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The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo

film del 2007 diretto da Paul Greengrass
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The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo
The Bourne Ultimatum Logo.png
Logo originale del film
Titolo originaleThe Bourne Ultimatum
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2007
Durata115 min
Rapporto2,35:1
Genereazione, spionaggio, thriller
RegiaPaul Greengrass
SoggettoRobert Ludlum
SceneggiaturaTony Gilroy, Scott Z. Burns, George Nolfi
ProduttorePatrick Crowley, Frank Marshall, Paul Sandberg
Produttore esecutivoDoug Liman, Henry Morrison, Jeffrey M. Weiner
Casa di produzioneUniversal Pictures, Motion Picture THETA Produktionsgesellschaft, The Kennedy-Marshall Company, Ludlum Entertainment, Hypnotic
Distribuzione in italianoUniversal Pictures
FotografiaOliver Wood
MontaggioChristopher Rouse
Effetti specialiDouble Negative, CIS Hollywood, Snow Business, Gentle Giant Studios, HimAnI Productions, Lip Sync Post, Peerless Camera Company, Plowman Craven & Associates
MusicheJohn Powell
ScenografiaPeter Wenham
CostumiShay Cunliffe
TruccoChristine Beveridge, Marilyn MacDonald, Loulia Sheppard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (The Bourne Ultimatum) è un film del 2007 diretto da Paul Greengrass, ispirato al romanzo Il ritorno dello sciacallo di Robert Ludlum.

La pellicola è il terzo atto della saga che vede come protagonista l'ex agente segreto Jason Bourne, privo di ogni ricordo sul suo passato e in perenne fuga dalla CIA. The Bourne Ultimatum svela le origini del personaggio, che ancora una volta affronta ex colleghi e nuovi nemici.

La pellicola è uscita nelle sale statunitensi il 3 agosto 2007, e in Italia il 1º novembre dello stesso anno.

Il sottotitolo italiano Il ritorno dello sciacallo fa riferimento — erroneamente — al filone letterario di Bourne, dove lo sciacallo è nei romanzi di Ludlum il principale antagonista di Bourne.[1]

TramaModifica

Jason Bourne sfugge alla polizia di Mosca e va a Parigi a parlare col fratello di Marie, mentre la direzione della CIA decide di continuare a dargli la caccia.

A Torino il giornalista Simon Ross incontra Neal Daniels, ufficiale supervisore dell'addestramento di Jason Bourne, e raccoglie delle notizie per un'inchiesta giornalistica. Ritornato a Londra, telefona in sede parlando dell'Operazione Blackbriar, venendo intercettato per mezzo di ECHELON dall'agenzia di spionaggio. Viene subito avvisato il responsabile di Blackbriar, Noah Vosen, che si attiva per bloccare la notizia e il giornalista; Vosen fa mettere standby un sicario.

Bourne va a Londra e incontra Simon Ross alla stazione Waterloo; riesce appena a sapere qualcosa di Blackbriar, l'upgrade di Treadstone, quando Ross viene assassinato dal sicario. Bourne prende la borsa di Ross e fra le sue carte trova l'indirizzo di una banca di Madrid, la Sewell and Marbury, dove si dirige. Neal Daniels, che attualmente è il responsabile dell'agenzia a Madrid, sente alla televisione della morte di Simon Ross e decide di scappare a Tangeri, in Marocco.

Negli Stati Uniti, i tecnici della CIA hanno incrociato gli spostamenti di Ross con quelli del loro personale, scoprendo che Daniels è la fonte di Ross; Vosen informa il direttore della CIA Ezra Kramer, che gli ricorda perché gli ha messo Landy vicino; se le cose andranno male, lei farà da capro espiatorio e loro ricominceranno le operazioni in altri modi.

In Spagna, Bourne cerca Daniels ma non lo trova; al suo posto incappa in Nicky Parsons, che decide di aiutare Bourne, mentendo a Vosen che le ha telefonato. Nicky Parsons sa dove è Daniels, e insieme si dirigono a Tangeri.

Intanto Pamela Landy viene a sapere da Noah Vosen che Blackbriar era nato come normale programma di sorveglianza, ma adesso è diventato il nome di copertura di tutte le operazioni clandestine: consegne straordinarie, intrusioni, interrogatori sperimentali e azioni letali, se necessario. Così, Vosen manda un sicario in Marocco per eliminare Neal Daniels. Il killer esegue, poco prima che Bourne possa parlare a Daniels, e riceve poi l'ordine di eliminare anche Jason e Nicky; quest'ultima fugge, inseguita dal sicario, a sua volta inseguito da Bourne che lo uccide dopo un lungo inseguimento e un corpo a corpo molto duro.

A questo punto, Bourne decide che deve contrattaccare, per chiudere la questione una volta per tutte; corrompendo un poliziotto riesce a vedere i resti degli effetti personali di Daniels, tra cui alcune pagine bruciacchiate del dossier su Treadstone che Daniels aveva conservato e portato via da Madrid; risale a un indirizzo di New York, ovvero la stazione della CIA dove Landy e Vosen lavorano. Jason manda via Nicky, che entra in clandestinità perché sa già troppo per l'Agenzia, poi parte per New York.

Al suo arrivo, il suo passaporto attira l'attenzione dell'assistente di Landy; è intestato a Gilberto De Piento, una delle false identità che Treadstone fornì a Bourne anni prima, ma non avendola mai usata non è stata inserita nel sistema e perciò non viene rilevata in automatico dai controlli della CIA; Landy intuisce che Bourne cerca proprio lei e fa mandare un messaggio dall'ufficio avvisi dell'aeroporto, per avvertirlo che ha capito. Bourne si reca alla stazione e la sorveglia da un palazzo vicino, osservando Landy e Vosen, poi telefona a Landy immaginando che Vosen la faccia tenere sotto controllo, e infatti è così; Landy cerca di convincerlo a rientrare rivelandogli il suo vero nome, David Webb, e la sua data di nascita, 4-15-71; quando Jason le dice di riposare perché le sembra stanca, tutti capiscono che è lì vicino. Pamela Landy esce sperando di incontrarlo e seminare Vosen, che la segue di persona aspettando di vedere Bourne; questi manda un messaggio testuale alla donna con un appuntamento a Tudor Square, dove la squadra di Vosen si apposta; in realtà è solo un trucco per allontanare Vosen dal suo ufficio e rubare tutti gli incartamenti su Treadstone e Blackbriar. Gli agenti tornano indietro ma Bourne sta già fuggendo.

Intanto Landy torna indietro e va al vero appuntamento; nella sala di controllo qualcuno si accorge che la data di nascita fornita da Landy è sbagliata; Vosen riceve l'informazione (non aveva ascoltato tutta la telefonata) e capisce: è l'indirizzo n°415 della 71ª strada, la vecchia sede dove il programma Treadstone addestrava i suoi agenti! Vosen telefona subito a Albert Hirsch, lo psicologo che addestrava mentalmente i candidati al programma, e lo avvisa di andarsene, ma Hirsch decide di restare e trattenere Bourne. Intanto Bourne è in fuga da CIA, polizia e dal killer di Londra, chiamato per concludere il lavoro; dopo un lungo inseguimento per le strade della città, Bourne riesce a fermare il sicario, ma non lo uccide e lo lascia ferito e stordito in auto mentre lui assiste inerme.

Landy e Bourne si incontrano e la spia le dà i documenti presi a Vosen per farli pubblicare; Landy li manda via fax al New York Times, mentre Vosen cerca Bourne; il funzionario sorprende la collega mentre l'ultima pagina è inviata, e riceve il consiglio di trovarsi un avvocato. Hirsch incontra Bourne e gli narra di come si sia offerto volontario per il programma, e Jason ha dei flashback sui condizionamenti messi in atto per spingerlo a uccidere senza moralità e senza domande. Ma gli uomini della CIA irrompono e Jason deve fuggire; arrivato sul tetto, viene sorpreso dal killer di Londra, che non spara ma gli chiede perché non lo ha ucciso; Bourne risponde con la frase "Guarda! Guarda che ti obbligano a dare!", che il suo collega di Treadstone gli rivolse nella campagna francese, e poi salta tentando di tuffarsi nell'East River parecchi piani più sotto; il killer non spara, ma lo fa Vosen, che colpisce Bourne. Jason cade in acqua e non viene visto riaffiorare, ma è tardi.

Grazie al servizio del giornale la verità viene a galla; Vosen e Hirsch vengono arrestati per aver condotto operazioni clandestine senza permesso, e aver ucciso cittadini sia statunitensi sia stranieri; Kramer nega di essere a conoscenza della cosa, scaricando i due; Pamela Landy testimonia davanti a una commissione d'inchiesta; Nicky, che vive nascosta chissà dove, sente le notizie e apprende che dopo 3 giorni di ricerche il corpo di Jason Bourne non è stato trovato, e sorride.

Poco dopo essere finito in acqua, Jason si riprende e si allontana nuotando sott'acqua.

ProduzioneModifica

Oltre ad alcuni interpreti, primo tra tutti Matt Damon, tutti i film della serie sono accomunati dall'aver la colonna sonora scritta dal compositore britannico John Powell (Happy Feet, Robots).

Le riprese sono iniziate nell'ottobre 2006. Il regista del film, Paul Greengrass, lo stesso del precedente capitolo The Bourne Supremacy, è noto anche per alcuni film di taglio più documentarista e realistico, come Bloody Sunday e United 93. Come tutti i precedenti film di Greengrass, anche questo terzo capitolo della saga di Bourne è caratterizzato da riprese concitate, inquadrature "sporche" e movimentate, e un montaggio frenetico.

 
La stazione di London Waterloo a Londra, tra le location del film.

Nel film sono presenti alcune scene di comparse "involontarie", che per scelta e impossibilità sono rimaste in fase di montaggio, quindi durante il film si possono notare passanti che guardano in camera e indicano gli attori.

La breve sequenza ambientata a Torino era stata inizialmente ripresa proprio nel capoluogo piemontese, ma un cambio di sceneggiatura ha fatto sì che la scena dovesse essere girata di nuovo: così, visto che la troupe si trovava a Madrid per le sequenze spagnole del film, la scena è stata rigirata nella capitale iberica, usando uno scorcio della città simile ad una piazza italiana. La sequenza dell'attentato a Tangeri è un esplicito omaggio del regista Greengrass a La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Ironia della sorte, il regista italiano scomparve proprio nei giorni in cui la troupe di The Bourne Ultimatum stava girando a Tangeri; il giorno dopo la notizia della morte, il regista e il cast osservarono un minuto di silenzio per ricordare Pontecorvo prima di incominciare le riprese.

PromozioneModifica

Come per i precedenti The Bourne Identity e The Bourne Supremacy, anche per The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo sono stare realizzate varie locandine in cui è protagonista esclusivo Matt Damon. Inizialmente sono stati distribuiti due teaser poster: nel primo è rappresentato Jason Bourne di spalle con sullo sfondo lo skyline di New York, con la tagline «This summer Jason Bourne comes home»;[2] nel secondo è invece presente Bourne a figura intera intento a camminare con una pistola in mano, e la tagline «This summer Bourne comes home».[3]

Successivamente sono state distribuite le due locandine ufficiali, entrambe in bianco e nero: nella prima, divisa verticalmente a metà, sono raffigurate due immagini di Jason Bourne, una in piano americano mentre impugna una pistola, e l'altra in primissimo piano del viso, con la tagline «Remember Everything. Forgive Nothing»;[4] nella seconda è invece presente solo il primissimo piano di Bourne, senza alcuna tagline.[5]

In Italia sono state utilizzate le stesse locandine, con la tagline «Ricorda tutto. Non perdona nulla», sia come poster cinematografici che come cover per le edizioni home video.[6] In alcuni paesi è stato utilizzato anche un altro poster per locandina e cover home video, raffigurante il piano americano di Bourne, stavolta a colori, con sullo sfondo un fotogramma dell'inseguimento automobilistico a NY presente nella pellicola.[7]

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

Alla data dell'uscita italiana, il film ha incassato 226.000.000 di dollari negli Stati Uniti d'America, e 185.000.000 di dollari nel resto del mondo. Dunque, con gli oltre 410.000.000 di dollari complessivamente realizzati, questo episodio aveva già superato di molto gli incassi pur lusinghieri dei precedenti capitoli. Infatti il primo episodio incassò globalmente 231.000.000 di dollari, mentre il secondo ha superato di poco i 272.000.000.

CriticaModifica

Il film è stato accolto positivamente dalla critica. L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i 30 film chiave degli anni 2000.[8] Su Rotten Tomatoes ha una percentuale di gradimento del 93% basato su 260 recensioni con un voto medio di 8/10.[9]

RiconoscimentiModifica

  • 2008 - Golden Trailer Award
    • Miglior spot TV d'azione (I Remember) a Empire Design
    • Nomination Miglior poster d'azione a Empire Design
    • Nomination Miglior poster internazionale a Empire Design
  • 2008 - Irish Film and Television Award
    • Nomination Miglior film internazionale
  • 2008 - Art Directors Guild
    • Nomination Migliore scenografia a Peter Wenham, Alan Gilmore, Robert Cowper, Jason Knox-Johnston, Andy Nicholson, Grant Armstrong, Joanna Foley, Ashley Winter, Rachid Quiat, David Swayze, Jeffrey McDonald, Mark Pollard, Tom Warren, Sonia Aranzabal, Sebastian T. Krawinkel e Andreas Olshausen
  • 2008 - Cinema Audio Society
    • Nomination Miglior sonoro a Scott Millan, David Parker e Kirk Francis
  • 2008 - London Critics Circle Film Award
    • Regista britannico dell'anno a Paul Greengrass
    • Nomination Film dell'anno
  • 2008 - Motion Picture Sound Editors
  • 2008 - Online Film Critics Society Award
    • Nomination Miglior montaggio a Christopher Rouse
  • 2008 - People's Choice Award
    • Film d'azione preferito
    • Nomination Film preferito
    • Nomination Miglior terzo episodio
  • 2007 - Phoenix Film Critics Society Award
    • Migliori stunts
  • 2007 - Teen Choice Award
    • Nomination Miglior film d'azione/avventura
  • 2008 - World Soundtrack Award
    • Nomination Compositore dell'anno a John Powell
  • 2008 - World Stunt Award
    • Miglior lavoro in altezze (Inseguimento a piedi sul tetto) a David Leitch e Kai Martin
    • Miglior lavoro con auto (Inseguimento nel parcheggio e per le strade di New York) a Scott Rogers, Chris O'Hara, Martin Ivanov, Darrin Prescott, Greg Tracy, Gilbert B. Combs, Craig Frosty Silva, Kevin Scott, Jeremy Fry e Jeff Medeiros
    • Nomination Miglior coordinazione stunts a Miguel Pedregosa, Scott Rogers, Darrin Prescott, Gary Powell, Evangelos Grecos e Dan Bradley

NoteModifica

  1. ^ Ludlum dalla tomba griderà: "vendeeeettta", su mymovies.it. URL consultato il 27 maggio 2011.
  2. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" teaser poster 1, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  3. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" teaser poster 2, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  4. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" poster 1, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  5. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" poster 2, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  6. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" DVD cover, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2013).
  7. ^ (EN) "The Bourne Ultimatum" cover, su movieposterdb.com. URL consultato il 27 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  8. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade, su bfi.org.uk. URL consultato l'8 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2010).
  9. ^ The Bourne Ultimatum (2007), su rottentomatoes.com.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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