iOS

sistema operativo per dispositivi mobili sviluppato da Apple
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iOS
sistema operativo
Logo
IOS13 iPhoneX.png
Schermata home di iOS 13 con dark mode attivata su iPhone XS
SviluppatoreApple Inc.
ProprietarioApple Inc.
FamigliaUNIXDarwin (BSD), macOS
Release inizialeiPhone OS 1
(29 giugno 2007; 12 anni fa)
Release corrente13.5.1 (17F80)
(1º giugno 2020; 2 giorni fa)
Tipo di kernelIbrido (XNU basato su kernel Mach e FreeBSD)
Piattaforme supportateSoC Apple Ax (ARM)
64-bit e 32-bit
Metodo di aggiornamento
Interfacce graficheCocoa Touch
(Multi-touch, GUI)
Lingue disponibiliMultilingua (40 lingue)
LicenzaProprietario (APSL)
Stadio di sviluppoIn produzione
Sito webwww.apple.com/it/ios/

iOS (precedentemente iPhone OS) è un sistema operativo sviluppato da Apple per iPhone, iPod touch e iPad (sul quale viene usato fino a Settembre 2019, data di rilascio di iPadOS, il sistema operativo che sostituisce iOS sui dispositivi supportati iPad).

Molti fanno utilizzo del termine iDevice per riferirsi ai dispositivi che usano iOS. Ogni app dei dispotivi mobili Apple ha bisogno del sistema operativo iOS per essere eseguita; tuttavia gli sviluppatori possono simulare le proprie applicazioni tramite l'ambiente di sviluppo Xcode (disponibile solamente per il sistema operativo macOS).

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia delle versioni iOS.

iOS (precedentemente iPhone OS) è stato stato presentato da Steve Jobs il 9 gennaio 2007 al Macworld Conference & Expo di San Francisco ed è stato lanciato con il primo iPhone il 29 giugno dello stesso anno.

Il sistema operativo, inizialmente, non disponeva di un nome ufficiale (fino all'uscita della prima beta dell'iPhone SDK il 6 marzo 2008); prima di allora, il marketing Apple affermava che "iPhone usa OS X".

Inizialmente le app di terze parti non vennero autorizzate in quanto l'intenzione di Steve Jobs era quella di disporre di un OS privo di app esterne che potessero compromettere la sicurezza e le prestazioni del sistema operativo stesso. Tali potevano comunque essere realizzate esclusivamente in WebApp sfruttando il motore del browser Safari già precaricato nel sistema. Nell’ottobre del 2007 Jobs cambiò idea (sotto la pressione di vertici e sviluppatori che già inizialmente ne compresero la grande opportunità) permettendo così la realizzazione di un SDK per iPhone e creare l’App Store che venne poi lanciato nel 2008.[2]

ElementiModifica

Springboard (Home)Modifica

La Springboard (Home) viene visualizzata quando viene sbloccato il dispositivo (tramite la schermata di sblocco) oppure cliccando sul tasto home sotto il display (nei dispositivi che lo predispongono). In alto, una barra mostra l'ora, il segnale telefonico, lo stato della batteria, l'attivazione o meno del 3G, 4G, LTE, Edge, Wi-Fi, localizzazione e sveglia. La schermata iniziale permette inoltre di visualizzare tutte le applicazioni presenti sul dispositivo e in basso, nel dock, le applicazioni usate più frequentemente (di default su iPhone: Telefono, Safari, Messaggi e Musica; su iPod touch e iPad: Messaggi, Safari, Mail e Musica), che possono essere spostate e modificate a proprio piacimento.

A partire da iPhone OS 3 viene anche integrata la funzione Spotlight, che ricerca nel dispositivo contatti, messaggi, e-mail, canzoni, video, podcast, applicazioni, promemoria, eventi, applicazioni di terze parti oppure cercare su Internet ciò che si è digitato. Vi si può accedere scorrendo verso il basso dalla schermata home oppure, dalla versione iOS 10, anche scorrendo verso destra sempre dalla schermata home.

Dalla versione iOS 3.2 è inoltre possibile modificare lo sfondo.

CartelleModifica

A partire da iOS 4 è possibile raggruppare in cartelle le applicazioni della schermata principale, semplicemente trascinando l'icona di un'applicazione su di un'altra. Ciascuna cartella può essere rinominata a piacimento. Se si ricevono delle notifiche dalle applicazioni poste all'interno di una cartella, esse vengono segnalate con un badge sulla cartella stessa.

Fino alla versione iOS 6, la cartella poteva contenere fino a:

  • 12 app su iPhone 4S e iPod Touch quarta generazione e precedenti
  • 16 app su iPhone 5 e iPod Touch quinta generazione
  • 20 app su iPad

Da iOS 7 in poi il numero di applicazioni inseribili in ciascuna cartella non è più limitato: le app all'interno di una cartella sono infatti organizzate in pagine, come nella Springboard (Home).

MultitaskingModifica

Le funzioni multitasking sono state introdotte nella versione iOS 4[3], perché Apple dubitava della durata della batteria con l'esecuzione di più applicazioni di terze parti contemporaneamente, rendendo disponibile questa funzionalità solo a partire da iOS 4 tramite le sue specifiche API[4].

Centro notificheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro notifiche (Apple).

Dalla versione iOS 5 trascinando verso il basso partendo dall'alto dello schermo, viene mostrata una "tendina" con il meteo, la borsa, l'integrazione con Facebook e Twitter e le varie notifiche, tra cui anche promemoria ed eventi.

Con la versione iOS 7, il centro notifiche è stato separato in tre sezioni: Oggi (con il riepilogo degli eventi, meteo, promemoria e borsa), Tutti (dove verranno visualizzate tutte le notifiche ricevute) e Perse (dove verranno visualizzare le ultime notifiche perse).

In iOS 8 è stata rimossa la sezione Perse e sono stati aggiunti i widget. Con iOS 10 il Centro notifiche è stato completamente ridisegnato. Trascinandolo dalla parte superiore dello schermo verranno mostrate le notifiche e scorrendo da sinistra verso destra (dal centro notifiche) tutti i widget. È ora possibile scorrere da sinistra a destra dalla schermata principale per accedere ai widget.

Con iOS 11 il Centro Notifiche è stato sostituito con la schermata di blocco, anche scorrendo dall’alto verso il basso ci apparirà la schermata di blocco con le varie notifiche ricevute ma è comunque possibile scorrere verso destra per visualizzare i widget.

Centro di controlloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro di Controllo.

Il centro di controllo è stato introdotto con iOS 7 nel 2013. Offre all'utente la possibilità di accedere alle impostazioni principali del dispositivo trascinando lo schermo dal basso verso l'alto (quali gestione rete, player e altre opzioni personalizzabili quali fotocamera, torcia, registrazione schermo, ect...)

Haptic Touch (menù rapido)Modifica

Il menù rapido permette, con la pressione touch prolungata, con un clic a due dita in trackpad oppure con il tasto destro del mouse, di accedere a determinate attività rapide in base a ciò che si seleziona (un'app, un contatto, un file o cartella, un media oppure un messaggio).

Springboard (Home)
Menù rapido (Haptic Touch)

App incluseModifica

Aggiornamenti softwareModifica

Apple ogni anno fornisce un aggiornamento di iOS su iTunes e, dalla versione 5, anche sul dispositivo stesso tramite aggiornamenti over-the-air (OTA). Fino all'uscita di iOS 4 tutti i possessori di iPod touch dovevano pagare per poterlo installare.

Al contrario di quanto accade per i dispositivi Android, l'esecuzione del ripristino alle condizioni di fabbrica attraverso iTunes obbliga l'utente (ma l'operazione fa automaticamente parte della procedura[5]) ad aggiornare il dispositivo all'ultima versione firmata digitalmente da Apple. Invece, con il reset eseguito tramite comando del dispositivo, viene mantenuta l'ultima versione installata.

Sui dispositivi che eseguono iOS, infatti, non è possibile passare da una versione all'altra a proprio piacere. Per via delle politiche di Apple[senza fonte], solamente le versioni firmate digitalmente possono essere installate sul dispositivo attraverso iTunes e il download di un file (.ipsw). È possibile trovare una lista delle versioni firmate da Apple sul sito ipsw.me. Ci sono però alcuni modi per installare una versione non firmata del sistema operativo sfruttando dei blob SHSH2 precedentemente scaricati e un dispositivo jailbroken, tuttavia questa procedura è limitata agli utenti esperti.

ArchitetturaModifica

Come per macOS, iOS è una derivazione di UNIX (famiglia BSD) e usa il Kernel ibrido XNU Mach basato su Darwin OS, ed è utilizzabile anch'esso solo su dispositivi prodotti da Apple con SoC della serie Apple Ax.

iOS, a livello di architettura, oltre al Kernel, dispone di quattro livelli di astrazione:[6]

Cocoa Touch Interfaccia utente grafica
Media Layer Funzionalità audio, video, di animazione e grafiche
Core Services Servizi quali peer-to-peer, SQLite, in-App, XML...
Core OS Gestione del sistema, sicurezza, rete...
Kernel (Scritto in Assembly, C e C++)

A parte il Kernel, nei livelli sovrastanti ad esso, iOS è scritto in gran parte in linguaggio Objective-C (e in minima parte C e C++), ma allo stesso tempo sta adottando sempre di più anche il linguaggio proprietario Swift.[7]

Dalla versione iOS 10.3 opera con il nuovo File System APFS proprietario (in precedenza faceva uso di HFS+).[8]

iOS SDKModifica

Il 17 ottobre 2007, in una lettera aperta scritta nel blog How News di Apple, Steve Jobs ha annunciato che un SDK (software development kit) sarebbe stato disponibile agli sviluppatori di terze parti in febbraio 2008. L'SDK è stato distribuito il 6 marzo 2008 e permette agli sviluppatori di creare applicazioni per iPhone e iPod touch, e testarle in un simulatore di iPhone. Tuttavia il caricamento di una applicazione nei dispositivi è possibile solamente dopo aver pagato una tassa di iscrizione all'iOS Developer Program. L'ambiente di sviluppo per iOS SDK è Xcode.

Gli sviluppatori sono liberi di scegliere qualsiasi prezzo per le loro applicazioni che sono distribuite tramite App Store, per le quali riceveranno il 70% del ricavo. Essi possono anche optare per pubblicare gratuitamente l'applicazione non pagando nessun costo di pubblicazione o distribuzione, eccetto la tassa di sottoscrizione al programma developer.

Contenuto SDKModifica

Dato che l'iPhone è basato su una variante dello stesso kernel XNU usato da macOS, gli strumenti usati per lo sviluppo sono basati su Xcode.

L'SDK è diviso nei seguenti set:

All'interno dell'SDK è contenuto l'iPhone Simulator, un programma usato per emulare il "look and feel" dell'iPhone nel desktop dello sviluppatore. Originariamente chiamato Aspen Simulator, è stato rinominato con la beta 2 dell'SDK. Da notare che l'iPhone Simulator non è un emulatore ed esegue codice generato per un target x86.

L'SDK richiede un Mac Intel con Mac OS X Leopard. Altri sistemi operativi, inclusi Microsoft Windows e vecchie versioni di macOS, non sono supportati, ma vi sono applicazioni non ufficiali che permettono ciò.

Pregi e criticheModifica

Il sistema Apple ha delle peculiarità di funzionamento che ne determinano una diversa fruizione delle applicazioni e dei dispositivi. Uno studio della Symantec evidenzia come questo sistema operativo sia più sicuro del maggiore avversario Android grazie alle sue peculiarità, anche se ha evidenziato che è in realtà più sicuro soprattutto per via dei minori tentativi di attacco da parte degli hacker, che concentrano gli sforzi su Android in quanto maggiormente diffuso a livello mondiale rispetto a iOS[9].

Con l'aggiornamento del sistema alla versione 4.3, che introduceva un miglioramento del browser e della navigazione si è evidenziato come questi aggiornamenti non fossero abilitati per le applicazioni web (collegamenti internet)[10], questo perché l'aggiornamento ha effetto solo per il browser e non per il sistema che utilizza una visualizzatore Internet integrato[11], il problema è stato risolto con la versione 5 del sistema operativo[12].

La particolarità di questo sistema è data anche dal blocco di alcune funzionalità, o del tutto o in parte, come ad esempio il bluetooth che può essere usato solo per connettere dispositivi ausiliari, come ad esempio cuffiette auricolari, ecc.[13]

Tramite il suo store, Apple evita l'installazione di applicazioni non approvate, poiché devono prima essere vagliate e testate la loro sicurezza e un eventuale problema nel loro uso, così come la loro qualità. Questo rende più difficile l'installazione di applicazioni malevole ma al contempo limita la libertà dell'utente. I rappresentanti del movimento opensource criticano questo approccio ritenendolo troppo limitante per l'utente e ritengono che di dispositivi così limitati non possano essere equiparati a dei computer[14][15][16]. Tuttavia, è possibile evitare questo limitazione di attività attraverso un procedura ormai frequente e dichiarata legale dal Tribunale federale statunitense[17] chiamata jailbreak o in italiano "sblocco", la quale permette l'uso di applicazioni non approvate da Apple e pacchetti capaci di permettere all'utente di personalizzare il dispositivo, presenti su Cydia e sblocca anche le antifunzionalità riguardanti il bluetooth.

Al termine del 2011 sono emersi alcuni bug del sistema, di cui uno riguardante la comunicazione dati tramite reti telefoniche, che venivano permesse nel caso di download di app dallo store indipendentemente dalle impostazioni dell'utente[18]; la seconda una vulnerabilità nei test dell'approvazione di app nello store, che permetteva l'esecuzione di codice non validato[19].

Nel 2012 è emerso come le applicazioni potrebbero estrapolare le foto personali dell'utente dal proprio dispositivo[20], inoltre altre applicazioni come Path, memorizzano tutti i contatti, con i rispettivi nomi e cognomi registrati sul cellulare su cui è installata l'applicazione[21]. Problemi del genere vennero poi sistemati, all'uscita di iOS 6, con l'introduzione di appositi avvisi e impostazioni che permettono all'utente di consentire o negare alle singole applicazioni l'accesso a contatti, calendari, promemoria e immagini in modo del tutto simile a come già avveniva per la localizzazione.

Nel 2013, all'uscita di iOS 6.1, è stata individuata un falla di sicurezza che consentiva a chiunque effettuasse una precisa procedura di accedere all'applicazione telefono bypassando il codice di sblocco. In questo modo qualsiasi malintenzionato poteva effettuare telefonate, visualizzare contatti, ecc. Tali problematiche si erano già verificate in passato con le versioni 2 e 4.1 dell'OS[22] e sono state corrette con gli aggiornamenti successivi.

A differenza di Android e Windows Phone, iOS non dispone di comandi per cancellare la cache delle applicazioni installate e del sistema operativo stesso; è lo stesso sistema operativo, basato su UNIX, a effettuare manutenzione. Anche l'utilizzo di pulitori di terze parti è fortemente limitato[senza fonte].

NoteModifica

  1. ^ iOS 5 beta 4 è il primo aggiornamento OTA! (Non disponibile se si ha effettuato il jailbreak), su applemobile.it. URL consultato il 23 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2011).
  2. ^ digitalic.it, https://www.digitalic.it/economia-digitale/steve-jobs-app-di-terze-parti-app-store.
  3. ^ (EN) iOS 4 review, in iMore. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  4. ^ (EN) Apple announces multitasking for iPhone OS 4 (iPhone 3GS/iPod touch G3 only), in iMore. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  5. ^ https://support.apple.com/it-it/HT201252
  6. ^ (EN) iOS Architecture, su codeingwithios.blogspot.com.
  7. ^ (EN) Apple’s use of Swift in iOS 13, su blog.timac.org. URL consultato il 29/09/2019.
  8. ^ (EN) About Apple File System, su developer.apple.com.
  9. ^ [engadget]
  10. ^ App al rallentatore con iOS 4.3: bug o vera furbizia?, in Tom's Hardware. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2014).
  11. ^ Apple conferma, per le web app su iOS niente Nitro, in Tom's Hardware. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2014).
  12. ^ Le web app di iOS 5 a piena velocità grazie a Nitro, in Tom's Hardware. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2014).
  13. ^ iOS 5 e il bluetooth, siamo ancora lontani | Apple Rumors, su www.applerumors.it. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  14. ^ Brown, Peter iPad is iBad for freedom, Free Software Foundation, 2010
  15. ^ Cherry, Steven The iPad Is Not a Computer, IEEE Spectrum, 2010
  16. ^ Conlon, Tom The iPad's Closed System: Sometimes I Hate Being Right Archiviato il 20 aprile 2010 in Internet Archive., Popular Science, 2010
  17. ^ (EN) Archivi del Congresso
  18. ^ iOS Bug: Permette di scaricare le App in 3G anche se l'opzione e disattivata, su beiphone.it. URL consultato il 29 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  19. ^ (EN) Threatpost - English - Global - threatpost.com, su Threatpost | The first stop for security news. URL consultato il 25 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2013).
  20. ^ iOS e Android: le vostre foto non sono al sicuro Archiviato il 4 giugno 2012 in Internet Archive.
  21. ^ l'app che memorizza i tuoi contatti sui propri server.
  22. ^ Scovato un nuovo bug che riguarda il codice di sicurezza della Lockscreen di iOS 6.1 (Video)

BibliografiaModifica

  • Andreucci Giacomo, Applicazioni iOS e Android con Google Maps, Edizioni FAG, Milano, 2011, pp. 348
  • Iacubino Angelo, Creare applicazioni di successo per iPhone e iPad, Edizioni Hoepli, 2010, pp. 312
  • Stark Jonathan, Sviluppare applicazioni per iPhone, Ed. Tecniche Nuove, 2010, pp. 161

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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