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Lino De Petrillo

allenatore di calcio e calciatore italiano
Lino De Petrillo
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1965 - calciatore
1998 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
195?-1958San Vito Benevento? (?)
1958-1960Livorno23 (0)
1961-1964Pisa105 (4)
1964-1965Forlì? (?)
Carriera da allenatore
1967-1968Signe
1968-1969Tempio
1969-1970Alghero
1970-1973Olbia
1973-1974Nocerina
1974-1975Potenza
1975-1977Campobasso
1977-1978Potenza
1978-1979Messina
1979-1981Catania
1981Benevento
1981-1982Lucchese
1982-1984Cosenza
1984-1985Nocerina
1986Sorrento
1987-1988Atletico Catania
1989-1991Enna
1991Trapani
1997-1998Rende
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Aquilino De Petrillo, meglio conosciuto come Lino (Roccamonfina, 3 marzo 1934), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

BiografiaModifica

Suo figlio Alessio dopo aver giocato con l'Empoli in Serie A (senza però esordire in massima serie) e in Serie C con varie squadre, è diventato a sua volta un allenatore ed ha guidato varie squadre in Serie C1 e in Serie C2 e la Primavera del Pisa[1].

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Dopo aver militato in IV Serie con il San Vito Benevento[2], ha giocato per due anni nel Livorno e per tre anni nel Pisa in Serie C, dal 1961 al 1964[3], indossando per l'intero periodo la fascia da capitano[4] e mettendo a segno un totale di 4 gol in 105 partite giocate con la maglia neroazzurra[5]; successivamente ha vestito la maglia del Forlì[6] in Serie C.

AllenatoreModifica

Gli inizi in Serie D e la Serie C all'OlbiaModifica

Inizia la carriera da allenatore nella stagione 1967-1968, nella quale subentra a stagione in corso sulla panchina del Le Signe nel campionato di Serie D. L'anno seguente allena invece il Tempio, con cui ottiene un settimo posto in classifica nel massimo campionato dilettantistico (che gli vale anche la vittoria della Coppa Cossu-Mariotti); continua ad allenare in Serie D anche nella stagione 1969-1970, nella quale chiude ancora al settimo posto in classifica alla guida dell'Alghero. Rimane in Sardegna anche nei tre anni successivi, nei quali ottiene tre salvezze consecutive sulla panchina dell'Olbia, squadra militante in Serie C.

Nocerina e PotenzaModifica

Nel 1973 viene ingaggiato dalla Nocerina, con cui ottiene un quarto posto in classifica in Serie C nella stagione 1973-1974[7]. A fine anno scende in Serie D dopo quattro anni di professionismo per allenare il Potenza, chiamato dal presidente dei lucani Nino Somma[2]. La squadra si mantiene fin dalle prime giornate in testa alla classifica, con un vantaggio di diversi punti sulle principali inseguitrici (Ischia, Juve Stabia e Lavello) che inizia a diminuire nel girone di ritorno anche a causa di una squalifica del campo della durata di sei giornate[2] fino all'aggancio da parte della Juve Stabia ad una giornata dalla fine; nell'ultima giornata va in scena lo scontro diretto con le Vespe, che termina sul punteggio di 1-1 e rende necessario uno spareggio per decretare la vincitrice del campionato; la gara si gioca il 1º giugno 1975 a Bari, e si conclude con un 1-0 dopo i tempi supplementari per la squadra del capoluogo lucano[2].

Ritorno in Serie C e promozioni con Potenza e CataniaModifica

A fine stagione De Petrillo lascia il Potenza e passa al Campobasso, con cui nella stagione 1975-1976 ottiene un sesto posto in classifica in Serie C; rimane nei molisani anche nella stagione 1976-1977, nella quale viene esonerato a stagione in corso. Nell'estate del 1977 fa ritorno dopo due anni al Potenza, con cui ottiene un terzo posto in classifica in Serie D; complice la riforma dei campionati con la nascita della Serie C2, il piazzamento è sufficiente per far promuovere i rossoblu nella nuova categoria[2]. Dopo un subentro alla tredicesima giornata a Nicola Trimarchi (che aveva a sua volta sostituito Adelchi Brach) in Serie C2 con il Messina[8], il tecnico campano nella stagione 1979-1980 va ad allenare il Catania, squadra militante in Serie C1. Con gli etnei vince il campionato piazzandosi davanti al Foggia[9] e conquistando così la promozione in Serie B, categoria in cui viene riconfermato per la stagione 1980-1981, salvo poi essere esonerato a campionato in corso. Dopo l'esonero va al Benevento, finendo la stagione alla guida della squadra sannita nel campionato di Serie C1[10].

Gli anni in terza e quarta serieModifica

Dopo l'addio al Benevento viene ingaggiato dalla Lucchese, squadra di Serie C2, che nella stagione 1981-1982 si piazza al quarto posto in classifica; in seguito siede sulla panchina del Cosenza, dove ottiene un sesto posto in Serie C1 e vince la Coppa Anglo-Italiana[11] nella stagione 1982-1983 e viene esonerato a campionato in corso l'anno successivo, nel quale poi la squadra con in panchina Gian Piero Ghio si piazzerà al settimo posto in classifica. Nella stagione 1984-1985 inizia la stagione senza squadra, salvo poi subentrare a Giuseppe Caramanno sulla panchina della Nocerina in Serie C1; a fine anno la squadra arriva diciottesima in classifica e retrocede in Serie C2. De Petrillo rimane inattivo per tutta la stagione 1985-1986, mentre nella Serie C1 1986-1987 viene ingaggiato a stagione in corso dal Sorrento, con cui dal 9 novembre 1986 al 14 dicembre 1986 allena per sei partite con un bilancio di una vittoria e cinque sconfitte e con la squadra che a fine anno retrocede in Serie C2[12].

Gli ultimi anni di carrieraModifica

Nella stagione 1987-1988 subentra a stagione in corso sulla panchina dell'Atletico Catania, con cui ottiene una tranquilla salvezza in Serie C2; dopo un altro anno di inattività nella stagione 1989-1990 scende per la terza volta in carriera in Serie D dopo più di dieci anni consecutivi di professionismo, e alla guida dell'Enna vince il campionato conquistando una promozione in Serie C2. I gialloverdi lo confermano in panchina anche per il successivo campionato di Serie C2, che si conclude con un suo esonero e con una retrocessione e successivo fallimento della società siciliana. Nella stagione 1991-1992 inizia la stagione con il Trapani, ottenendo un pareggio con il Marsala ed una sconfitta interna contro il Mazara in Coppa Italia e un pareggio contro l'Aversa nella prima giornata di campionato; in seguito alla sconfitta per 5-1 nel derby con il Marsala della seconda giornata di campionato viene esonerato e sostituito da Ignazio Arcoleo[13]. Dal 1992 al 1997 De Petrillo rimane senza panchina, e termina la carriera da allenatore nel 1998 all'età di 64 anni dopo aver guidato per una stagione i calabresi del Rende nel Campionato Nazionale Dilettanti.

PalmarèsModifica

AllenatoreModifica

Competizioni nazionaliModifica

Potenza: 1974-1975
Enna: 1989-1990
Catania: 1979-1980

Competizioni internazionaliModifica

Cosenza: 1983

Competizioni regionaliModifica

Tempio: 1968-1969

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Almanacco illustrato del Calcio, 1982, Edizioni Panini, p. 239.

Collegamenti esterniModifica