Benevento Calcio

Squadra di calcio di Benevento
Benevento Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Beneventostemma.png
Stregoni[1], Streghe[2], Giallorossi, Sanniti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Rosso e Giallo Strisce-Flag.svg giallo-rosso
Simboli strega, cinghiale stolato[3]
Inno Forza Benevento
Dati societari
Città Benevento
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1929
Rifondazione 1953
Rifondazione 1962
Rifondazione 1990
Rifondazione 2005
Presidente Italia Oreste Vigorito
Allenatore Italia Roberto De Zerbi
Stadio Ciro Vigorito
(16 867[4] posti)
Sito web www.beneventocalcio.club
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Benevento Calcio s.r.l. (più semplicemente Benevento) è una società calcistica italiana con sede nella città di Benevento. Nella stagione 2017-2018 milita nella massima divisione del campionato italiano di calcio.

Fondata nel 1929 e rifondata a più riprese (da ultimo nel 2005 con la corrente denominazione), fino agli anni 2010 ha militato tra la quinta e la terza divisione nazionale (categoria quest'ultima alla quale - nelle sue diverse formule e denominazioni - ha partecipato per 38 volte).

Nelle stagioni 2015-2016 e 2016-2017 ha raggiunto i suoi maggiori successi, riuscendo dapprima ad accedere alla Serie B e successivamente alla Serie A, in entrambi i casi per la prima volta nella propria storia.[5]

Indice

StoriaModifica

Dalle origini agli anni ottantaModifica

Il calcio a Benevento è nato il 6 settembre 1929[6], data di fondazione della Società Sportiva Littorio Benevento, che giocava sul campo Santa Maria degli Angeli (poi denominato Meomartini) realizzato da don Francesco Minocchia con l'ausilio di calciatori residenti nella città di Benevento e sito nel rione Libertà della città delle Streghe.[7][8] Prese parte al torneo di Terza Divisione Regionale. Nel suo primo decennio di vita vinse i campionati di Terza, Seconda e Prima Categoria, poi, nella stagione 193435 prese parte per la prima volta al campionato nazionale di Serie C, disputando un eccellente torneo grazie alla guida tecnica dell'ungherese Armand Halmos.[7][8] Tre anni dopo, nella stagione 193839, vinse la «Targa Capocci» (torneo cui parteciparono 22 squadre) vincendo in finale contro la Scafatese per 5-1,[7][8] poi, nell'immediato dopoguerra la rinominata Associazione Calcio Benevento fece buoni campionati di Serie C dove nella stagione 1945-1946 arrivò per primo conquistando la promozione in Serie B ma rinunciandoci per problemi finanziari.[8] Le successive stagioni, i giallorossi arrivarono tra le posizioni di alta classifica senza tuttavia ottenere la promozione fra i cadetti.[9]

 
La San Vito Benevento nella stagione 1959-1960

Negli anni cinquanta va segnalata la folcloristica figura di Oronzo Pugliese che allenò la compagine sannita nel 1952. Dopo un anno, tuttavia, arrivò la chiusura della società storica, oberata dai debiti.[9] Fallita l'antica squadra, ebbe campo libero il secondo club cittadino, i dilettanti della San Vito[10] che, dopo sette anni, approdarono in Serie C come Società Sportiva Benevento.[8][9] Dopo aver disputato un campionato in terza serie nel 1960-1961, classificandosi al quarto posto, fece seguito il ritorno in Serie D nel 1961-1962, dove i giallorossi rimasero per un triennio.[11]

 
Il Benevento nella stagione 1974-1975

Nel 1966 da una fusione di compagini cittadine nacque la Polisportiva Benevento.[11] Dopo otto campionati di fila in Serie D nel 1974, sotto la presidenza di Bocchino, ci fu la riconquista della Serie C,[8] dove i giallorossi conquistarono subito un quarto posto e, nella stagione 1975-1976 un secondo posto. Rimarrà questo, per oltre tre decenni, il campionato più entusiasmante e controverso: con Pietro Santin in panchina la squadra disputò un entusiasmante girone di ritorno inanellando dodici risultati utili consecutivi, frutto di undici vittorie (di cui nove consecutive) e un pareggio, conquistando la vetta della classifica alla 26ª giornata nello scontro diretto in casa contro il Lecce, scavalcandolo. La Serie B, però, svanì a causa di un calo nel finale allorquando la truppa di Pietro Santin racimolò tre pareggi di fila (prima a Caserta e poi due fra le mura amiche contro Acireale e Messina) che consentirono ai salentini di agguantare in classifica il Benenvento e poi due sconfitte fuori casa (a Bari e a Cosenza) che decretarono la fine del sogno. Proprio in quella stagione il Benevento partecipò alla quinta edizione della Coppa Anglo-Italiana, competizione disputata tra club inglesi ed italiani nella primavera del 1976: fu eliminato nella fase a gironi.

Ritornando al campionato seguì un quarto posto nel torneo 1976-1977.[8][11] Nella stagione 1978-1979, in concomitanza con la ristrutturazione della Serie C, nacque la Società Sportiva Calcio Benevento, mentre l'anno successivo ci fu l'inaugurazione dello stadio Santa Colomba.[11] Sotto la presidenza dell'avvocato Ernesto Mazzoni, coadiuvato di volta in volta da imprenditori locali, la SSC Benevento disputò nove campionati ininterrotti in Serie C1.[11] Da segnalare la quinta piazza raggiunta con la guida tecnica di Gastone Bean (1981-82)[11] e il sesto posto con allenatore Francesco Liguori (1983-84) che valsero la partecipazione degli stregoni alla Coppa Italia contro squadre di serie A e B.[12] Dopo una prima retrocessione nel 1986, a cui seguì un miracoloso ripescaggio, il Benevento retrocesse in serie C2 nel 1987 nonostante l'ottima rosa di calciatori.[13]

 
Il Benevento nella stagione 1986-1987

A due salvezze rischiosissime in quarta serie negli anni 1988 e 1989 (ambedue con Maurizio Simonato alla guida tecnica), seguì la retrocessione a tavolino in Interregionale per mancato versamento della fideiussione (che non fu coperta per tutti i 400 milioni richiesti dalla FIGC ma solo per 320 milioni). Pertanto, per soli 80 milioni, il Benevento fu costretto ad abbandonare il calcio professionistico.[14] Ne derivò un anonimo campionato in Interregionale disputato con una squadra composta per lo più da calciatori sanniti.[15]

