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Plovdiv

comune della Bulgaria
Plovdiv
comune
Пловдив
Plovdiv – Stemma Plovdiv – Bandiera
Plovdiv – Veduta
Localizzazione
StatoBulgaria Bulgaria
DistrettoPlovdiv
Amministrazione
SindacoIvan Totev
Territorio
Coordinate42°08′36″N 24°44′56″E / 42.143333°N 24.748889°E42.143333; 24.748889 (Plovdiv)Coordinate: 42°08′36″N 24°44′56″E / 42.143333°N 24.748889°E42.143333; 24.748889 (Plovdiv)
Altitudine160 m s.l.m.
Superficie53 km²
Abitanti338 153[1] (1º febbraio 2011)
Densità6 380,25 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale4000
Prefisso+359 032
Fuso orarioUTC+2
TargaPB
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bulgaria
Plovdiv
Plovdiv
Sito istituzionale

Plovdiv (in bulgaro Пловдив?; anche nota in italiano come Filippopoli[2]; in greco Φιλιππούπολις, Filippoúpolis) è una città della Bulgaria di 339.129 abitanti[1] (678 860 nell'omonima regione), capitale storica della Tracia e seconda città del paese dopo la capitale Sofia.

La città è da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati della nazione. È servita da un aeroporto.

Il 17 ottobre 2014 è stata designata, insieme a Matera, come capitale europea della cultura 2019.[3]

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

La città di Plovdiv è situata sulle sponde del fiume Marica, nella parte meridionale della piana di Plovdiv, una pianura alluvionale che forma la parte occidentale dell'Alta Pianura di Tracia, circa 152 km a sud-est della capitale Sofia. È circondata dagli Antibalcani a nord-ovest e dai monti Rodopi a sud. L'area metropolitana di Plovdiv si estende su una superficie di 101 km², che è meno dello 0,1% della superficie totale della Bulgaria. Questo dato la rende la città più densamente popolata del paese con 3.776 abitanti per km².

Il territorio su cui sorge Plovdiv comprende sei colli di sienite, tradizionalmente chiamati dai suoi abitanti tepeta: Džendem, Bunardžik, Sahat, Nebet, Džambaz e Taksim. Gli ultimi tre formano il nucleo centrale e antico della città. Fino all'inizio del XX secolo i colli erano sette ma il più piccolo (Markovo Tepe) è stato distrutto.

ClimaModifica

Il clima temperato è caratterizzato da un forte contrasto di temperature tra estate e inverno, che lo rende molto simile ad un clima continentale. Le estati sono in genere calde e secche, mentre gli inverni spesso sono molto freddi. La temperatura media annua è di 12,3 °C mentre la temperatura massima media è nel mese di luglio (33 °C). L'umidità relativa media è del 73% ed è più elevata in dicembre (86%) e più bassa nel mese di agosto (62%). Le precipitazioni totali sono di 540 mm: i mesi più piovosi dell'anno sono maggio e giugno, con una precipitazione media di 66,2 mm, mentre il più secco è agosto, con una media di 31 mm. La profondità media della coltre di neve è da 2 a 4 cm, ma in alcuni inverni può raggiungere i 70 cm o più. Le nebbie sono frequenti nei mesi più freddi, soprattutto lungo le rive del Marica.

StoriaModifica

 
Filippopoli: incisione dell'anfiteatro
 
Filippopoli: Chiesa di Santa Marina; affreschi del porticato esterno - esonartece

L'importanza di Plovdiv risale all'età antica: capitale, con il nome di Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi, nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò "Filippopoli" (in greco antico: Φιλιππόπολις, Filippópolis).

Dopo la caduta dell'Impero macedone, la città riprese il ruolo di capitale degli Odrisi, in rapporto di discontinua amicizia con i romani insediatisi in Macedonia, che si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un'aspra battaglia condotta dall'imperatore Claudio.

TrimontiumModifica

Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città Trimontium. Essa divenne ben presto splendida e importante, al punto da battere moneta.

Trimontium fu il crocevia di importanti strade imperiali provenienti dal nord e dall'ovest dei Balcani. Qui le strade si unificavano e conducevano direttamente a Bisanzio, tra cui la fondamentale Via Militaris. All'inizio del IV secolo vi furono martirizzati 38 cristiani, in parte del luogo e in parte provenienti da Bisanzio. In questa florida epoca Filippopoli si dotò di terme, teatri e grandiosi edifici pubblici, in parte ancora visibili.

L'assalto dei barbari ebbe inizio nel 251 con la comparsa dei Goti; nel 447 gli Unni la distrussero quasi del tutto e un secolo più tardi Giustiniano la riedificò e riarmò di mura. Nel 679, di fronte alla minaccia costituita dai bulgari, gli imperatori di Costantinopoli vi fecero affluire una folta colonia di armeni e siriani non ortodossi, dai quali si sarebbe presto propagata l'eresia bogomila (poi passata in Serbia e da qui in Occidente, come eresia catara); nell'812 il khan bulgaro Krum riuscì a entrare a Filippopoli, poi definitivamente conquistata nell'834 e ribattezzata Pàldin. Il ritorno dei bizantini si ebbe alla fine del X secolo con la vittoria dell'imperatore Giovanni I Zimisce sui bulgari e sui russi, che avevano conquistato le regioni danubiane; nel 1018 Filippopoli ridiventò quindi bizantina.

La città subì gravi distruzioni in occasione del passaggio delle Crociate: nel 1096, da parte di Goffredo di Buglione; nel 1147, da parte del re di Germania Corrado III di Hohenstaufen; nel 1189, da parte di Federico Barbarossa; e ancora una volta nel 1203, per mano dell'impero latino di Costantinopoli. A questo periodo risale anche il ritorno dei bulgari, che s'impadronirono nuovamente della città nel 1206. Da questa data al 1322 Filippopoli passò di mano fra i bulgari e i bizantini non meno di undici volte. Nel 1364 la città fu conquistata dai turchi di Murad I: dopo un breve, tragico, periodo di lotte tra principi turchi, la città venne ribattezzata Filibè e fu fatta capitale del beilicato di Rumelia. Da allora la città conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell'Impero ottomano, rotta solo dalle lotte religiose tra i siro-armeni pauliciani (riunitisi con Roma alla fine del XVI secolo) e i greco-bulgari ortodossi. Filibè, divenuta nel 1636 Plovdiv, fu presa dall'armata russa del generale Iosif Gurko il 16 gennaio 1878 e il Congresso di Berlino del 13 luglio 1878 la fece capitale del principato indipendente della Rumelia orientale, sotto lo scettro del principe Alessandro Bogoridi.

 
Uno scorcio della città antica

Solamente nel 1885, anno in cui la Rumelia orientale si unificò col principato di Bulgaria, Plovdiv tornò sotto la sovranità bulgara.

In seguito alla seconda guerra mondiale, la Bulgaria entrò nell'orbita dell'Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel 1989.

La città è stata sede di tre esposizioni internazionali nel 1981, nel 1985 e nel 1991.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Chiesa di S. Luigi dei Francesi
  • Monastero di Bačkovo: fondato nel 1083, è secondo per importanza storica e valore artistico solo al monastero di Rila. Al centro del complesso monastico si trovano due chiese unite fra loro: la più piccola, dedicata agli arcangeli Michele e Gabriele, è del XII secolo; la più grande, dedicata alla Vergine Maria, è del 1604. Principale attrattiva della chiesa è l'icona della Vergine (di fattura bizantina), ritenuta miracolosa e che potrebbe risalire all'VIII secolo. Il suo rivestimento venne prodotto nel 1819 dalla scuola di gioielleria dello stesso monastero. Fuori dal recinto monastico si trova l'ossario della Santa Trinità, a due piani, dell'XI secolo. La cappella reca influenze orientali, armene, siriane e georgiane; l'alternanza di pietra e cotto nella muratura esterna è propria dello stile del primo regno bulgaro. All'interno sono custoditi affreschi della seconda metà del XIII secolo, tra i più alti esempi di arte bizantina.
  • Moschea Dzhumaya: ricostruita nella forma attuale per volontà del sultano Murad II, sorge sui resti dell'antica cattedrale di Sveta Petka Tarnovska.
  • Moschea Tashkopryu

Foro romanoModifica

 
Filippopoli: l'odeon

Costruito nel II secolo, il foro era il centro economico, politico e culturale di Filippopoli. Di forma quadrata, misurava 184 m per 136 m ed era circondato da un portico colonnato. Ai lati orientale, meridionale e occidentale sorgevano magazzini, a nord si trovavano gli edifici più importanti, alcuni in parte riportati alla luce. Nella parte nord-orientale del foro sorgono i resti dell'Odeon.

Teatro romanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro romano (Plovdiv).
 
Filippopoli: il teatro romano

Fu eretto tra il 114 e il 117, sotto Traiano, come risulta da un'iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 ai 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che, insieme ai resti della scena e del proscenio, testimoniano la ricchezza decorativa dell'edificio.

Ippodromo (stadio) romanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio antico (Plovdiv).
 
Filippopoli: lo stadio romano

L'antico stadio di Filippopoli si trova nella centralissima piazza Džumaja e fu originariamente usato per lo svolgimento dei giochi atletici. Qui ebbero luogo i giochi di Kendrijski e Alessandria, in onore del dio Apollo e di Alessandro Magno. Solo alla fine del IV secolo lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l'imperatore Teodosio proibì i giochi atletici. L'antico circo romano poteva ospitare circa 30.000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della fiorente città di Filippopoli.

TrakartModifica

In un passaggio aperto nel sottopasso pedonale del bulevard Zar Boris III Obedinitel, fra le rovine dei palazzi risalenti all'epoca del dominio romano, si trova il centro culturale Trakart, il cui interno custodisce mosaici del III secolo, notevoli per dimensione e stato di conservazione. Furono rinvenuti in loco negli anni ottanta del XX secolo, scavando fra i resti di una grande casa ricostruita dopo la devastazione gota del 251. Dell'abitazione, che era collegata alla vicina basilica, nel IV secolo sede di un importante concilio ecumenico, non rimangono che le fondamenta, utili comunque per leggere la planimetria: si distinguono l'ingresso principale della casa, le stanze e parte del quadriportico.

Al centro del complesso monastico si trovano due chiese unite fra loro: la più piccola, dedicata agli arcangeli Michele e Gabriele, è del XII secolo; la più grande, dedicata alla Vergine Maria, è del 1604. Principale attrattiva della chiesa è l'icona della Vergine (di fattura bizantina), ritenuta miracolosa e che potrebbe risalire all'VIII secolo. Il suo rivestimento venne prodotto nel 1819 dalla scuola di gioielleria dello stesso monastero.

Fuori dal recinto monastico si trova l'ossario della Santa Trinità, a due piani, dell'XI secolo. La cappella reca influenze orientali, armene, siriane e georgiane; l'alternanza di pietra e cotto nella muratura esterna è propria dello stile del primo regno bulgaro. All'interno sono custoditi affreschi della seconda metà del XIII secolo, tra i più alti esempi di arte bizantina.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

 
Il tesoro trace

Il Museo archeologico regionale di Plovdiv, inaugurato nel 1882, è una delle prime istituzioni culturali bulgare. Possiede una collezione di 100 000 reperti, tra le più ricche del patrimonio culturale di Plovdiv e del suo territorio.
Il museo custodisce il tesoro di Panagjurište, uno dei tesori traci di maggior rilievo e importanza della Bulgaria. È composto da oggetti in oro, che appartenevano a un sovrano trace sconosciuto della tribù Odrisi, che regnò tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. Prodotto a Lampsaco, città dell'Asia Minore, è composto da un set di nove oggetti, utilizzati per riti cerimoniali, con un peso complessivo di 6,100 kg. Il set comprende una phiale (un piatto) e otto rhyta (contenitori) di forme diverse, ma sempre zoomorfi (a testa di cervo e ariete) o antropomorfi (a testa di amazzone). Il tesoro è stato rinvenuto nel 1949 in una tomba trace vicino alla città di Panagjurište, nel distretto di Plovdiv. Inoltre il museo espone una ricca e variegata collezione di antiche opere d'arte greca, romana e bizantina.

Il museo etnografico si trova in un ricco palazzo del 1847 nel tipico stile della rinascenza bulgara, dove accoglie una ricca collezione costituita da materiale proveniente dal distretto di Plovdiv.

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Plovdiv è gemellata con le seguenti città:[senza fonte]

Ha accordi internazionali con:

SportModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Население към 01.02.2011 година в област Пловдив, Nsi.bg. URL consultato il 3 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2011).
  2. ^ Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Pietro Fiorelli, Il DOP. Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ª ed., Roma, ERI, 1999 [1981], ISBN 88-397-1046-9.
  3. ^ Capitale Europea della Cultura 2019, designata Matera, repubblica.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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