 lampade. Sul retro della scala erano situati tre ascensori. Un ambiente identico ma rivestito di pannelli di legno chiaro collegava i ponti A, B e C, ed era utilizzato come sala di reception per i ristoranti del ponte B.[36]

La scalinata di prua era situata fra il primo e il secondo fumaiolo e la scalinata di poppa fra il terzo e il quarto. Sebbene lo scalone a poppavia fosse praticamente identico a quello di proravia, alcuni particolari erano diversi, quali l'orologio, e la cupola era situata più in basso rispetto a quella a proravia, infatti stava sul ponte A.[35]

Il ristorante À la carteModifica

 
Ristorante À la carte

Un'altra comodità per i passeggeri di prima classe era il ristorante italiano À la carte, ispirato allo stile dell'Hotel Ritz di Londra, punto di riferimento per l'alta società dell'epoca. Era situato sul ponte B nella parte di poppa, aveva 137 posti a sedere, comodamente suddivisi in 49 tavoli da 2, 4 o 8 persone.[37] Era gestito dall'italiano Luigi Gatti. Il personale sotto la gestione di Gatti era principalmente italiano, francese e, in minor parte, inglese.[38] Gatti alloggiava in una cabina di seconda classe nel ponte E, mentre gli altri assistenti alloggiavano in cabine multiple, sempre sul ponte E. Come molti altri, Gatti non sopravvisse al naufragio.[37]

Seconda e terza classeModifica

Le cabine di seconda classe erano situate dal ponte D al ponte G. Le comodità dei passeggeri di seconda classe potevano facilmente essere paragonate a quelle dei passeggeri di prima classe di altri transatlantici dell'epoca.[39]

Le cabine di terza classe erano situate dal ponte D al ponte G. Erano presenti cabine da 2 a 8 letti, oppure dormitori comuni. La terza classe valeva la seconda sulle altre navi ed era decorata con legno di pino verniciato di bianco, pareti smaltate e sedie di teak. Molte cabine disponevano di lavabo e, addirittura, ventilatori. Nel ristorante di terza classe era collocato un pianoforte. Nonostante questi servizi, i passeggeri di questa classe, perlopiù emigranti, non potevano usufruire degli stessi spazi delle altre classi: molti ponti erano interdetti a questi passeggeri. Inoltre, secondo le leggi americane dell'epoca, le navi dirette negli Stati Uniti d'America dovevano essere provviste di cancellate in ferro nei corridoi, per evitare il diffondersi di eventuali malattie. Durante il naufragio molte di queste cancellate furono trovate chiuse e furono una delle principali cause del gran numero di morti tra i passeggeri della terza classe, infatti molti non ebbero nemmeno la possibilità di salire in superficie.[40]

Le cucineModifica

 
L'ultimo menù del pranzo a bordo

La White Star Line, oltre a decorare la nave con la massima finezza possibile, si impegnò molto anche nel fornire ai passeggeri (soprattutto a quelli di prima e seconda classe) la miglior esperienza culinaria possibile. Le cucine di prima e seconda classe erano posizionate su ponte D e si estendevano per ben 50 metri. Erano dotate di 19 forni suddivisi in due grandi piani cottura, di due girarrosti, quattro griglie, forni a vapore, pentole a pressione e macchinari per impastare il cibo. La prima classe aveva a disposizione anche una pasticceria. La cucina di terza classe era situata sul ponte F, dietro le sale da pranzo, e poteva fare invidia alle cucine di prima classe di altre navi. Il cuochi a bordo erano 62, il capo cucina era Chester Proctor e Alfred Maytum era il capo macellaio.[41]

L'ospedale di bordoModifica

A bordo era presente anche un piccolo ospedale. Era dotato di diverse sale infermieristiche e una sala operatoria. Non aveva una sede principale, ma le varie sale erano dislocate in diversi punti della nave. Ogni unità infermieristica era divisa per classe: una per la prima e la seconda, una per la terza ed una per l'equipaggio. Il direttore sanitario era il dottor William Francis Norman O' Loughlin, medico di bordo anziano (nel senso di maggior anzianità di servizio e quindi di grado) della White Star Line[42]. Il secondo medico era John Edward Simpson, responsabile della seconda e terza classe tutti coadiuvati da un gruppo di infermieri. Alla partenza tutto l'equipaggio, per escludere eventuali problemi di salute, e tutti i passeggeri di terza classe, per impedire la diffusione di eventuali malattie, furono sottoposti ad una visita medica. Per i passeggeri di terza classe venivano controllati in particolare i capelli, per escludere la presenza di pidocchi. I passeggeri che superavano questa visita venivano ammessi a bordo e veniva consegnata loro una cartella medica; quelli che non superavano i requisiti minimi invece non furono fatti imbarcare.[43]

I costiModifica

Alla consegna il transatlantico Titanic costò circa 7,3 milioni di dollari (174 milioni di dollari del 2010). Il biglietto di sola andata per New York, in suite di prima classe, costava 3100 $, circa 40000  del 2012[44], mentre in appartamento di prima classe costava 4350 $ (o 870 sterline del 1912 pari a 83200 dollari del 2007, circa 64100 €), in cabina di prima classe 150 dollari (o 30 sterline dell'epoca, pari a 2975 dollari del 2007 o 2300 euro), in cabina di seconda classe 60 dollari (o 12 sterline dell'epoca pari a 1200 dollari del 2007, ovvero circa 930 euro), mentre un biglietto di terza classe solo 32-40 dollari (6-8 sterline dell'epoca, circa 595-793 dollari del 2007, fra i 458 e i 610 euro); inviare un telegramma privato di 10 parole dal servizio telegrafico di bordo costava 3,12 dollari (12 scellini e 6 pence di allora, l'equivalente di 62 dollari del 2007, 48 euro) e 9 pence per ogni parola aggiuntiva. Una partita a squash 50 centesimi ed una seduta al bagno turco 1 dollaro (rispettivamente 9 e 18 dollari odierni).[45]

Il viaggioModifica

L'equipaggioModifica

Filmato con immagini originali (1912)

Il Titanic contava circa 892 membri dell'equipaggio per il suo viaggio inaugurale.[46] Come altre navi del suo tempo, non aveva un equipaggio permanente e la stragrande maggioranza di essi erano lavoratori occasionali ingaggiati poche ore prima che salpasse da Southampton. Il processo di assunzione e reclutamento era iniziato il 23 marzo e alcuni erano stati inviati a Belfast, dove servirono da equipaggio ridotto durante le prove in mare del Titanic e il passaggio in Inghilterra all'inizio di aprile.[47]

Agli ordini del Titanic c'era il comandante Edward Smith che, dopo una carriera di oltre 40 anni, avrebbe fatto il suo ultimo viaggio prima della pensione.[48][4] In una sua celebre dichiarazione aveva affermato di non riuscire a immaginare alcun tipo d'infortunio che potesse accadere a questi nuovi transatlantici, poiché la tecnica di costruzione era andata ben oltre gli incidenti che si potessero allora immaginare. Egli volle al suo fianco un comandante in seconda più esperto di quello che gli era stato assegnato; all'ultimo momento chiese quindi alla Compagnia di trasbordare Henry Tingle Wilde sul Titanic almeno per il viaggio inaugurale. Wilde, che prima si trovava sull'Olympic, subentrò così a William McMaster Murdoch, il quale retrocesse alla funzione di 1º ufficiale; il 1º ufficiale Charles Lightoller diventò il 2°, mentre il 2°, di nome Blair, fu trasferito. Quest'ultimo andandosene, a causa di una dimenticanza, portò con sé la chiave che serviva ad aprire la cassaforte contenente i binocoli per la traversata. Probabilmente, con i binocoli a disposizione, le vedette sarebbero riuscite ad avvistare in anticipo l'iceberg.[49] Sembra che Wilde non fosse entusiasta dell'improvviso cambiamento e prima dello scalo a Queenstown scrisse alla sorella: «Questa nave continua a non piacermi, mi dà una strana sensazione».[50]

