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Orlandi
Stemma-famiglia-20158-orlandi-0.jpg
Scaccato d'oro e blu
StatoFlag of the Republic of Pisa.svg Repubblica di Pisa
FlorenceCoA.svg Repubblica di Firenze
Coat of arms of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737).svg Granducato di Toscana
Casata di derivazioneIgnota famiglia di cavalieri toscani
Casata principaleEstinta
TitoliCroix pattée.svg Doge di Pisa (non ereditario)
Croix pattée.svg Conti (non ereditario)
Croix pattée.svg Visconti (non ereditario)
Croix pattée.svg Signori di Sassetta
Croix pattée.svg Signori di Stiava
Croix pattée.svg Signori di Quiesa
Croix pattée.svg Signori di Bozzano
Croix pattée.svg Signori di Migliarino
Croix pattée.svg Nobili di Pescia
Croix pattée.svg Patrizi di Pisa
Croix pattée.svg Patrizi di Firenze
FondatoreRodilando Orlandi
Data di fondazioneX secolo
Data di estinzione1497 (ramo principale)
Etniaitaliana
Rami cadettiEstinti:

Esistenti:

Gli Orlandi, furono un'antica famiglia della Toscana, protagonista delle vicende economiche e politiche pisane e toscane fino al XV secolo.

Indice

StoriaModifica

IX-X secolo: Origini della famigliaModifica

Secondo la leggenda, la famiglia Orlandi trae origine da uno dei sette baroni toscani ai quali l’imperatore Ottone I di Sassonia affidò l’Etruria nell’anno 961, dopo la sua incoronazione a Roma. Tali affermazioni tuttora non hanno alcun riscontro con fonti certe.

Tuttavia, gli Orlandi traggono origine con molta probabilità da un'antica e potente famiglia toscana, che visse prevalentemente nei territori appartenuti alla diocesi lucchese, in periodo feudale.

Un plausibile fondatore della famiglia degli Orlandi fu Soaverico (anche detto Soavizo), padre di Rodilando, quest'ultimo storicamente accertato da vari documenti del X secolo con il cognome Orlandi, e quindi considerato il capostipite.

Sintesi genealogica delle origini:

Soaverico
Pietro *X secoloXI secolo
Ildebrando *X secoloXI secolo
Rodilando Orlandi (capostipite del ramo principale) *X secoloXI secolo

I figli di Soaverico, inizialmente, risiederono presso Lucca ma successivamente decisero di spostare i propri interessi economici verso sud.

XI secolo: La Repubblica di PisaModifica

Verso la fine del X secolo e l'inizio dell'XI secolo, la famiglia Orlandi si spostò verso Pisa, divenendo ben presto una delle famiglie più importanti della nascente Repubblica di Pisa. I primi discendenti di Soaverico, difatti potettero godere dell'appoggio dell'omonimo vescovato, il quale concesse in loro favore numerose terre come: le zone limitrofe al Porto Pisano, le Colline Livornesi e numerosi altri appezzamenti. Oltre a ciò la famiglia potette godere anche del sostegno politico di Enrico III il Nero, imperatore del Sacro Romano Impero che conferì il feudo della Selva Palatina a Rolando Orlandi, figlio di Rodilando.

Tali concessioni comportarono una veloce espansione economico-politica della famiglia che poté beneficiarne tramite: la raccolta delle tasse e l'intensivo sfruttamento delle terre.

 
Le diocesi di Pisa e di Lucca nell'XI secolo

Gli Orlandi, inoltre si prodigarono anche in campo militare. Nelle cronache pisane dell'XI secolo, infatti, compare l'ammiraglio Carlo Orlandi, che nel 1003, con il naviglio affidatogli dal consiglio cittadino, affondò la flotta saracena a largo di Civitavecchia, andando in soccorso a papa Giovanni XVIII. Successivamente compaiono, secondo le fonti pervenutaci, Lamberto Orlandi anch'egli ammiraglio e Giovanni Orlandi, inizialmente ammiraglio ed in seguito eletto doge di Pisa.

Nel 1034, Lamberto Orlandi in forza di 50 galee sottili e 10 bastarde, conquistò con successo la città di Bona (odierna Annaba) e Ustica, sconfiggendo i saraceni e liberando numerosi ostaggi.

