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Montevarchi

comune italiano

Geografia fisicaModifica

Il comune di Montevarchi si trova nel Valdarno superiore, sulla riva sinistra dell'Arno. Il territorio, parte di un antico bacino lacustre preistorico, comprende il fondovalle, dove si trova il capoluogo, e una parte delle colline che si trovano fra l'Arno e il Chianti senese.

TerritorioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lago pliocenico del Valdarno Superiore.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Montevarchi.

In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +4,5 °C; quella del mese più caldo, luglio è di +23,9 °C[4].

MONTEVARCHI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 8,210,414,518,522,527,230,930,126,119,513,69,39,318,529,419,719,2
T. min. mediaC) 0,91,84,37,311,114,616,816,413,99,65,01,81,57,615,99,58,6

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Montevarchi.

Le origini e i BourbonModifica

I ritrovamenti ceramici avvenuti nel vicino complesso della Ginestra attestano che la zona era sicuramente abitata già prima dell'anno Mille. Ulteriori ritrovamenti sul colle dei Cappuccini farebbero individuare nei romani i primi abitatori del luogo.

Fin dai tempi antichi il territorio dove sarebbe sorta Montevarchi ha occupato una posizione strategica per il fatto di trovarsi all'incrocio di strade che collegavano Arezzo, Firenze e Siena. Fino all'anno mille la pianura del Valdarno era però quasi deserta, il territorio era boscoso e il libero scorrere dell'Arno produceva frequenti allagamenti. Firenze, Arezzo e Siena si contendevano il terreno e lasciavano che le truppe si scatenassero sugli inermi cittadini. Solo nei castelli posti in altura la vita poteva scorrere relativamente più tranquilla sotto la protezione dei signorotti locali.

Nell'XI secolo si trovavano su colli vicini due castelli, sul colle della Ginestra (così nominato per le piante di questa specie che lo circondavano) si trovava lo spedale di San Michele Arcangelo retto dai Monaci Benedettini per l'assistenza ai pellegrini e viandanti in transito per i Luoghi Santi. Sull'altro colle, oggi denominato dei Cappuccini dal convento dove i Francescani si stabilirono nel XVI secolo, sorgeva il "castellare" o Castrum Montisguarchi o Monteguarco (che più tardi assumerà l'attuale denominazione di Montevarchi) così designato probabilmente perché questa località segnava il passaggio o “varco” tra il territorio fiorentino e quello aretino.

Dai primi documenti che menzionano il Castello de Monteguarco si rileva che intorno al Mille ne erano padroni i Marchesi Bourbon del Monte Santa Maria, famiglia che dominò la terra di Montevarchi per tutto il secolo XI.

Si ha infatti un atto dell'aprile 1079 che riguarda la vendita fatta dalla Contessa Sofia alla Chiesa Aretina della quarta parte della Corte e del Castello di Puliciano, con tutte le sue pertinenze. Dalla frase con la quale tale atto termina: “Actum in Comitatu Florentino, intus in Castello de Monteguarco feliciter” si rileva anche che Montevarchi era all'estremo confine del Comitato Fiorentino. Un altro documento menzionante il Castrum Montis Varchis è datato dall'ottobre 1098.

Da Guido Guerra al controllo fiorentinoModifica

Agli inizi del XII secolo troviamo che il Castello di Montevarchi è menzionato, nei diplomi imperiali, fra i possessi della famiglia dei conti Guidi, Signori della Romagna e del Casentino I conti Guidi del ramo di Dovadola non abitarono a Montevarchi, ma preferirono il loro castello di Modigliana in Romagna. Guido Guerra invece scelse come sua residenza Montevarchi, ed è tradizione che abbia provveduto a far erigere robuste mura intorno agli sparsi raggruppamenti di case e borghi che si erano venuti formando nella pianura sottostante il vecchio castellare dando così origine al mercatale di Montevarchi.