 
Il comandante Edward Smith

L'equipaggio del Titanic era ripartito in tre principali sezioni: Coperta, con 66 effettivi; Macchine, con 325; Alberghiera, con 494. La grande maggioranza dell'equipaggio non era quindi di formazione prettamente marinaresca, ma era un insieme di macchinisti, pompieri, fuochisti, responsabili della manutenzione dei motori, personale di camera, delle cambuse e responsabili dei passeggeri.[51] Di questi, oltre il 97% erano uomini; solo 23 membri dell'equipaggio erano donne, principalmente cabiniste.[52] Il resto rappresentava una grande varietà di mansioni: panettieri, cuochi, macellai, pesciaioli, lavapiatti, camerieri, istruttori ginnici, lavandai, cabinisti, addetti alle pulizie e persino un tipografo che stampava il quotidiano di bordo destinato ai passeggeri chiamato: Atlantic Daily Bulletin, contenente le ultime notizie ricevute dagli operatori telegrafici della nave.[53]

La maggior parte dell'equipaggio si imbarcò a Southampton il 6 aprile.[54] In tutto, 699 membri dell'equipaggio provenivano da tale città.[52] Alcuni specialisti erano lavoratori autonomi o erano subappaltatori. Tra questi vi erano i cinque impiegati postali, che lavoravano per la Royal Mail britannica e il Dipartimento delle Poste degli Stati Uniti, lo staff del ristorante della prima classe À la carte e il Café Parisien, gli operatori radiofonici, impiegati da Guglielmo Marconi, e gli otto musicisti, che erano impiegati di un'agenzia e viaggiavano come passeggeri di seconda classe. La paga dell'equipaggio variava considerevolmente, dalle 105 £ del capitano Smith al mese (equivalenti a £ 10.200 oggi) alle 3,10 £ (£ 340 oggi) destinate alle hostess. Il personale addetto alle consegne meno retribuito avrebbe potuto tuttavia integrare lo stipendio in modo sostanziale grazie alle mance dei passeggeri. Quello di un marinaio era di 5 £ al mese, quello di una vedetta era di 5 £ e 5 scellini. Il salario medio di ciascun operaio addetto alla costruzione della nave era mensilmente pari a poco più di 1 £. I telegrafisti avevano stipendi diversi: a Philips spettavano 4 £ e 5 scellini per il viaggio, mentre a Bride solo 2 £, 2 scellini e 6 penny. Un fuochista prendeva 6 £ per viaggio, un cuoco tra le 4 £ e le 10 £ per viaggio.[55][56]

I passeggeriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Passeggeri del RMS Titanic.
 
John Jacob Astor era il passeggero più facoltoso sul Titanic

I passeggeri del Titanic erano circa 1 317 persone: 324 in prima classe, 284 in seconda classe e 709 in terza classe; 869 (66%) erano maschi e 447 (34%) femmine. C'erano 107 bambini a bordo, il maggior numero dei quali erano in terza classe.[57] Durante il suo viaggio inaugurale la nave era notevolmente sotto utilizzata, poiché poteva ospitare 2.453 passeggeri: 833 di prima classe, 614 di seconda e 1.006 di terza classe.[58]

Molti passeggeri della seconda classe, precedentemente prenotati su altre navi, vennero dirottati sul Titanic a causa di uno sciopero nelle forniture di carbone. Tra loro viaggiava il ceto medio della popolazione, come impiegati, insegnanti e commercianti. La terza classe era affollata di emigranti provenienti da tutte le parti del mondo, che erano coadiuvati dall'interprete di bordo. In prima classe erano imbarcati alcuni degli uomini più in vista dell'epoca. Tra questi vi era il milionario John Jacob Astor IV, possessore di 150 milioni di dollari[50] e proprietario di alcuni preziosi immobili, tra cui il noto Waldorf-Astoria Hotel di New York.[59]

Vi erano inoltre l'industriale Benjamin Guggenheim (il cui fratello Solomon era titolare dell'omonima fondazione d'arte),[60] Isidor Straus[3] (proprietario del centro commerciale Macy's) e la moglie Ida, Washington Roebling (figlio del costruttore del ponte di Brooklyn, John Augustus Roebling), il consigliere presidenziale statunitense Archibald Butt (che tornava in America dopo una missione diplomatica a Città del Vaticano insieme al compagno, il pittore Francis Davis Millet), Arthur Ryerson (il magnate americano dell'acciaio), il giornalista William Thomas Stead, Noël Leslie contessa di Rothes, la scrittrice Helen Churchill Candee, lo scrittore Jacques Futrelle[3], i produttori di Broadway Henry e Irene Harris, l'attrice cinematografica Dorothy Gibson, la milionaria Margaret Brown, Sir Cosmo Duff-Gordon e sua moglie, la contessa Lady Duff Gordon, George Dunton Widener (figlio del magnate dell'industria tranviaria statunitense) con la moglie Eleanor e il figlio Harry Elkins, John Borland Thayer e molti altri.[61]

Avevano invece rinunciato al viaggio Lord Pirrie e l'ambasciatore americano a Parigi. In prima classe viaggiava anche l'amministratore delegato della White Star, Joseph Bruce Ismay, colui che ebbe l'idea di costruire la nave e ne scelse il nome. Era pure presente il principale progettista, Thomas Andrews, che voleva constatare di persona gli eventuali problemi del primo viaggio.[62] Andrews perse la vita nel naufragio, mentre Ismay s'imbarcò sull'ultima lancia disponibile, un battello pieghevole del tipo "Engelhardt".[63]

Il numero esatto di persone a bordo non è noto, in quanto non tutti quelli che avevano prenotato i biglietti si sono imbarcati sulla nave; circa 50 persone annullarono il viaggio per vari motivi,[64] e non tutti quelli che si erano imbarcati rimasero a bordo per l'intero viaggio.[65] Le tariffe variavano a seconda della classe e della stagione. Le tariffe di terza classe da Londra, Southampton o Queenstown costavano l'equivalente di £ 700 oggi, mentre le tariffe di prima classe più economiche costavano £ 23 (£ 2 200 oggi). Le suite di prima classe più costose dovevano costare fino a £ 870 in alta stagione (£ 85 000 oggi).[58]

La traversataModifica

 
Il ponte lance

Dopo la sua ultimazione, il 31 marzo 1912, la nave partì da Belfast il 2 aprile per giungere a Southampton due giorni dopo.[11]

La nave salpò il 10 aprile 1912 dal molo 44 di Southampton (Regno Unito) alle ore 12:00, con destinazione New York.[66] La durata del viaggio inaugurale del grande transatlantico era prevista in otto giorni, con arrivo previsto al molo 59[67] di New York la mattina del 17 aprile.[68] A causa del risucchio causato dalla partenza del Titanic, la piccola nave New York, ormeggiata nelle vicinanze, ruppe gli ormeggi e si avvicinò pericolosamente al gigante.[69] Il mancato incidente causò un ritardo di un'ora. Dopo avere attraversato la Manica, il Titanic arrivò in serata a Cherbourg, in Francia, dove sostò con tutte le luci accese, per poi partire qualche ora dopo alla volta di Queenstown (oggi Cobh), in Irlanda[69], dove scesero 7 passeggeri e si imbarcarono numerosi emigranti irlandesi. Ripartì da Queenstown alle 13:30 dell'11 aprile, seguendo la costa irlandese fino a Fastnet rock,[70] ad una distanza di circa 55 miglia nautiche (102 km). L'ultima fotografia del Titanic in navigazione verso New York venne scattata poco prima che doppiasse lo scoglio di Fastnet Rock. Da quel momento la nave percorse 1 620 miglia nautiche (3 000 km) attraverso il Nord Atlantico per raggiungere un punto nell'oceano noto come "l'angolo" sud-est di Terranova, dove i piroscafi diretti a ovest effettuavano un cambio di rotta. Il Titanic navigò solo poche ore dopo l'angolo su una linea lossodromica di 1 023 miglia nautiche (1 895 km) quando ebbe il fatale contatto con l'iceberg. La tappa finale del viaggio sarebbe stata di 193 miglia nautiche (357 km) fino al faro di Ambrose e infine al porto di New York.[71]

 
Il Titanic al momento della partenza

Dall'11 aprile al locale apparente di mezzogiorno del giorno successivo, il Titanic copriva 484 miglia nautiche (896 km); il giorno seguente, 519 miglia nautiche (961 km) e a mezzogiorno dell'ultimo giorno del suo viaggio, 546 miglia nautiche (1 011 km). Da allora fino al momento del suo affondamento viaggiò per altre 258 miglia nautiche (478 km), con una media di circa 21 nodi (39 km/h).[72] Il tempo si schiarì mentre lasciava l'Irlanda sotto un cielo nuvoloso con vento contrario. Le temperature rimasero piuttosto miti sabato 13 aprile, ma il giorno successivo il Titanic attraversò un fronte freddo con venti forti e onde fino a 2,4 metri. Queste si abbassarono mentre il giorno progrediva fino a quando, la sera di domenica 14 aprile, il tempo divenne sereno, con mare calmo e temperatura molto fredda.[73]

Già la sera dell'11 aprile, quando il Titanic si trovava al largo dalle coste irlandesi, arrivò un marconigramma con segnalazioni di iceberg nei pressi di Terranova, ma il messaggio non fu mai recapitato al capitano. Tra il 12 e il 13 aprile arrivarono molti altri avvertimenti di pericolo, ma nessuno di questi fu mai recapitato a Smith.[35][1]

Le ultime oreModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Naufragio del RMS Titanic.
L'iceberg che probabilmente fece naufragare il Titanic: sopra la foto scattata dal marinaio boemo Štěpán Řehořek di Dolní Štěpanice[74], imbarcato sulla Bremen; sotto quella fatta dal capo cameriere del Prinz Adalbert la mattina del 15 aprile 1912[75]

Il 14 aprile, dopo quattro giorni di navigazione, verso le 13:30, il comandante consegnò a Bruce Ismay un messaggio appena ricevuto dal vapore Baltic, che segnalava la presenza di ghiaccio a 400 km sulla rotta del Titanic; tuttavia il comandante non diminuì la velocità. Il direttore della White Star non diede eccessivo peso alla cosa e giudicò sufficiente spostare la rotta del transatlantico sulla rotta esterna meridionale (Outward Southern Track), un corridoio di navigazione concordato per le navi di linea. I due uomini discussero anche della velocità, decidendo di portarla al massimo possibile.[22] Nelle ultime 24 ore, infatti, erano state percorse ben 546 miglia nautiche e c'era la possibilità di arrivare a New York con un giorno di anticipo. Non fu mai chiarito di chi fu la responsabilità finale della decisione.[50]

In giornata arrivarono svariate segnalazioni di iceberg, ma nessuna di queste arrivò mai alla plancia di comando: alle 13:45 giunse un messaggio di segnalazione dal piroscafo Amerika; nel pomeriggio fu ricevuto un altro avviso dal Mesaba. I marconisti erano impegnati nell'invio dei numerosi messaggi privati dei passeggeri che, fin dal giorno prima, si erano accumulati a causa di un guasto momentaneo all'apparecchiatura radio.[50]

Verso le 21:00 la temperatura era scesa a un grado sopra zero. L'ufficiale di turno – Lightoller – aveva avvertito il comandante delle condizioni eccezionalmente calme del mare. Prima di ritirarsi in cabina, Smith ordinò di chiamarlo se fosse accaduto qualcosa di strano e di diminuire la velocità in caso di foschia. L'abbassamento della temperatura indicava probabilmente che si stavano avvicinando a un banco di iceberg[76] e Lightoller disse alle vedette di prestare attenzione ai ghiacci galleggianti, soprattutto a quelli di ridotte dimensioni, detti growlers.[77]

Alle 23:00 un importantissimo marconigramma giunse infine dal mercantile Californian, che sostava bloccato nella banchisa a poche decine di miglia a nord-ovest dal Titanic: nel messaggio veniva segnalata la presenza di un enorme campo di iceberg proprio sulla rotta del transatlantico, ma anche questo messaggio non venne recapitato in plancia. Anzi, il marconista Phillips rimproverò l'operatore del Californian per aver interrotto il suo lavoro con la stazione telegrafica di Capo Race, a Terranova. In generale, il risultato fu un atteggiamento di leggerezza e di eccessiva sicurezza che si impadronì di tutto l'equipaggio.[77]

CollisioneModifica

 
Un disegno della collisione, di Sir James Henry Potts (1914)

Alle 23:40 (ora locale della nave, UTC-3), le vedette Frederick Fleet e Reginald Lee[61] videro un iceberg di fronte alla nave. L'avvistamento avvenne "a occhio nudo", a causa della mancanza dei binocoli, e quindi in ritardo: si disse che la portata visiva della vedetta fosse di almeno un miglio in distanza, ma stando a recenti simulazioni computerizzate, che tengono conto di tutte le condizioni climatiche e del mare, la portata visiva non poteva superare i 450–550 m in distanza, troppo pochi per evitare la collisione alla velocità di 21 nodi (39 km/h) a cui filava il bastimento. Per evitare l'urto fatale, la velocità della nave non avrebbe dovuto superare i 9 nodi (17 km/h), il che avrebbe ritardato di tre giorni l'arrivo a New York.[78]

Dopo l'avvistamento, Fleet suonò tre volte la campana e telefonò alla plancia di comando dicendo «Iceberg dritto a prua! Iceberg dritto a prua!». Il comandante Smith era sceso nella sua cabina da mezz'ora e al comando della nave era in quel momento il primo ufficiale, Murdoch, che comandò di accostare immediatamente a sinistra, ordinando anche di mettere le macchine "indietro tutta", ma la nave viaggiava alla velocità di circa 22,5 nodi (41,7 km/h) (velocità calcolata subito dopo dal 4º ufficiale Boxhall) e non riuscì a rallentare nel tempo necessario a evitare l'impatto. La nave sfiorò a dritta (sul lato di destra) l'iceberg nella sua porzione emersa, ma la porzione immersa della montagna di ghiaccio tagliò letteralmente i pannelli d'acciaio della murata, schiodandoli.[79]

Dalle testimonianze dei superstiti, l'impatto non fu avvertito in prima classe, se non per un tintinnio dei lampadari di cristallo e per alcuni oggetti che caddero dai comodini, mentre venne descritto dai passeggeri di seconda classe come "una vibrazione ovattata, strana e breve", come "un botto sordo" dai passeggeri di terza classe, come un rumore "assordante di ferraglia" dai fuochisti, i primi che si resero conto dello sventramento della murata. Uno di essi diede la seguente testimonianza: «All'improvviso la murata di dritta parve rovinarci addosso. Si sentì come uno scoppio di arma da fuoco e l'acqua cominciò a scorrere intorno; ci gorgogliò tra le gambe e noi ci precipitammo con un balzo nel compartimento successivo chiudendoci alle spalle la porta stagna. Non pensai, e nessuno lo pensò in quel momento, che il "Titanic" sarebbe potuto affondare». Lightoller, che in quel momento si trovava lecitamente a letto nella sua cabina, testimoniò di aver avvertito soltanto «… un'interruzione nella monotonia del movimento».[80]

Prime fasi dopo l'impattoModifica

 
La posizione registrata del Titanic al momento dell'impatto fu 41°46′N 50°14′W / 41.766667°N 50.233333°W41.766667; -50.233333. Il relitto fu trovato al 41°43′N 49°56′W / 41.716667°N 49.933333°W41.716667; -49.933333.

Mentre l'acqua cominciava a invadere i compartimenti, furono immediatamente chiuse le porte stagne e il comandante Smith ordinò di scandagliare la nave. Secondo gli studi compiuti durante la progettazione, la nave avrebbe potuto rimanere a galla anche con quattro compartimenti allagati in successione, ma non con cinque (le sei falle aperte dall'iceberg interessarono infatti i primi cinque compartimenti prodieri). La situazione apparve sin da subito drammatica.[79]

Sebbene le paratie fossero state chiuse prontamente, l'intervento delle pompe non facilitò l'evacuazione dei compartimenti caldaie in cui si registrarono le prime vittime. Dopo i primi 15 minuti tutti i locali caldaie furono evacuati; allo stesso tempo alle sale macchine e alle zone turbine fu ordinato di arrestare completamente la propulsione, ma non fu detto loro di abbandonare i posti e, di conseguenza, tutti i banchi elettrici degli alternatori rimasero in funzione sino alle ultime fasi del naufragio.[81]

L'allagamento delle sale macchine, e in particolare della sala delle turbine elettriche, procedette per gradi e fu notevolmente ritardato dalle chiusure stagne e dalle pompe: ciò permise di continuare a fornire energia elettrica per il funzionamento delle apparecchiature e per l'illuminazione necessarie alle operazioni di evacuazione della nave.[79][7]

I calcoli effettuati da Thomas Andrews rivelarono che il transatlantico si sarebbe inabissato entro un'ora e mezza o due ore al massimo. Fu dato quindi l'ordine di abbandonare la nave.[82]

Il Titanic era dotato di 3560 salvagenti individuali, ma di sole 16 lance di salvataggio (più 4 pieghevoli), per una capacità totale di 1178 posti, insufficienti per tutti i passeggeri e l'equipaggio. Le operazioni d'imbarco si svolsero rispettando l'ordine del comandante, che suggeriva di far salire "prima le donne e i bambini".[83][84] L'equipaggio equivocò tale ordine, impedendo agli uomini di salire sulle lance; in realtà il comandante intendeva dire che gli uomini sarebbero potuti salire in seguito se fosse rimasto spazio libero.[85] La prima lancia fu calata in mare alle 00:40 dal lato di dritta con sole 28 persone a bordo; poco dopo ne fu calata una con solo 12 persone, sebbene le loro capacità fossero di 65 passeggeri. Molte delle lance vennero dunque calate in mare mezze vuote.

 
I componenti dell'orchestra suonarono durante il naufragio

«Tutto avveniva in termini così formali che era difficile rendersi conto della situazione. Uomini e donne, in piedi, a gruppetti, conversavano. Era uno spettacolo irreale, sembrava un dramma recitato per divertimento. Gli uomini, dopo aver fatto accomodare una signora sulla lancia, dicevano "dopo di lei" e facevano un passo indietro. Molti fumavano, altri passeggiavano.[86]»

I passeggeri di prima e seconda classe ebbero facile accesso al ponte lance tramite le scale che conducevano al ponte d'imbarco, mentre i passeggeri di terza ebbero notevoli difficoltà a trovare il percorso. Di tutti i passeggeri di terza classe se ne salvò soltanto un terzo. Ciò diede origine alla “leggenda”, supportata anche da alcune testimonianze, secondo la quale vennero intenzionalmente trascurati.[7]

Intanto, poco dopo mezzanotte, il 4º ufficiale Boxhall scorse le luci di una nave a circa 17 miglia di distanza (che le inchieste degli anni seguenti dichiararono fosse il Californian) e fu autorizzato da Smith a sparare gli otto razzi di segnalazione, uno ogni cinque minuti, senza alcun risultato.[87] Più o meno allo stesso momento, il comandante si recò personalmente in sala radio a consegnare una richiesta di aiuto ai due marconisti i quali a partire dalle 00:45 cominciarono a inviare l'SOS. Diversi bastimenti risposero, tra cui l'Olympic, ma erano tutti troppo lontani per intervenire in tempo.[76]

Il primo uomo in Europa a captare la richiesta di soccorso fu Arthur Moore.[88] La nave più vicina ad aver risposto era l'RMS Carpathia, distante 58 miglia nautiche. Il marconista del Carpathia, chiamato Cottam, restò allibito quando ricevette un messaggio di soccorso dal celebre transatlantico al viaggio inaugurale e svegliò di corsa il comandante Arthur Rostron per comunicare la notizia.[27] Subito fu dato ordine di invertire la rotta e mettere le macchine avanti tutta, ma il Carpathia sarebbe giunto sul posto in non meno di quattro ore.[89]

Due ore dopo l'impatto con l'iceberg, il Titanic aveva imbarcato almeno 25 milioni di litri d'acqua[90] (pari a circa 25000 tonnellate) e la situazione cominciò ad assumere aspetti drammatici. L'orchestra di bordo continuò a suonare fino all'1:40 circa. L'ultimo brano suonato fu un inno cristiano, forse Autunno o più probabilmente Nearer, My God, to Thee (Più presso a te, Signor). Tutti i musicisti morirono nel naufragio.[79]

Fasi finali dell'inabissamentoModifica

 
Una GIF animata del naufragio, a colori e con l'orario indicato per ogni fase dell'affondamento

Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, e tramite le ricostruzioni effettuate grazie al relitto, si è stabilito che verso l'1:30 la prua della nave fosse completamente sommersa, con la poppa fuori dall'acqua.[1]

La scialuppa pieghevole D venne calata in mare con 44 persone a bordo (la capacità era di 47) dopo che Lightoller e i suoi marinai l'avevano difesa dall'assalto dei passeggeri. Queste erano le ultime lance rimaste a disposizione.[63] Circa un centinaio di persone si radunarono intorno a due sacerdoti e cominciarono a recitare il rosario.[87] Con loro arrivarono anche tutti i macchinisti, che avevano lavorato alle pompe, ritardando il più possibile l'inabissamento e assicurando energia elettrica fino quasi alla fine: i macchinisti morirono tutti così come tutto il personale non marittimo.[63]

 
Il naufragio in un dipinto d'epoca di Willy Stöwer

Verso le ore 2:10 la poppa si era sollevata al punto da formare un angolo di 30° con la superficie del mare, stagliandosi contro il cielo stellato. La forza terrificante generata dall'emergere dello scafo provocò il lento schiacciamento della chiglia e la dilatazione delle sovrastrutture, che portarono lo scafo al punto di rottura.Stante ai calcoli effettuati dagli scienziati della spedizione del 1997, sul Titanic agì in quel momento una pressione di tre tonnellate per centimetro quadrato. Il fumaiolo di proravia si staccò, mentre l'acqua ruppe i vetri della cupola e inondò lo scalone, riversandosi nella nave.[90]

Il testimone oculare Jack Thayer, da bordo di una lancia, rese questa testimonianza:

«Il ponte era leggermente girato verso di noi. Si vedevano mucchi dei quasi 1500 passeggeri rimasti a bordo che si affastellavano come sciami d'api, ma solo per ricadere a gruppi, a coppie, da soli, mentre circa 80 metri di scafo si alzavano formando con la superficie un angolo di circa 70°. Poi la nave, e con essa il tempo stesso, sembrarono fermarsi. Infine, gradualmente, il ponte si girò, come a voler nascondere l'orrendo spettacolo alla nostra vista.»

(Testimonianza di Jack Thayer[91])

L'acqua penetrò all'interno della crepa prodotta dallo spezzamento della nave in due tronconi; di conseguenza velocizzò l'inabissamento del troncone di prua (nonostante ancora non si fosse completamente staccato dal troncone di poppa), consentendo alla poppa di rialzarsi perpendicolarmente; nel frattempo la prua si staccò e si inabissò, lasciando galleggiare la poppa per qualche minuto.[1]

Alle 2:20 anche la parte poppiera si inabissò, portando a termine la breve vita del Titanic.[35][1]

Le operazioni di salvataggioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Passeggeri del RMS Titanic e Lance di salvataggio del RMS Titanic.
 
Le navi più vicine al Titanic la notte del naufragio

La quasi totalità dei 706 superstiti risultò consistere nelle persone che avevano preso posto sulle lance, mentre pochissimi furono i sopravvissuti tra quanti si trovavano a bordo del Titanic nella fase finale del naufragio. La temperatura era di circa 0°C e tutti coloro che erano in mare avrebbero potuto resistere al massimo 10 minuti prima di assiderarsi. Infatti gran parte dei naufraghi morì appunto per ipotermia e non per annegamento, dato che quasi tutti indossavano il giubbotto salvagente. Nessuno fu vittima degli squali (peraltro presenti anche a quelle latitudini).[92]

Otto membri dell'equipaggio, due dei quali morirono per ipotermia dopo il salvataggio, furono recuperati dalla lancia numero 4, la penultima a lasciare la nave che, al comando del timoniere Walter Perkis, si era trattenuta nei pressi del transatlantico allo scopo di imbarcare altri passeggeri dai portelloni laterali (che però furono trovati chiusi) e di recuperare quelli che potevano raggiungerla a nuoto.[93][94][95][96][97][98][99][100]

 
Due lance di salvataggio del Titanic fotografate da bordo del Carpathia; la lancia sulla dritta è la n. 14, sulla quale si trovava il 5º ufficiale Harold Lowe

Altri quattro naufraghi, uno dei quali deceduto dopo il recupero, vennero tratti in salvo dalla lancia n. 14 che, al comando del quinto ufficiale Harold Godfrey Lowe, fu l'unica imbarcazione a tornare verso il gruppo dei naufraghi in cerca di superstiti.[101][102][103][104][105][106]

Venti o trenta naufraghi riuscirono a raggiungere la pieghevole «A», rimasta alla deriva semiallagata (all'interno vi erano 30-35 centimetri d'acqua) e con i fianchi di tela abbassati (tanto che i superstiti dovettero trascorrere ore con l'acqua alle ginocchia), ma molti di essi morirono di ipotermia nel corso della notte; mentre i sopravvissuti, il cui numero non è mai stato del tutto accertato, ma si pensa tra le 14 e le 20 persone, vennero recuperati, la mattina seguente, dalla lancia numero 14.[107]

Tra i superstiti della pieghevole «A» vi fu anche Rhoda Mary Abbott, l'unica donna sopravvissuta a non essere salita su una lancia prima del definitivo inabissamento. Alcune decine di superstiti si arrampicarono invece sul relitto della pieghevole «B», che si era capovolta, ma alcuni dei naufraghi (tre o quattro, secondo quanto riferito dai superstiti), tra cui il primo radiotelegrafista John George Phillips, morirono anch'essi d'ipotermia nel corso della notte, mentre 30 superstiti vennero presi a bordo, la mattina successiva, dalle lance 4 e 12.[63] Tra i superstiti della pieghevole «B» vi furono il secondo ufficiale Charles Herbert Lightoller, il secondo radiotelegrafista Harold Sidney Bride e i passeggeri di prima classe Jack Thayer e Archibald Gracie, che furono tra i principali testimoni oculari delle fasi finali dell'inabissamento del Titanic.

