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BiografiaModifica

Era figlia del re Alfonso X di Castiglia e della principessa Violante d'Aragona. I suoi nonni paterni erano Ferdinando III di Castiglia e Beatrice di Svevia, mentre quelli materni erano Giacomo I d'Aragona e Iolanda d'Ungheria.

Le Cortes riunitesi a Toledo nel 1254 la riconobbero erede al trono di Castiglia, in quanto suo padre non aveva ancora avuto un erede maschio[1]. In Castiglia infatti non vigeva la legge salica. Nell'autunno dello stesso anno nacque sua sorella Beatrice, che indusse Alfonso X a considerare la possibilità che sua figlia Berengaria potesse diventare regina.

Le trattative matrimoniali coinvolsero Berengaria già in tenera età: suo padre pensò di darla in sposa al figlio del re Luigi IX di Francia, il delfino Luigi Capeto[2]. Il fidanzamento non venne sciolto nemmeno quando Alfonso ebbe l'insperato figlio maschio Ferdinando nato il 23 ottobre 1255. Il fidanzamento venne sciolto per la morte del delfino nel 1260.

Nelle sue volontà testamentarie scritte pochi mesi prima della sua morte, Alfonso X dedicò alcune clausole alla sua primogenita assegnandole alcune rendite e confermandole il possesso della signoria di Guadalajara.

Pervenne molti anni dopo a Berengaria la proposta di matrimonio del sultano d'Egitto ma l'infanta, fervente cattolica[3], rifiutò di sposare un musulmano e preferì abbracciare la vita monastica: entrò nel Monastero di Santa María la Real de Las Huelgas a Burgos.

A Guadalajara Berengaria fondò il convento di Santa Chiara de Toro[4].

AscendenzaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b González Jiménez,  p. 79
  2. ^ González Jiménez,  pp. 80-81
  3. ^ Arco y Garay,  p. 52
  4. ^ Castile

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica