Lino Capolicchio

attore italiano
Lino Capolicchio nel film Il giardino dei Finzi Contini (1970)

Lino Capolicchio (Merano, 21 agosto 1943) è un attore, sceneggiatore e regista italiano.

BiografiaModifica

Dopo essersi diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico a Roma, inizia la sua formazione professionale giovanissimo e debutta con Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano ne Le baruffe chiozzotte (1964) di Carlo Goldoni, ottenendo consensi di critica e di pubblico. Nel 1965 continua proficua la collaborazione con il Maestro, ne Il gioco dei potenti, grande affresco Shakespeariano tratto dall'Enrico VIII. Seguono altri successi sul palcoscenico, poi la RAI lo chiama a interpretare il ruolo di Andrea Cavalcanti nello sceneggiato Il conte di Montecristo (1966) di Edmo Fenoglio. L'anno successivo prende parte al cast internazionale de La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli (da Shakespeare). Benché il suo apporto sia minimo, il giovane Capolicchio vivrà per diverse settimane sul set, intrattenendo una serie di conversazioni col protagonista della pellicola, Richard Burton.

Il primo ruolo da protagonista arriva nel 1968 con Escalation di Roberto Faenza. L'anno successivo è nel cast dei film Vergogna schifosi (1969) di Mauro Severino e Metti, una sera a cena, sceneggiato da un giovane Dario Argento, da una piéce teatrale di Giuseppe Patroni Griffi ispirata alle rivoluzionarie teorie sul sesso dello psichiatra austriaco Wilhelm Reich. Nello stesso anno è il protagonista de Il giovane normale di Dino Risi, commedia generazionale dal retrogusto agrodolce.

Nel 1970 viene scelto da Vittorio De Sica per il suo ruolo più celebre, quello di Giorgio protagonista de Il giardino dei Finzi Contini, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani, che vince nel 1971 l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e successivamente 1972 il premio Oscar al miglior film straniero e per questo film Lino Capolicchio vince il David di Donatello per la migliore interpretazione maschile. Ambientato a Ferrara negli anni Trenta, descrive, come il romanzo, la vita appartata di Micòl e di altri giovani borghesi della comunità ebraica. Vittorio De Sica, nella sua commovente regia, riporta anche tutta la tragedia delle leggi razziali fasciste che travolse tutti gli ebrei e la vita di Micòl e della sua famiglia, fino allo scoppio della guerra. Il film è stato uno dei più importanti della stagione dello sperimentalismo e della militanza del cinema italiano degli anni settanta. Lino Capolicchio ne ebbe una notorietà così diffusa che ancora oggi, dopo più di quarant'anni, viene ricordato soprattutto per come interpretò quel trepidante ruolo.

Fanno seguito altri film molto interessanti, come Amore e ginnastica e una forte interpretazione in Mussolini ultimo atto (1974) di Carlo Lizzani. Nel 1975 è nuovamente in TV nello sceneggiato La paga del sabato (1975) di Sandro Bolchi e successivamente appare in un pulp poliziesco, La legge violenta della squadra anticrimine (1976) di Stelvio Massi ed è protagonista del film noir Solamente nero (1978) di Antonio Bido. Nel 1976 il regista bolognese Pupi Avati lo sceglie come protagonista del thriller La casa dalle finestre che ridono (1976); di qui nasce un lungo rapporto di collaborazione che vede l'attore nel cast e delle miniserie TV Jazz Band (1978) e Cinema!!! (1980), oltre che del film Ultimo minuto (1987). Partecipa anche alla realizzazione del film no budget Le strelle nel fosso (1979) sempre di Avati, girato velocemente nell'intervallo tra le due serie tv sulle rive del Po. Una favola gotica, ambientata nel '700, intrisa di poesia e nostalgia. E poi Noi tre (1984) in cui interpreta il padre di Mozart.

Nel 2006 Capolicchio ha interpretato, come attore protagonista con il regista belga Mohammed Hambra, il film Aller-retour. È la storia di un italiano d'età che ritorna in Belgio, dopo aver lavorato a lungo nelle miniere di Marcinelle . Il film è uscito in Francia e in Belgio, ma non in Italia. Nel 2010 a dimostrazione di una lunga e stimata amicizia, Pupi Avati vuole ancora Capolicchio nel cast di Una sconfinata giovinezza, film che affronta una storia che parla di un evento sconvolgente come l'Alzheimer. Nel 2010 ha partecipato al film documentario Pupi Avati, ieri oggi domani di Claudio Costa dedicato al regista Pupi Avati. Dopo Avati, Capolicchio lavorerà saltuariamente al cinema e alla TV dedicandosi molto invece al teatro e alla sceneggiatura e all'insegnamento.

DocenteModifica

Dal 1984 al 1987 Lino Capolicchio si dedica all'insegnamento presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma con la cattedra di recitazione. Durante questo periodo ha la possibilità di scoprire nuovi talenti quali Francesca Neri, Sabrina Ferilli e Iaia Forte. Molti erano gli allievi del corso di regia che seguivano la sua attività didattica, tra cui un giovane Paolo Virzì. E una volta Francis Ford Coppola, che una volta si recò a Roma, chiese di poter assistere a una delle sue lezioni.

Nel corso dei provini per il film Pugili scopre un giovane attore di grande talento dal nome oggi ormai famoso: Pierfrancesco Favino. E ancora, nel preparare il cast per il suo lungometraggio Diario di Matilde Manzoni, sceglie solo ragazzi molto preparati ma ancora poco noti al grande pubblico, quali Alessio Boni, e come direttore della fotografia accetta la collaborazione di un esordiente Arnaldo Catinari.

RegistaModifica

Esordisce nella regia teatrale al Festival barocco di Foligno nel 1987 con una pièce dal titolo Segni barocchi - Cronaca del '600 da Gesualdo da Venosa a Masaniello attraverso l'iconografia di Velasquez e Caravaggio. Debutta poi nella regia cinematografica con un film a episodi sul mondo della boxe Pugili (1995), cui collaborarono Tiberio Mitri e Duilio Loi, premiato al Festival di Torino (1997) come miglior film dalla Stampa Internazionale. Il film fu seguito nel 2002 da Il diario di Matilde Manzoni.

DoppiatoreModifica

Capolicchio è stato per tre stagioni la voce di Bo Duke, interpretato da John Schneider nel telefilm Hazzard. Ha doppiato il Duca Orsino ne La dodicesima notte nel film TV della BBC. Ha doppiato Michael Maloney interprete di Laerte nell'Hamlet di Kenneth Branagh.

Regie liricheModifica

  • 1988 Regia della Bohème di Giacomo Puccini al Teatro Giglio di Lucca (cinque anni di repliche)
  • 1996 Regia della Manon Lescaut di Giacomo Puccini al Teatro Rendano di Cosenza

SceneggiatoreModifica

Lino Capolicchio è autore di parecchie sceneggiature, tra cui:

  • Pugili (1996)
  • Diario di Matilde Manzoni (2002)

FilmografiaModifica

CinemaModifica

 
Lino Capolicchio nel film La casa dalle finestre che ridono (1976)

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Premi e riconoscimentiModifica

 
Lino Capolicchio riceve l'Alabarda d'oro 2009 per il Teatro

DoppiaggioModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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