Nel 1063, Giovanni Orlandi saccheggiò Palermo ai danni dei musulmani portando grandi ricchezza alla propria città, infatti grazie alla sua impresa fu finanziata la costruzione del Duomo di Pisa. Dopo tale vittoria, le espansioni saracene nell’alto Mediterraneo ebbero fine.

«In questo tempo i Pisani fecero l'impresa di Palermo, e si mossero irritati dai Saracini, che abitavano in detta città, i quali venivano ad infestare le loro spiagge marittime di Toscana, onde per vendicarsi, e rimediare a' gran danni, che universalmente facevano ai Cristiani, con una grossa armata, che di già si ritrovava in que' mari , sotto il comando di Giovanni Orlandi ammiraglio, uomo ricco, generoso, ed espertissimo in guerra, si condussero in Sicilia ed arrivati alla città di Palermo, vi posero l'assedio.»

(Paolo Tronci, Memorie Istoriche della città di Pisa, 1628)

Nel 1081, il re Enrico IV di Franconia confermò a Gualando, nipote del capostipite Rodilando, il feudo della Selva Palatina; così facendo favorì notevolmente il già potente gruppo familiare. Tre anni dopo, nel 1084, il medesimo re ormai divenuto imperatore del Sacro Romano Impero concesse a Lamberto, cugino di Gualando, altre terre nel Valdiserchio pisano.

Oltre alle numerose imprese militari e politiche al servizio della Repubblica di Pisa, la famiglia degli Orlandi tra l'XI e il XIV secolo instaurò forti legami con alcune famiglie pisane creando diverse consorterie (come ad esempio: gli Orlandi-Gatti, gli Orlandi-Del Nicchio e gli Orlandi-Pellari), incrementando ulteriormente il proprio potere politico nella repubblica.

XII secolo: Periodo consolareModifica

Nel XII secolo, la famiglia continuò ad espandersi sia a livello territoriale sia a livello politico; divenendo una delle famiglie consolari della Repubblica di Pisa. Tra i consoli più importanti di questa famiglia si ritrova: Ildebrando, Enrico, Pellario e Rodolfo Orlandi.

Nel 1112, il feudo della Selva Palatina, ormai facente parte del casato Orlandi da quasi un secolo, fu confermato anche dalla contessa Matilde di Canossa e successivamente anche dal marchese Rabodone.

Nel 1114, a Ildebrando Orlandi fu affidato il comando delle truppe pisane nella spedizione alle isole Baleari, con la quale ottenne un'iniziale vittoria. Con tale spedizione furono liberati numerosi ostaggi cristiani e fu debellata la pirateria di Maiorca; tuttavia la conquista durò solo pochi mesi. Nel 1116, infatti, le isole furono riconquistate dagli Almoravidi provenienti dalla penisola iberica.

Nel 1120, Enrico Orlandi firmò il trattato di pace tra le repubbliche marinare di Pisa e Amalfi consentendo un consistente aumento dei traffici commerciali, ciò comportò un breve periodo di prosperità per entrambe le repubbliche.

 
La testa della statua del console Rodolfo Orlandi

Nel 1124, il popolo pisano dedicò al console ed eroe della Repubblica, Rodolfo Orlandi, una statua (chiamata dai pisani dell'epoca Il gigante); tale statua fu posta in Via Santa Maria (oggi Piazza Carrara), e perdurò fino al 1595 quando fu rimpiazzata dal monumento, tuttora esistente, dedicato a Ferdinando I de' Medici.[1]

Intorno al 1158, un esponente della famiglia Orlandi, il console Pellario, venne inviato dalla Repubblica di Pisa nel Nord Italia, per prestare servizio a Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero; in suddetta missione egli fu accompagnato anche dal conte di Donoratico (Gherardo della Gherardesca). La famiglia degli Orlandi e la famiglia dei Della Gherardesca contribuirono con il proprio manipolo di uomini a conquistare la città di Crema, Pavia e infine porre sotto assedio la città di Milano, con la sua conseguente distruzione.

In questo secolo, inoltre, una parte della consorteria degli Orlandi di Pisa si trasferì a Pescia e a Sassetta, creando i rami cadetti delle omonime città.

XIII secolo: L'inizio della decadenzaModifica

Gli Orlandi di Pisa, nel XIII secolo, con l'avvento delle famiglie magnatizie borghesi, iniziarono ad indebolirsi a livello politico.

