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Tesla (azienda)

azienda automobilistica statunitense
Tesla, Inc.
Logo
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Sede della Tesla a Palo Alto
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariaPublic company
Borse valori
ISINUS88160R1014
Fondazione1º luglio 2003 (con il nome Tesla Motors) a Delaware
Fondata da
Sede principalePalo Alto
FilialiSolarCity
Tesla Grohmann Automation, Maxwell Technologies, Deep Scale, Harpoon Solar, Arpad Solar Borrower, LML Warehouse SPV, Perbix Machine Company, Riviera Tool, Hybar System
Persone chiave
SettoreIndustria automobilistica
Immagazzinamento dell'energia
ProdottiVeicoli elettrici
Tesla Energy
Fatturato21,46 miliardi $[1] (2018)
Utile netto-0,98 miliardi $[1] (2018)
Dipendenti45 000 (2018)
Sito web

Tesla, Inc. (precedentemente Tesla Motors) è un'azienda specializzata nella produzione di auto elettriche, pannelli fotovoltaici e sistemi di stoccaggio energetico. È chiamata così in onore del noto inventore Nikola Tesla.

L'obiettivo dell'azienda è la produzione di veicoli elettrici ad alte prestazioni orientati al mercato di massa. Fondata nel 2003 a San Carlos in California da Martin Eberhard e Marc Tarpenning, la società è cresciuta in organico fino a comprendere molti esperti mondiali di informatica e sistemi di calcolo, nel campo elettrico e dell'ingegneria elettrica ed elettronica.

Il CEO Elon Musk ha detto che immagina Tesla come una società tecnologica e una casa automobilistica indipendente, il cui fine è quello di offrire auto elettriche a prezzi accessibili al consumatore medio per promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili e non inquinanti.

Il 19 agosto 2015, secondo una classifica di Forbes, Tesla era l'azienda più innovativa al mondo.[2]

A novembre 2018 i veicoli Tesla in circolazione toccarono il traguardo di 500 000 unità, avendo percorso 10 miliardi di miglia.[3]

StoriaModifica

La società è stata fondata il 1º luglio 2003 da Martin Eberhard e Marc Tarpenning. I fondatori decisero di avviare questa attività dopo che General Motors aveva richiamato e distrutto le sue auto elettriche EV1 nel 2003[4][5].

Nel 2004 Elon Musk entrò a far parte della società come investitore principale.

La prima auto prodotta dall'azienda fu la Roadster, un veicolo completamente elettrico, basato sul pianale della Lotus Elise[6]. La scocca e gran parte dei componenti erano prodotti dalla Lotus Cars nello stabilimento di Hethel e spediti nella fabbrica Tesla in California per l’assemblaggio finale. L'autonomia della Roadster è di 340 km[7].

La Roadster è stata la prima automobile di produzione a utilizzare batterie con celle agli ioni di litio. Tra il 2008 e il marzo 2012, Tesla ne ha vendute circa 2 500 in tutto il mondo[8].

Nel 5º anniversario dell'azienda Elon Musk fu nominato CEO.[9]

Il 26 marzo 2009 fu presentata la Model S, la prima berlina completamente elettrica[10].

Verso la fine del 2009 l'azienda si trasferì da San Carlos all'attuale headquarter di Palo Alto.[11]

Nel 2012 iniziarono le consegne della Model S e il 9 febbraio 2012 fu presentato un nuovo modello, la Model X[12][13], che sarebbe stato il primo SUV a trazione elettrica. Nello stesso periodo iniziò la costruzione della rete dei Supercharger, partendo dalla California.

Il 2013 fu un anno molto difficile per Tesla in quanto il bilancio era molto negativo, al punto tale che Elon Musk fu intenzionato a vendere la sua azienda a Google.[14]

Nel 2014 con l'intenzione di abbassare il costo delle proprie batterie, Tesla iniziò la costruzione della Gigafactory 1, uno stabilimento situato nei pressi di Reno, nello stato del Nevada, in cui vengono realizzati le batterie e i motori per le auto elettriche e i sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili denominati Powerwall, Powerpack e Megapack[15].

Il 12 giugno 2014 Tesla rese pubblici i propri brevetti, cercando così di stimolare chiunque a progredire nello sviluppo dei veicoli elettrici[16].

Nel 2015 Tesla acquistò l'azienda Riviera Tool con sede nel Michigan, specializzata in stampi per l'industria automobilistica[17].

Nel settembre 2015 iniziarono le consegne della Model X. Le vendite globali di Model S hanno raggiunto le 100.000 unità nel dicembre 2015[18].

Il 31 marzo 2016 fu presentato un nuovo modello, la Model 3, di cui Tesla ricevette già 325.000 prenotazioni nella sola settimana successiva.

Il 1º agosto 2016 Tesla acquistò per 2,6 miliardi di dollari l'azienda SolarCity, specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici e accumulo di energia da fonte solare[19].

Nel novembre del 2016, Elon Musk dichiarò di aver acquisito la società tedesca Grohmann Engineering, che opera in sistemi di produzione automatizzata[20].

Nel 2017 superò per la prima volta Ford e General Motors in capitalizzazione azionaria diventando l'azienda automobilistica statunitense di maggior valore.

Il 16 novembre 2017 furono presentati il trattore stradale Semi e la nuova Roadster 2020.

Nel novembre del 2017 Tesla comprò l'azienda Perbix Machine Company, con sede in Minnesota. L'azienda produce apparecchiature di produzione industriale automatizzate[21][22].

Il 15 maggio 2019 Tesla acquistò l'azienda produttrice di ultracondensatori Maxwell Technologies di San Diego, per 218 milioni di dollari[23][24].

Ad ottobre 2019 Tesla acquisì la startup americana DeepScale, specializzata in sistemi di intelligenza artificiale[25].

Sempre ad ottobre 2019 Elon Musk confermò l'acquisto di Hibar Systems, società canadese che allestisce impianti da destinare alla produzione di batterie per auto elettriche[26].

Il 21 novembre 2019 è stato svelato il pick-up della Tesla, denominato Cybertruck.[27]

FinanzaModifica

Gli investimenti iniziali provennero dal cofondatore di PayPal Elon Musk, che divenne presidente di commissione della Tesla, gestendo le prime sfide dell'azienda e guidando in seguito insieme a partner della VantagePoint Capital Partners. In seguito, nel 2009, si aggiunsero ulteriori finanziamenti da parte di Daimler nella misura di 50 milioni di dollari in cambio del 10% del capitale sociale. Nel giugno dello stesso anno Tesla riceve un importante finanziamento dal Governo degli Stati Uniti pari a 500 milioni di dollari. Tesla viene quotata alla Borsa di New York il 29 giugno 2010, raccogliendo ulteriori finanziamenti per oltre 200 milioni di dollari.[28]

Veicoli prodottiModifica

RoadsterModifica

 
Tesla Roadster, la prima auto prodotta dalla compagnia americana

Il primo veicolo prodotto dalla Tesla è una roadster basata sulla Lotus Elise.[29] Con una produzione di circa 2 500 esemplari venduti in 31 paesi, questo modello ha permesso all'azienda di rivoluzionare il concetto di auto elettrica, prima concepita come qualcosa di lento e poco applicabile all'industria automobilistica.[30] L'auto ha un'autonomia di 340 km, accelera da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e raggiunge i 201 km/h. I prototipi furono presentati al pubblico nel luglio 2006. La domanda è stata alta per le prime Signature One Hundred (le prime cento ad essere prodotte), tanto che furono prenotate tutte in meno di tre settimane[31]. La produzione è stata avviata ufficialmente il 18 marzo 2008[32], ed è stata interrotta nel gennaio 2012.

Come descritto nel Master Plan One, la produzione di un modello dal prezzo elevato (100 000 dollari) era necessario per poter avviare lo sviluppo di una berlina più economica e per un bacino di utenza maggiore, la Model S.

Per la produzione della Roadster, l'11 luglio 2005 Tesla firmò con la Lotus un contratto per la produzione di "alianti" (vetture complete meno gruppo propulsore). La Roadster utilizza un motore a corrente alternata discendente direttamente dal design originale del 1882 di Nikola Tesla.

Model SModifica

 
Tesla Model S pre-restyling

Il secondo veicolo prodotto è una berlina, denominata Model S. Dopo numerosi ritardi nella progettazione e nella produzione la sua distribuzione ha inizio nel Nordamerica a partire dal 2012, mentre in Europa e Asia avvengono dal 2013.[33] Le vendite globali sorpassarono quota 100 000 nel dicembre 2015; la Model S aveva dunque eguagliato la Chevrolet Volt, che era anche più economica.

Nell'aprile 2016 la Model S è stata sottoposta ad un restyling che ha principalmente riguardato la parte frontale.

Model XModifica

 
Tesla Model X

Nel 2012 venne presentato il terzo veicolo sviluppato dall'azienda americana, il quale porta il nome di Model X, un SUV di grandi dimensioni, la cui caratteristica principale è data dalle porte posteriori denominate Falcon Wings ad apertura verticale, che permettono di essere aperte con un ostacolo distante dalla vettura fino a 30 centimetri.

La Model X venne sviluppata sulla piattaforma della Model S.

È possibile configurare la macchina con 5, 6 o 7 posti passeggeri.

La produzione è stata riprogrammata più volte, dal 2013 alla fine del 2014, al secondo trimestre del 2015, al terzo trimestre del 2015. Nell'agosto 2015, i gruppi di utenti stimavano circa 30 000 preordini, rispetto ai 12 000 registrati per la Model S.

Le consegne della Model X Signature sono iniziate il 29 settembre 2015. Le vendite sono state pari a 2 400 unità nel primo trimestre del 2016, salendo a 4 638 nel secondo trimestre del 2016. Le consegne globali sono state pari a 25 312 unità nel 2016. Gli Stati Uniti sono il mercato principale con 18 240 unità consegnate fino a dicembre 2016.

A settembre 2016, la Model X si è classificata come l'auto più venduta in Norvegia, in termini assoluti. In precedenza, la Model S era stata l'auto più venduta per quattro volte.[34]

Model 3Modifica

 
Tesla Model 3

La Model 3 (originariamente stilizzata come "☰") è l'auto di terza generazione di Tesla. Originariamente la vettura doveva essere chiamata Model E, ma dopo una causa da parte di Ford che detiene il marchio "Model E", il 16 luglio 2014 Musk ha annunciato che l'auto si sarebbe chiamata Model 3.

Il 31 marzo 2016, Tesla ha presentato l'auto. I preordini della vettura sono iniziati il 31 marzo con un deposito rimborsabile di 1 000 dollari. Il 7 aprile, una settimana dopo la presentazione, Tesla ha registrato oltre 325 000 prenotazioni, rappresentanti vendite stimate in oltre 14 miliardi di dollari. A luglio 2017, le prenotazioni sono salite a quota 500 000.

La Model 3 è una delle prime auto moderne ad avere un cruscotto sterile, con l'eccezione di un display tattile da 15” montato al centro, in posizione orizzontale.

La versione base Standard Range Plus con batteria da 50 kWh offre un'autonomia di 400 km, la Long Range e la Performance con batteria da 75kWh, rispettivamente 560 e 530 km.[35][36]

Le prime 30 unità sono state consegnate durante un evento speciale il 28 luglio 2017.

Modelli in fase di sviluppoModifica

Tesla SemiModifica

 
Tesla Semi

Il Semi è un trattore stradale, menzionato per la prima volta nel Master Plan 2016. La produzione è prevista per il 2020.[37]

L'annuncio ufficiale del veicolo è stato fatto con una conferenza stampa il 16 novembre 2017. Musk ha confermato che l'autonomia sarebbe di 500 miglia (800 km) e che il tempo da zero a 100 km/h sarebbe 5 secondi contro 15 secondi di un camion simile con motore Diesel. Il Semi sarà alimentato da quattro motori elettrici, gli stessi utilizzati per la Model 3 e includerà un ampio set di sensori per consentirgli di rimanere nella propria corsia, a una distanza di sicurezza da altri veicoli, e più tardi, quando software e condizioni normative lo consentiranno, forniranno un funzionamento autonomo sulle autostrade. Musk ha inoltre annunciato che la società sarà coinvolta nell'installazione di una rete globale a energia solare di stazioni di ricarica denominata Tesla Megacharger, per rendere il Semi più attraente per i potenziali clienti che ne faranno un uso a lungo raggio. Una carica di 30 minuti fornirebbe 650 chilometri di autonomia. I primi prototipi di Semi su strada pubblica sono stati avvistati in California durante l'agosto 2019.[38]

A novembre 2019 i principali preordini del Semi sono stati confermati da UPS, PepsiCo, DHL, Walmart, Anheuser-Busch, Sysco, J.B. Hunt, JK Moving, Loblaw, Fercam, Frito-Lay e Albertsons[39][40][41][42][43][44][45][46][47][48][49][50].

Roadster 2020Modifica

Attraverso una rivelazione a sorpresa alla fine dell'evento che ha introdotto il Semi, il 16 novembre 2017, Tesla ha presentato la Roadster 2020.

Musk ha detto che il nuovo modello avrà un'autonomia di oltre 1 000 chilometri grazie al pacco batterie da 200 kWh e coprirà lo 0-100 km/h in 2,1 secondi; la velocità massima sarà di oltre 400 km/h. Il veicolo avrà tre motori elettrici che consentiranno la trazione integrale e la coppia vettoriale durante la marcia in curva. La Roadster si può prenotare con un acconto di 50 000 dollari, oppure 250 000 dollari (pari al valore totale dell'auto) per la versione Founder Series[51].

Model YModifica

 
Tesla Model Y

Il 15 marzo 2019 Tesla ha presentato il suo nuovo crossover o SUV compatto chiamato Model Y. Questo modello sarà disponibile in configurazione a 5 o 7 posti. La Model Y ha prezzi da 54.980 a 71.980 euro e si può prenotare con un acconto di 2.000 euro; dal 2021 sarà inoltre disponibile una versione più economica, da 39.000 dollari.[37][52][53]. La produzione dovrebbe iniziare nell'estate del 2020[54].

Tesla CybertruckModifica

Il 21 novembre 2019 è stato presentato un pick-up, denominato Cybertruck, dal design futuristico con richiami al film Blade Runner del 1982.[55]

Tesla CyberquadModifica

Alla fine della presentazione del Cybertruck, è stato presentato il Cyberquad, un quad con lo stesso stile del pick-up.

PartnerModifica

LotusModifica

Tesla ha avuto relazioni significative con la Lotus. Un concorso di design fu tenuto per l'aspetto finale della Tesla Roadster, allora chiamata Dark Star, e fu vinto appunto dallo studio di progettazione della Lotus. Come risultato la Tesla Roadster è basata sul design della Lotus Elise, e ne include addirittura alcune componenti[56].

PanasonicModifica

Il 7 gennaio 2010 Tesla e Panasonic hanno stretto un accordo per ricerca, sviluppo e produzione di batterie agli ioni di litio ad uso automobilistico[57]. Il sito costruito a questo scopo è la Gigafactory 1, in Nevada[58].

Panasonic inoltre collabora con Tesla nella Gigafactory 2 di Buffalo, nello stato di New York, per quel che riguarda i moduli fotovoltaici Solar Roof per le abitazioni[59].

ToyotaModifica

Il 20 maggio 2010, Tesla e Toyota hanno annunciato un partenariato per lavorare sullo sviluppo di veicoli elettrici, che includeva gli investimenti condizionali di Toyota per 50 milioni di dollari in Tesla e di Tesla per 42 milioni di dollari di acquisto di una parte dell'ex fabbrica NUMMI.[60]

Per l'azienda giapponese Tesla ha fornito powertrain e batteria del RAV4 EV di seconda generazione, prodotto dal 2012 al 2014 per il mercato USA[61].

Daimler AGModifica

 
Smart Electric Drive. Motore elettrico e batteria erano forniti da Tesla.

Tesla ha iniziato a collaborare con Daimler AG nel 2007 fornendo i componenti per il powertrain di alcuni modelli Mercedes-Benz[62]:

  • - Classe A E-Cell[63]

FreightlinerModifica

Tesla ha fornito nel 2010 le batterie per i van elettrici dell'americana Freightliner[66].

Electrify AmericaModifica

Tesla fornisce i Powerpack ad Electrify America, di proprietà del Gruppo Volkswagen. L'azienda opera nello sviluppo della mobilità elettrica negli USA, con un network di stazioni di ricarica per veicoli elettrici[67].

Liberty Mutual Insurance CompanyModifica

Ad ottobre 2017 è partito il piano di assicurazioni InsureMyTesla particolarmente vantaggioso per i veicoli della Casa americana, in collaborazione con Liberty Mutual Insurance Company[68].

AirbnbModifica

Ad agosto 2015 Tesla e Airbnb hanno raggiunto un accordo per fornire i caricatori Tesla in alcune abitazioni in affitto. Il servizio è stato offerto gratuitamente[69].

Siti di costruzioneModifica

Tesla FactoryModifica

Tesla ha acquisito nel 2010 la ex fabbrica NUMMI a Fremont, in California, in cui Toyota produceva la Corolla e la Tacoma, fino all'aprile del 2010. Si tratta di uno dei più grandi, avanzati ed ecologici siti di produzione automobilistica al mondo, in grado di produrre oltre mezzo milione di veicoli all'anno, pari a circa l'1% della produzione automobilistica mondiale. Qui Tesla produce tutti i suoi veicoli.[70]

Gigafactory 1Modifica

 
Tesla Gigafactory 1 in Nevada, anno 2017

Il 29 luglio 2016 Tesla ha inaugurato la sua prima Gigafactory nella Storey County, vicino a Reno, in Nevada, in cui intende produrre batterie per almeno 500.000 auto all'anno entro il 2020. La fabbrica sarà costata tra i 4 e i 5 miliardi di dollari una volta ultimata.[71] Questo impianto produce anche i motori elettrici per le auto Tesla e le batterie per la casa Powerwall, oltre ai Powerpack, ad uso industriale[72][73].

Gigafactory 2Modifica

Costruita tra il 2014 ed il 2017 a Buffalo, nello stato di New York. Qui opera SolarCity, azienda che produce moduli fotovoltaici, acquistata da Tesla nel 2016. In questo stabilimento viene prodotto il Solar Roof, un sistema di celle fotovoltaiche integrate nelle tegole per costruzioni civili[74][75].

Gigafactory 3Modifica

Il 7 gennaio 2019, durante una conferenza a Shanghai, Elon Musk annuncia che nella città cinese costruirà lo stabilimento di produzione per la Model 3, oltre alle batterie e ai motori elettrici.[76] A novembre 2019, a costruzione quasi ultimata, Tesla ha presentato le prime unità di Model 3 prodotte in Cina[77].

Gigafactory 4Modifica

Il 12 novembre 2019, durante il ritiro del premio Volante d'oro 2019, Elon Musk dichiara che la fabbrica europea di Tesla sorgerà nei pressi della città di Berlino, in Germania. In questo stabilimento saranno prodotte la Model 3, la Model Y, oltre ai motori elettrici e le batterie ad esse dedicati. Sorgeranno anche un centro di design e uno di ingegneria.[78][79]

Tesla Supercharger e Destination ChargingModifica

 
Supercharger a Toronto, in Canada

Tesla Supercharger è un network di stazioni di ricarica a pagamento (circa 30 centesimi per kWh) costituite da una serie di stalli, per i possessori di auto Tesla che permettono di ricaricare le batterie dell'auto fino all'80% in 30 minuti, grazie alla potenza di carica fino a 250 kW[80]. Allo scopo di premiare i primi acquirenti dei veicoli del marchio, la ricarica presso i Supercharger è stata resa gratuita e illimitata per le auto acquistate entro la fine del 2016. Dall'agosto del 2019, l'offerta è stata riattivata per Model S e Model X. A novembre 2019 il sito della Casa Automobilistica mostra di aver installato 1.636 stazioni di ricarica rapida nel mondo, per un totale di 14.497 colonnine.

Per quanto riguarda il territorio italiano l'installazione dei Supercharger è iniziata nel 2014 presso l'Autogrill Dorno sull'autostrada A7 Milano-Genova ed è arrivata a ottobre 2019 a 33 stazioni, per un totale di più di 300 colonnine di ricarica; sono previsti futuri Supercharger in Umbria, Sicilia e Sardegna entro la fine del 2019.[81][82]

Il network Destination Charging prevede invece l'installazione di caricatori da muro Tesla fino a 16,5 kW presso alberghi, ristoranti e altre strutture commerciali, dove è ipotizzabile una sosta di durata maggiore. Soggiornando presso un albergo affiliato per esempio, l'utente Tesla può ripartire il giorno successivo con la batteria completamente carica.[83]

