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Faele

commediografo, sceneggiatore e paroliere italiano

BiografiaModifica

Conosciuto come autore di testi per il teatro di rivista, era fratello dell'attore e doppiatore Carletto Sposito.

È scomparso nel 1981 all'età di 59 anni a seguito di un'emorragia causata dall'ulcera[1].

Attività teatrale e televisivaModifica

Attivo per oltre un trentennio in teatro e televisione, ha collaborato spesso con altri autori (fra gli altri, Antonio Amurri soprattutto, per spettacoli televisivi destinati al Quartetto Cetra; ma anche con Torti, Castaldo, Castiglione, Romano, con il quale ultimo scrisse la commedia brillante in tre atti Fumo negli occhi), scrivendo testi - alcuni dei quali destinati non solo alla rivista teatrale ma anche alla radio - per attori come:

Con Marcello Ciorciolini scrisse nel 1958, per la regia di Riccardo Mantoni, Gran Gala, rivista che aveva come star Delia Scala e Carlo Dapporto.

Quando la Rai agli albori degli anni sessanta iniziò a produrre trasmissioni di intrattenimento di rilievo egli firmò spettacoli di successo come Il signore delle 21 (1961), Canzonissima (edizione 1960-1961), Cantatutto (1963), Il paese della musica (1965).

Attività di paroliereModifica

Come autore di canzoni ha scritto con Amurri il testo di Due note, canzone musicata da Bruno Canfora ed eseguita da Mina per il singolo Due note/Uno spicchio di luna. Il brano è stato poi inciso in duo da Mina con Rita Pavone come sigla di chiusura di una trasmissione televisiva (è incluso nella compilation Signori... Mina! vol. 4). La canzone è stata inserita anche nella colonna sonora del film del 1962 di Luciano Salce La voglia matta, con Catherine Spaak.

SceneggiatureModifica

Spettacoli radiofonici RAIModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica