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Mussolini ultimo atto

film del 1974 diretto da Carlo Lizzani
Mussolini ultimo atto
Mussolini ultimo atto.png
Benito Mussolini (Rod Steiger) subito dopo l'arresto da parte dei partigiani
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1974
Durata135 min
Generestorico
RegiaCarlo Lizzani
SoggettoFabio Pittorru
SceneggiaturaCarlo Lizzani e Fabio Pittorru
ProduttoreEnzo Peri
FotografiaRoberto Gerardi
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaCarlo Gervasi
CostumiUgo Pericoli
TruccoAlberto De Rossi e Giannetto De Rossi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Mussolini ultimo atto è un film del 1974 diretto da Carlo Lizzani.

Indice

TramaModifica

In una Repubblica Sociale Italiana ormai in disfacimento, vengono rappresentati i pensieri e gli stati d'animo del duce, in viaggio verso la morte.

Mussolini, che si trova a Milano sotto la protezione dei tedeschi, rifiuta la resa ai partigiani del CLN Alta Italia che gli viene suggerita dal cardinale Schuster e decide di fuggire verso la Svizzera contando sull'aiuto degli anglo-americani che sono già penetrati nel Nord Italia. L'amante Claretta Petacci decide di seguirlo, così come i gerarchi che intendono arrendersi agli Alleati, onde evitare la cattura e la fucilazione da parte dei partigiani. Egli viaggia scortato da una colonna composta da soldati tedeschi e da SS ma, durante il tragitto, questa viene fermata da un gruppo di partigiani che, in ossequio agli accordi intercorsi tra le autorità tedesche e il CLN, lasciano proseguire i tedeschi, a condizione che vengano loro consegnati i gerarchi fascisti, cosa che avviene.

L'unica speranza di salvezza del Duce è il travestirsi da soldato tedesco, mescolato tra i soldati caricati sui camion ma, a un secondo posto di blocco, a Dongo sul lago di Como, viene riconosciuto e, dopo essere stato arrestato, viene trasportato in varie e improvvisate prigioni, tra cui un casolare contadino, in attesa di una decisione sulla sua sorte. Il CLN incarica di giustiziarlo il colonnello Walter Audisio, noto con il nome di battaglia di Valerio, e il mattino del 28 aprile 1945 viene quindi condotto a Giulino di Mezzegra e lì fucilato; insieme a lui muore anche Claretta Petacci, che al primo sparo si era frapposta tra il proiettile e l'amante.

CuriositàModifica

  • La ricostruzione della fucilazione di Mussolini e della Petacci si basa sulla versione ufficiale che venne fornita all'epoca dal P.C.I. Naturalmente esistono anche altre ipotesi diffuse nei decenni successivi, tra le quali quella che vuole il capo del Fascismo ucciso presso casa De Maria e non davanti all'ingresso di villa Belmonte[1].
  • Il 30 aprile 1974, durante la proiezione di questo film, un ordigno al plastico viene fatto esplodere presso un palazzo del centro di Savona: la prima delle cosiddette bombe di Savona.
  • Nel film i partigiani riprendono a darsi del "lei" (vietato dal regime), mentre i fascisti insistono a darsi del "voi", eppure a Mussolini (cioè al doppiatore di Rod Steiger) sfugge due volte il controllo: a 12'34", quando il prefetto Bassi lo informa che i tedeschi stanno per firmare la resa a loro insaputa il duce, stupefatto, esclama "E lei quando lo ha saputo?"; a 25'38", dialogando col Cardinale Schuster Mussolini, all'improvviso, sbotta: "Le chiedo di aiutarmi"!. Inoltre, anche il Tenente Fritz Birzer da a Mussolini del "lei" a 28'58" esclamando "Duce, non può partire senza la mia scorta!" I casi sono due: o il regista voleva enfatizzare lo smarrimento del personaggio oppure si è trattato di un errore di sceneggiatura.
  • C'è un errore di sceneggiatura: Dopo che Mussolini si è aggregato alla colonna tedesca dalla zona di Menaggio in direzione nord, si riconosce lungo la strada la sagoma inconfondibile del campanile di Ossuccio, ma questa località è in realtà una decina di km. a sud di Menaggio, verso Como.

NoteModifica

  1. ^ Gli ultimi 5 secondi di Mussolini - Giorgio Pisanò - Edizioni Il Saggiatore

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