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Mercenario

individuo che a scopo di lucro compie azioni di natura militare per conto di altri
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Profilo di capitano antico, conosciuto anche come Il Condottiero, di Leonardo da Vinci, 1480. Il condottiero, nell'Italia tardo medievale e rinascimentale, era il capo delle truppe mercenarie.

Mercenario, indica, in generale, qualsiasi persona che sia impegnata allo svolgimento di un particolare compito definito in base ad un contratto, sinallagma o altro legame, dietro pagamento di un compenso.

Il termine è utilizzato soprattutto in ambito militare, per indicare una persona che prende parte a un conflitto armato senza fare parte di una nazione o fazione in conflitto, e che è motivato a combattere solamente per ottenere un vantaggio economico personale.[1][2] In questo senso, i mercenari sono stati ampiamente utilizzati nelle guerre di ogni epoca, come nel caso di soldati di ventura; sebbene in vari Stati del mondo l'attività sia formalmente illegale, le truppe mercenarie - organizzate da compagnie militari private - vengono comunemente usate anche nei conflitti contemporanei, sia come supporto alle forze armate regolari, sia per compiere operazioni militari non ufficiali.[3]

StoriaModifica

AntichitàModifica

L'utilizzo di truppe mercenarie fu molto in uso già in età antica, ad esempio presso i popoli delle civiltà orientali antiche. Già nell'antico Egitto il faraone Ramesse II si servì di mercenari shardana provenienti dalla Sardegna per combattere i suoi nemici Ittiti nel XIII secolo. "Soldati" che prestano i loro servizi per mercede vennero indicati dai greci con nomi diversi (misthophóroi, misthōtoì, epíkouroi ecc.), presso i romani come mercenarii, peregrini milites. Anche Cartagine ha spesso utilizzato mercenari, e le truppe puniche erano composte da spagnoli (soprattutto frombolieri balearici), greci, liguri. sardi, libici, siculi, etruschi, celti e numidi.

Presso i greci apparvero per la prima volta quando, sulla fine dell'VIII secolo a.C., tiranni come Pisistrato e Policrate, per affermare il loro potere, si appoggiarono ad armi prezzolate. Di mercenari si servirono i re di Lidia; Milziade si impadronì del Chersoneso Tracico con l'aiuto di 500 mercenari.
Scomparsi con la caduta delle tirannidi, furono di nuovo largamente impiegati al tempo della guerra del Peloponneso. Grandiosa formazione di un esercito mercenario fu in quell'epoca, come tramandatoci nell'Anabasi di Senofonte, l'arruolamento dei diecimila greci che, partiti sotto il comando di Ciro il Giovane, si resero famosi per l'epica ritirata sotto la guida di Senofonte (401 a.C.). I superstiti, arruolati nell'esercito spartano sotto il comando del re di Sparta Agesilao II, passarono a combattere nell'Asia Minore contro il re di Persia. Da allora le milizie mercenarie entrarono normalmente nella costituzione degli eserciti greci, e si ebbero persino generali mercenari, come Ificrate, Cabria, Timoteo, Carete, i quali, detti egualmente strateghi, come quelli degli eserciti stabili, inviavano i loro capitani (lochagoí) a raccogliere gente in compagnie di 100 uomini ognuna (lóchoi). L'avvento dei mercenari cambiò notevolmente gli eserciti greci. Le armate delle città stato erano costituite da normali cittadini della polis che venivano richiamati in base alla necessità, quindi con un addestramento militare quasi nullo (l'unica eccezione è la città di Sparta). Questo si rifletteva sul campo di battaglia, dove era impossibile applicare una minima componente tattica. Coi mercenari, uomini che esercitavano la guerra come professione, la capacità bellica degli eserciti greci migliorò notevolmente.

Tali mercenari non militarono soltanto in Grecia: già fin dall'VIII-VII secolo a.C. s'erano posti al servizio della Lidia e della dinastia saitica d'Egitto. Più tardi furono numerosi anche nell'esercito persiano: nella battaglia del Granico, Alessandro Magno ne ebbe di fronte 20.000, in quella di Isso 30.000. Nell'età dei diadochi gli eserciti furono formati essenzialmente da mercenari, i quali passavano facilmente dall'uno all'altro campo. I tiranni di Sicilia ebbero truppe mercenarie; se ne trovano al principio del IV secolo a.C. al soldo di Dionisio I. Di solito, per l'arruolamento, gli stati interessati mandavano incettatori i quali, ottenuta licenza dalle autorità locali, percorrevano i diversi paesi offrendo il soldo e promettendo bottino. Cartagine faceva largo uso di mercenari, e preferiva usare le sue ingenti ricchezze per pagarli piuttosto che rischiare in guerra la sua popolazione cittadina. Sulla scia di quanto accadde in Oriente, dal 264 a.C. al 146 a.C. Cartagine impiegò mercenari di ogni sorta, armamento e provenienza: Celti, Numidi, Balearici, Sardi nuragici, Siculi, Liguri, Etruschi, Greci, Corsi e Iberi combatterono nelle tre guerre puniche contro Roma.

MedioevoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Capitano di ventura, Compagnia di ventura, Lanzichenecco, Mercenari svizzeri e Soldato di ventura.

«Se uno tiene lo Stato fondato sulle armi mercenarie non starà mai fermo né sicuro, perché le [esse] sono disunite, ambiziose, senza disciplina, infedeli... Non hanno altro amore né altra ragione che le tenga in campo che un poco di stipendio, il quale non è sufficiente che vogliano [perché vogliano] morire per te. Vogliono ben essere tuoi soldati, mentre che tu non fai guerra; ma, come la guerra viene, vogliono o fuggirsi o andarsene.»

(Niccolò Machiavelli, Dell'arte della guerra, 1519-20.)

«se uno [principe] tiene lo stato suo fondato in sulle armi mercenarie, non starà mai fermo né sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, senza disciplina, infedele.»

(Machiavelli, Il Principe)

L'utilizzo di mercenari fu molto comune durante il Medioevo: ad esempio, durante questo periodo, le milizie mercenarie per antonomasia furono le cosiddette compagnie di ventura, costituite da soldati di ventura. Presso la corte bizantina furono, già dall'Alto Medioevo, reclutati come mercenari guerrieri di origine scandinava (Vichinghi), noti come Guardie Variaghe, che andavano a formare la guardia scelta dell'Imperatore d'Oriente.

Furono poi i cavalieri normanni della famiglia Drengot a proporsi inizialmente al soldo dei principi longobardi (contro le incursioni saracene a Napoli e Salerno) e poi degli insorti baresi nelle lotte antibizantine. Nell'Italia comunale, benché fin dalla fine del XII secolo furono occasionalmente arruolati piccoli gruppi di mercenari, solamente dalla seconda metà del Duecento il loro impiego divenne sempre più massiccio[4]. Tanto più che, proprio dalla seconda metà del XIII secolo, cominciò a diffondersi negli eserciti comunali la pratica delle "sostituzioni", che permetteva, a coloro che erano stati selezionati per partecipare ad operazioni militari, di farsi sostituire da un'altra persona, chiaramente pagandola[5]. Truppe mercenarie furono utilizzate nella battaglia di Campaldino nel 1289 a fianco dell'esercito fiorentino; ne fece uso anche il comune di Siena, stipulando contratti tra il 1327 e il 1351 con un condottiero ante litteram come Guidoriccio da Fogliano che si pose anche al soldo degli Scaligeri. A partire dai primi decenni del Trecento, l'uso di assoldare mercenari, soprattutto cavalieri, divenne sempre più frequente. La ricchezza economica delle città e dei signori italiani e le frequenti guerre, provocarono l'arrivo nella penisola di gruppi di mercenari provenienti da vari paesi europei, come la Francia, la Germania o l'Ungheria. Accanto ad essi, erano presenti numerosi mercenari italiani, soprattutto tra i ranghi della fanteria[6], senza dimenticare i balestrieri genovesi[7], molto richiesti in Italia ed anche all'estero. Comparvero poi le compagnie di ventura, guidate da un capitano di ventura, che stipulava veri e propri contratti con i signori e i regnanti interessati. Ebbero vasto impiego in Europa dal XIV secolo alla prima metà del XVII secolo.

Anche gli stati medievali usavano questo genere di truppe, tanto che Niccolò Machiavelli ne denuncia la pericolosità nei suoi scritti (arrivando almeno secondo, dato che già Polibio ne sconsigliava l'uso se non in quantità minime). I lanzichenecchi sono state le truppe mercenarie che compirono il Sacco di Roma nel 1527. Altre milizie di fanteria mercenaria molto note e apprezzate erano le falangi di mercenari svizzeri.

Età moderna e contemporaneaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivolta dei mercenari (1967).

Nel corso del XX secolo si è fatto uso di mercenari in diversi conflitti, specialmente nelle guerre dei paesi del terzo e quarto mondo. A partire dal secondo dopoguerra e durante la guerra fredda, i mercenari vennero assoldati, oltre per partecipare a conflitti armati per conto di mandanti, anche per attuare colpi di stato, come per esempio nella crisi del Congo nella prima metà degli anni sessanta, la guerra civile in Nigeria, la guerra civile in Angola, la crisi in Benin nel 1977 o nelle Seychelles nel 1981. Tali soggetti sono stati spessi impiegati ad esempio nelle guerre jugoslave e nella crisi di Timor Est del 1999 e durante la guerra del Kosovo.[senza fonte] Dal 1994 al 2002 Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti ha stipulato più di 3000 contratti con delle cosiddette compagnie militari private statunitensi, per un giro d'affari da 100 miliardi di euro l'anno, con 15.000 uomini impiegati in missione che guadagnano fino a mille euro al giorno.[8]

A partire dagli anni 2000 si è avuto un ulteriore incremento, ad esempio durante la guerra d'Iraq nel 2003 ed anche negli anni a seguire, a causa del loro coinvolgimento nei combattimenti e negli interrogatori della prigione di Abu Ghraib divenuta famosa per le denunce dei casi di tortura. Durante il conflitto i mercenari in Iraq rappresentarono la seconda forza in campo subito dopo gli Stati Uniti d'America e prima della Gran Bretagna.[9] Utilizzo di truppe mercenarie è stato segnalato nel 2011, anche durante la guerra civile in Libia e nella guerra civile siriana.[senza fonte] Nel corso del 2015, dopo la fine della guerra d'Iraq, il numero di personale combattente impiegato nelle compagnie militari private ha continuato ad incrementarsi.[10]

CaratteristicheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Compagnia militare privata e Prigioniero di guerra.

Egli è un soggetto formalmente estraneo alle parti in conflitto e appositamente reclutato da un committente (un governo, un'impresa o altra organizzazione), operando spesso all'estero.[2] I suoi doveri sono generalmente stabiliti da un contratto con il suo committente, al contrario degli appartenenti alle forze armate regolari, che rispondono esclusivamente allo Stato di appartenenza, né possiede status di militare e i relativi doveri, poteri e diritti giuridici. In tal modo spesso i mercenari non agiscono secondo il diritto internazionale umanitario e, se catturati, non hanno le tutele di cui gode prigioniero di guerra.

In età contemporanea i servizi riconducibili a tali attività sono spesso svolti da compagnie militari private, ossia delle imprese che forniscono anche consulenze e servizi specialistici, anche se in molti paesi del mondo questa attività è espressamente vietata e sanzionata dalla legge. Sebbene in vari paesi del mondo l'attività mercenaria sia formalmente illegale, le truppe mercenarie - organizzate da compagnie militari private - vengono comunemente usate anche nei conflitti contemporanei, sia come supporto alle truppe regolari, sia per compiere operazioni belliche non ufficiali.

La figura nel diritto contemporaneoModifica

Nel diritto internazionaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Convenzioni di Ginevra, Diritto bellico e Diritto internazionale.

Nel diritto internazionale contemporaneo non esiste una definizione di mercenario comunemente accettata, sebbene la distinzione tra un mercenario che fornisce i suoi servizi dietro pagamento, e un volontario di guerra straniero che non ha fini di lucro, risulti abbastanza evidente.

Il protocollo addizionale 8 giugno 1977 (APGC77) alle Convenzioni di Ginevra relativo alla protezione delle vittime nei conflitti armati internazionali, ratificato da 167 Stati, prevede la definizione più ampiamente accettata di un mercenario, e afferma:

«1. Un mercenario non ha diritto di essere un combattente o prigioniero di guerra.

2. Un mercenario è una persona che:

a) espressamente reclutata nel paese o all'estero per combattere in un conflitto armato;

b) di fatto prende parte diretta alle ostilità;

c) che partecipa alle ostilità essenzialmente in vista di ottenere un vantaggio personale ed alla quale è stata effettivamente promessa, da una parte al conflitto o a nome di quest'ultima, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o pagata a combattenti aventi rango e funzioni analoghe nelle forze armate di detta parte;

d) che non è cittadina di una parte al conflitto, né residente del territorio controllato da una parte al conflitto;

e) che non è membro delle forze armate di una parte al conflitto;

f) che non è stata inviata da uno stato diverso da una parte al conflitto, in missione ufficiale come membro delle forze armate di tale Stato.»

Tutti i criteri (a - f), devono essere rispettati, secondo la Convenzione di Ginevra, affinché un combattente possa essere definito mercenario.

La convenzione internazionale contro il reclutamento, l’utilizzazione, il finanziamento e l’istruzione di mercenari - adottata e aperta alla firma dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 1989 con la risoluzione 44/34 ed entrata in vigore il 20 ottobre 2001[11] - contiene all'art. 1 la definizione di mercenario. La disposizione è simile all'articolo 47 del I Protocollo, tuttavia al punto 1.2 amplia gli elementi per considerare un soggetto come mercenario, introducendo tra i requisiti:

«Per rovesciare un governo o comunque minare l'ordine costituzionale di uno Stato, o pregiudicare l'integrità territoriale di uno Stato.»

e ancora:

«è motivato a farne parte essenzialmente dal desiderio di guadagno significativo privato ed è spinto dalla promessa o il pagamento di un indennizzo materiale.»

Le convenzioni suddette si applicano tuttavia ai soggetti provenienti dai paesi del mondo che le abbiano firmate, riguardo a quella del 1989 ad esempio, taluni paesi come gli Stati Uniti d'America non l'hanno ad oggi ratificata, come riportato dal comitato internazionale della Croce Rossa.[12]

Nelle legislazioni nazionaliModifica

A livello nazionale invece molti stati hanno una legislazione particolare per questo genere di attività, ad esempio:

Mercenari famosiModifica

 
Frederick Russell Burnham, in un ritratto disegnato da Baden-Powell, Rhodesia, 1896.

Nel XX secolo alcuni mercenari sono stati molto conosciuti, soprattutto la generazione dei "mercenari bianchi", impiegati negli anni sessanta e settanta nelle guerre civili africane dalle potenze post-coloniali o dai governi locali:

Nell'arte e nella culturaModifica

NarrativaModifica

  • Frederick Forsyth, I mastini della guerra (The dogs of war), 1974
  • Girolamo Simonetti, Il bottino del mercenario, Ciarrapico ed., 1987
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Mercenari. Gli Italiani in Congo 1960, Mursia, 2009
  • Gabriella Pagliani con la collaborazione di Aldo Pigoli, Il mestiere della guerra, FrancoAngeli s.r.l., 2004

FilmografiaModifica

TelevisioneModifica

VideogiochiModifica

FumettiModifica

NoteModifica

  1. ^ Protocol Additional to the Geneva Conventions of 12 August 1949, and relating to the Protection of Victims of International Armed Conflicts (Protocol 1) Article 47
  2. ^ a b "" in Webster's Dictionary. "one that serves merely for wages; especially a soldier hired into foreign service."
  3. ^ http://www.analisidifesa.it/2015/08/mercenari-contractors-e-foreign-fighters-protagonisti-dei-conflitti-odierni/
  4. ^ (EN) Paolo Grillo, Premessa a Connestabili. Eserciti e guerra nell'Italia del primo Trecento.. URL consultato il 13 marzo 2019.
  5. ^ (EN) Laura Bertoni, La pratica delle sostituzioni negli eserciti cittadini: il caso di Pavia nella seconda metà del Duecento, in Cittadini in armi. Eserciti e guerre nell’Italia comunale. URL consultato il 13 marzo 2019.
  6. ^ (EN) Fabio Romanoni, "Come i Visconti asediaro Pavia". Assedi e operazioni militari intorno a Pavia dal 1356 al 1359, in "Reti Medievali- Rivista", VIII (2007).. URL consultato il 13 marzo 2019.
  7. ^ (EN) Fabio Romanoni, "Boni balistrarii de ripperia Ianue". Balestrieri genovesi attraverso due cartulari del 1357, in "Archivio Storico Italiano", CLXVIII (2010).. URL consultato il 13 marzo 2019.
  8. ^ PeaceReporter Soldati in affitto (14/04/2004)
  9. ^ La seconda forza della coalizione: I mercenari da ComeDonChisciotte.net, 29 ottobre 2013
  10. ^ Aumentano i contractors USA in Iraq di Pietro Orizio, da analisidifesa.it, 11 aprile 2016.
  11. ^ Convenzione internazionale contro il reclutamento, l'utilizzazione, il finanziamento e l'istruzione di mercenari (1989) da unipd-centrodirittiumani.it, 4 giugno 2013
  12. ^ Come riportato dalla lista dei paesi aderenti presente sul sito ufficiale del CICR
  13. ^ Harold Hough, The Arizona Miner and Indiana Jones, in Miner News, gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2013).
  14. ^ Dalla guerriglia all’università, a 78 anni vuole la laurea di paola Paganelli, da ilrestodelcarlino.it, 24 ottobre 2015

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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