Il mercatale divenne presto un importante punto strategico, coinvolto spesso nelle vicende storiche di Firenze, come in occasione della cacciata dei Guelfi dalla città, nella notte della "candellara" il 2 febbraio 1248. Essi trovarono in Montevarchi un rifugio sicuro e vi tennero il loro quartier generale fino all'anno 1250. Sempre nell'anno 1248 il Conte Guido Guerra riportò una clamorosa vittoria, alla testa dei suoi Guelfi, respingendo le truppe imperiali di Federico II di Svevia.

Giovanni Villani scrive in proposito nella sua "cronica" che l'aspra battaglia si svolse nel mercatale di Montevarchi e alla fine i tedeschi vennero sconfitti e «gran parte di loro furono tra morti e presi». Le imprese militari di Guido Guerra sono così numerose che il Papa Innocenzo IV lo nominò, nel 1248, Capitano Generale della Santa Sede. Anche Dante Alighieri lo ha voluto esaltare nella sua Commedia:

«fu di grado maggior che tu non credi:
nepote fu de la buona Gualdrada;
Guido Guerra ebbe nome, e in sua vita
fece col senno assai e con la spada»

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XVI, 36, 39)

Ma la sua impresa più memorabile fu la partecipazione all'impresa di Carlo d'Angiò, conte di Provenza, contro Manfredi. Alla testa di uno squadrone di 400 cavalieri guelfi toscani, Guido Guerra si copre di gloria, con i suoi guelfi, nelle dure battaglie di San Germano e di Benevento (26 febbraio 1266), conquistando a Carlo d'Angiò le ambite corone dei Regni di Napoli e Sicilia strappandole a Manfredi. Carlo, ammirato del valore di Guido Guerra, vuol premiarlo con un particolare segno di riconoscenza, lasciandone a lui la scelta.

Secondo un'antica, ma radicata, tradizione, il pensiero di Guido Guerra corse al suo diletto Montevarchi ed alla chiesetta di San Lorenzo, dove sua madre Beatrice dei Conti di Capraia aveva invocato su di lui e sulle sue rischiose imprese belliche la protezione della Madonna. Egli chiese così a Carlo, per la sua chiesa, il dono di una insigne reliquia della Madonna, che, sotto il titolo De lacte Beatae Mariae Virginis, il Re di Francia Luigi IX – fratello di Carlo d'Angiò – aveva riscattato dall'Imperatore di Costantinopoli. Ottenuta questa Reliquia, volle egli stesso portarla trionfalmente a Montevarchi per farne dono alla sua chiesa. Nel numeroso festante corteo che si formò in questa circostanza presero parte, al seguito di Guido Guerra e dei Guelfi di Toscana, lo stesso Carlo d'Angiò con le sue truppe francesi, ed a lui si unirono molti cavalleggeri del popolo fiorentino.

Nel 1254, i quattro eredi del Conte Guido Guerra vendono castello e mercatale a Firenze. Con questo atto, salvo un breve periodo dopo la battaglia di Montaperti (1260), l'area entra definitivamente nella sfera di influenza fiorentina e Montevarchi vede notevolmente rafforzato il proprio ruolo di caposaldo militare nelle lotta dei fiorentini contro Arezzo (annessa definitivamente nel 1384).

Notevolmente rafforzata risultò anche la posizione economica del mercato nella valle dell'Arno: questo infatti divenne tanto importante da giustificare l'adozione di una propria unità di misura: "lo staio di Montevarchi", la cui esistenza è documentata fin dal 1261.

Dal Rinascimento ai nostri giorniModifica

Con il consolidamento del dominio mediceo le fortificazioni lasciarono sempre più il posto ad edifici a preminente funzione economica, come i magazzini dell'Abbondanza, addossati alle mura, che inglobano la porta del Mulino. Questi magazzini fungevano da centro di raccolta e smistamento dei prodotti delle fattorie medicee del Valdarno e della Valdichiana. Si svilupparono quindi attività legate alla compravendita, al trasporto ed alla molitura dei cereali, ma anche alla lavorazione del lino e della canapa.

A partire dalla fine del Settecento le lavorazioni artigianali si trasformano in industriali: è di questo periodo la nascita del primo cappellificio.

Dopo l'unità d'Italia Montevarchi ebbe un notevole sviluppo industriale, insieme ai comuni circostanti, dovuto alla disponibilità di energia ricavata dalla combustione di lignite estratta dai giacimenti presenti nella zona.