Accumulatori di carica elettrica fissiModifica

I risultati e le tecnologie di Tesla impiegati per le vetture elettriche vengono condivisi nella Gigafactory 1per produrre i Powerwall (gruppi di accumulo di energia ad uso domestico), i Powerpack e i Megapack (in ambito di reti elettriche su aree estese). Progettati per accumulare energia nei periodi in cui la domanda è bassa e per essere utilizzata quando il prelievo dalla rete di produzione sarebbe più costoso, insufficiente o mancante a causa di blackout.[84] Alcuni di questi sistemi sono stati costruiti a Mira Loma nella California meridionale[85] ed a Hornsdale nell'Australia Meridionale).[86][87][88]

Filosofia Open SourceModifica

Dal 2014, l'azienda ha applicato la filosofia Open Source ai suoi brevetti, rendendoli utilizzabili da chiunque[89]. È stata la prima azienda ad aver adottato questa filosofia in ambito brevettuale applicato all'automobilismo. In seguito, altre aziende hanno adottato questa soluzione, come Toyota con i suoi brevetti sull'idrogeno[90].

ControversieModifica

Tesla è stata coinvolta in una disputa legale con la Fisker Automotive per presunte violazioni in merito alla progettazione della Fisker Karma[91].

NoteModifica

  1. ^ a b Tesla Fourth Quarter & Full Year 2018 Update, su ir.tesla.com.
  2. ^ (EN) Forbes Announces Fifth Annual List Of The World's Most Innovative Companies, su www.forbes.com, Forbes Corporate Communications, 19 agosto 2015. URL consultato l'11 luglio 2019 (archiviato il 12 settembre 2015).
    «Tesla Motors tops Forbes’ fifth annual list of The World’s Most Innovative Companies».
  3. ^ https://electrek.co/2018/11/16/tesla-fleet-10-billion-electric-miles/
  4. ^ (ES) Mau Juárez, General Motors EV1: Así fue el primer coche eléctrico fabricado en masa, su Motorpasión México, 25 maggio 2018. URL consultato l'11 novembre 2019.
  5. ^ Chi ha ucciso l'auto elettrica? Un mistero che sa di petrolio - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato l'11 novembre 2019.
  6. ^ (EN) Joshua Davis, Batteries Included, in Wired, 1º agosto 2006. URL consultato l'11 novembre 2019.
  7. ^ Lotus Position, su www.tesla.com, 25 luglio 2006. URL consultato il 10 novembre 2019.
  8. ^ Tesla Roadster tutto esaurito Rimangono solo 30 esemplari, su La Repubblica, 13 novembre 2012. URL consultato l'11 novembre 2019.
  9. ^ (EN) Lewis Page 31 Oct 2008 at 14:32, Elon Musk to bail out Tesla Motors with own money, su www.theregister.co.uk. URL consultato il 14 novembre 2019.
  10. ^ Chuck Squatriglia, S Is For Stunner: Tesla Reveals New Model S, in Wired, 26 marzo 2009. URL consultato l'11 novembre 2019.
  11. ^ (EN) Gennady Sheyner, Tesla to move its headquarters to Palo Alto, su www.paloaltoonline.com. URL consultato il 14 novembre 2019.
  12. ^ (EN) Tesla Model X: Not a model launch, su Fortune. URL consultato l'11 novembre 2019.
  13. ^ (EN) Jerry Garrett, Tesla Unveils Model X at Its Southern California Design Studios, su Wheels Blog, 9 febbraio 2012. URL consultato l'11 novembre 2019.
  14. ^ (EN) Samuel Gibbs, Google almost bought Tesla when it had just two weeks of cash left, in The Guardian, 21 aprile 2015. URL consultato il 14 novembre 2019.
  15. ^ Introducing Megapack: Utility-Scale Energy Storage, su www.tesla.com, 29 luglio 2019. URL consultato il 10 novembre 2019.
  16. ^ All Our Patent Are Belong To You, su www.tesla.com, 12 giugno 2014. URL consultato il 10 novembre 2019.
  17. ^ (ES) Dani Burón, Tesla compra su primera empresa, Riviera Tool, su ITespresso.es, 7 maggio 2015. URL consultato il 10 novembre 2019.
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  40. ^ Tesla Semi: 100 truck elettrici ordinati dalla Pepsi, su Motorionline.com. URL consultato il 10 novembre 2019.
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  42. ^ Tesla Semi: Walmart ordina altri 30 esemplari del camion elettrico - HDmotori.it, su www.hdmotori.it. URL consultato il 10 novembre 2019.
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