Nella prima metà del Trecento, comunque, nonostante le ingerenze esterne, alcuni uomini della famiglia riuscirono a ricoprire ruoli istituzionali di notevole importanza. Tra le figure più importanti si hanno: Aldobrando Orlandi e Sigerio d'Orlando Orlandi.

Nel 1217, infatti tra i firmatari dell'accordo di pace tra Genova, Venezia e Pisa promosso da papa Onorio III, figura Aldobrando Orlandi. Tale patto contribuì a rafforzare i ranghi della Quinta Crociata. Aldobrando, inoltre, nello stesso anno, ricoprì la carica di capo della magistratura di Pisa, al tempo una delle cariche istituzionali più importanti.

Nel 1256, invece, Sigerio d'Orlando Orlandi ricopriva il ruolo di generale dell'esercito della suddetta città.

Tale situazione di stallo però mutò completamente nel 1284, quando la Repubblica di Pisa scese in guerra contro la Repubblica di Genova e subì la sua più grave sconfitta navale, nella famosa Battaglia della Meloria; ciò comportò l'inizio della fine per la famiglia Orlandi che nella suddetta battaglia armò 4 navi a proprie spese insieme all'aiuto dei rami cadetti.

Quattro anni dopo, l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini aizzò la famiglia Orlandi, originariamente ghibellina, e numerose altre famiglie come i Gualandi, i Sismondi, i Lanfranchi, ed i Ripafratta contro il conte Ugolino della Gherardesca appartenente alla fazione guelfa, che vantava tra le tante accuse quella di aver disertato dalla Meloria. Con questo atto ostile nei confronti dei Della Gherardesca, la famiglia Orlandi si fece nuovi nemici e si indebolì ulteriormente, anche se per breve periodo riuscì a beneficiarne.

XIV secolo: Lotta per il potere e conseguente perdita di importanzaModifica

Nel XIV secolo, il ramo principale della famiglia Orlandi, ricoprì pochi incarichi pubblici a Pisa, difatti si registra soltanto un Orlandi appartenente al Consiglio di credenza (nel 1317), due consiglieri facenti parte del Consiglio superiore degli anziani (nel 1302 e 1316) ed un senatore (nel 1322). In questo secolo, inoltre, la famiglia Orlandi fu confinata più volte dalla fazione guelfa pisana, questo come conseguenza al loro orientamento politico e alle loro continue azioni bellicose.

Gli Orlandi, rimasero sempre fedeli al fronte ghibellino anche quando vi era al potere la fazione guelfa, cercando addirittura di contrastarla militarmente.

Per far sì che il potere ricadesse in mano ai ghibellini, intrattennero forti legami con il condottiero di ventura, Uguccione della Faggiola e con il duca di Lucca, Castruccio Castracani.

Il più importante esponente degli Orlandi nel XIV secolo fu senza dubbio Gherardo Orlandi, vescovo di Aleria, amministratore della diocesi di Pisa per conto di Ludovico il Bavaro e successivamente nominato pseudo arcivescovo di Pisa dall'antipapa Niccolò V nel 1329.

Nel gennaio del 1332, con l'appoggio di Lucca e di Parma, Gherardo Orlandi tentò d'impadronirsi militarmente della città di Pisa, con l'obiettivo di liberarla dal giogo guelfo, ma venne respinto da Fazio Novello della Gherardesca e dall'esercito fiorentino venuto in suo soccorso.[2]

Nel 1347, secondo alcune fonti, la popolazione gravava sotto la tirannia del giovane conte Ranieri II della Gherardesca, figlio del fu Fazio della Gherardesca, e anch'egli appartenente alla fazione guelfa. Per ovviare a tale problema la famiglia Orlandi con il supporto della famiglia Gualandi riuscì ad avvelenarlo, e a riportare la "pace" a Pisa. Gli Orlandi, comunque, nonostante il successo, ne uscirono notevolmente indeboliti.

Tra il 1388 e il 1389, le navi mercantili delle repubbliche marinare di Genova e Pisa furono prese d'assalto dai corsari del re di Tunisi; ciò comportò notevoli problemi economici per entrambe le repubbliche. Per risolvere tale situazione, le due repubbliche marinare unirono le forze e incaricarono Francesco Orlandi e Raffaello Adorno nello scacciare la flotta corsara. Francesco e Raffaello dimostrarono notevole valore in battaglia ottenendo in pochi mesi una vittoria schiacciante sul nemico.

XV secolo: La fineModifica

Nel 1406, la Repubblica di Pisa cessò di esistere, con la vendita effettuata da Gabriele Maria Visconti alla Repubblica di Firenze.

Nel 1494, il duro regime attuato dalla Repubblica di Firenze nei confronti del popolo pisano, comportarono un forte risentimento e una nascente voglia di indipendenza. L'8 novembre dello stesso anno sopraggiunse in città Carlo VIII, il quale si stava preparando per la discesa verso Napoli. Il sovrano francese, ricevette a nome del popolo pisano, Simon Francesco Orlandi che gli spiegò le condizioni in cui gravava Pisa; in tale azione egli mise a rischio la propria vita essendosi esposto anche davanti ai fiorentini. Simon Francesco, dopo aver proferito parola, ottenne il favore del sovrano francese e il giorno seguente ebbe inizio la rivolta con la conseguente cacciata delle autorità fiorentine.

Il 6 dicembre 1494, l'ambasciatore Simon Francesco Orlandi insieme ad una delegazione pisana, raggiunse Siena per incontrare Carlo VIII, anticipando così di ben due giorni la delegazione fiorentina che chiedeva la restituzione di Pisa. L'esponente degli Orlandi anche in questo caso riuscì ad ottenere i favori del sovrano francese.

Nel 1497, Simon Francesco Orlandi, ultimo esponente maschio del ramo principale di Pisa morì. Nello stesso periodo, Benedetto Orlandi, facente parte di quel che rimaneva delle consorterie di Pisa, lasciò la propria città natia per spostarsi a Maiorca, qui diede vita al ramo cadetto degli Orlandis.

Altri rami familiariModifica

Oltre al più celebre ramo principale di Pisa, che si estinse nella medesima città nel 1497, esistono anche altri rami derivati la cui creazione risale da prima del Duecento fino alla metà del Quattrocento. Tra questi rami, quelli che sono sopravvissuti fino ad oggi sono gli unici che portano ancora avanti tale cognome.

  1. Orlandi della Sassetta - Il ramo di Sassetta, ebbe inizio nel XII secolo e perdurò fino al XVI secolo, periodo della sua estinzione. Tale ramo è passato alla storia principalmente per la sua vena militarista, infatti tra i suoi ranghi si prodigarono numerosi condottieri di ventura, primo fra tutti, il celeberrimo Rinieri della Sassetta citato dall'allora vice Cancelliere di Firenze, Niccolò Machiavelli, che lo descrisse come un pericolo per la sua amata città. Il ramo col tempo ottenne la signoria di Sassetta, titolo che mantenne per diversi secoli.
  2. Orlandi di Pescia - Da Orlando Orlandi, nato presumibilmente intorno al 1100, deriva il ramo degli Orlandi di Pescia, che a loro volta diedero i natali al ramo degli Orlandi-Cardini. Accanto alla cura degli interessi feudali, tale ramo era riuscito ad assicurarsi alte posizioni gerarchiche sia in campo politico sia in quello amministrativo; il più importante esponente fu Adolfo Orlandi, priore di Firenze. Questo ramo della famiglia, oltre a quanto già detto, ebbe l'onore di ospitare San Francesco d'Assisi. Il ramo è tuttora esistente.
  3. Orlandis di Maiorca - Annoverato come l'ultimo ramo cadetto del più illustre ramo principale, si formò a Maiorca nel XV secolo, per volontà di Benedetto Orlandi in fuga da Pisa. Tale ramo è tuttora esistente.

Un presunto ramo fiorentino potrebbe avere una connessione con il ramo pisano ma per mancanza di fonti storiche accreditate, le ricostruzioni non sono da considerare attendibili.

Condottieri e personaggi illustri della famiglia OrlandiModifica

(in ordine temporale)

Orlandi di Pisa (ramo principale)Modifica

Orlandi della SassettaModifica

Orlandi di PesciaModifica

Orlandis di MaiorcaModifica

ArmorialeModifica

I vari stemmi della famiglia Orlandi.

Castelli e roccheModifica

I principali castelli della famiglia Orlandi furono:

ItaliaModifica

SpagnaModifica

NoteModifica

  1. ^ L’area dei Lungarni di Pisa nel tardo Medioevo (XIV–XV secolo) (PDF), su amsdottorato.unibo.it. URL consultato il 26 novembre 2018.
  2. ^ Della Gherardesca, Bonifazio Novello, su treccani.it. URL consultato il 9 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

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Voci correlateModifica

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