Montevarchi divenne un distretto per la produzione di cappelli ed altri prodotti in feltro.

Attualmente è molto sviluppata la lavorazione della pelle con produzione di scarpe e borse di qualità, legata anche all'industria dell'alta moda.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 luglio 1988 25 febbraio 1993 Massimo Gregorini Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [5]
16 marzo 1993 21 giugno 1993 Lorenzo Piccioli Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
21 giugno 1993 19 gennaio 1994 Felice Torzini Lista Indipendente Sindaco [5]
19 gennaio 1994 28 aprile 1997 Rolando Nannicini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [5]
28 aprile 1997 15 marzo 2001 Rolando Nannicini centro-sinistra Sindaco [5]
26 aprile 2001 14 maggio 2001 Salvatore Malfi Comm. straordinario [5]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giorgio Valentini centro-sinistra Sindaco [5]
30 maggio 2006 31 maggio 2011 Giorgio Valentini centro-sinistra Sindaco [5]
31 maggio 2011 20 giugno 2016 Francesco Maria Grasso IdV, lista civica: volontariato e partecipazione, la sinistra, lista civica: impresa e innovazione, PD Sindaco [5]
20 giugno 2016 in carica Silvia Chiassai FI, LN, lista civica: Prima Montevarchi, lista civica: Montevarchi in salute Sindaco [5]

GemellaggiModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
Alunni di una scuola elementare di Montevarchi agli inizi del Novecento

Abitanti censiti[6]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3 372 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Istituzioni, enti e associazioniModifica

L'Accademia valdarnese del Poggio è un ente di cultura, ricreativo, turistico.

CulturaModifica

 
La Fattoria del Poggiolino di proprietà dei Del Zaccheria prima e dei Cerchi poi

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

La Biblioteca Poggiana, biblioteca dell'Accademia valdarnese del Poggio.

MuseiModifica

Famiglie storiche di Montevarchi e del suo territorioModifica

Era feudaleModifica

Età comunaleModifica

  • Della Luna, speziali prima in Montevarchi e poi a Firenze dove divennero una delle famiglie più ricche e in vista della città
  • Del Zaccheria, originari di Montevarchi, si trasferirono a Firenze dove condussero una fiorente attività commerciale mantenendo, anche in Montevarchi, un vasto patrimonio latifondistico.
  • Pitti, nobile famiglia fiorentina che possedeva una delle due grandi fattorie del nucleo abitativo originario di Levanella e che dette alla città Caterina de' Pitti, sfortunata moglie del conte Guido da Moncione dei Conti Guidi assassinato nel 1421 a Montevarchi da Albertaccio de' Ricasoli, e il poeta Francesco Pitti divenuto celebre a Venezia con lo pseudonimo di Pizio da Montevarchi.

Principato MediceoModifica

 
Stemma dei Mini su uno dei palazzi di via Roma
 
Lo stemma dei Bartoli nella chiesa della Misericordia

Il più antico elenco delle famiglie montevarchine, conservato nei fondi archivistici dell'Accademia Valdarnese del Poggio, è datato 1592 e venne compilato al momento della divisione in quattro quartieri della città. Un altro elenco, più tardo, venne stilato nel 1634 dalle parrocchie di San Lorenzo e di Cennano che ricontavano i loro parrocchiani dopo la fine della pestilenza "manzoniana" del 1630.

Famiglie di Montevarchi nel periodo 1592-1634
Amerighi, Arrighetti, Arrigucci
Bacci, Bani, Barboni, Barfalucci, Barlacchi, Barotti, Bartoli, Bartolini, Batacchi, Batelli, Bazzanti, Beccai, Belcorpo, Bencivenni, Bertolli, Betti, Bianchi, Bicilotti, Bicocchi, Bindi, Bogi o del Boggia, Bombarda, Borri o del Borro, Borrigiani, Del Bulla, Burchi, Burgalassi, Burzagli
Calzolai, Cancelli, Canonici, Cantucci, Capponcini, Del Cardinale, Carmignoli, Carucci, Casanova, Dalla Casa, Castellani, Castelli, Catani, Carucci, Ceccherini, Cenni, Cerrini, Cetica, Cevanti, Cherubini, Del Chiara, Chimentelli, Del Ciabatta, Cialdai, Ciaperoni, Ciatti, Cipolli, Corbi o Corboli o Del Corbo, Corsi, Crudeli, Cuffi o Del Cuffa
Dami, Danzini, Dendi, Diecinè, Dolfi, Dussi
Fabbri, Falugi, Fantaccini, Fantoni, Fattoi o Del Fattoio, Fattorini, Del Fora, Franci
Galeazzi, Geri, Ghelarducci, Gigliozzi, Giunti, Guiducci
Lachi, Lapini, Lazzerelli, Lecchini, Leolini, Lieti, Lucchi, Del Lungo
Madi, Maddii, Magiotti, Malvolti, Manzini, Massai, Massesi, Mazzi o Del Mazzo, Mazzuoli, Melani, Menchi, Micchi, Mini, Mirri, Mochi, Moniconi, Montoni
Nacchianti, Nannocci, Nardi, Nuti, Nuzzi
Pagni, Panizzi, Pasquali, Della Pera, Peranzoni, Pernesi, Pesucci, Petri, Pettoni, Porri, Pozzoni, Pratesi
Razzi, Renzi, Rigoni, Ristori, Romoli, Rosatti, Rossi, Rossinelli, Rovai
Saladini, Santoni, Salvini, Scioja, Scompiglia, Segoni, Sgheri, Sigoni, Sirigatti, Solari, Soldani, Spagnoli, Susini
Tancredi, Tanzini, Toci, Torrigiani, Torsoleschi, Toti, Tozzoni, Trappola, Trinci, Turillazzi
Ughi, Urbini
Vaccai, Veltroni, Vestrucci, Vietti, Vitali
Zocchi, Zoccolai, Zollada, Zuccherini
 
L'ammiraglio Ernesto Burzagli quando era ancora un semplice sottotenente di vascello

Periodo LoreneseModifica

EventiModifica

Feste e ricorrenzeModifica

 
Martirio di San Lorenzo

La festa propria della città è quella del patrono San Lorenzo, il 10 agosto.

Manifestazioni e fiereModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Festa del Perdono (Montevarchi).

La prima domenica di settembre si tiene la Festa del Perdono e, il lunedì successivo, una fiera. Ogni stagione si tiene in Piazza Varchi il Mercatale, con mostra e vendita di prodotti di stagione tipici della zona e prodotti da agricoltura biologica. Di grande interesse sono nei mesi di aprile e maggio le feste del Perdono del Pestello, della Ginestra e del Rione S. Andrea. Da segnalare come evento ormai di importanza nazionale, il VARCHI COMICS - Fiera del fumetto e del fantastico, che si tiene ogni anno a marzo, attirando visitatori da tutta Italia.

MediaModifica

Come in molte altre località italiane, anche Montevarchi ebbe negli anni '70 ed '80 alcune stazioni radiofoniche con trasmissioni in modulazione di frequenza. La prima si chiamava Radio Tele Centrale, che iniziò le sue trasmissioni nel 1976 ed aveva gli studi in via Cennano. Dal 1977 iniziò a trasmettere Radio Zero, dagli studi in via Fonte Moschetta, angolo viale Diaz, in gran parte della Toscana. Altre emittenti di Montevarchi sono state Radio Emme (tuttora in attività, successivamente trasferita a Terranuova Bracciolini) e Radio Popolare del Valdarno. Dal 1986 è in attività l'emittente televisiva TV1, che a partire dal 2012, ha avviato la trasmissione di ulteriori canali su proprio multiplex. Nel 2008 sono iniziate le trasmissioni della seconda emittente televisiva cittadina Valdarno Channel.

Geografia antropicaModifica

Frazioni e localitàModifica

 
L'ingresso all'antico castello di Caposelvi

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Tram in via Roma (cartolina d'epoca)

Nel 1914 il forte sviluppo industriale e il facile approvvigionamento energetico portò la città anche a dotarsi di una linea tranviaria interurbana, la tranvia Valdarnese, che la collegava alla frazione di Levane, e alle città vicine di San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini.

Il deposito-officina e la sede sociale del gestore, la Società per la trazione elettrica del Valdarno superiore (STV), sorgevano in via Fiorentina, oggi via Ammiraglio Burzagli. Per il passaggio del tram in città fu abbattuta la storica Porta Fiorentina.

SportModifica

CiclismoModifica

 
Ciclisti della società Aquila a inizio secolo
 
La squadra di basket di Montevarchi campione provinciale nel 1938

Ciclisti montevarchini:

Eventi ciclistici: Il 26 maggio 2001 la 7ª tappa del Giro d'Italia 2001 si è conclusa a Montevarchi con la vittoria di Stefano Zanini.

CalcioModifica

Calciatori montevarchini: Scaramucci Aldo ha giocato nella Fiorentina campione d'Italia nel 1956 ed ha disputato la finale di coppa dei campioni Fiorentina Real Madrid al Santiago Bernabéu.

La principale società Montevarchi, dopo anni fra i professionisti, ha militato nel Eccelenza Toscana fino al novembre 2011 quando è stata radiata in seguito alla dichiarazione di fallimento.

Rifondata nello stesso anno, nel 2012/13 ha vinto il campionato di II categoria toscana, nel 2013/14 quello di I categoria toscana, e nel 2014/2015 quello di promozione. Attualmente milita in Serie D.

L'A.S.D. Audax Montevarchi svolgeva un'attività di settore giovanile ed ha militato in Prima Categoria con il nome dell'Audax Montevarchi-Mercatale.

A novembre del 2011, a seguito del fallimento della vecchia società, ha unito le forze col (risorto) Club Sportivo Aquila 1902, col quale ha portato a termine il campionato di II categoria anno 2011/12.

Ginnastica artisticaModifica

La società Ginnastica Giglio è una importante società di ginnastica artistica che compete nel campionato di Serie A1; le atlete Alessia Leolini e Lara Mori hanno conquistato la medaglia d'argento alla competizione juniores dei Campionati europei di ginnastica artistica femminile 2012. Alessia Leolini ha partecipato ai mondiali di Anversa 2013 e Lara Mori ai Campionati mondiali di ginnastica artistica 2014 e 2015.

PallacanestroModifica

La squadra di pallacanestro, Fides Montevarchi, fondata nel 1949, milita nel campionato di Serie C

PallavoloModifica

La squadra di pallavolo, il Volley Arno, fondata nel 1989, milita attualmente nel campionato nazionale di Serie B2 femminile.

AeronauticaModifica

Paracadutismo: appuntato Casucci Francesco medaglia d'oro al campionato mondiale di paracadutismo di precisione a squadre svoltosi a Rijeka, in Croazia, nel 2004. Medaglia d'oro al valore atletico n*2909 rilasciata dal CONI nel Febbraio 2007.

NoteModifica

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Montevarchi.
  • Pietro Accolti, Relazione del presente stato e bisogni della Terra di Montevarchi, 1627, ed. Montevarchi, Tipografia Varchi, 1901 PDF doc
  • Jacopo Sigoni, Cronaca breve della terra di Montevarchi, 1650, manoscritto conservato presso l'Accademia Valdarnese del Poggio
  • Jacopo Dendi, Palco di memorie attenenti al Ven. Capitolo, e Canonici dell'Insigne Collegiata chiesa di San Lorenzo di Montevarchi, Montevarchi, XVII secolo.
  • Prospero Maria Conti, Storia civile ed ecclesiastica della terra di Montevarchi, Montevarchi, Manoscritto conservato presso l'archivio della Collegiata di San Lorenzo, 1770
  • Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Firenze, 1833-1846 Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana
  • Leone Ugo Masini, Montevarchi attraverso i secoli, Firenze, Bemporad-Marzocco, 1960
  • Grazia Gobbi, Montevarchi, profilo di storia urbana, Firenze, Alinea, 1986
  • Guido Dani, Montevarchi ritratto di una città, Montevarchi, Tipografia la Zecca, 1992

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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