Gli anni novantaModifica

Nella stagione 1990-1991 nacque lo Sporting FC Benevento.[8][15] Il nome della nuova società fu scelto dai tifosi in seguito a un sondaggio telefonico fatto durante una trasmissione televisiva dell'epoca. Alla presidenza c'era Mario Peca, il quale non mantenne le promesse ma ebbe il merito di risvegliare la passione dei tifosi beneventani.[15] Il campionato fu vinto ma ebbe un epilogo amaro nello spareggio per la promozione contro la Juve Stabia (vincitrice di un altro girone). In seguito alla sconfitta la società venne rilevata da un gruppo di imprenditori napoletani che dopo un semestre, vista la totale disaffezione e ostilità della tifoseria, cedettero la mano alla famiglia Cotroneo.[15] Dopo un'annata di transizione, per l'anno sportivo 1993-94 fu allestita una squadra d'alto livello che ricalcava per gran parte quella della stagione 1990-91 a cominciare dallo stimato Luigi Boccolini come trainer.[15] Trascinata da una formidabile coppia d'attacco composta da Nicola D'Ottavio e Silvio Paolucci, vero lusso per l'Interregionale, il Benevento ebbe ben presto vita facile sulla rivale Nocerina, finendo per stravincere il torneo.[15]

Con il ritorno nel campionato professionistico la rosa fu confermata con qualche innesto. La squadra, pur non brillando nel gioco, conquistò il terzo posto che valse la qualificazione ai play-off per la prima volta nella storia. La compagine di Boccolini fu subito estromessa dal Savoia (sconfitta fuori casa per 2-0 e pareggio interno per 3-3).[15] La stagione successiva fu particolarmente tribolata e culminò con la salvezza raggiunta nell'ultima partita: nel un testacoda contro il Frosinone, gli stregoni s'imposero per 1-0, evitando i play-out e mandando all'aria i sogni di promozione della squadra ciociara che si era presentata da capolista.[15] Seguirono due ottimi campionati di vertice.[8] Nel 1996-97 gli stregoni, allenati da Massimo Silva, ebbero una partenza a razzo per poi cedere, con il passare delle giornate, la testa della classifica alla Battipagliese, che vinse il torneo. Classificatosi al secondo posto, il Benevento affrontò i play-off da favorita. Dopo aver eliminato il Catanzaro in semifinale (0-0 fuori casa e vittoria interna per 2-0), però, fu battuto nella finale ad Avellino dalla Turris (0-2) allenata dall'ex Esposito.[15] Resta questa la "trasferta" seguita dal maggior numero di tifosi sanniti con ben ottomila unità. In città ci furono notevoli polemiche soprattutto per un alterco tra il direttore sportivo Nicola D'Ottavio e il centravanti Sossio Aruta.[15]

Nella stagione successiva la società rinforzò ulteriormente la rosa. Prima di nuovo con Silva e poi con Pino Raffaele in panchina, in un campionato molto equilibrato al vertice, il Benevento non riuscì a trovare lo spunto per vincere direttamente il torneo dovendo ritentare la promozione mediante i play-off. Come l'anno prima, gli stregoni, dopo aver eliminato il Sora (con due vittorie per 1-0 ed entrambe con reti firmate da Francesco Passiatore), cedettero in finale: sul campo neutro di Lecce furono infatti sconfitti dal Crotone per 2-1, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio. Fu l'ultima partita della famiglia Cotroneo che cedette la mano a Renato Pedicini ai vertici della società.[15]

La squadra, guidata da Francesco Dellisanti, dopo un avvio incerto cominciò a sciorinare un gioco spettacolare che le consentì di scalare posizioni in classifica e terminare al quarto posto, in zona play-off. Dopo aver eliminato ancora una volta il Catanzaro (vittoria per 2-1 in casa e pareggio 1-1 in Calabria), il Benevento approdò per il terzo anno consecutivo in finale. Il 13 giugno 1999, allo stadio di Via Del Mare a Lecce, la squadra sconfisse il Messina per 2-1 in una partita che vide nella ripresa gli stregoni andare sotto di un gol, per poi subito ristabilire la parità con Bertuccelli. A sei minuti dalla fine dei supplementari il gol di Compagno regalò il primo trionfo in un campionato professionistico al calcio sannita e il ritorno in Serie C1.[15]

Approdato in Serie C1 il Benevento vi disputerà sei campionati consecutivi dove nelle prime due stagioni, i giallorossi ottengono due salvezze proprio all'ultima giornata in casa (nel 1999-00 vittoria con l'Arezzo per 2-1;[15] nel 2000-01 grazie alla vittoria contro la Fidelis Andria con il punteggio di 2-1).

Gli anni duemilaModifica

Nella stagione 2001-02 la salvezza arriva dopo i play-out contro la Nocerina (vittoria per 1-0 a Nocera e sconfitta interna per 1-0). Dopo aver disputato nell'anno successivo un torneo anonimo da centro classifica, nella stagione 2003-04 approdano - dopo una lunga rimonta - ai play-off. Nella semifinale promozione, dopo aver sconfitto in casa 1-0 il Crotone, al ritorno arriva una sconfitta per 3-1[16].

La stagione 2004-05 vide i sanniti lottare per l'accesso ai play-off fino a due giornate dal termine e chiudere con un lusinghiero settimo posto. Alla luce delle gravi inadempienze fiscali emerse, però, la società del presidente Spatola viene retrocessa a tavolino in serie C2.[14] Fu scritta così la parola fine al capitolo Sporting Football Club.[8]

Nell'estate 2005 viene costituita la società per azioni Benevento Calcio[8] capitanata da un imprenditore biellese, Older Tescari, che non viene accolto con simpatia per via di una campagna acquisti modesta e inadatta[17]. A marzo del 2006, con la squadra in caduta libera nella classifica e fuori dalla zona play-off, al timone della società giungono i fratelli Ciro e Oreste Vigorito[18][19].Il Benevento riesce a classificarsi al quarto posto ma viene eliminato in semifinale dalla Sansovino. La stagione successiva la squadra è affidata a Danilo Pileggi che viene ben presto sostituito da Gianni Simonelli. I sanniti riuscirono a recuperare i punti di distacco dal Sorrento e a sfiorare la promozione.

Ai play-off, dopo aver superato il Monopoli, il Benevento vede sfumare tra le mura amiche il ritorno in Serie C1 a opera del Potenza (sconfitta per 1-0 e pareggio casalingo per 1-1).

Nela stagione 2007-08 la compagine di Simonelli ha vita facile e vince il campionato con quattro turni di anticipo regalando alla città il ritorno in serie C1.[8] In questa stagione il Benevento, per la prima volta nella sua storia, approda anche in finale della Coppa Italia di Serie C ma viene battuto per 5-0 dal Bassano Virtus nella gara d'andata (inutile l'1-1 del ritorno). Nelle stagioni a seguire la società tramite dispendiose campagne acquisti senza precedenti appronta delle squadre di alto livello e punta senza mezzi termini al raggiungimento della serie B. I fratelli Vigorito dimostrano ben presto una managerialità d'alto livello, investendo molto, oltre che sul parco giocatori di prima squadra, anche nel settore giovanile e nelle strutture.

Nella stagione 2008-09 gli stregoni contendono la vittoria al Gallipoli fino all'ultima giornata, ma la compagine salentina la spunta per un solo punto. Ai play off l'eliminazione in semifinale del Foggia (0-0 e 2-2) sembra spalancare le porte alla serie cadetta soprattutto in virtù del pareggio conseguito nella finale di andata contro il Crotone per 1-1. Nella finale di ritorno, il Benevento viene sconfitto per 1-0 sul proprio terreno dai calabresi[20].

La stagione 2009-10 vede il Novara troncare ben presto le gambe alle concorrenti e il Benevento esprimersi con rendimento altalenante anche in seguito al via vai di allenatori: Acori viene prima esonerato e sostituito da Camplone per poi essere richiamato a quattro giornate dal termine. Nell'ultimo mese consegue dieci punti che valgono il sorpasso sul Lumezzane e la qualificazione ai play-off. La lotteria di fine torneo non arride per l'ennesima volta ai giallorossi che vengono eliminati dal Varese (2-2 in casa e sconfitta per 2-1 in Lombardia).

Gli anni duemiladieciModifica

La stagione 2010-11 comincia con una clamorosa novità: ad essere chiamato a dirigere la squadra è Agatino Cuttone.[8] Dopo aver racimolato solo 4 punti in altrettante gare, la squadra mette insieme una striscia vincente frutto di sette vittorie e tre pareggi che valgono la conquista del secondo posto. Le ultime tre gare del girone d'andata, però, decretano definitivamente i limiti del gioco di Cuttone che viene esonerato quando la compagine giallorossa era staccata di sette lunghezze dalla primatista Nocerina. Anche il nuovo allenatore, Giuseppe Galderisi, non riesce a dare una marcia in più e il campionato termina con il Benevento al secondo posto, staccato di undici lunghezze dalla vetta. Come in passato la squadra sannita viene estromessa dai play-off: la Juve Stabia ha la meglio vincendo per 1-0 l'andata e impattando per 1-1 il ritorno. La succitata stagione verrà soprattutto ricordata per la morte dell'amministratore delegato Ciro Vigorito, avvenuta il 26 ottobre 2010. L'intitolazione dello stadio al compianto dirigente avverrà con delibera della giunta comunale il 2 novembre, a distanza di soli sette giorni dalla scomparsa.[8]

La stagione 2011-12, che ha visto il Benevento per la prima volta nella sua storia partire con una penalizzazione (sei punti poi ridotti a due[21]), è cominciata con il ritorno sulla panchina di Simonelli, avvicendato dalla 15ª giornata da Carmelo Imbriani e Jorge Martínez come allenatore in seconda. Il Benevento terminerà la stagione al sesto posto, perdendo quindi la possibilità di partecipare ai play-off.

Durante il ritiro precampionato in vista della stagione 2012-13, l'allenatore Carmelo Imbriani rinuncia all'incarico per gravi motivi di salute[22], lasciando il posto al suo vice. Alla luce degli scadenti risultati conseguiti (tre vittorie e quattro sconfitte), Jorge Martínez rassegna le dimissioni[23]. Al posto dell'allenatore uruguayano, la società chiama alla guida tecnica Guido Ugolotti[24] il quale, dopo aver portato la squadra in zona play out, viene esonerato[25] per far posto all'ex allenatore dell'Empoli Guido Carboni[26]. Perdendo 2-0 contro il Pisa nella penultima giornata di campionato, il Benevento perde anche in questa stagione la partecipazione ai play-off.

La stagione 2013-2014 comincia con Guido Carboni alla guida della squadra, che punta almeno alla qualificazione ai play-off per la promozione in Serie B. Dopo un inizio di stagione stentato, il tecnico viene esonerato il 20 gennaio 2014: fatale è la sconfitta in casa del Lecce per 0-2. Al suo posto viene chiamato Fabio Brini che porta il Benevento fino ai play-off, dopo aver chiuso il torneo di al 7º posto. L'11 maggio 2014 i sanniti eliminano il Catanzaro vincendo per 1-2 in trasferta. In semifinale, il 18 maggio 2014, perdono in casa del Lecce per 2-0.

 
Benevento-SPAL 2-0, prima gara dei sanniti in Serie B.

La stagione 2014-2015 inizia con la conferma di Fabio Brini alla guida tecnica della squadra. A causa dei numerosi infortuni sopraggiunti durante lo svolgimento del campionato, vengono annessi alla rosa Stefano Layeni, Riccardo Allegretti e Gaetano D'Agostino, rispettivamente l'8 ottobre, il 13 novembre e il 1º dicembre del 2014. Gli stregoni concludono la stagione al secondo posto con 76 punti, guadagnandosi il diritto di partecipare agli ennesimi play-off. Ai quarti di finale perdono in casa 1-2 contro il Como.

La stagione successiva inizia senza la guida del patron Oreste Vigorito che, dopo 9 anni, lascia il Benevento ma rimane come main sponsor e responsabile del settore giovanile: la società viene rilevata dalla cordata Fabbrocini-Pallotta[27], i quali chiamano alla guida tecnica Gaetano Auteri, che più volte nel corso degli anni era stato accostato proprio alla panchina giallorossa. Il nuovo sodalizio giallorosso debutta il 2 agosto 2015 con una sconfitta per 0-1 contro il Tuttocuoio nel primo turno eliminatorio della Coppa Italia 2015-2016. La stagione in Lega Pro inizia con un buon girone di andata per la squadra sannita, che nel girone di ritorno inanella una serie di diciotto partite senza sconfitte (dalla 17ª alla 34ª), conquistando matematicamente la promozione in Serie B, dopo 87 anni, e con una giornata di anticipo il 30 aprile 2016, battendo in casa il Lecce per 3-0 con doppietta di Fabio Mazzeo e gol di Karamoko Cissè davanti a circa 20 000 spettatori. Si tratta della seconda volta che il club sannita conquista sul campo la promozione in seconda serie, dopo quella della stagione 1945-46.

L'approdo in Serie BModifica

Nella stagione 2016-2017, la prima in Serie B, ritorna al comando della società Oreste Vigorito. I giallorossi debuttano con una vittoria per 2-0, in casa contro la SPAL, grazie alle reti di Amato Ciciretti e George Pușcaș e, dopo aver sconfitto il Frosinone al Vigorito per 2-1 alla penultima di campionato, scongiurando l'eventuale mancata disputa dei playoff per la promozione diretta dei ciociari, con Verona e Spal, finiscono con un ottimo quinto posto a pari merito con il Perugia, che vale l'accesso ai play-off per la promozione in Serie A. Nel primo turno in gara singola il Benevento batte lo Spezia per 2-1 grazie alle reti di Fabio Ceravolo e George Pușcaș.[28] In semifinale vince per 1-0 al Vigorito contro il Perugia e grazie al pari maturato nel ritorno al Curi supera il turno, qualificandosi per la finale contro il Carpi.[29] Dopo lo 0-0 al Cabassi di Carpi il Benevento prevale nel ritorno in casa per 1-0 e conquista la prima storica promozione in Serie A.[30] Con questo risultato diventa la quarta società campana, dopo Napoli, Salernitana e Avellino a militare nella massima serie, e la prima squadra della storia esordiente in Serie B ad aver subito conquistato la promozione in A[31].

La prima stagione in Serie AModifica

Il 20 agosto 2017, alla prima giornata di campionato, Amato Ciciretti segna la prima rete in Serie A della squadra campana, nella partita persa per 2-1 contro la Sampdoria allo Stadio Luigi Ferraris di Genova.[32]

La squadra palesa fin da subito limiti di competitività, che si traducono in numerose sconfitte consecutive: il 22 ottobre, perdendo in casa per 0-3 contro la Fiorentina, il Benevento stabilisce il record negativo di nove partite perse consecutivamente in Serie A (il precedente primato di otto sconfitte, risalente alla stagione 1949-1950, apparteneva al Venezia).

A seguito del suddetto rovescio l'allenatore Marco Baroni e il direttore sportivo Salvatore Di Somma (artefici delle precedenti promozioni in Serie B e Serie A) vengono sollevati dagli incarichi; alla guida della squadra arriva Roberto De Zerbi, che però non riesce a invertire la tendenza: tre giorni dopo il Benevento diventa la prima squadra nella storia della Serie A a non aver raccolto alcun punto nelle prime dieci giornate di campionato, perdendo anche la gara esterna contro il Cagliari per 2-1.

Il Benevento esce sconfitto anche dai quattro turni successivi, contro Lazio, Juventus, Sassuolo e Atalanta: la quattordicesima sconfitta di fila (contro i nerazzurri bergamaschi) conferisce rilievo europeo al record negativo, che supera quello stabilito dal Manchester Utd nella First Division 1930-1931[33][34] Il filotto negativo si conclude tuttavia con quest'ultimo rovescio: il 3 dicembre 2017 i sanniti ottengono infatti il proprio primo punto in massima serie, fermando sul 2-2 il Milan allo stadio Vigorito; il gol del pareggio finale viene messo a segno nel quinto minuto di recupero del secondo tempo dal portiere Alberto Brignoli[35].

CronistoriaModifica

Cronistoria del Benevento Calcio
  • 1929 - Fondazione della Società Sportiva Littorio Benevento.
  • 1929-1930 - 7º nel girone B della Terza Divisione Campana.

  • 1930-1931 - 1º nel girone A della Terza Divisione Campana. Promosso in Seconda Divisione dopo aver vinto il girone finale.
  • 1931-1932 - 4º nel girone unico della Seconda Divisione Campana.
  • 1932-1934 - La squadra partecipa ai tornei organizzati dall'U.L.I.C.
  • 1934 - La società torna a disputare campionati organizzati dalla F.I.G.C. ripartendo dalla Prima Divisione.
  • 1934-1935 - 5º nel girone H della Prima Divisione. Ammesso nella nuova Serie C.
  • 1935-1936 - 4º nel girone D della Serie C.
  • 1936-1937 - 8º nel girone E della Serie C. Al termine del campionato la società si ritira per partecipare al torneo "Capocci".
  • 1937-1938 - Vince il torneo "Capocci".
  • 1938 - La società riparte dalla Prima Divisione con la denominazione Gioventù Italiana del Littorio Benevento[36].
  • 1938-1939 - La società partecipa al girone unico del Direttorio XIII (Campania) di Prima Divisione.
  • 1939-1940 - 11º nel girone unico del Direttorio XIII (Campania) di Prima Divisione.

  • 1940-1941 - La società rimane inattiva.
  • 1941 - Il club riprende l'attività agonistica con la denominazione di Gruppo Universitario Fascista Benevento[9].
  • 1941-1942 - Partecipa al girone unico del Direttorio XIII (Campania) di Prima Divisione.
  • 1942-1943 - 3º nel girone A della Prima Divisione Campania.
  • 1943-1945 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945 - Alla ripresa delle attività agonistiche il sodalizio cambia la denominazione in Associazione Calcio Benevento venendo ammesso a titolo onorifico al campionato di Serie C.
  • 1945-1946 - 1º nel girone D della Serie C. Rinuncia alla promozione in Serie B per problemi finanziari.
  • 1946-1947 - 1º nel girone B della Lega Interreg. Sud di Serie C.[37] 6º nel girone finale Sud.
  • 1947-1948 - 2º nel girone R della Lega Interreg. Sud di Serie C.[37]
  • 1948-1949 - 2º nel girone D della Serie C.
  • 1949-1950 - 6º nel girone D della Serie C.

  • 1950-1951 - 12º nel girone D della Serie C.
  • 1951-1952 - 13º nel girone D della Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-1953 - 14º nel girone G della IV Serie. Retrocesso in Promozione.
  • 1953 - L'A.C. Benevento si scioglie per problematiche finanziarie e l'altra società minore dell'Associazione Calcio Sanvito Benevento[38], attiva in ambito dilettantistico (all'epoca nel campionato di Prima Divisione Campania) si ritrova ad essere il principale club beneventano, ereditando de facto la tradizione sportiva del disciolto sodalizio.
  • 1953-1954 - 1º nel campionato di Prima Divisione Campania. Promosso in Promozione.
  • 1954-1955 - La squadra partecipa al girone A della Promozione Campania.
  • 1955-1956 - 1º nel girone A della Promozione Campania. Promosso in IV Serie.
  • 1956-1957 - 17º nel girone H della IV Serie. Ammesso al Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1957-1958 - 6º nel girone G del Campionato Interregionale - Seconda Categoria.
  • 1958-1959 - 4º nel girone H del Campionato Interregionale. Ammesso nella nuova Serie D.
  • 1959-1960 - 1º nel girone F della Serie D. Promosso in Serie C.

  • 1960-1961 - 4º nel girone C della Serie C.
  • 1961-1962 - 17º nel girone C della Serie C. Retrocesso in Serie D.
  • 1962 - Dalla fusione tra l'Associazione Calcio Sanvito Benevento e l'Associazione Sportiva Benevento nasce la Società Sportiva Benevento.[9]
  • 1962-1963 - 2º nel girone F della Serie D.
  • 1963-1964 - 3º nel girone E della Serie D.
  • 1964-1965 - 18º nel girone F della Serie D. Retrocesso in Prima Categoria.
  • 1965 - Dalla fusione tra la Società Sportiva Benevento e la Fiamma Sannita nasce la Polisportiva Benevento.[9]
  • 1965-1966 - 5° nel girone A della Prima Categoria Campania.
  • 1966-1967 - 6º nel girone A della Prima Categoria Campania. Promosso in Serie D a completamento organici.
  • 1967-1968 - 10º nel girone G della Serie D.
  • 1968-1969 - 12º nel girone G della Serie D.
  • 1969-1970 - 13º nel girone G della Serie D.

Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria del Torneo Anglo-Italiano.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1978 - Nell'estate viene fondata la Società Sportiva Calcio Benevento in sostituzione della fallita Polisportiva Benevento.
  • 1978-1979 - 7º nel girone B della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.

Fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Girone eliminatorio di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-1989 - 14º nel girone D della Serie C2. Retrocesso d'ufficio nel Campionato Interregionale per inadempienze finanziarie.[39]
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-1999 - 4º nel girone C della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto i play-off.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Fase ad eliminazione diretta di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
Perde il triangolare di Supercoppa di Lega di Serie C2.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia Lega Pro.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo Turno in Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
Formazione-tipo del Benevento nella stagione 1982-1983: i giocatori indossano la classica maglia palata giallorossa.

I tradizionali colori sociali del Benevento sono il giallo e il rosso: la casacca principale presenta tradizionalmente tali tinte disposte a strisce verticali di eguale larghezza, accompagnandosi a pantaloncini neri o rossi e a calzettoni egualmente bicolori.

Nel corso della storia non sono tuttavia mancate soluzioni differenti e peculiari:

Il 23 febbraio 1947, in occasione di una partita contro l'Avellino, le due squadre scesero in campo indossando ognuna una divisa del colore del liquore tipico delle rispettive città: gli irpini optarono per il verde dell'Anthemis mentre i beneventani indossarono il classico giallo dello Strega.[42]

Nel 1953, a seguito del fallimento dell'A.C. Benevento, il ruolo di prima squadra calcistica cittadina passò all'A.C. Sanvito, i cui colori sociali erano il rosso e il nero[10]: le tinte tradizionali tornarono in uso nel 1962.

Un'ulteriore variazione ai classici colori sociali si ebbe nella stagione 1990-1991 e nella prima parte della stagione 1991-1992, allorquando l'allora Football Club Sporting adottò maglie color rosso e argento, in omaggio allo stemma araldico del Comune di Benevento. Tale scelta tuttavia non fu gradita ai tifosi, che spinsero per la riadozione del giallo-rosso: l'istanza fu infine accolta nel mese di marzo del 1992, dopo che la famiglia Cotroneo ebbe acquisito la proprietà del club.

Nella stagione 2010-2011, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, i giallorossi indossarono in occasione di alcune partite una divisa celebrativa recante una bandiera italiana apposta al'altezza del petto, al di sopra del marchio dello sponsor principale.[43][44]

Simboli ufficialiModifica

Il simbolo iconicamente legato al club in via prioritaria è la strega: Benevento è infatti nota quale "città delle streghe" per via dei riti religiosi pagani che svolgevano i Longobardi lungo il fiume Sabato durante la loro dominazione, visti dalle popolazioni locali cristiane come veri e propri atti di stregoneria[1][45]. I calciatori del Benevento sono dunque conosciuti con i nomignoli di stregoni e (più raramente) streghe[2].

Un altro simbolo storicamente legato ai giallorossi è il cinghiale, emblema mitologico della fondazione della città di Benevento: essa è infatti attribuita dalla tradizione a Diomede, acheo ricordato nell'Odissea di Omero per la sua prodezza[46], il quale, fondato l'insediamento, avrebbe donato agli abitanti le zanne di un cinghiale caledonio che suo zio Meleagro aveva ucciso come trofeo di caccia. L'icona del cinghiale stolato (ovvero agghindato con una stola serrata da un ramoscello d'alloro posata sul dorso - segno del suo essere vittima sacrificale) è rimasta successivamente in uso nel corso dei secoli, entrando infine a far parte dello stemma araldico beneventano.

StemmaModifica

Le suddette effigi sono dunque le più ricorrenti negli stemmi ufficiali che la società si è data nel corso degli anni[3].

Negli anni dell'Associazione Calcio Sanvito Benevento fu utilizzato uno scudo francese moderno partito rosso-nero, recante in capo la denominazione societaria e l'anno di fondazione, mentre nella parte bassa appariva uno scudetto inquartato bianco-rosso e recante il motto SPQB (acronimo di Senatus PopulusQue Beneventanus, espressione dell'autonomia di Benevento in epoca romana), sovrastato da un cinghiale.

Sotto la denominazione Polisportiva Benevento venne adottato uno scudo francese moderno palato giallo-rosso e bordato d'oro, recante centralmente il solo disegno del cinghiale stolato.

Negli anni 1980 la Società Sportiva Calcio Benevento adottò un identificativo estremamente semplice: un cerchio giallo privo di alcuna finitura, racchiuso da una corona circolare rossa contenente la denominazione societaria.

Nel primo stemma dello Sporting Benevento fece la sua comparsa la figura dello stregone (la quale era stereotipata: un ometto barbuto vestito con tunica e cappello a punta, con una scopa tra le mani): esso campeggiava al centro di un ancile palato giallo-rosso, recante in capo una fascia bianca contenente il nome societario. Una successiva versione di tale stemma sostituì allo stregone l'effigie astratta di una fattucchiera in volo a cavallo di un manico di scopa. Le figure magiche in questione sono talora state adottate come disegno a sé stante, senza ulteriori elementi d'accompagnamento, in sostituzione dello scudo.

Nel 2005, allorché la società venne rifondata come Benevento Calcio, lo stemma assunse la foggia di uno scudo francese antico palato giallo-rosso, chiuso superiormente da un cartiglio ricurvo di colore rosso (atto ad ospitare la denominazione societaria). Al centro appare il disegno in silhouette di una strega in volo a cavallo di un manico di scopa.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Gennaro Meomartini e Stadio Ciro Vigorito.
 
Panoramica dello Stadio Ciro Vigorito

Dalla fondazione del 1929 e fino al 1979 i sanniti hanno disputato le gare interne allo Stadio Gennaro Meomartini, costruito negli anni 1920 nel rione Libertà[47].

Nel 1979 esso venne sostituito dal nuovo e più capiente stadio Santa Colomba, progettato già nel 1972: dopo un primo appalto affidato a un'impresa siciliana, subentrò quella del cavaliere Costantino Rozzi (presidente dell'Ascoli Calcio), che li avviò nell'aprile del 1978 e riuscì a concluderli in circa un anno. Ne risultò una struttura a pianta rettangolare, con spalti direttamente affacciati sul terreno di gioco e conformati a doppio anello sovrapposto, con una capienza di circa 25 000 spettatori. L'inaugurazione, cui presenziarono circa 22 000 persone, venne sancita dalla disputa di un'amichevole tra i giallorossi e l'Ascoli, il 9 settembre 1979[48].

La capienza originaria di 25 000 posti venne decurtata a 20 000 all'inizio degli anni 1990, allorché per motivi di ordine pubblico e sicurezza la commissione provinciale sui pubblici spettacoli impose un "taglio" dei posti. Sempre in tale periodo si provvide a realizzare alcune vie di fuga d'emergenza dagli spalti verso il terreno di gioco. Ulteriori lavori effettuati nell'estate del 2017, onde adeguare l'impianto al campionato di serie A, hanno portato la capienza a 16 867 unità, di poco superiore al minimo regolamentare previsto dalla prima divisione italiana.

Nel 2011 lo stadio è stato re-intitolato alla memoria di Ciro Vigorito, amministratore delegato del Benevento scomparso nel 2010.

Il maggiore afflusso di pubblico all'impianto di via Santa Colomba (con la registrazione del tutto esaurito, all'epoca pari a 25 000 spettatori) avvenne in occasione della partita Benevento-Avigliano, valida per il girone H del Campionato Interregionale 1993-1994, che sancì la promozione in Serie C2 dei sanniti[49]. Il maggior afflusso certificato è invece costituito dai 16 000 spettatori che affollarono lo stadio in occasione della finale play-off di Serie B 2016-2017 contro il Carpi dell'8 giugno 2017, vinta dai giallorossi per 1-0.

Centro di allenamentoModifica

Le selezioni societarie del Benevento sostengono le sedute di allenamento presso il Centro Sportivo Municipale di contrada Ariella a Paduli (BN)[50][51] e nel campo "antistadio" contiguo allo stadio Ciro Vigorito[52] che dal 19 settembre 2013 è intitolato al fu calciatore ed allenatore giallorosso Carmelo Imbriani[53].

SocietàModifica

Il Benevento Calcio è una società a responsabilità limitata che ha come presidente l'avvocato Oreste Vigorito già proprietario e presidente in carica dal 17 marzo 2006 fino al 30 giugno 2015 e poi ritornato dal 30 giugno 2016.

Organigramma societarioModifica

Di seguito l'organigramma tratto dal sito Internet ufficiale della società.[54]

 
Staff dell'area amministrativa
  •   Oreste Vigorito - Presidente
  •   Alessandro Cilento - Team manager
  •   Antonino Trotta - Segretario generale e SLO
  •   Alfonso Di Caprio - Amministrazione
  •   Iris Travaglione - Responsabile comunicazione
  •   Fabio Siniscalchi - Responsabile marketing
  •   Mirko Siciliano - Responsabile sistemi informatici
  •   Luca Marri - Elaborazione dati scouting

Modifica

 
Cronologia degli sponsor tecnici
  • fino al 1993 ?
  • 1993-1995 Erreà
  • 1996-1998 DEGI
  • 1998-2001 Erreà
  • 2001-2005 Zeus Sport
  • 2005-2007 Legea
  • 2007-2009 Erreà
  • 2009-2013 Mass
  • 2013-2014 Legea[55]
  • 2014- Frankie Garage Sport
 
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1983 non presente
  • 1983-1985 Wierer
  • 1986-1987 Santal
  • 1991-1992 Pasta Rummo
  • 1994-1997 Liquore Strega
  • 1997-1999 CTM Termocamini
  • 1999/2000 Flash Print
  • 2000-2001 Gaiatel
  • 2001-2002 BLPR SpA
  • 2002-2003 Vini DOC del Sannio
  • 2003-2004 Terme Di Telese
  • 2004-2005 MANGIARSANniO
  • 2005-2006 Pasta Rummo
  • 2006-2007 I.V.P.C.
  • 2007-2008 FIP Srl
  • 2008-2009 I.V.P.C. e L.A.I.F.[56]
  • 2009-2012 I.V.P.C.
  • 2012-2013 I.V.P.C. e L.A.I.F.
  • 2013-2017 I.V.P.C., L.A.I.F. e Liquore Strega
  • 2017- La Molisana, Sapa Group e Rillo Costruzioni

Settore giovanileModifica

Nella stagione 2008-2009 la formazione Berretti del Benevento, capitanata da Stefano Furno, si è laureata Campione d'Italia. Nella finale contro il Monza si è imposto in casa per 3-2[57] e, al ritorno in Brianza, ha pareggiato 1-1. Si è trattato, questo, di uno storico traguardo: per la prima volta una squadra di calcio beneventana ha conquistato un tricolore[58]. Nel 2010 va segnalato un altro importante traguardo, la formazione Giovanissimi, guidata da mister Carmelo Imbriani vince la Coppa Giovanissimi Professionisti battendo in finale gli emiliani del Crociati Noceto per 4-2 sul campo di Abbadia San Salvatore[59].

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Benevento Calcio

Di seguito gli allenatori e i presidenti dall'anno di fondazione a oggi.[senza fonte]

 
Allenatori
 
Presidenti
  • 1929-1940   Francesco Minocchia
  • 1940-1942 ...
  • 1942-1943   Vesce
  • 1943-1945
  • 1945-1951   Mariano Russo
  • 1951-1953   Alfredo Covelli
  • 1953-1963   Licurgo Bartalucci
  • 1963-1970   Italo Bocchino
  • 1970-1971   Antonio Abete
  • 1971-1972   Vittorio De Nigris
  • 1972-1973   Erminio Tesauro
  • 1973-1977   Antonio Bocchino
  • 1977-1978   Maria Rosaria Cammarota
  • 1978-1979   Ciro Verde
  • 1979-1981   Ernesto Mazzone
  • 1981-1982   Donato Callisto
  • 1982-1983   Romano Monero
  • 1983-1984   Leonardo Lampugnale
  • 1984-1986   Ernesto Mazzone
  • 1986-1988   Antonio Paglia (Amm. unico)
  • 1988-1989   Giovanni Perugini
  • 1989-1990   Guido Sparandeo
  • 1990-1991  /  Mario Peca
  • 1991-1996   Mario Cotroneo
  • 1996-1998   Gianraffaele Cotroneo
  • 1998-2001   Renato Pedicini
  • 2002-2005   Giuseppe Spatola
  • 2005-2006   Older Tescari
  • 2006-2015   Oreste Vigorito
  • 2015-2016   Fabrizio Pallotta
  • 2016-   Oreste Vigorito

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Benevento Calcio

CapitaniModifica

Contributo alle NazionaliModifica

Calciatori convocati da rappresentative nazionali durante la loro militanza nel Benevento:

PalmarèsModifica

Competizioni interregionaliModifica

2015-2016 (girone C)
1945-1946 (girone D)[N 1]
2007-2008 (girone C)
1959-1960 (girone F), 1973-1974 (girone G)
1990-1991 (girone I)[N 2]
1993-1994 (girone H)

Competizioni regionaliModifica

1955-1956 (girone A)
1930-1931 (girone A)

Competizioni giovaniliModifica

2008-2009 (Torneo Lega Pro)
2009-2010

Altri piazzamentiModifica

Finale: 2007-2008
Semifinale: 1984-1985
Secondo posto: 1947-1948 (girone R), 1948-1949 (girone D), 1975-1976 (girone C)
Secondo posto: 2014-2015 (girone C)
Secondo posto: 2008-2009 (girone B), 2010-2011 (girone B)
Secondo posto: 1996-1997 (girone C), 2006-2007 (girone C)
Annotazioni
  1. ^ Non promosso. Ospite del campionato a completamento degli organici. Verdetti: Benevento (1º posto) e Gladiator (2º posto) restano nella categoria per meriti sportivi. Il Gladiator decide di retrocedere per inadempienze finanziarie. Scafatese (3º posto) in Serie B. Fonte: Quando il Benevento conquistò sul campo la Serie B - Calcio in Campania - ForzAzzurri.net, su ForzAzzurri.net, 22 dicembre 2015. URL consultato il 9 maggio 2016.
  2. ^ Non promosso. Perde lo spareggio-promozione contro la Juventus Stabia (vincente girone L) per 2-1 nel doppio confronto.

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 1 2017-2018 1
Serie B 1 2016-2017 1
Prima Divisione 1 1934-1935 38
Serie C 14 1935-1936 1977-1978
Serie C1 15 1978-1979 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 6 2008-2009 2013-2014
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
IV Serie 2 1952-1953 1956-1957 24
Campionato Interregionale 1 1958-1959
Serie D 11 1959-1960 1973-1974
Serie C2 10 1987-1988 2007-2008
Campionato Interregionale - 2ª Cat. 1 1957-1958 6
Campionato Interregionale 3 1989-1990 1991-1992
Campionato Nazionale Dilettanti 2 1992-1993 1993-1994

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Torneo Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 13 1982-1983 2017-2018 13
Coppa Italia Semiprofessionisti 9 1972-1973 1980-1981 38
Coppa Italia Serie C 21 1981-1982 2007-2008
Coppa Italia di Lega Pro 8 2008-2009 2015-2016
Supercoppa di Lega di Serie C2 1 2008 1

Statistiche individualiModifica

Di seguito i primatisti di presenze e reti in campionato.

 
Record di presenze in campionato
  • 254   Graziano Iscaro (1984-1990; 1992-1995; 1996-1997)[69]
  • 230   Stefano Mastroianni (1992-2001)[69]
  • 216   Piergraziano Gori (2006-2010; 2011-2014; 2015-2017)[70]
  • 207   Roberto Ranzani (1970-1976)[71]
  • 190   Diego Palermo (2005-2011)[72]
  • 186   Cesare Ventura (1978-1984)
  • 171   Giuseppe Orsini (1990-1995; 1996-1997)[73]
  • 152   Gianpiero Clemente (2007-2011)[74]
  • 152   Giancarlo Zotti (1985-1991)[75]
  • 147   Mario Massaro (1997-2000; 2004-2006)[76]
  • 133   Carmelo Imbriani (2002-2003; 2004-2005; 2006-2009)[77]
  • 110   Fabio Lucioni (2014-presente)
 
Record di reti in campionato

Nota: In Grassetto i giocatori ancora in attività con il club. Aggiornato al 26/07/2017

TifoseriaModifica

StoriaModifica

Il Benevento Calcio risulta per quanto riguarda il numero di presenze allo stadio, tra i primi cinque club calcistici della regione Campania e tra i primi cinquanta in Italia[88].

Il tifo organizzato si riunisce essenzialmente nella curva sud dello Stadio Ciro Vigorito (ex Santa Colomba). Esso nasce verso la metà degli anni settanta riunito allo stadio Meomartini grazie al gruppo "Brigate Giallorosse"[89]. Il primo gruppo rilevante si fonda nel 1983 con il nome di "Commando Ultrà Curva Sud"[90]. Dai primi anni novanta in poi si assiste alla fondazione di altri gruppi. Attualmente la tifoseria del Benevento è unita nel secondo anello della curva sud con il nome di "Curva Sud 1929 Benevento"[91] che raggruppa diverse piccole realtà ultras ormai sciolte, come gli "Stregati", i "Mods Benevento 1990" e gli "Sconvolts 1996", mentre al primo anello sono presenti solo le "Teste Matte 1996" e i gli Ultras "Primo Anello Benevento"[92]. Si segnala nel settore distinti la presenza di un gruppo storico denominato "Club Shanghai" e nel settore curva nord un gruppo nato nel 2015 cioè gli "Ultras Cani Sciolti".

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Campania.

Gli ultras giallorossi legano amicizie con gli ultras del Catania[93], ed intrattengono buoni rapporti con la curva della Pro Vercelli[94]. In Campania rapporti di rispetto reciproco si hanno con la tifoseria della Salernitana (la tifoseria granata e quella giallorossa sono spesso anche accomunate da iniziative benefiche e dall'impegno per il sociale).[95][96][97]

Il gemellaggio più importante della storia del tifo giallorosso si è avuto nei confronti dei tifosi del Savoia, durato ben 25 anni. Nato nel 1991 e sciolto ad agosto del 2016[98].

Le rivalità più accese sono concentrate contro tifoserie di club della Campania dovute a campanilismo e molto spesso ad obiettivi stagionali in comune. Ricordiamo il forte antagonismo contro i tifosi di Avellino[99], Nocerina[99], Casertana[99], Juve Stabia[99], Cavese[99] e Turris[99]. Fuori regione si sono verificate spesso screzi nei confronti dei tifosi del Crotone[100], del Frosinone[101] e del Foggia[99], con i quali ci fu un gemellaggio sciolto nel 2009 a causa di obiettivi comuni di campionato delle rispettive società.[102]

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Benevento Calcio 2017-2018.

RosaModifica

Di seguito la rosa tratta dal sito internet ufficiale della società. Rosa aggiornata al 01 settembre 2017.[103]

N. Ruolo Giocatore
1   P Vid Belec
3   D Gaetano Letizia
4   C Lorenzo Del Pinto
5   D Fabio Lucioni (Capitano)
6   D Berat Djimsiti
7   C Marco D'Alessandro
8   C Danilo Cataldi
10   C Amato Ciciretti
11   A Massimo Coda
12   P Riccardo Piscitelli
13   C Raman Chibsah
14   C Nicolas Viola
17   D Gianluca Di Chiara
18   D Bright Gyamfi
N. Ruolo Giocatore
20   C Ledian Memushaj
21   D Andrea Costa
22   P Alberto Brignoli
23   D Lorenzo Venuti
24   A Mamadou Kanoute
26   C Vittorio Parigini
32   A George Pușcaș
33   A Pietro Iemmello
77   D Achraf Lazaar
87   A Cristiano Lombardi
88   D Luca Antei
90   A Samuel Armenteros
95   D Andrew Gravillon

Staff tecnicoModifica

Di seguito lo staff tecnico tratto dal sito internet ufficiale della società.[104]

 
Staff dell'area tecnica
  •   Roberto De Zerbi - Allenatore
  •   Davide Possanzini - Vice allenatore
  •   Andrea Petruolo - Preparatore atletico
  •   Marco Bizzarri - Preparatore dei portieri
  •   Raffaele Fuiano - Medico sociale
  •   Walter Giorgione - Medico sociale
  •   Stefano De Falco - Fisioterapista
  •   Luca Lepore - Fisioterapista

NoteModifica

  1. ^ a b Sky Sport, Stregoni e chimere, 10 cose da sapere sul Benevento | Sky Sport, su sport.sky.it. URL consultato il 23 maggio 2016.
  2. ^ a b Davide Palliggiano, Serie B, Benevento-Carpi 1-0: Puscas gol, Streghe in Serie A! | Corriere dello Sport, su corrieredellosport.it, 8 giugno 2017. URL consultato il 10 agosto 2017.
  3. ^ a b Benevento - scudettitalia.altervista.org
  4. ^ Lo Stadio 'Ciro Vigorito', su beneventocalciospa.it. URL consultato il 9 maggio 2016.
  5. ^ Serie B, Benevento-Carpi 1-0: Puscas regala la storica promozione ai giallorossi, in Repubblica.it, 8 giugno 2017. URL consultato il 12 agosto 2017.
  6. ^ ottopagine.it, http://www.ottopagine.it/bn/sport/beneventocalcio/91245/tanti-auguri-benevento.shtml=.
  7. ^ a b c La storia. Parte 1, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n La storia del Calcio a Benevento, http://beneventocalciospa.it/. URL consultato il 9 febbraio 2016.
  9. ^ a b c d e f La storia. Parte 2, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  10. ^ a b C'era una volta la Sanvito, http://www.emozioninrete.com/, 26 luglio 2015. URL consultato il 17 aprile 2016.
  11. ^ a b c d e f La storia. Parte 3, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  12. ^ La storia. Parte 4, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  13. ^ La storia. Parte 5, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  14. ^ a b La C1 si allontana., http://www.realtasannita.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 17 aprile 2016.
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m La storia. Parte 6, http://www.beneventocalcio.it/, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  16. ^ «Sospetti sulla partita Crotone-Benevento». Striscia la notizia del 17-05-2006, su striscialanotizia.mediaset.it. URL consultato l'11 settembre 2011.
  17. ^ BENEVENTO CALCIO | L'AVVERSARIO..., su provanuova.myblog.it. URL consultato il 23 maggio 2016.
  18. ^ Benevento Calcio: i fratelli Vigorito rilevano le quote Tescari, su il Quaderno. URL consultato il 12 maggio 2016.
  19. ^ CALCIO, SERIE C2: RISOLTA LA CRISI DEL BENEVENTO - Sport - Repubblica.it, su sport.repubblica.it. URL consultato il 23 maggio 2016.
  20. ^ Calcio: play off, Crotone batte Benevento 1-0 al Santa Colomba. Calabresi in serie B, su il Quaderno. URL consultato il 23 maggio 2016.
  21. ^ «Scommesse, ridotta penalità al Benevento, su ansa.it.
  22. ^ Imbriani: «Farò gol anche al destino», su tuttolegapro.com.
  23. ^ Martinez si è dimesso, su beneventofree.it.
  24. ^ Benevento, arriva Ugolotti, su tuttolegapro.com.
  25. ^ L'avventura di Ugolotti è durata 93 giorni, su beneventofree.it.
  26. ^ Benevento, è Carboni il nuovo allenatore, su tuttolegapro.com.
  27. ^ Nuovo Benevento Calcio, ecco il presidente Pallotta. Con lui anche Auteri, in il Quaderno. URL consultato l'8 agosto 2017.
  28. ^ https://m.tuttosport.com/amp/26184535
  29. ^ https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-B/30-05-2017/playoff-perugia-benevento-1-1-puscas-nicastro-marco-baroni-promozione-200669688507_amp.html
  30. ^ Benevento, storica prima volta: è promosso in A. Il Carpi si arrende | gazzetta.it. URL consultato l'8 giugno 2017.
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BibliografiaModifica

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