Vincenzo D'Amico

dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano
Vincenzo D'Amico
Vincenzo D'Amico - SS Lazio 1973-74.jpg
D'Amico alla Lazio nella stagione 1973-1974
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172[1] cm
Peso 70[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 1988 - giocatore
Carriera
Giovanili
1964-1969 non conosciuta Cos Latina
1969-1970 ALMAS
1970-1971 Lazio
Squadre di club1
1971-1980 Lazio 155 (16)
1980-1981 Torino 26 (1)
1981-1986 Lazio 121 (24)
1986-1988 Ternana 56 (20)
Nazionale
1972-1973 Italia Italia U-18 10 (0)
1973 Italia Italia U-23 1 (0)
1974-1975 Italia Italia B 7 (1)
1976 Italia Italia militare 4 (3)
Carriera da allenatore
19??-19?? non conosciuta Pantheon Travel Giovanili
19??-19?? Lazio Giovanili
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Vincenzo D'Amico (Latina, 5 novembre 1954) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante.

Ha vinto uno scudetto nel 1974 con la maglia della Lazio, squadra di cui è considerato una bandiera[2][3].

Indice

Caratteristiche tecnicheModifica

GiocatoreModifica

 
D'Amico in azione alla Lazio negli anni '80

Centrocampista di spiccate attitudini offensive[4], veniva impiegato in appoggio agli attaccanti, come mezzapunta[4][5] oppure ala[2]. Grazie alle proprie qualità tecniche, era un abile uomo-assist[4] e tiratore di calci di punizione[6]. Fisicamente brevilineo[4], aveva la tendenza ad andare in sovrappeso[7], che unitamente a limiti caratteriali[7] ne ha limitato la carriera[4].

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Gli esordi e l'arrivo alla LazioModifica

Dopo gli esordi nel Cos Latina[8] e nelle giovanili dell'Almas Roma[5], nel 1970 passa alla Lazio, portato dall'osservatore Carlo Galli[5]. Utilizzato come mezzala nella Primavera[5], partecipa anche al Campionato De Martino segnalandosi tra i migliori elementi delle giovanili[9]. Nella stessa annata entra saltuariamente nel giro della prima squadra, allenata da Juan Carlos Lorenzo[10].

 
D'Amico in allenamento alla Lazio negli anni '70, insieme al tecnico Maestrelli.

Nella stagione successiva fa il suo esordio con i biancocelesti, non ancora diciottenne, il 21 maggio 1972 nella vittoria interna sul Modena, giocando come ala sinistra[11]. Il 5 ottobre successivo, nel corso di un'amichevole a Rieti, subisce un infortunio ai legamenti del ginocchio[4][12], che lo costringe a saltare l'intero campionato 1972-1973. Una volta ristabilito, debutta in Serie A il 14 ottobre 1973 in Lazio-Sampdoria (1-0), diventando titolare nella formazione allenata da Tommaso Maestrelli che lo preferisce a Pierpaolo Manservisi[13], con il compito di assistere il centravanti Giorgio Chinaglia[14]. Nel contesto di una squadra divisa in clan, D'Amico mantiene una posizione neutrale[15], sotto la diretta tutela di Maestrelli[16] e del capitano Giuseppe Wilson[17] dovuta alla giovane età. Alla sua prima stagione completa tra i titolari totalizza 27 presenze con due reti (tra cui una nel derby di ritorno, contro la Roma[4]); vince lo scudetto e viene premiato come miglior giovane del campionato[18].

Nelle annate successive offre un rendimento discontinuo, anche a causa di uno stile di vita poco professionale[4], e perde il posto a favore di Roberto Badiani[2]; nel settembre 1977 subisce un nuovo infortunio, questa volta di tipo muscolare, nella partita di Coppa UEFA contro il Boavista[19], e le presenze in campionato sono in tutto 9. Torna stabilmente titolare a partire dall'anno successivo, sotto la guida di Bob Lovati[2], e sul finire del campionato 1979-1980 diventa capitano della squadra, dopo le vicende legate al calcioscommesse che privano la Lazio di quattro titolari[20]; nel contesto di una formazione composta prevalentemente da giovani del vivaio[20] contribuisce alla salvezza dei biancocelesti, poi vanificata dalla sentenza del giudice sportivo.

La parentesi al TorinoModifica
 
D'Amico al Torino nel 1980

Nel giugno 1980 D'Amico viene ceduto dalla Lazio, contro la volontà dello stesso giocatore[7]; l'operazione, avallata dal nuovo allenatore laziale Ilario Castagner[21], era dettata dalle difficoltà finanziarie della società[2]. Si trasferisce al Torino, in cambio di 300 milioni e della comproprietà di Giuseppe Greco[22]; nella formazione granata, allenata da Ercole Rabitti, eredita il ruolo di fantasista di fascia appartenuto a Claudio Sala[23]. Disputa un campionato altalenante e inferiore alle attese[24]; dopo la sostituzione di Rabitti con Romano Cazzaniga viene talvolta escluso dalla squadra, a favore di un assetto più coperto[25], e sul finire di stagione chiede di tornare alla Lazio[26]. Con la maglia del Torino totalizza 26 presenze e una rete in campionato, a cui si aggiungono 9 presenze e 4 reti in Coppa Italia (competizione nella quale i granata vengono sconfitti in finale dalla Roma) e 6 presenze con 2 reti in Coppa UEFA[27].

Il ritorno alla Lazio e gli ultimi anni alla TernanaModifica

Nel 1981 ritorna alla Lazio, per 600 milioni di lire[28], accettando di giocare in Serie B. I biancocelesti, partiti con l'obiettivo della promozione, ottengono la salvezza solo nelle ultime giornate[4]; D'Amico contribuisce con 10 reti in 30 partite (miglior marcatore della squadra[2]), tra cui la tripletta realizzata alla penultima giornata contro il Varese, decisiva ai fini della salvezza[2][4].

 
D'amico capitano della Ternana nella seconda metà degli anni '80, assieme ai compagni Riva e Coppola.

Nella stagione successiva, grazie anche al rientro di Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, ottiene con la Lazio il ritorno in Serie A, cui fa seguito la salvezza nel campionato 1983-1984: a causa dell'infortunio di Giordano, viene utilizzato come finto centravanti formando con Michael Laudrup la coppia d'attacco[4], e segna 7 reti, con una doppietta nel derby contro la Roma del 26 febbraio 1984[4]. Rimarrà alla Lazio fino al campionato di Serie B 1985-1986, nel quale disputa 10 partite, limitato da problemi fisici e dall'impiego del giovane Francesco Dell'Anno nel suo ruolo[2][4]; chiude la propria esperienza con i capitolini con 276 presenze e 40 reti in campionato, e 338 presenze complessive tra campionato e coppe, terzo giocatore più presente in assoluto dopo Giuseppe Wilson ed Aldo Puccinelli[2].

Nel 1986 passa alla Ternana in Serie C2. Con gli umbri, di cui diventa capitano[6], gioca le sue due ultime stagioni: nella prima, allenato dall'ex laziale Mario Facco, D'Amico mette a segno 13 gol che non bastano alla formazione rossoverde per ottenere la promozione (nonostante i favori della vigilia[29]); nella seconda, invece, la squadra si salva, nel contesto di una grave crisi societaria[29], e D'Amico realizza altre 7 reti.

In carriera ha totalizzato complessivamente 227 presenze e 26 reti in Serie A e 75 presenze e 15 reti in Serie B.

NazionaleModifica

 
D'Amico in azione con la Nazionale Under-23 nel 1976

Convocato nella Nazionale Juniores già a partire dal 1971[30], colleziona in seguito una presenza nella Nazionale Under-23, nel 1973, e 7 nella Nazionale B[31]. Non riuscirà mai a indossare la maglia della Nazionale maggiore, anche a causa di incomprensioni di natura tattica con il commissario tecnico Enzo Bearzot[6][32] e per la concorrenza di Franco Causio e Claudio Sala[4]. Viene convocato per la prima e unica volta nel settembre 1980, in vista delle partite contro il Lussemburgo e la Danimarca[8], senza scendere in campo; a causa di ciò, nel dicembre successivo attacca il CT, reo di averlo escluso senza spiegazioni[32].

Allenatore e dirigente sportivoModifica

Per alcuni anni allena a livello giovanile, nella Pantheon Travel (squadra minore romana)[33] e poi nella Lazio[34], di cui nel 1999 diventa osservatore[35].

Dal 2007 al 2009 guida la rinascita del calcio nella sua città natale ricoprendo l'incarico di Presidente della Virtus Latina[36]. Lascia nel 2009, con la fusione delle due compagini cittadine di Latina, che portano alla nascita dell'Unione Sportiva Latina, per andare a ricoprire l'incarico di Direttore Generale dell'Adrano, compagine siciliana militante nel campionato di Serie D[37].

Dopo il ritiroModifica

Parallelamente all'attività di dirigente, inizia quella di commentatore sportivo in varie emittenti locali fino a quando, nel 1999, è passato alla RAI come commentatore tecnico[38]; partecipa a diverse trasmissioni tra cui Stadio Sprint, La grande giostra del gol (su RAI International), 90º minuto[39] e Maxinho do Brazil. Interviene inoltre nel programma televisivo Goal di Notte, in onda su T9[40][41] e interviene varie volte nel corso della settimana, come opinionista,nella programmazione radiofonica della radio romana Radiosei. In entrambe le trasmissioni, commenta le prestazioni della Lazio.

StatisticheModifica

GiocatoreModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1971-1972   Lazio B 1 0 CI 6 1 - - - - - - 7 1
1972-1973 A 0 0 CI 0 0 - - - - - - 0 0
1973-1974 A 27 2 CI 6 0 CU 3 0 - - - 36 2
1974-1975 A 26 0 CI 4 1 - - - - - - 30 1
1975-1976 A 22 4 CI 8 2 CU 1 0 - - - 31 6
1976-1977 A 17 2 CI 4 1 - - - - - - 21 3
1977-1978 A 9 2 CI 2 1 CU 3 0 CPKR 0 0 14 3
1978-1979 A 25 2 CI 3 0 - - - - - - 28 2
1979-1980 A 28 4 CI 5 1 - - - - - - 33 5
1980-1981   Torino A 26 1 CI 9 4 CU 6 2 TC 1 0 42 7
1981-1982   Lazio B 30 10 CI 3 0 - - - - - - 33 10
1982-1983 B 34 4 CI 4 1 - - - - - - 38 5
1983-1984 A 25 7 CI 5 1 - - - - - - 30 8
1984-1985 A 22 2 CI 3 1 - - - - - - 25 3
1985-1986 B 10 1 CI 2 1 - - - - - - 12 2
Totale Lazio 276 40 55 11 7 0 0 0 338 51
1986-1987   Ternana C2 27 13 CIC 6[42] 3[42] - - - - - - 33 16
1987-1988 C2 29 7 CIC 4[43] 0[43] - - - - - - 33 7
Totale Ternana 56 20 10 3 - - - - 66 23
Totale 358 61 74 18 13 2 1 0 446 81

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica

Lazio: 1973-1974

Altre competizioniModifica

Lazio: 1970-1971
Lazio: 1973-1974

NoteModifica

  1. ^ a b Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 1 (1984-1985), Panini, 7 maggio 2012, p. 40.
  2. ^ a b c d e f g h i Vincenzo D'Amico Golcalcio.it
  3. ^ Parla D'Amico, la bandiera di sempre: “Grande Ledesma, Mauri e Candreva da applausi” Lenovae.it
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n I nostri personaggi, la nostra storia: Vincenzo D'Amico Sslaziofans.it
  5. ^ a b c d 'E io su quei campi mi son fatto le ossa', La Repubblica, 1º febbraio 1998, pag.7 - sez. Roma
  6. ^ a b c L'ultima incompiuta di Vincenzo D'Amico Sodaliziolazio.com
  7. ^ a b c D'Amico, tanta classe e qualche dubbio, La Stampa, 30 giugno 1980, pag.11
  8. ^ a b D'Amico e Bruno Conti in anticamera, La Stampa, 8 ottobre 1980, pag.20
  9. ^ Catapano: "Lorenzo farà il miracolo", Il Corriere dello Sport, 23 gennaio 1971, pag.12
  10. ^ Stellone, D'Amico e Masuzzo stelle laziali al "Nistri", Il Corriere dello Sport, 19 giugno 1971, pag.9
  11. ^ Due "penalty" di Chinaglia per avere ragione del Modena, L'Unità, 22 maggio 1972, pag.9
  12. ^ D'Amico grave infortunio al ginocchio. Tornerà in campo (forse) tra due mesi, Il Corriere dello Sport, 6 ottobre 1972, pag.1
  13. ^ Se 8 vittorie vi sembran poche, La Repubblica, 1º febbraio 1999, pag.4 - sez. Roma
  14. ^ Calcio, morte Chinaglia; D'Amico, in apparenza burbero, era un buono Repubblica.it
  15. ^ Couto, il mal di panchina, La Repubblica, 27 febbraio 1999, pag.8 - sez. Roma
  16. ^ Tommaso Maestrelli Storiedicalcio.altervista.org
  17. ^ Vincenzo Di Michele, Pino Wilson Vero capitano d'altri tempi, ed.Fernandel
  18. ^ Marco Sappino, Dizionario del calcio italiano, Baldini&Castoldi, 2000, p. 2086.
  19. ^ Valanga sul Boavista: 5-0, L'Unità, 29 settembre 1977, pag.12
  20. ^ a b Gran gol del «capitano». La Lazio-giovane esulta, L'Unità, 31 marzo 1980, pag.11
  21. ^ D'Amico: «Finalmente lotto per lo scudetto», La Stampa, 11 luglio 1980, pag.10
  22. ^ D'Amico al Torino, la Fiorentina punta su Rossi, La Stampa, 29 giugno 1980, pag.20
  23. ^ D'Amico al Torino: Sala ha trovato in me l'erede, La Stampa, 11 luglio 1980, pag.11
  24. ^ D'Amico è l'immagine dei problemi del Torino, La Stampa, 3 aprile 1981, pag.20
  25. ^ Per Torino-Juventus pronto il piano-sicurezza, L'Unità, 12 marzo 1981, pag.16
  26. ^ D'Amico adesso spera di tornare alla Lazio, La Stampa, 21 maggio 1981, pag.21
  27. ^ Statistiche su Archiviotoro.it
  28. ^ Ultimi colpi: D'Amico alla Lazio e Vierchowod (prestito) in viola, L'Unità, 16 luglio 1981, pag.12
  29. ^ a b L'onta del fallimento Ternanacalcio.com
  30. ^ Ingrassia e D'Amico "spopolano" a Coverciano, Il Corriere dello Sport, 26 febbraio 1971, pag.10
  31. ^ Almanacco illustrato del Calcio 2007, ed. Panini, pag.596
  32. ^ a b «L'azzurro non m'interessa», La Stampa, 17 dicembre 1980, pag.10
  33. ^ Moretti, primi calci a cinque anni per il mancino diventato cavaliere, La Repubblica, 4 luglio 2009, pag.19 - sez. Genova
  34. ^ Per la quarta volta è derby ma stavolta è favorita la Roma, La Repubblica, 9 febbraio 1998, pag.4 - sez. Roma
  35. ^ Sogno un gol da Supercoppa, La Repubblica, 25 agosto 1999, pag.10 - sez. Roma
  36. ^ I Presidenti dell'U.S. Latina Calcio Uslatinacalcio.it
  37. ^ D'Amico direttore generale dell'Adrano Laziofamily.com
  38. ^ Vincenzo D'Amico Mobile.international.rai.it
  39. ^ Parola di ex, Fascetti: «Penso ancora a quel brutto finale...» Corriereirpinia.it
  40. ^ Invito a cena con Ronaldo, La Repubblica, 6 maggio 1998, pag.6 - sez. Roma
  41. ^ Agostinelli da Goal di Notte lancia accuse alla stampa napoletana Tuttonapoli.net
  42. ^ a b Coppa Italia 1986-1987 Databaserossoverde.it
  43. ^ a b Coppa Italia 1987-1988 Databaserossoverde.it

Collegamenti esterniModifica