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BiografiaModifica

Nato ad Odense, sull'isola di Fiona (in Danimarca), Thomsen si è diplomato presso la Danish National School of Theatre and Contemporary Dance nel 1993 e, subito dopo, ha iniziato a lavorare in vari teatri di Copenaghen. Il suo debutto cinematografico avviene già nel 1994 con Il guardiano di notte di Ole Bornedal. Negli anni seguenti lavora assiduamente in varie produzioni televisive e cinematografiche a livello nazionale.

Nel 1998 prende parte a Festen - Festa in famiglia di Thomas Vinterberg, film che segue i canoni del Dogma 95 ideato da Lars Von Trier. L'anno successivo inizia a lavorare per Hollywood in diverse produzioni internazionali, ricopre il ruolo del sicario Sasha Davidov nel film Il mondo non basta, 19º capitolo della serie cinematografica dedicata a James Bond.

Nel 2000 viene diretto da Kathryn Bigelow nel thriller Il mistero dell'acqua e recita nella commedia tedesca Ricette d'amore. Successivamente si fa notare nei film Max, Killing Me Softly - Uccidimi dolcemente e L'eredità, anche quest'ultimo girato secondo i dettami del Dogma 95.

Nel corso degli anni imposta la sua carriera alternando produzioni danesi con blockbuster hollywoodiani, recita in Non desiderare la donna d'altri di Susanne Bier e Le mele di Adamo di Anders Thomas Jensen, mentre a Hollywood prende parte a Le crociate - Kingdom of Heaven di Ridley Scott e a Hitman - L'assassino di Xavier Gens.

Dopo The International e Duplicity, del 2009, nel 2010 prende parte ai film Centurion e L'ultimo dei Templari.

A partire dal 2013 diventerà uno dei protagonisti della serie televisiva Banshee - La città del male interpretando il ruolo del signore del crimine Kai Proctor, recitando la parte fino al 2016. Oltre al suo idioma nativo, l'attore parla fluentemente il tedesco e l'inglese ed è, inoltre, vegano[1].

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

CortometraggiModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ (DA) Kastrup, Kim, Ulrik Thomsen: Derfor er jeg veganer, in Ekstra Bladet, 27 febbraio 2016. URL consultato il 3 dicembre 2017.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN2682804 · ISNI (EN0000 0001 1558 3630 · LCCN (ENnr00021357 · GND (DE142297771 · BNF (FRcb142330174 (data) · WorldCat Identities (ENnr00-021357
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