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Waterworld

film del 1995 diretto da Kevin Reynolds Kevin Costner
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Waterworld
Waterworld.png
Mariner (Kevin Costner), Enola (Tina Majorino) ed Helen (Jeanne Tripplehorn) in una scena del film
Titolo originaleWaterworld
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1995
Durata135 min (versione cinematografica)[1]
176 min (versione estesa)[2]
Rapporto1.85:1
Generefantascienza, avventura
RegiaKevin Reynolds
SceneggiaturaPeter Rader, David Twohy
ProduttoreKevin Costner, John Davis, Charles Gordon, Lawrence Gordon
Casa di produzioneGordon Company, Davis Entertainment, Licht/Mueller Film Corporation
FotografiaScott Fuller, Dean Semler
MontaggioPeter Boyle
Effetti specialiMartin Bresin, John Cassel
MusicheJames Newton Howard, Artie Kane
ScenografiaDennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Waterworld è un film di fantascienza del 1995 diretto da Kevin Reynolds, interpretato e coprodotto da Kevin Costner. La storia, ambientata in un futuro post apocalittico, è basata sulle avventure di un mutante in cerca degli ultimi lembi di terra in un mondo sommerso dalle acque. È un colossal girato con un budget molto più ampio di quello inizialmente preventivato, il che all'epoca lo rese il film più costoso mai prodotto.[3] Benché non di rado sia stato citato erroneamente come un "flop" del regista.[4]

TramaModifica

Nel 2468 il destino del pianeta Terra pare segnato: lo scioglimento dei ghiacciai provocato dall’aumento della temperatura ha determinato un drammatico innalzamento dei mari. Di conseguenza, gran parte delle città e delle aree una volta abitate sono ora totalmente sommerse, e i pochi umani superstiti sono costretti su città galleggianti. In questo contesto si fa strada il mutante Mariner, dotato di branchie e piedi palmati, vaga per i mari con il suo trimarano in cerca di terra, bene diventato particolarmente costoso e di valore.

Durante i suoi viaggi, Mariner incrocia una città atollo dove incontra Helen ed Enola, una bambina con un tatuaggio indecifrabile sulla nuca. L’oscuro disegno potrebbe essere la mappa che porta a Dryland, la leggendaria terra asciutta rimasta intatta nonostante il cataclisma. C’è un problema, però, rappresentato dagli Smoker, una gang di pirati guidati da Diacono, in cerca proprio di Enola. Anche il criminale, infatti, è a conoscenza del tatuaggio della ragazzina, ed è intenzionato a rapirla per cercare di raggiungere Dryland. Con l’aiuto dell’inventore Gregor, Mariner, Helen ed Enola sfuggono all’assalto degli Smoker e iniziano un viaggio a bordo di una sorta di pallone aerostatico alla ricerca del misterioso lembo di terra.

Dopo non molto, gli Smoker riescono a rintracciare Mariner e i fuggitivi, mettendo a rischio la vita di Enola, che viene rapita. Mariner, allora, si lancia al salvataggio della bambina e parte alla volta della Exxon Valdez, la nave di Diacono: dopo un confronto tra i due, fa saltare in aria il fortino del nemico, non prima di aver salvato Enola ed essere scappato grazie a Gregor.

Diacono, però, non molla, e cerca di affondare il pallone aerostatico. Nell’assalto, Enola perde l’equilibrio e cade in acqua. Mariner improvvisa una sorta di bungee jump con delle corde, e riesce in un colpo solo a salvare la bambina e mettere fuori gioco Diacono, che muore schiantandosi contro le moto d’acqua dei suoi scagnozzi. Tolta di mezzo l’unica minaccia sul loro cammino, i protagonisti continuano il viaggio, fino a che Gregor non riesce a decifrare il tatuaggio di Enola. Si tratta di coordinate, che una volta seguite permettono al gruppo di giungere finalmente all’agognata Dryland. Una volta arrivati su Dryland, tra l’entusiasmo generale, il gruppo si sposta rapidamente all’interno dell’isola, fino a trovare una capanna. Al suo interno osservano due scheletri e, vicino a loro, alcuni fogli che ricordano il disegno impresso su Enola. Si tratta dei genitori della bambina, che sembra comprendere fin da subito quanto sta avvenendo.