L'unica altra lancia a recuperare dei superstiti dall'acqua fu la lancia pieghevole «D», i cui occupanti trassero in salvo il passeggero di prima classe Frederick Maxfield Hoyt, che era riuscito a raggiungere a nuoto la lancia, una delle più vicine al Titanic, saltando in mare dopo avervi fatto imbarcare la moglie.[108][109] Verso le 4 della mattina giunse sul posto il Carpathia, che recuperò i naufraghi sopravvissuti sulle lance. Le salme di quattro vittime decedute a bordo delle lance furono sepolte in mare dal piroscafo: si trattava, probabilmente di David Livshin/Abraham Harmer (pieghevole B), William Fisher Hoyt (lancia 14), Sidney Conrad Siebert e Willam Henry Lyons (lancia 4), tutte persone recuperate dal mare. A bordo fu poi tenuta una cerimonia religiosa per i dispersi e alle 8:50 la nave partì per New York, dove arrivò il 18 aprile con 706 superstiti.[61]

Le inchieste sul naufragioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Naufragio del RMS Titanic.
 
Una scheda dei danni subiti dal Titanic durante il naufragio
 
Ragazzino che distribuisce giornali nei pressi degli uffici della White Star a Londra

Subito dopo il naufragio furono aperte parallelamente due inchieste, una dal Congresso statunitense (gran parte dei naufraghi della prima e della seconda classe erano cittadini statunitensi e praticamente tutti i passeggeri della terza classe erano in procinto di diventarlo) e una dal Ministero del Commercio britannico (tenutasi presso la Scottish Drill House) che seguirono la vicenda, tra l'aprile e il luglio del 1912.[78] Nel corso di queste inchieste alcuni testimoni indicarono che – come effettivamente appurato al momento del ritrovamento del relitto settant'anni più tardi – lo scafo si squarciò rompendosi in due tronconi (un testimone addirittura eseguì un bozzetto delle fasi del naufragio), mentre altri non furono in grado di confermare l'accaduto. Gli ingegneri navali smentirono categoricamente la possibilità che la pressione idrostatica avesse potuto prevalere sulla tenuta dell'acciaio e che – quindi – il transatlantico si fosse spezzato, ma le testimonianze dei pescatori dell'isola di Terranova confermarono l'accaduto in quanto avevano recuperato, tanto al largo, quanto a riva, per alcuni mesi dopo il naufragio diverse tavole di mogano e di ebano e di teak. La compagnia di navigazione appoggiò la versione dell'inabissamento del transatlantico integro per evidenti motivi d'immagine. Dalle innumerevoli fotografie scattate negli abissi ove il relitto giace, a partire dal 1985, appare ora possibile ricostruire il drammatico naufragio della nave, che non avvenne, come descritto nella relazione finale delle inchieste «…scivolando lo scafo integro sotto le onde dell'oceano, andando, quindi, ad adagiarsi dolcemente sul fondo.» Gli istanti finali della vita del Titanic furono spaventosamente violenti e dipingono un drammatico e raccapricciante quadro di distruzione a carico della nave.[110]

Il ritrovamentoModifica

Il relittoModifica

L'ipotesi di trovare il relitto del Titanic nacque poco dopo il naufragio. I rilievi batimetrici, già nel 1912, indicavano una profondità oceanica di 3800 m nella zona della sommersione, troppo grande per la tecnologia dell'epoca, tenendo conto che la pressione che l'acqua genera a quella profondità è pari a circa 380 kg/cm². Oggi è noto che il relitto giace a circa 1600 km di distanza da New York e a circa 650 km da Capo Race a Terranova (al momento del ritrovamento, Ballard indicò la distanza di 375 miglia da St. John's e 1000 miglia da Boston). Al tempo si calcolava che il relitto fosse al largo dei Banchi di Terranova, a circa 900 km da Capo Race, alle coordinate – poi dimostratesi errate – di 41°46' N di latitudine, 50° 14' W di longitudine.[111]

Nessun tentativo fu compiuto fino al 1º settembre 1985, quando una spedizione congiunta franco-americana[112], condotta da Jean-Louis Michel e Robert Ballard del Woods Hole Oceanographic Institution, localizzò il relitto, grazie alla strumentazione di sottomarini a comando remoto quali l'Argo e l'ANGUS (Acoustically Navigated Geological Underwater Survey). L'anno successivo Ballard si recò nuovamente sul posto e fotografò l'intero relitto con l'ausilio del sommergibile Alvin, a 22 km di distanza dal luogo dove si supponeva si trovasse.[113] Esso giace a circa 486 miglia dall'isola di Terranova, ad una profondità di 3787 m, su un fondale fangoso, ai piedi della scarpata continentale nordamericana, pertanto proprio sulla piana abissale. Le coordinate esatte sono: 41°43′55″N 49°56′45″W / 41.731944°N 49.945833°W41.731944; -49.945833.[111]

 
La punta della prua, fotografata nel giugno 2004

La scoperta più interessante fu che la nave si era spaccata in due tronconi, con la sezione di poppa situata a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta. C'erano testimonianze discordanti sul fatto che la nave si fosse spezzata e le inchieste successive conclusero che la nave si era inabissata intatta. Per esempio, il 2º ufficiale Lightoller e il colonnello Gracie affermarono sempre che lo scafo naufragò intatto[90], e così pure Lawrence Beesley nel suo libro The Loss of the Titanic. Secondo i disegni riportati nel libro di Ballard, è probabile che la rottura si sia verificata poco sotto il livello dell'acqua, facendo così intuire (non vedere) l'avvenuta rottura. Ciò che i testimoni videro fu infatti l'improvvisa discesa del ponte di poppa sulla superficie, per poi rialzarsi in posizione verticale.[114]

Si stabilì che la prua si inabissò con un angolo di discesa accentuato, arando il fondale marino dopo il distacco dalla poppa e sotterrandosi per circa 18 metri. La poppa, invece, si devastò completamente a causa dell'aria contenuta al momento della sommersione, che ebbe l'effetto di scardinare scafo e ponti. Alla devastazione contribuì anche l'elevata velocità di impatto col fondale, dato che la poppa era appesantita dalle mastodontiche motrici alternative, che ancora oggi si trovano imbullonate nella posizione originale. I tronconi della nave si inabissarono a gran velocità, tanto che si stima abbiano raggiunto il fondale dopo soli 5 minuti e non circa 2 ore dopo, come si calcolò in passato tenendo presente la più lenta discesa di un relitto integro.[111]

Per quanto riguarda i fumaioli, di essi non è stata trovata quasi alcuna traccia. Il n. 1 si staccò quando la nave era ancora in superficie, mentre gli altri si ritiene possano essersi staccati dopo 300 m di profondità, a causa della pressione dell'acqua. Tutti, comunque, si sono spostati di diversi chilometri dal luogo del naufragio per effetto delle correnti marine. Attorno al relitto si trova una gran quantità di rottami, arredi, stoviglie e oggetti personali dispersi nel raggio di circa un miglio quadrato. I corpi umani e i materiali deperibili come il legno sono stati divorati in brevissimo tempo dagli organismi marini.[111]

Nei primi anni dopo il ritrovamento si fece sempre più forte l'ipotesi di riuscire a riportare a galla i tronconi dello scafo[115], ipotesi avanzata anche da Jacques Piccard, il quale però non ne vedeva la reale necessità.[116] Nel 1987 incominciarono a essere recuperati oggetti di valore, tra cui una borsa di pelle piena di gioielli, alcune casseforti e altri manufatti del relitto, che successivamente furono esposti in alcune mostre[117] e aperti in diretta televisiva mondiale.[118]

Furono recuperati circa 5000 manufatti, una parte dei quali vennero portati in Francia, dove un'associazione di artigiani, ognuno specializzato in un campo diverso, li restaurò pazientemente. Per esempio, furono rimessi a nuovo alcuni trombini - ossia le sirene a vapore dei fumaioli -, la base in legno di una bussola, una statuetta di ceramica, la griglia metallica di una panchina, una valigia da uomo contenente indumenti, perfino materiale cartaceo, come spartiti musicali, lettere, ricevute bancarie, ecc. Alcuni restauratori sono però contrari al completo restauro dei reperti, in quanto essi sono più significativi se mantengono traccia del trauma che hanno subìto.[90] Nell'agosto 1996 fu tentato un recupero dello scafo alla presenza di due navi da crociera, ma il recupero fallì a causa di un guasto meccanico risolto pochi giorni dopo, quando venne riportata a galla una porzione del ponte di prima classe comprendente due cabine per un totale di 10 tonnellate.[119]

 
Rusticles sul relitto del Titanic, che sono delle formazioni sedimentarie di ossidi di ferro e batteri, causati principalmente dall'Halomonas titanicae, batterio scoperto nel 2010.

L'operazione si svolse grazie all'utilizzo di palloni riempiti di gasolio, che è un liquido più leggero dell'acqua. Diversi scienziati, tra cui Robert Ballard, ritengono che le visite turistiche al relitto stiano accelerando il processo di degrado.[120] Microrganismi marini stanno progressivamente consumando il ferro del Titanic fin dal momento del naufragio, ma a causa del danno aggiunto dai visitatori la National Oceanic and Atmospheric Administration americana stima che «…lo scafo e la struttura della nave potrebbe collassare sul fondale oceanico entro i prossimi 50 anni»[121] (entro 80-100 anni secondo altre stime).[122] Il libro di Ballard Return to Titanic, pubblicato dalla National Geographic Society, include fotografie che evidenziano il degrado del ponte superiore causato dal posarsi dei batiscafi.

Gli scienziati della spedizione sottomarina del 1997 hanno collocato sulla parte più corrosa del relitto, a prua, una specie di esca con negativi fotografici. Dopo qualche giorno si sono accorti che la gelatina della pellicola era stata intaccata dai batteri che si nutrono di ferro, calcolando che in cento anni circa il 20% della prua è già stato consumato. Secondo gli studiosi, il Titanic è letteralmente "divorato" dai batteri e col passare dei secoli si trasformerà in polvere e minerale ferroso.[90] Nel dicembre 2010 gli scienziati della Dalhousie University di Halifax (Canada) e dell'Università di Siviglia (Spagna) hanno reso pubblici i risultati di nuove analisi su reperti prelevati dalla nave (responsabili delle formazioni rugginose a forma di stalattiti chiamate rusticles, termine coniato da Ballard come contrazione di rust, ruggine e icicles, ghiaccioli[123]), causa del degrado dello scafo, e hanno isolato una nuova specie di batteri, mai trovata a quella profondità e chiamata Halomonas titanicae.[124]

Alternativamente, vi è la concreta possibilità che la fine del relitto non sia quella di esser ridotto in ruggine, bensì di esser sepolto. Nel 2012 una spedizione organizzata dalla National Geographic Society ha rilevato un imponente sistema di dune sabbiose, più elevate del relitto stesso, che stanno muovendosi lungo il fondale in direzione nord-ovest verso sud-ovest e che nel giro di un trentennio potrebbero ricoprire totalmente il relitto, creando un ambiente anaerobico, che preserverebbe lo scafo dalla corrosione batterica, ma che impedirebbe qualsiasi altra missione scientifica.[125]

OggettiModifica

Nel corso degli anni sono stati recuperati dal fondale moltissimi reperti.

  • Nel 1987 è stato recuperato il Cherubino della grande scalinata di prima classe;[126]
  • Nel 2008 è stato venduto al prezzo di € 130 000 l'orologio da taschino appartenuto all'assistente di prima classe Edmund Stone;[127]
  • È stata ritrovata la cartina della nave: lunga 9,2 metri, fu utilizzata dai testimoni per individuare in quale punto l'iceberg avesse colpito la nave. È stata venduta all'asta per € 308 000;[127]
  • Nel marzo 2013 è stata resa nota la notizia del ritrovamento del violino appartenuto a Wallace Hartley, che è stato venduto il 18 ottobre successivo alla cifra di 900000 £. Il violino è stato ritrovato nella soffitta di un insegnante del Lancashire. Dopo 7 anni di analisi, è stato appurato che il violino è autentico: sono ben visibili i segni dell'immersione in acqua. Inoltre, probabilmente la prova maggiore dell'autenticità del reperto, è presente una targa con inciso "Per Wallace, in occasione del nostro fidanzamento, da Maria". Infatti, il violino era stato regalato ad Hartley dalla sua fidanzata, Maria Robinson.[128]
  • Nel 2007 venne venduta all'asta per € 108.000 la chiave della cassaforte contenente i binocoli. Questa, per una dimenticanza, non era stata lasciata a bordo, ma era stata presa da David Blair, che dopo il rimaneggiamento degli ufficiali aveva lasciato la nave. Probabilmente, se quella chiave fosse rimasta a disposizione delle vedette, il destino del transatlantico sarebbe potuto essere diverso.[49]

Proprietà e contenziosiModifica

In data 7 giugno 1994 furono assegnati alla RMS Titanic Inc. i diritti di proprietà e di recupero sul relitto[129] da parte della Corte Distrettuale americana per il Distretto orientale della Virginia (U.S. District Court for the Eastern District of Virginia) di Richmond. RMS Titanic Inc., società affiliata della Premier Exhibitions Inc., e i suoi predecessori avevano condotto sette spedizioni al relitto tra il 1987 e il 2004 e hanno salvato circa 5500 oggetti. L'artefatto più grande, recuperato nel 1998, fu una sezione dello scafo di 17 tonnellate.[130]

Molti di questi artefatti sono parte di esposizioni itineranti, esposte dalla RMS Titanic Inc. in musei in tutto il mondo.[131] Nel 1987 durante 32 immersioni, una spedizione mista franco-americana che includeva il predecessore della società RMS Titanic Inc., recuperò approssimativamente 1800 artefatti, che furono portati in Francia per il loro restauro e la conservazione. Nel 1993 un amministratore francese dell'Ufficio per gli Affari Marittimi del Ministero per Equipaggiamento, Trasporto e Turismo assegnò al predecessore della RMS Titanic Inc. il titolo per gli artefatti recuperati nel 1987. In una mozione del 12 febbraio 2004, RMS Titanic Inc. chiese che la Corte distrettuale le assegnasse «…titolo per tutti gli artefatti (inclusi porzioni dello scafo) soggetti della presente azione, sulla base della normativa marittima sulle cose ritrovate» oppure, in alternativa, un compenso per il loro recupero nell'ammontare di 225 milioni di dollari. RMS Titanic Inc. escludeva dalla mozione la richiesta di un compenso per gli artefatti del 1987, però richiedeva che la Corte distrettuale dichiarasse che, basato sull'azione amministrativa francese «…gli artefatti recuperati durante la spedizione del 1987 fossero indipendentemente di proprietà di RMST.»[132]

A seguito di un'udienza, la Corte Distrettuale rifiutò in data 2 luglio 2004 di riconoscere la decisione del 1993 dell'amministratore francese e rigettò la richiesta di RMS Titanic Inc. dell'assegnamento di titolo per gli artefatti recuperati a partire dal 1993 e di applicare la norma marittima sul ritrovamento di cose perdute. La RMS Titanic Incorporated ricorse alla Corte d'appello degli Stati Uniti dell'America; nella sua decisione del 31 gennaio 2006,[132] la corte ha riconosciuto espressamente «…che sia appropriato di applicare la normativa sul salvataggio marittimo su relitti come quello della Titanic» e ha negato l'applicazione della normativa marittima sul ritrovamento di cose perdute. La Corte ha però deciso anche che la Corte Distrettuale «…non aveva giurisdizione sugli “artefatti del 1987” e ha quindi annullato questa parte della decisione» della Corte del 2 luglio 2004. In altre parole, secondo questa decisione, RMS Titanic Inc. ha titolo per gli artefatti assegnatigli nella decisione francese (precedentemente valutati a 16,5 milioni di dollari) e continua ad essere in possesso del relitto del Titanic. La Corte d'appello ha rinviato alla Corte distrettuale il compito di determinare il compenso di salvataggio (225 milioni di dollari richiesti da RMS Titanic Inc.).[133]

Nel luglio 2019, durante una spedizione, un sottomarino Triton 3600 (noleggiato dalla Eyos Expeditions), con a bordo scienziati della Newcastle University, perde il controllo ed urta accidentalmente la murata di dritta del Titanic a 3810 metri di profondità. L’incidente rimarrà nascosto per mesi ed emergerà il 29 gennaio 2020 nell'ambito della battaglia legale in corso che deciderà il futuro di ciò che resta della nave.[134]

Il Titanic nell'immaginario collettivoModifica

È opinione largamente condivisa che questa tragedia non fu soltanto un grave incidente marittimo.

«L'affondamento del Titanic rappresentò la fine di un'epoca, il sogno infranto della Belle Époque. Come per la caduta dell'Impero babilonese, l'affondamento del Titanic ha rappresentato il simbolo dello sgretolamento di orgogliosi imperi, con una simile mescolanza di ricchi, borghesi e poveri tutti destinati insieme all'abisso. Era la fine di una leggenda che sposava la tecnologia alla ricchezza, il materialismo al romanticismo, l'illusione alla fantasia.[135]»

Secondo lo scrittore documentarista Walter Lord, il richiamo del Titanic deve avere componenti più universali. «È un perfetto esempio di crescendo tragico, si passa da un iniziale 'non crederci' al disagio che via via aumenta fino alla completa consapevolezza. Nella storia della nave è facile seguire tale sequenza, quasi come in un film proiettato al rallentatore. Emotivamente coinvolti, ci chiediamo che cosa avremmo fatto noi.»[136]
Questa sensazione è ben descritta dal testimone Lawrence Beesley:[137]

«D'improvviso un fiotto di luce dal castello di prua e un razzo s'innalzò sibilando verso il cielo, là dove le stelle ammiccavano sfavillanti sopra di noi. Salì sempre più in alto, mentre un mare di volti lo seguiva con lo sguardo e una pioggia di scintille ridiscesero lentamente scomparendo ad una ad una. E con un sospiro affannoso una parola sfuggì dalle labbra della folla: «Razzi!». È inutile negare l'intensità drammatica della scena; separatela da tutti i terribili eventi che seguirono e immaginatevi la calma della notte, la luce improvvisa sui punti affollati di gente vestita o svestita nelle fogge più svariate, lo sfondo degli enormi fumaioli e degli alberi affusolati rivelati dal razzo che s'innalzava, il cui lampo illuminava allo stesso tempo i volti (e i riposti pensieri) della folla obbediente, gli uni semplicemente col bagliore fisico della luce, gli altri con l'improvvisa rivelazione del significato di quel messaggio. Ognuno seppe senza il bisogno di parole che chiedevamo aiuto a chiunque fosse abbastanza vicino da vederci.»

Cinema e televisioneModifica

 
Poster pubblicitario del film Saved from the Titanic (1912)

La storia del Titanic è stata oggetto di numerosi film e fiction. Il primo è Salvata dal Titanic (Saved from the Titanic), un film americano di Etienne Arnaud con Dorothy Gibson, sopravvissuta al naufragio. Pubblicato nel 1912, non ne rimane traccia a seguito dell'incendio negli studi in cui era conservato. Nello stesso anno è uscito In Nacht und Eis, un film muto tedesco.

Nel 1943, Joseph Goebbels voleva che venisse creato un film destinato alla propaganda nazista, così fu registrato La tragedia del Titanic, diretto da Werner Klingler e Herbert Selpin con Sybille Schmitz e Hans Nielsen. Non venne distribuito nelle sale cinematografiche tedesche per non impressionare ulteriormente la popolazione già provata dai bombardamenti aerei. Dopo la guerra ebbe un notevole successo nell'Unione Sovietica grazie alla sua connotazione anti-capitalistica.[138]

Nel 1953 viene registrato a Hollywood il film Titanic, diretto da Jean Negulesco con Barbara Stanwyck e Clifton Webb. L'anno 1958 vide l'arrivo sugli schermi del film Titanic, latitudine 41 nord (A Night to Remember), un film britannico di Roy Ward Baker con Kenneth More e Ronald Allen. Adattato dal libro Titanic: la vera storia dello storico Walter Lord, è stato prodotto con l'aiuto di alcuni sopravvissuti. Fu uno dei film più vicini alla realtà.[139]

Nel 1979 esce S.O.S. Titanic, telefilm anglo-americano diretto da William Hale. L'anno seguente esce Blitz nell'oceano (Raise the Titanic), un film americano di Jerry Jameson adattato dal romanzo di Clive Cussler.[140] Cussler non fu molto contento del risultato, che stravolgeva pesantemente la trama del film, ed anche i risultati di critica non furono positivi[141].

Nel 1996 viene pubblicata la miniserie Il Titanic di Robert Lieberman, con Peter Gallagher, Eva Marie Saint e Catherine Zeta-Jones. Viene riprodotta la storia della nave in due parti di un'ora e venti ciascuna. Nonostante ci siano delle reinterpretazioni inventate, la trama racconta alcuni aneddoti reali, come la storia della famiglia Allison.[142]

Il più famoso è sicuramente il film di James Cameron, Titanic, uscito nel 1997. I protagonisti sono Leonardo DiCaprio, Kate Winslet e Billy Zane. Il film ha vinto 11 Oscar e guadagnato 2,2 miliardi di dollari in tutto il mondo. Divenne così, per l'epoca, il film che ha raccolse i più grandi incassi della storia.[143] Questo film ha fatto rinascere l'interesse per il Titanic, con conseguente pubblicazione (e talvolta la riedizione) di numerosi libri e mostre. Cameron ha anche prodotto, nel 2003, il documentario Ghosts of the Abyss riguardante il relitto della nave.[144]

Nel 2000 esce Titanic - La leggenda continua, film di animazione scritto e diretto da Camillo Teti, ispiratosi al film del 1997 di Cameron.[145]

Nel 2010 esce Titanic II, che si svolge in gran parte a bordo di una nave chiamata SS Titanic II, che affronterà in una sorte molto simile a quella del Titanic.[146]

LetteraturaModifica

Il romanzo di avventura Recuperate il Titanic! (1976) scritto da Clive Cussler parla di un ipotetico recupero della nave al fine di accedere a del materiale contenuto segretamente nelle sue stive. Il romanzo non tiene conto della scoperta che il Titanic si era spezzato in due durante il naufragio, fatta da Robert Ballard nove anni dopo.

Il romanzo sentimentale La ricamatrice di segreti (2012) di Kate Alcott è incentrato sulla tragedia del Titanic.

Il romanzo fantasy Fateful di Claudia Gray è ambientato sul Titanic.

FumettiModifica

  • Titanic è una storia a fumetti di Attilio Micheluzzi, pubblicata per la prima volta a puntate nel 1988 sulla rivista Comic art.[147]
  • Il Titanic è presente nel racconto a fumetti Titanic 2000 di Rat-Man, tutto incentrato su una copia del Titanic (il sesto tentativo) che farà la sua stessa fine.[148]
  • Dylan Dog numero 90 (Titanic) e numero 120 (Abyss) ruotano entrambi intorno alla storia del Titanic.[149]

MusicaModifica

  • Terra Titanic è il titolo di una canzone di Peter Schilling, da lui incisa nel 1984, in doppia versione inglese e tedesca.[150]
  • Titanic è il titolo di una canzone di Francesco De Gregori (contenuta nell'omonimo album Titanic), il quale ne ha composte altre tre sempre in relazione al tragico evento: L'abbigliamento di un fuochista, I muscoli del Capitano e Tutti salvi (quest'ultima in chiave ironica).
  • La storia del naufragio del Titanic è inoltre narrata nella ballata di 15 minuti del 2012 di Bob Dylan, intitolata Tempest (omonimo titolo dell'album), in cui, fra l'altro, viene citato il protagonista Leonardo DiCaprio del film Titanic di James Cameron.[151]

VideogiochiModifica

I più rilevanti videogiochi incentrati sul Titanic[152]:

Leggende e misteriModifica

Il romanzo-profezia del 1898Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il naufragio del Titan.

Quattordici anni prima della tragedia, nel 1898, venne pubblicato un romanzo dal titolo Futility, or the Wreck of the Titan. L'autore, Morgan Robertson, narrò le vicende di un transatlantico chiamato Titan, nel romanzo il più grande mai costruito e considerato inaffondabile, che nel mese di aprile ebbe una collisione con un iceberg nel Nord Atlantico naufragando in poche ore.

Molti dettagli appaiono incredibilmente simili alla tragedia del Titanic, come per esempio la stazza di 46000 tonnellate, la lunghezza di 243 metri, la velocità di collisione specificata in 25 nodi (ossia 47,5 km/h) e l'ora (intorno a mezzanotte), il numero dei compartimenti stagni (19) e lo scarso numero di lance di salvataggio.[135][153]

Era veramente il Californian?Modifica

La sera del naufragio fu affermato da molti passeggeri e marinai a bordo del Titanic di aver avvistato una nave all'orizzonte che sembrava essere molto vicina (circa 17 miglia). L'inchiesta americana e britannica dichiararono che la nave osservata dai passeggeri fu il Californian, che soli 45 minuti prima dell'impatto con l'iceberg aveva tentato di avvisare le altre navi in zona della presenza di ghiacci. Successivi studi hanno però messo in dubbio la versione approvata dalle due inchieste, rivelando elementi che non erano stati tenuti in considerazione:[154]

  • intorno alle 23:00 del 14 aprile il Californian scorse le luci di una nave, ma nessuno sul Titanic a quell'ora aveva avvistato altre navi;
  • il Californian era bloccato tra i ghiacci, mentre la nave avvistata dal Titanic sembrava muoversi;
  • in base alle descrizioni degli avvistamenti dei passeggeri del Californian, la nave avvistata era di dimensioni normali per l'epoca, mentre il Titanic si sarebbe potuto riconoscere facilmente a causa dell'enorme stazza.

Per questi motivi si pensò che la nave misteriosa non fosse il Californian, bensì il Samson, un peschereccio norvegese che, in quel momento, pescava illegalmente. Alla visione dei razzi di segnalazione del Titanic, il Samson si sarebbe allontanato velocemente, pensando che fosse la guardia costiera.[154]

La mummia a bordoModifica

Una delle leggende più famose circa l'affondamento del Titanic è quella della maledizione di una mummia egizia trasportata a bordo. Secondo i sostenitori di questa leggenda, il Dio Anubis avrebbe scatenato la sua ira su chiunque si fosse permesso di spostare il sarcofago.[155] Tutto cominciò nel 1910, quando venne proposto all'egittologo Douglas Murray l'acquisto di un sarcofago, mantenuto in perfette condizioni, appartenuto ad una principessa tebana vissuta attorno al 1600 a.C. Murray preparò subito un assegno per comprare il reperto, ma non riuscì mai a farlo recapitare al venditore, perché questo fu ritrovato morto. Murray decise comunque di far spedire il sarcofago nella sua casa a Londra. Pochi giorni dopo questa decisione, l'egittologo ebbe un grave incidente durante una battuta di caccia, che gli provocò l'amputazione del braccio. Durante il trasporto dall'Egitto al Regno Unito, alcuni degli addetti al trasporto morirono per cause ignote. Arrivato a Londra, Murray era così ossessionato e impaurito da quel sarcofago che decise di donarlo al British Museum. Anche qui le tragedie non finirono, infatti il fotografo che si occupò di catalogare il reperto morì improvvisamente. Venne dunque deciso di donare la mummia ad un museo di New York, ma non raggiunse mai la meta in quanto era trasportata a bordo del Titanic.[155] Secondo un'altra versione, durante l'affondamento la mummia venne fatta imbarcare su una scialuppa. In ogni caso, ancora oggi è ignoto dove si trovi questo sarcofago.[155]

Commemorazioni e centenario dell'affondamentoModifica

 
Cerimonia del lancio della corona sul luogo dell'affondamento nel 1920

Dal 1914, il 15 aprile di ogni anno, la Guardia costiera degli Stati Uniti e la Pattuglia internazionale del ghiaccio (International Ice Patrol) che monitora lo spostamento degli iceberg in nord Atlantico e nel Mar Glaciale Artico, depongono una corona di fiori da una nave o da un aereo nel luogo del disastro del Titanic. Alla cerimonia solenne partecipa l'equipaggio dell'imbarcazione o del veivolo e viene letta una dichiarazione di dedica alla nave e ai suoi caduti.[156][157]

In occasione invece del centenario del naufragio, la nave da crociera Balmoral, della Fred. Olsen Cruise Lines, è stata noleggiata dalla Miles Morgan Travel per seguire la rotta del Titanic e fermarsi il 15 aprile 2012 nel punto dell'affondamento, allo scopo di rendere onore ai morti del naufragio: la Balmoral ripercorse esattamente la stessa rotta del Titanic e raggiunse il luogo stabilito in tempo per le ore 23:00 del 14 aprile 2012. A bordo fu celebrato un servizio funebre alla memoria, terminato con il lancio in mare di tre corone di fiori. La nave rimase tutta la notte in loco e partì la mattina seguente ricalcando l'ultima, prevista tratta del viaggio del Titanic verso New York.[158]

Il 16 aprile 2012 sono state pubblicate foto che mostrano possibili resti umani che riposano sul fondo dell'oceano. Scattate da Robert Ballard durante una spedizione guidata dal NOAA nel 2004, rivelano uno stivale e un cappotto vicino alla poppa del Titanic: gli esperti hanno parlato di "prove convincenti", sostendendo che i sedimenti sottostanti potrebbero contenere alcuni resti umani[159] Il relitto è stato inserito nella Convenzione UNESCO 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo e, pertanto, gli Stati firmatari si sono impegnati a proibire il saccheggio, lo sfruttamento commerciale, la vendita e la dispersione di qualsiasi parte del Titanic e/o dei suoi artefatti. A causa della sua posizione in acque internazionali e della mancanza di una giurisdizione esclusiva sull'area, la convenzione prevede un sistema di cooperazione statale, volta a prevenire azioni non scientifiche o immorali, e il reciproco scambio di informazioni circa le attività sul sito.[160][161][162]

ReplicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Titanic II.
 
Modello tridimensionale della replica del famoso transatlantico, chiamato Titanic II.

Ci sono state diverse proposte e studi riguardo a un progetto per costruire una nave replica del celebre translatlantico. Un primo progetto fu abbandonato nel 2006, mentre un secondo è stato annunciato nel 2012 ed è tuttora attivo. La prima proposta nacque nel 2000 dall'uomo d'affari e magnate sudafricano Sarel Gous, ma venne abbandonata a causa di scarso sostegno al progetto e a elevati costi di costruzione. Se la nave fosse stata completata avrebbe avuto una lunghezza di 290 metri e una larghezza di 33 metri.[163][164][165]

Nel 2012 la costruzione del transatlantico Titanic II è stata commissionata dal magnate minerario australiano Clive Palmer, a un'azienda di proprietà della Cina. Il miliardario aveva confermato che l'inizio dei lavori per la costruzione dell'imbarcazione era previsto per la fine del 2013, e che la nave avrebbe dovuto essere pronta a salpare entro l'anno 2016. Il Titanic II, ha dichiarato Palmer, sarebbe stato progettato cercando di mantenere il più possibile la verosimiglianza con l'originale sotto il profilo delle specifiche e del design, ma sarà fornito della tecnologia più avanzata per quanto riguarda sicurezza e affidabilità.[166][167] Palmer ha affermato che la nave poteva essere pronta entro il 2018, data poi spostata al 2022.[168][169]

Nel 2014 è stata annunciata la costruzione del Romandisea Titanic, una replica che non avrà funzione di transatlantico ma di hotel-resort. È attualmente in costruzione in Cina nella contea di Daying, avrà una lunghezza di 269 metri e una larghezza di 28 metri e i costruttori hanno annunciato che sarà più fedele possibile all'originale.[170]

NoteModifica

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