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Passo di Gavia

valico alpino tra Valcamonica e Valtellina
Passo di Gavia
Passo del Gavia.jpg
Il passo di Gavia
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaBrescia Brescia
Sondrio Sondrio
Località collegatePonte di Legno
Valfurva
Altitudine2 618 m s.l.m.
Coordinate46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879Coordinate: 46°20′36.96″N 10°29′16.44″E / 46.3436°N 10.4879°E46.3436; 10.4879
InfrastrutturaSS 300 del Passo di Gavia
Pendenza massima16%
Lunghezza17,3 km
Chiusura invernaleottobre-maggio
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo di Gavia
Passo di Gavia

Il passo di Gavia (2.618 m s.l.m.) è un valico alpino delle Alpi Retiche meridionali, posto ai margini sud-occidentali delle Alpi dell'Ortles (Gruppo Sobretta-Gavia), che mette in comunicazione la Val di Gavia (tributaria della Valtellina) e l'alta Valle Camonica, segnando il confine amministrativo fra le province di Sondrio e Brescia.

StoriaModifica

Già noto in epoca medievale, il valico faceva parte delle perigliose rotte commerciali alpine della Repubblica di Venezia e metteva in comunicazione con Germania, Tirolo, Austria attraverso la via Imperiale di Alemagna. Un tempo il tragitto era percorso in qualsiasi stagione, tra mille pericoli e rischi, come i repentini cambiamenti meteorologici, la nebbia fitta, le bufere di neve e le slavine, al punto da essere soprannominato "Passo della Testa del Morto".

La costruzione della stradaModifica

Il sentiero medievale che attraversava il passo fu oggetto di notevoli lavori di ampliamento e ristrutturazione in occasione del primo conflitto mondiale, durante il quale, vista la vicinanza della linea di fronte, la strada divenne di fondamentale importanza strategica. Il percorso restava in ogni caso sterrato, stretto e di notevole pericolosità. Dalla seconda metà del '900 sono state effettuate notevoli migliorie, tra cui la realizzazione di una galleria per evitare il tratto più pericoloso e la completa asfaltatura del tracciato.[1]

Il crocifisso al Lago BiancoModifica

A lato della strada, in prossimità delle sponde del Lago Bianco è visibile un crocifisso ligneo. Si tratta di un ex voto del 1929 e ricorda una madre e il rispettivo figlio che, in viaggio in auto da Santa Caterina verso Ponte di Legno, furono investiti in questa zona da una improvvisa fittissima nebbia. Miracolosamente sopravvissuti fecero poi porre il crocifisso a ricordo.

L'incidente del 1954Modifica

 
Le lapidi commemorative dell'incidente in una foto d'epoca
 
Il monumento odierno in ricordo dell'incidente

Il mattino del 20 luglio 1954, un veicolo militare Fiat 639, con a bordo ventuno alpini di età compresa tra i 21 ed i 23 anni, cadde in una scarpata a seguito del cedimento del fondo della strada sul versante bresciano; lo schianto che seguì al volo di circa 150 metri causò diciassette morti. Dei due feriti più gravi, uno morì il giorno successivo per le ferite, per un totale di diciotto vittime[2][3].

All'epoca il tracciato, privo di parapetti e protezioni, era considerato molto rischioso e la sua percorrenza era sconsigliata agli autocarri; vigeva inoltre un divieto di transito, non rispettato, per i veicoli con più di 14 passeggeri. Nel punto dell'incidente la larghezza totale della carreggiata era di 2,30 m[2].

I corpi straziati degli alpini, appartenenti al 6º Reggimento, battaglione Bolzano, furono trasferiti nella chiesetta di Ponte di Legno per le esequie[2].

A ricordo della tragedia furono collocate due lapidi commemorative, tuttora esistenti.[4]

DescrizioneModifica

 
Tratto bresciano della strada
 Lo stesso argomento in dettaglio: Lista delle strade più alte d'Europa.

Dominato a nord dal Monte Gavia, è raggiungibile in automobile tramite la strada statale 300 del Passo di Gavia, un tracciato di alta quota ad elevato contenuto panoramico che da Bormio, passando per Santa Caterina di Valfurva (in Alta Valtellina), conduce a Ponte di Legno.

Durante l'anno il traffico veicolare è piuttosto scarso, per effetto del percorso tortuoso, della carreggiata particolarmente stretta, delle elevate pendenze e degli scarsi parapetti e protezioni, mentre in inverno, per via dell'elevata altitudine raggiunta, la strada è soggetta a chiusura per neve già in autunno fino a primavera inoltrata; d'estate essa è invece frequente meta di cicloamatori e motociclisti provenienti da tutta Europa.

Due chilometri prima del passo vi è il rifugio Arnaldo Berni, intitolato all'omonimo capitano morto durante la prima guerra mondiale sul ghiacciaio del Dosegù.

AmbienteModifica

A circa 300 metri di distanza dal Passo esiste, unico in Italia, un lembo di tundra artica, relitto dell'ultima glaciazione (Glaciazione Würm), che, disteso su piccoli dossi morenici, copre una superficie di circa quattrocento metri quadrati. Su suoli poligonali esso accoglie specie tipiche come: Polytrichum sexangularis, Salix herbacea, Carex curvula, Loiseleuria procumbens o Ranunculus glacialis[5]. Si tratta quindi di una zona ad alto valore naturalistico, nonché ad altrettanto elevata vulnerabilità.

La discesa verso la Valfurva; a sinistra il monte Confinale, al centro il massiccio dell'Ortles-Cevedale, a destra il Pizzo Tresero

Rifugio Arnaldo BerniModifica

Il Rifugio Berni sorge a quota 2541 m, sul versante valtellinese del valico. È dedicato al capitano Arnaldo Berni, caduto durante la Prima Guerra Mondiale, così come un monumento accanto alla chiesetta alpina. Prima di questo edificio esisteva un altro rifugio sul versante opposto, che era stato costruito con la funzione di ricovero militare.

CiclismoModifica

 
Versante bresciano, ultimi tornanti
 
Passo in veste primaverile

La salita del Gavia è classificabile come salita alpina lunga, dall'importante dislivello, dall'elevata quota altimetrica raggiunta e con pendenze medio-alte dal versante di Ponte di Legno, completamente asfaltato solo dagli anni novanta. Più lungo, ma con pendenze meno aspre, è il versante valtellinese[6]. Oggi, insieme ai vicini Passo dello Stelvio e Passo del Mortirolo, rappresenta una delle mete alpine più ambite dai cicloamatori.

Giro d'ItaliaModifica

Il Passo deve la sua celebrità al Giro d'Italia, in quanto rappresenta una delle salite storiche della Corsa Rosa, nonostante rappresenti una strada secondaria poco frequentata dal traffico veicolare. Il valico è stato infatti inserito nel percorso del Giro quattordici volte, e in otto di esse è stato Cima Coppi: nel 1989 e 2019 (ma non fu scalato causa maltempo), 1996, 1999, 2004, 2006, 2008 e 2010.

La prima ascesa risale al 1960, con la celebre impresa del vicentino Imerio Massignan: passato solitario in vetta, fu costretto a cedere la prima posizione al lussemburghese Charly Gaul a causa di ben due forature in discesa, arrivando al traguardo di Bormio con 14 secondi di ritardo e con il tubolare a terra, non avendo potuto sostituirlo nel finale di gara. Allora la strada era ancora sterrata in molti tratti[7].

L'anno successivo il Giro sarebbe dovuto passare nuovamente dal passo, ma la corsa fu deviata per neve a favore del passo dello Stelvio.

Dopo di allora si tornò a salire sul Gavia solo nel Giro d'Italia 1988, con una tappa divenuta mitica, corsa sotto un'improvvisa e inaspettata bufera di neve.

Nel 1989 la scalata fu nuovamente annullata per le avverse condizioni meteo, mentre nelle edizioni del 1996, del 1999, del 2000, del 2004 del 2006, del 2008 e del 2010 si transitò regolarmente, nonostante in quest'ultima occasione la tappa fosse stata in dubbio fino alla mattina stessa della scalata; in quella occasione la salita al Passo fu affrontata per la prima volta dal versante di Bormio, mentre in precedenza era sempre stata affrontata da quello, ben più difficile, di Ponte di Legno.

Il transito sul Gavia era previsto anche nella 19ª tappa del Giro d'Italia 2013 (frazione da Ponte di Legno a Val Martello) assieme al passo dello Stelvio, ma a causa delle avverse condizioni meteorologiche i due passaggi vennero annullati e la tappa prima modificata in più punti e poi definitivamente annullata. La medesima frazione fu riproposta per il Giro d'Italia 2014 e, nonostante le condizioni meteo difficili (neve durante il passaggio in vetta), vide il transito per primo del colombiano Robinson Chalapud. La salita venne affrontata dal versante di Ponte di Legno.

Durante il Giro 2019 il Gavia era stato designato come Cima Coppi nella 16ª tappa. Pochi giorni prima della frazione fu però annullato il transito a causa della troppa neve presente, dirottando la corsa al Passo dell'Aprica.[8]

Di seguito i passaggi in vetta al Gavia nelle varie edizioni del Giro (in grassetto le edizioni in cui il passo è stato Cima Coppi):

 
Il gruppo Maglia rosa durante la scalata al Gavia nel Giro d'Italia 2006, edizione nella quale il passo fu Cima Coppi
Anno Tappa Corridore Nazione Versante scalato
1960 20ª: Trento > Bormio Imerio Massignan   Italia Ponte di Legno
1988 14ª: Chiesa in Valmalenco > Bormio Johan Van der Velde   Paesi Bassi Ponte di Legno
1996 21ª: Cavalese > Aprica Hernán Buenahora   Colombia Ponte di Legno
1999 21ª: Madonna di Campiglio > Aprica José Jaime González   Colombia Ponte di Legno
2000 14ª: Selva di Val Gardena > Bormio José Jaime González   Colombia Ponte di Legno
2004 18ª: Cles > Bormio 2000 Vladimir Miholjević   Croazia Ponte di Legno
2006 20ª: Trento > Aprica Juan Manuel Gárate   Spagna Ponte di Legno
2008 20ª: Rovetta > Tirano Julio Alberto Pérez Cuapio   Messico Ponte di Legno
2010 20ª: Bormio > Ponte di Legno - Tonale Johann Tschopp   Svizzera Valfurva
2014 16ª: Ponte di Legno > Val Martello Robinson Chalapud   Colombia Ponte di Legno

Il 27 agosto 2017 il cicloamatore 79enne Tarcisio Persegona ha compiuto la sua 500esima scalata in bicicletta del passo, impresa ricordata da una targa commemorativa posta in cima al valico.

NoteModifica

  1. ^ Passo Gavia - Strada statale del Gavia - SS 300, su www.bormio3.it. URL consultato il 22 maggio 2019.
  2. ^ a b c "La Notte", 21 e 22 agosto 1954.
  3. ^ 60 anni della tragedia del Gavia: oltre mille persone a ricordare i 18 alpini del Bolzano. FOTO, in Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine, 20 luglio 2014. URL consultato il 15 marzo 2018.
  4. ^ SMALP - la tragedia del passo Gavia, su www.smalp.it. URL consultato il 15 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2018).
  5. ^ Da Giacomini, La Tundra del Gavia, Pubblicazione fuori commercio per il parco nazionale dello Stelvio, 1975; e in La flora, op. cit.
  6. ^ Passo Gavia - dati Tecnici[collegamento interrotto], dimifox.it.
  7. ^ La "prima" del Giro d'Italia sul Gavia, su bormio3.it.
  8. ^ Federico ha detto, Giro d’Italia: il passo Gavia non si fa, troppo pericoloso, su Montagna.TV, 27 maggio 2019. URL consultato il 28 maggio 2019.

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