Mariner, intanto, capisce che il suo posto non è sulla terra. Grazie a una nuova imbarcazione di fortuna, decide quindi di lasciare la compagnia, e ripartire alla volta delle acque. Dopo aver salutato tutti, il protagonista si sofferma a parlare con Helen: tra i due, infatti, si era instaurato un rapporto piuttosto profondo. Dopo essersi scambiati un tenero bacio, l’eroe sale sulla sua imbarcazione, in cerca della sua nuova avventura. Mariner sente di non essere in grado di vivere una vita stabile sulla terraferma: il suo destino è sul mare, in solitudine, verso avventure ancora da scoprire. Helen ed Enola, salite su un’altura, osservano Mariner prendere il largo.

ProduzioneModifica

Il film è stato girato fra le Hawaii (Kawaihae Harbor, Waipi'o Valley), contribuendo per oltre 35 milioni di dollari all'economia di quello Stato, e la California (Santa Catalina Island, Huntington Beach, Los Angeles).

Le varie difficoltà incontrate nel corso delle riprese condussero a un esteso sforamento del budget, portandolo ad essere il film più costoso prodotto all'epoca,[3] con un costo stimato di oltre 175 milioni di dollari.

I dialoghi fanno uso di PortoGrechese (PortuGreek), una lingua commerciale di fantasia usata dagli abitanti del mondo di Waterworld per comunicare. Dal nome si può supporre che sia costituita da una mescolanza di portoghese e greco[5].

AccoglienzaModifica

Con un budget calcolato in 175 milioni di dollari, il film ne ricavò solamente 88 al botteghino negli Stati Uniti, il che gli fece guadagnare nell'immediato la fama di produzione cinematografica molto sopravvalutata;[4] il film in realtà andò molto meglio all'estero, con un ricavo di 176 milioni di dollari nei cinema degli altri paesi (per un totale 264 milioni)[6] e buoni risultati anche nel circuito dell'home video con le successive vendite di VHS e DVD.[3]

Il film fu candidato ai Premi Oscar 1996 per il miglior sonoro, ma anche a quattro ironici premi Razzie Awards, tra cui quelli per il peggiore film, peggiore attore (Kevin Costner) e peggiore regista, mentre a Dennis Hopper fu assegnato un Razzie Awards al peggior attore non protagonista.

RiconoscimentiModifica

AttrazioneModifica

Waterworld: A Live Sea War Spectacular è un'attrazione degli Universal Studios Hollywood e Universal Studios Japan, basata sul film. L'attrazione fu inaugurata contemporaneamente all'uscita della pellicola ed è una breve rinarrazione interpretata da stuntman con molti effetti speciali, compreso l'atterraggio dell'aereo in mare.

Slogan promozionaliModifica

  • «Beyond the horizon lies the secret to a new beginning. »
    «Oltre l'orizzonte è nascosto il segreto per un nuovo inizio.»

CuriositàModifica

Durante la lettura del tatuaggio sulle spalle di Enola, Diacono si avvicina ad una fotografia[7], dicendole Capitano San Joe ci siamo, dopo secoli e secoli di buio[8]. Sotto la fotografia si legge che il Capitano San Joe è Joe Hazelwood, capitano della petroliera Exxon Valdez nel 1989, durante quella che fu considerata una delle più grandi fuoriuscite di petrolio della storia. Successivamente, durante l'affondamento della petroliera di Diacono, quest'ultima risulta essere proprio la Exxon Valdez.

NoteModifica

  1. ^ WATERWORLD (12), British Board of Film Classification, 26 luglio 1995. URL consultato il 24 maggio 2012.
  2. ^ (EN) Jason P. Vargo, Waterworld (Extended Edition) DVD Review, su IGN, 12 novembre 2008.
  3. ^ a b c / Forbes.com staff, Hollywood's Most Expensive Movies, Forbes.com, 2006. URL consultato il 12 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2013).
  4. ^ a b Best Summer Ever: Waterworld Is Not a Flop, I've Seen It | Culture Blues
  5. ^ (EN) about waterworld, su cosplaxy.com, 14 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
  6. ^ Waterworld (1995) - Box Office Mojo
  7. ^ Foto tratta dal film (JPG), su synthesis.net, 6 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2012).
  8. ^ Tratta dalla traduzione italiana del film

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica