The Sun (gruppo musicale italiano)

gruppo musicale italiano
The Sun
The Sun (gruppo musicale italiano).jpg
I The Sun nel deserto del Negev, novembre 2015
Paese d'origineItalia Italia
GenerePunk rock[1][2]
Melodic hardcore punk[1][2][3]
Pop punk[4][5]
Rock[6][7]
Pop rock[8][9]
Christian rock[10][11]
Periodo di attività musicale1997 – in attività (dal 1997 al 2008 come Sun Eats Hours; dal 2009 come The Sun)
EtichettaIndipendente
(2015-attuale)

Sony Music
(2010-2015)

Rude Records
(2003-2008)

Agitato Records
(2000-2002)
Album pubblicati11
Studio8
Raccolte3
Logo ufficiale
Sito ufficiale

I The Sun sono un gruppo rock italiano originario di Thiene, in provincia di Vicenza. Il gruppo è il risultato dell'evoluzione artistica della band Sun Eats Hours, attiva dal 1997.

Hanno raggiunto un successo internazionale, che ha permesso loro di affermarsi tra i gruppi punk rock della scena italiana di inizio millennio, fama che nel 2004 ha valso loro il riconoscimento da parte del M.E.I. di "Migliore punk band italiana all'estero". Hanno preso parte a centinaia di tour e festival internazionali, facendo da spalla a gruppi affermati della scena punk mondiale, quali The Cure, Muse, Misfits, AFI, NOFX, Pennywise, Ska-P, The Vandals, OK Go[12].

Nel 2009, in seguito a una svolta spirituale, hanno cambiato il nome in The Sun e hanno iniziato a comporre in italiano testi più solari. Sono diventati una delle formazioni più influenti del christian rock, arrivando a suonare davanti ai papi Benedetto XVI e Francesco in occasione delle Giornate mondiali della gioventù.

Storia del gruppoModifica

Nascita dei Sun Eats Hours e primi anni di carriera (1997-2002)Modifica

La band nasce il 4 dicembre 1997[13] con il nome di Sun Eats Hours (anche Suneatshours, SunEatsHours, The Sun Eats Hours o The Suneatshours[14][15]) dall'amicizia di Francesco Lorenzi (voce e chitarra), Riccardo Rossi (batteria), Marco Auriemma (basso) e Andrea Barone (showman e corista), ragazzi vicentini tra i tredici e i sedici anni di età[16]. Il nome è una traduzione inglese del detto veneto "El soe magna 'e ore", letteralmente "il sole mangia le ore" (ad indicare che il tempo non è mai abbastanza e ogni occasione va colta[17]). Uniti dalla passione per il punk rock californiano, nel maggio del 1999[18] registrano la demo Suneatshours, autoprodotta[19]; l'album vende mille copie e procurerà al gruppo un contratto con la Agitato Records[15]. Nel marzo 2000 inoltre producono un promo[20][21] intitolato Trying to Get a Label[19]. Michele Lorenzi, fratello del cantante, inizia a far loro da manager[22].

 
Logo dei Sun Eats Hours (2002)

Nel dicembre 2000 la prima formazione del gruppo pubblica sotto la Agitato l'album d'esordio Don't Waste Time[23], che consente alla band di farsi conoscere a livello nazionale con partecipazioni a importanti festival: il Deconstruction Tour a giugno[18][24] e l'Independent Days Festival a luglio[25].

Nel 2001, su interessamento di Ilich Rausa di Rude Records, i Sun Eats Hours ottengono che un loro brano venga inserito in una compilation di Rock Sound: grazie alla fama ottenuta a febbraio[18] la band viene contattata per aprire le date italiane del tour degli Offspring[24][26][27]. In seguito a questa esperienza il gruppo inizia a ottenere visibilità e la notorietà ottenuta inizia a spianare la strada del gruppo nella condivisione di altri appuntamenti internazionali. Nel frattempo ottengono fama da varie recensioni su riviste specializzate come Rock Sound, Rumore e Il mucchio selvaggio[28]. A fine 2001 il bassista Marco Auriemma esce dalla band, pur continuandone a curare gli aspetti grafici e comunicativi[20].

Nell'aprile 2002 esce il loro secondo album Will,[29] insieme al nuovo bassista Matteo "Lemma" Reghelin (già roadie del gruppo[20]), che era entrato nella band a gennaio di quell'anno[30]. L'album vende anche in Svizzera e vede oltre 3000 copie vendute dopo tre mesi[28]. Alla pubblicazione del disco fanno seguire un tour italiano, che riceve apprezzamenti[28]; in estate aprono alle quattro date italiane di Vandals e Ska-P[18] e partecipano all'Anti Tour Festival, insieme a Ska-P e Persiana Jones[31].

La firma con Rude Records e il successo internazionale (2003-2008)Modifica

Nel settembre dello stesso anno, decisi a lasciare l'Agitato Records, iniziano a valutare diverse offerte da case discografiche[17] e a dicembre firmano con la Rude Records di Ilich Rausa[32].

Nel marzo 2003 viene pubblicata una nuova versione di Will con l'aggiunta di tre inediti. Il disco prende il nome di Tour All Over e viene pubblicato con la Rude Records[12]. È il primo album della band ad essere stampato in tre versioni differenti (Italia, Spagna, Svizzera) e a essere distribuito a livello internazionale[17]; ottiene recensioni positive in Europa, Giappone e Sud America[28]. Il loro primo video musicale, Tour All Over, viene inserito nella programmazione di Superock, il programma rock dell'emittente televisiva MTV[22]. Seguono, oltre a una nuova partecipazione al Deconstruction Tour[33][34], un tour estivo in Spagna e Portogallo e date autunnali in Austria, Germania, Inghilterra, Irlanda e Svizzera[17], che a novembre segnano l'ingresso nel gruppo del chitarrista Gianluca "Boston" Menegozzo[24] (ex musicista della band punk Fallimento, con cui i Sun Eats Hours avevano avuto occasione di suonare[35]).

Nel 2004 sono premiati come "Migliore punk band italiana all'estero" al Meeting delle etichette indipendenti[36]. Nello stesso anno iniziano le tournée all'estero[37] suonando in date europee e aprendo ancora i concerti degli Offspring insieme agli HorrorPops a Lione, Barcellona e Milano[38]; a giugno partecipano al Neapolis Festival aprendo ai Cure[39][40].

 
Logo dei Sun Eats Hours (2005)

Nel luglio 2005 il gruppo si separa da Andrea Barone[18]. Lo stesso anno il gruppo pubblica l'EP Endless Desire[41] e la ristampa di Don't Waste Time!, per la Rude Records[23]. A settembre esce il quarto album The Last Ones. Il CD viene distribuito in Europa, Sudafrica e Giappone in diverse versioni; successivamente alla pubblicazione segue un tour di 102 tappe[18] che partendo dall'Italia tocca Svizzera, Spagna, Portogallo, Austria, Germania, Benelux, Croazia, Slovenia e Giappone[28].

Nella data nipponica del tour conoscono i giapponesi Nicotine, con cui nel novembre 2006 nasce Metal Addiction[42], uno split album per Rude Records nel quale le due band riprendono famose hit heavy metal reinterpretandole in chiave personale[43]; tra queste i Sun Eats Hours hanno successivamente realizzato un videoclip per la cover dei The Cult Rain[44]. Il CD viene distribuito in Giappone ed Europa e ad esso fanno seguire un tour attraverso Italia, Spagna e Germania[45].

Nel corso degli anni la band è stata intervistata da riviste specializzate come Rolling Stone[46], Kerrang![47], Crossbeat Japan[48], Metal Hammer[49][50], Tribe[51], Rock Sound UK[52], Rock Sound Italia[53][54][55][56], Rock Sound France[57], Rock Star, Rock Zone Espana[58], Rockin' on Japan[59], Slam, Ox[60], Rock Hard[61].

Nell'estate del 2007 la band partecipa alla quinta edizione del festival Eastpak Etnika Rock[62][63] e ad altri festival in Spagna. La tournée continua toccando dieci diversi Stati tra Europa e Giappone.[64] Lo stesso anno la band viene contattata dalla Warner Music Italy per una proposta di distribuzione digitale dei dischi, che viene rifiutata. A settembre anche la Sony Italia/Columbia, su suggerimento di Sony BMG Spagna, contatta la band, ma senza concludere alcun tipo di accordo[65]. Ad ottobre il gruppo, per dissidi interni ai componenti, decide di prendersi una pausa e conclude la sua attività live il 13 ottobre con un concerto sold out al Circolone di Legnano[65]. Successivamente il leader Francesco Lorenzi inizia a fare delle audizioni per sostituire il batterista, Riccardo Rossi, senza però trovare nessuno di adatto[66].

Nel 2008, per i primi dieci anni di attività, viene pubblicato il cofanetto CD + DVD Ten Years, attraverso il quale la band propone 19 tracce audio (di cui tre inedite) e circa tre ore di filmati inediti (live, backstage, making of dei video e filmati amatoriali on the road)[1]. La pubblicazione della raccolta era stata anticipata in Giappone nel settembre dell'anno precedente come solo CD[28].

La svolta: i The Sun (2009)Modifica

Il triennio 2007-2008-2009 rappresenta uno spartiacque tra il passato e il futuro della band. A causa di litigi e problemi personali legati ai singoli componenti della band, i Sun Eats Hours entrano in una profonda crisi che porta il gruppo sul punto di sciogliersi. Le difficoltà vengono superate soprattutto grazie all'avvicinamento, prima da parte del cantante e poi di tutto il resto del gruppo, al Cattolicesimo[67]: la fede dà ai quattro musicisti la forza di riappacificarsi e rimettere in piedi la band[68]. I cambiamenti in atto diventano una vera e propria svolta che si riflette anche sul nome della band e sulle modalità di composizione: non più "Sun Eats Hours" ma "The Sun", mentre lo stile va oltre l'hardcore melodico verso un rock più solare (pur senza abbandonare le loro radici punk) ed i testi iniziano ad essere più immediati, tratti dalle esperienze personali del cantante Francesco Lorenzi, e scritti in italiano.

Sfumata la possibilità di pubblicare un quinto album in inglese (che avevano iniziato a comporre dal 2008[69]) con la Rude Records[70], nel 2009 i The Sun pubblicano il singolo 1972 con la Universal Music per anticipare l'uscita di un album in italiano[71]. Tuttavia non era ancora stato firmato un contratto con l'etichetta per la pubblicazione dell'album: il 30 giugno il direttore artistico di Sony Music Roberto Rossi ebbe modo di sentire e vedere il video di 1972 tramite il manager della band Marco Morini e li convinse a firmare con Sony/RCA[72][73].

Spiriti del Sole (2010-2012)Modifica

 
I The Sun in concerto a Jesolo nel 2013

Il 22 giugno 2010 viene pubblicato Spiriti del Sole, primo album come The Sun, composto da dodici inediti cantati in italiano. Il disco entra nella classifica dei dieci album più venduti in versione digitale[74]. Spiriti del Sole è anticipato il 26 marzo dal singolo 1972: il videoclip del brano rimane per alcuni giorni tra i 10 più votati nel programma televisivo MTV TRL[75]. Al primo singolo fanno seguito Non ho paura, secondo estratto in cui i The Sun affrontano il tema della conversione che li ha portati alla svolta rispetto ai primi anni del loro percorso artistico[76], e Hasta la muerte (2011)[77].

Il 12 giugno 2010 ha inizio il tour in Italia di Spiriti del Sole, prodotto dall'agenzia Barley Arts. A luglio la band supporta inoltre le due date italiane della tournée dei Deep Purple[78].

Il primo marzo 2011 i The Sun si esibiscono a Betlemme in occasione del concerto per la Pace e contro il muro di divisione tra lo Stato d'Israele e la Palestina[79]. Nell'ottobre 2012 i The Sun tornano in Terra Santa per una prima tournée che li porta a suonare dal vivo a Nablus, Taybeh, Gerusalemme, Betlemme e Beit Sahour[80].

 
I The Sun nello shooting fotografico dell'album Luce

Luce e La strada del Sole (2012-2014)Modifica

Il 12 giugno 2012 viene pubblicato il secondo album Luce, sempre per Sony Music: tredici brani scritti da Francesco Lorenzi con la collaborazione di Maurizio Baggio (anche produttore dell'album), Roberto Visentin, Michele Rebesco e Federico Poggipollini (chitarrista storico di Ligabue e Litfiba)[81].

Masterizzato a New York da Ted Jensen presso lo Sterling Sound[82] e anticipato dal singolo Onda perfetta, l'album ha debuttato al 78º posto della classifica ufficiale FIMI degli album più venduti in Italia[83]. Sono seguiti i singoli Sogno dei miei sogni e Outsider.

 
I The Sun a Bratislava per l'uscita de La strada del Sole in Slovacchia

Il 7 maggio 2014 viene pubblicato La strada del Sole, libro autobiografico scritto dal cantante Francesco Lorenzi con la prefazione del Cardinale Gianfranco Ravasi (Rizzoli Editore). Il libro viene presentato il 9 maggio al Salone internazionale del Libro di Torino[84]. Seguiranno dieci ristampe[85], una seconda edizione[86] e traduzioni in otto paesi[87].

 
I The Sun in concerto a Besana Brianza, nel 2015

Cuore aperto (2015-2017)Modifica

Il 18 maggio 2015 esce Le case di Mosul, il singolo che anticipa Cuore aperto, il terzo album dei The Sun composto da inediti in lingua italiana uscito il 16 giugno. Il disco, costituito da dodici canzoni, debutta entrando al 21º posto della classifica FIMI[88]. Cuore aperto è il primo album dei The Sun ad essere autoprodotto dalla band. Oltre all'edizione standard è stata realizzata un'edizione deluxe sotto forma di cofanetto, in cui sono contenuti un CD di otto brani inediti registrati dal 2008 al 2015, un DVD contenente diversi video della band, il libro di Francesco Lorenzi La strada del Sole e un poster[89].

Nella tournée di quell'anno iniziano a suonare come turnisti Andrea Cerato alla chitarra (poi entrato stabilmente a far parte della band[11]) e Nicola Righele all'armonica[90].

Nel 2016, Le case di Mosul riceve la candidatura da Amnesty International Italia al premio Voci per la Libertà di - Una canzone per Amnesty[91].

Il mio miglior difetto e Le opportunità che ho perso sono rispettivamente il secondo ed il terzo singolo estratti dall'album, usciti il 18 giugno[92] ed il 21 dicembre 2016[93].

 
I The Sun in concerto a Verona

20, la collection (2017-2018)Modifica

L'8 dicembre 2017 viene pubblicato 20, il lavoro discografico realizzato in occasione del ventesimo compleanno della band. Un doppio album con 40 canzoni, di cui 10 inedite, accompagnate da un booklet fotografico di 72 pagine con i racconti della band[94]. L'album debutta al 55º posto della classifica Fimi[95]. L'uscita della collection è stata anticipata dalla pubblicazione del singolo 20 con il relativo videoclip, realizzato utilizzando immagini di vita “on the road” di questi vent'anni di attività[96].

Il 25 maggio 2018 i The Sun sono tornati in tournée con un nuovo spettacolo dal titolo “Ogni Benedetto Giorno”, uno show durante il quale vengono riproposti brani tratti da tutta la discografia del gruppo, arricchito da dialoghi, brevi monologhi e video. Alla regia dello spettacolo ha collaborato Gigi Cotichella, autore e attore[97].

L'11 agosto 2018 i The Sun si sono esibiti al Circo Massimo di Roma davanti a 70.000 giovani per l'apertura dell'evento "Per mille strade siamo qui", l'incontro dei giovani italiani con Papa Francesco promosso dalla CEI in preparazione del Sinodo 2018[98].

I segreti della Luce, Espíritus del Sol e i nuovi singoli (2018-2019)Modifica

La discografia dei The Sun è book soundtrack della seconda opera letteraria di Francesco Lorenzi, leader dei The Sun dal titolo "I segreti della Luce. 21 passi per la felicità" (Rizzoli Editore), pubblicato il 13 novembre e presentato il 16 novembre 2018 presso la Sala d'Onore della Triennale di Milano[99][100].

Il 22 gennaio, in occasione della partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, viene pubblicato Espíritus del Sol, album contenente undici brani in spagnolo con canzoni edite in italiano nei dischi Spiriti del Sole e Luce, disponibile solo in versione digitale[101]. Il 9 aprile 2020 la band pubblica il singolo Lettera da Gerusalemme[102]. Il 22 giugno 2020 esce Un buon motivo per vivere.[103] Il 21 giugno il gruppo lancia sulla piattaforma di fundraising GoFundMe una raccolta fondi, intitolata "Produrre il futuro che vivremo insieme", per finanziare la produzione del loro album successivo[104]; la campagna raggiunge il suo obiettivo il 20 luglio[105]. Con i soldi della campagna il gruppo produce il lyric video di Un buon motivo per vivere, pubblicato il 15 agosto 2020[106]. Dal 6 agosto, per rispettare le normative imposte dalla pandemia di COVID-19, è partita una serie di house concerts, eventi live in abitazioni e locali privati davanti a un numero ristretto di persone[107].

L'attività dei The Sun è caratterizzata da un'intensa parte live. Dal 2010 la band ha realizzato tre tournée, una per ogni album pubblicato, collezionando diverse centinaia eventi live tra Italia, Europa e Palestina, Israele, Giordania e Panama.

Impegno socialeModifica

Terra SantaModifica

 
I The Sun in concerto a Betlemme

Dopo il primo viaggio in Terra Santa nel marzo 2011 e la tournée nel 2012, i The Sun sono stati i testimonial di A Natale ritorna alle origini, la campagna di raccolta fondi della Custodia di Terra Santa/ATS Pro Terra Sancta per sostenere le opere dei frati francescani a Betlemme[108].

Nell'aprile 2014 i The Sun hanno realizzato il pellegrinaggio Un invito, poi un viaggio[109], con la collaborazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme e di vari responsabili per le pastorali giovanili[110]. Il pellegrinaggio si è concluso con un concerto nella piazza della Mangiatoia a Betlemme.

Nell'aprile 2016 i The Sun hanno realizzato la seconda edizione del pellegrinaggio Un invito, poi un viaggio 2016, organizzato dall'associazione no-profit Officina del Sole[111] e con il supporto del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Come nel 2014, a conclusione del pellegrinaggio i The Sun hanno tenuto un concerto a Betlemme. Durante il pellegrinaggio è stato realizzato un docufilm dal titolo The Sun - Un invito, poi un viaggio nel quale si racconta la storia dei The Sun e la vita di tanti giovani alla ricerca della felicità attraverso il particolare viaggio in Terra Santa. Il docufilm è stato trasmesso per la prima volta da TV2000 il 27 luglio 2016, ed è andato poi in onda in altre due occasioni, il 6 agosto e il 15 settembre, sempre su TV2000.

Ad ottobre 2018 è stata realizzata la terza edizione di Un invito, poi un viaggio 2018, durante il quale i The Sun hanno accompagnato 232 giovani provenienti da tutta Italia. Durante il pellegrinaggio la band si è esibita a Cafarnao per un concerto speciale sulle rive del lago di Galilea in collaborazione con la Custodia francescana di Terra Santa[112].

Giornate Mondiali della GioventùModifica

 
I The Sun in concerto a Cracovia

Nel luglio 2013 i The Sun partecipano per la prima volta alla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, in Brasile e, accompagnati dal vescovo Mons. Domenico Sigalini, si esibiscono in alcuni eventi organizzati per le comunità locali.[113]

Tre anni dopo, nel luglio 2016, i The Sun partecipano come ospiti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia[114], e si esibiscono in due momenti particolarmente significativi. Il primo il 29 luglio in piazza Szczepansk in occasione del Festival Internazionale Hallelujah che ha visto la presenza anche di altri artisti stranieri. Al concerto hanno preso parte oltre 15.000 ragazzi trasformando la serata in una seconda festa degli italiani[115].

Il 31 luglio il secondo appuntamento presso il Campus Misericordiae in cui la band esegue 4 brani prima della messa del Papa. Nella stessa occasione Francesco Lorenzi legge anche la prima lettura durante la messa, trasmessa in mondo visione.

A gennaio 2019 i The Sun hanno partecipato come ospiti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, esibendosi in diverse occasioni tra le quali l'apertura e come artisti principali del Festival Internazionale Hallelujah. Il 24 gennaio Francesco Lorenzi durante i saluti trasmessi in mondovisione per l'arrivo di Papa Francesco a Panama, ha rappresentato l'Italia e l'Europa cantando l'Emmanuel, canzone scritta da Marco Mammoli in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma del 2000[116]. Per l'occasione, inoltre, Francesco Lorenzi ha tenuto una rubrica giornaliera sul quotidiano Avvenire[117].

SolidarietàModifica

Negli anni i The Sun hanno promosso diverse campagne solidali, supportando progetti come la ricostruzione degli spazi per i giovani di San Nicola a Tolentino, devastati dal terremoto 2016, la ricostruzione di Mosul, il sostegno alle missionarie di San Massimiliano Kolbe in Sud America, il sostegno ai progetti educativi realizzati dai padri Giuseppini del Murialdo in India, il sostegno all'associazione Italia Solidale Onlus nei progetti di adozione a distanza[118], il sostegno ad Avsi per le campagne "10 for Syria"[119] e la campagna "Tende"[120], il sostegno ad ATS Terra Sanctae, all'ospedale pediatrico di Betlemme Caritas Baby Hospital[121], e alla casa per bambini con gravi disabilità Hogar Niños Dios di Betlemme[122].

In occasione della terza edizione di Un invito poi un viaggio 2018 i The Sun hanno scelto di sostenere un'iniziativa dei frati francescani della Custodia di Terra Santa nella realizzazione di un alloggio per pellegrini a Cafarnao[112]. In occasione del concerto tenuto a Cafarnao il 2 ottobre 2018, Francesco Lorenzi ha donato 5.000 dollari a nome di tutti i pellegrini presenti al Custode di Terra Santa Francesco Patton.

Altre attivitàModifica

I The Sun sono stati invitati dal Cardinale Gianfranco Ravasi all'apertura dell'assemblea plenaria sulle culture giovanili del Pontificio Consiglio della Cultura presso l'auditorium dell'università LUMSA[123]. In questa occasione alla band è stato chiesto non solo di esibirsi ma anche di analizzare le difficoltà che il mondo religioso incontra nell'avvicinamento al mondo dei giovani[124].

Nel 2018 sono stati ospiti alla Mostra del Cinema di Venezia[125].

Il fan club ufficiale della band è l'Officina del Sole ed è nato il 9 aprile 2014 durante un concerto a Betlemme.[126] Il termine Spiriti del Sole è diventato l'appellativo con cui i fan della band si identificano.[126]

Stile musicale e influenzeModifica

Il genere dei Sun Eats Hours rientrava principalmente nel punk rock[1][2][127] e nel melodic hardcore[1][2][3][127][23]. A questi aggiungeva elementi di hardcore punk[21][128][129], pop punk[4], hard rock[130] e alternative rock[62]; lo stile era influenzato da tipiche sonorità rock, soprattutto verso gli ultimi anni[19][4][128][131]. Oltre a influenze musicali, la scrittura dei testi deriva da letture di autori classici e contemporanei, come Seneca e Brian Weiss[20][132].

La band scriveva i testi in inglese[17][128] ed era influenzata da band del punk rock californiano (tra cui The Offspring, Bad Religion, NOFX, Lagwagon, Vandals, Pennywise, Green Day, AFI, Rancid e No Use for a Name[14][18][24][70][128]) ed internazionale (No Fun at All, Satanic Surfers, Refused[128]), oltre che dell'alternative rock (come The Presidents of the United States of America e Smashing Pumpkins[128][133]).

Con la svolta del 2009, i The Sun virano verso sonorità più pop rock[8][9], solari e positive[134]. Continuano comunque a suonare un rock potente ed energico, vicino all'alternative rock[6] e non dimentico delle radici punk[6][7], mescolato a ritmi più melodici[7][135][136][137] e pop punk[5]. I testi passano ad essere scritti dall'inglese all'italiano per esprimere con più sincerità i contenuti delle canzoni e per una maggior comunicabilità[138]; questo passaggio peraltro era iniziato ad avvenire già durante la tournée in supporto di The Last Ones del 2006, dunque precedentemente alla svolta spirituale, in seguito a scelte artistiche più mature e derivanti da una crescita artistica[69].

Il gruppo viene considerato tra le maggiori band christian rock italiane del momento[10][11][139][140][141][142]. Ciononostante a riguardo il cantante preferisce parlare di «cristiani che fanno rock»[143], rigettando l'etichetta imposta dai media giornalistici[70] e rivendicando l'affermazione nel panorama musicale già da prima della svolta spirituale[144].

FormazioneModifica

 
I The Sun in una data del tour in promozione dell'album Cuore Aperto

AttualeModifica

TurnistiModifica

Ex componentiModifica

  • Marco "Bam" Auriemma – basso (1997-2001)
  • Andrea "Byron"/"The Huge" Barone – voce, cori (1997-2005)

CronologiaModifica

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei The Sun.

Sun Eats HoursModifica

Album in studioModifica

SplitModifica

RaccolteModifica

The SunModifica

Album in studioModifica

RaccolteModifica

  • 2017 – 20

Album di coverModifica

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Andrea La Placa, Sun Eats Hours - Recensione - Ten Years, su rockit.it, 29 aprile 2008. URL consultato il 20 giugno 2020.
  2. ^ a b c d Gabriele Squillace, SUN EATS HOURS, su Punkadeka - Punk web Magazine, 23 novembre 2006. URL consultato il 15 luglio 2020.
  3. ^ a b Marcello Tortorici, Sun Eats Hours: la rinascita dell'hardcore melodico, su Balarm.it, 30 aprile 2004. URL consultato il 22 novembre 2020.
  4. ^ a b c (ES) todopunk: Entrevista Grupo :: sun-eats-hours-20-06-2008, su todopunk, 20 giugno 2008. URL consultato il 19 novembre 2020.
  5. ^ a b √ Recensioni | Dischi | The Sun - SPIRITI DEL SOLE su Rockol, su Rockol, 28 giugno 2010. URL consultato il 15 novembre 2020.
  6. ^ a b c “20”, The Sun, su Space Stars, 6 maggio 2018. URL consultato il 14 novembre 2020.
  7. ^ a b c THE SUN: Spiriti del sole, su Punkadeka - Punk web Magazine, 31 dicembre 2012. URL consultato il 13 novembre 2020.
  8. ^ a b Emanuele Lombardini, A Terni la sfida dei The Sun, che cantano la Fede a ritmo di rock, su lanotiziaquotidiana.it, 29 marzo 2017.
  9. ^ a b Esce oggi "Cuore aperto" dei The Sun: la Fede va a ritmo di rock, su Euromusica - Dove c'è Musica, 16 giugno 2015. URL consultato il 12 novembre 2020.
  10. ^ a b Dal punk al christian-rock; 20 anni The Sun, band più amata, ANSA, 4 dicembre 2017. URL consultato il 20 giugno 2020.
  11. ^ a b c Lorenzo Maria Alvaro, The Sun, una christian rock band tra tour e pellegrinaggi, su Vita, 25 giugno 2018. URL consultato il 15 luglio 2020.
  12. ^ a b Note di copertina di 20, The Sun [Libretto], The Sun, CD, 2017.
  13. ^ I The Sun festeggiano 19 anni di attività, su THE SUN, 4 dicembre 2016. URL consultato il 15 luglio 2020.
  14. ^ a b The Suneatshours, Punkadeka, 26 agosto 2003. URL consultato il 20 giugno 2020.
  15. ^ a b The Sun Eats Hours | Video, musica e news | MTV Italia, su www.mtv.it. URL consultato il 15 luglio 2020.
  16. ^ Lorenzi, p.21.
  17. ^ a b c d e SUN EATS HOURS. URL consultato il 18 settembre 2020 (archiviato dall'originale il 31 luglio 2004).
  18. ^ a b c d e f g SUN EATS HOURS - 10 anni, su Punkadeka - Punk web Magazine, 9 maggio 2008. URL consultato il 5 novembre 2020.
  19. ^ a b c Premio Punk Band 04:ItalianPunkBand all'estero: SUNEATSHOURS, su Punkadeka - Punk web Magazine, 26 novembre 2004. URL consultato il 12 novembre 2020.
  20. ^ a b c d Davide Tamburlini, SUN EATS HOURS, su Punkadeka - Punk web Magazine, 10 maggio 2005. URL consultato il 7 novembre 2020.
  21. ^ a b √ Comunicato Stampa: Al Rolling Stone 'Rude Records Party' con Sun Eats Hours, L'invasione degli Omini Verdi e Vadaviku, su Rockol. URL consultato il 20 novembre 2020.
  22. ^ a b Lorenzi, p.23.
  23. ^ a b c Sun Eats Hours – Recensione: Don't Waste Time, su Metallus.it, 21 novembre 2012. URL consultato il 15 luglio 2020.
  24. ^ a b c d Davide Tamburlini, SUN EATS HOURS, su Punkadeka - Punk web Magazine, 24 febbraio 2004. URL consultato il 5 novembre 2020.
  25. ^ √ Independent Days Festival 2001, ecco tutti i partecipanti, su Rockol. URL consultato il 5 novembre 2020.
  26. ^ Alessandro De Cominato, Fare Scena, Fare Dischi: con Ilich Rausa di RUDE Records, su ilfragolone.com, 18 marzo 2013. URL consultato il 19 ottobre 2020.
  27. ^   Attitude Studio Milano, Rock Talks - Rude Records, su YouTube, 19 marzo 2019. URL consultato il 26 settembre 2020.  
  28. ^ a b c d e f Sun Eats Hours. Sede: Le Piccole Iene (Romagnano Sesia (NO)). Data: 11 Ott 2008, su Last.fm. URL consultato il 18 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2020).
  29. ^ Paoli A., Sun Eats Hours - The will, the message, in Speciale Punk ROCK SOUND, n. 73.
  30. ^ Lorenzi, p.47.
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