Apri il menu principale
Laodicea di Frigia
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Laodicensis in Phrygia
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Laodicea di Frigia
Mappa della diocesi civile di Asia (V secolo)
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita ?
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Laodicea di Frigia
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche
Basilica cristiana di Laodicea, costruita sulle antiche terme romane.
Resti della città di Laodicea al Lico.

L'arcidiocesi di Laodicea di Frigia (in latino: Archidioecesis Laodicensis in Phrygia) è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

Laodicea di Frigia, le cui rovine si trovano nei pressi del villaggio di Eskihisar vicino alla città di Denizli nell'odierna Turchia, è l'antica sede metropolitana della provincia romana della Frigia Pacaziana nella diocesi civile di Asia e nel patriarcato di Costantinopoli.

Laodicea fu centro di un'antica comunità cristiana, le cui origini risalgono agli albori del cristianesimo. La città è menzionata più volte da san Paolo nelle sue lettere, e sembra fosse destinataria di una delle sue epistole, la cosiddetta lettera ai Laodicesi, come testimoniato dalla lettera ai Colossesi (4,16). Lo stesso testo di Colossesi (4,17) menziona il discepolo Archippo, che nella tradizione cristiana è considerato il primo vescovo di Laodicea. Nella lettera a Filemone (v. 2) questi è chiamato da san Paolo compagno d'armi.

La comunità di Laodicea è anche menzionata fra le Sette Chiese dell'Asia cui è indirizzato il libro dell'Apocalisse (3,14-22). Il destinatario dei rimproveri dell'Apocalisse è identificato dal Lequien con quel Diotrefe di cui parla la terza lettera di Giovanni (vv. 9-10).

Il Martirologio romano, alla data del 6 ottobre, menziona il vescovo Sagara, che fu uno degli antichi discepoli di san Paolo: « Laodiceae, in Phrygia, beati Sagaris, Episcopi et Martyris; qui exstitit unus de antiquis Pauli Apostoli discipulis ».[1]

A Laodicea fu tenuto un importante sinodo per la storia della vita interna della Chiesa. Fu celebrato all'incirca nella seconda metà del IV secolo e prese decisioni non su questioni di fede e di dottrina, ma unicamente su questioni disciplinari e liturgiche. Furono decretati 60 canoni miranti a: mantenere un ordine tra vescovi, clero e laici; a far applicare un comportamento modesto dei chierici e dei laici; a regolare il rapporto con gli eretici, gli ebrei e i pagani; a bandire il mantenimento del sabato ebraico e incoraggiare la domenica; alla strutturazione delle pratiche liturgiche con l'eliminazione di pratiche magiche o idolatriche; a regolare la cerimonia del battesimo, con le relative istruzioni per i catecumeni e i neofiti; a fissare il canone dei Libri sacri che si possono leggere in chiesa.

Nella Notitia Episcopatuum attribuita allo pseudo-Epifanio e composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Laodicea è elencata al 21º posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli e le sono attribuite 17 diocesi suffraganee.[2] Nella Notitia attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) Laodicea è scesa al 22º posto fra le metropolie del patriarcato, e le diocesi suffraganee sono diventate 21.[3] L'arcidiocesi è documentata nelle Notitiae Episcopatuum fino al XIV secolo.

Oggi Laodicea di Frigia è annoverata tra le sedi arcivescovili titolari della Chiesa cattolica; il titolo non è più assegnato dal 25 giugno 1968.

CronotassiModifica

Arcivescovi greciModifica

  • Sant'Archippo
  • Ninfa †
  • Diotrefe ? †
  • San Sagara †
  • Sisinnio I †
  • Eugenio † (inizio IV secolo)
  • Nunechio I † (prima del 314 - dopo il 325)[4]
  • Nonnio † (menzionato nel 343/344)[5]
  • Checropio † (? - dopo il 351 nominato arcivescovo di Nicomedia)[6]
  • Aristonico † (menzionato nel 431)[7]
  • Nunechio II † (prima del 449 - dopo il 458/459)[8]
  • Giovanni † (menzionato nel 553)[9]
    • Tolomeo ? † (prima del 567 - dopo il 571 deposto) (vescovo monofisita)[10]
  • Aimilio † (circa VII secolo)[11]
  • Tiberio † (menzionato nel 680)
  • Eustazio † (menzionato nel 787)[12]
  • Anonimo
  • Teodoro † (? - prima dell'869 nominato arcivescovo di Stauropoli)
  • Sisinnio II † (menzionato nell'869)
  • Paolo † (menzionato nell'879)
  • Simeone I † (menzionato nell'879)
  • Anastasio † (circa X-XI secolo)[13]
  • Simeone II † (circa X-XI secolo)[14]

Arcivescovi titolariModifica

I vescovi di Laodicea di Frigia appaiono confusi con i vescovi di Laodicea di Siria, Laodicea al Libano e di Laodicea Combusta, perché nelle fonti citate le cronotassi delle quattro sedi non sono distinte.

NoteModifica

  1. ^ Dal Martirologio romano sul sito della Santa Sede.
  2. ^ Jean Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae. Texte critique, introduction et notes, Parigi 1981, pp. 210-211, nnº 312-329.
  3. ^ Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, pp. 280-281, nnº 388-409.
  4. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 726-727.
  5. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 724-725.
  6. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 574.
  7. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 169-170.
  8. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 727-731.
  9. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 492-493.
  10. ^ Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 828-829.
  11. ^ Catalogue of Byzantine Seals at Dumbarton Oaks and in the Fogg Museum of Art, vol. III, 1996, p. 36. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 84.
  12. ^ Jean Darrouzès, Listes épiscopales du concile de Nicée (787), in Revue des études byzantines, 33 (1975), p. 13.
  13. ^ Vitalien Laurent, Le corpus des sceaux de l'empire Byzantin, vol. V/1, Paris 1963, nº 528.
  14. ^ Vitalien Laurent, Le corpus des sceaux de l'empire Byzantin, vol. V/1, Paris 1963, nº 529.
  15. ^ a b c d e f g h i j Vescovo suffraganeo di Cracovia
  16. ^ Nella bolla di nomina è scritto: ecclesia Laodicensis in Syria sub metropolita Damascena.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica