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Borso d'Este
Principe di Modena e Reggio
Stemma
Nascita Modena, 1605
Morte Castel San Giovanni, 28 dicembre 1657
Dinastia Este
Padre Cesare d'Este
Madre Virginia de' Medici
Figli Luigi
Foresto Francesco
Cesare Ignazio
Giulia Teresa
Angela Maria Caterina
Religione Cattolica

Borso d'Este (Modena, 1605Castel San Giovanni, 28 dicembre 1657) è stato un nobile italiano di Casa d'Este dei duchi di Modena e Reggio.

Indice

BiografiaModifica

Borso Francesco nacque a Modena nel 1605 dal duca Cesare d'Este e da Virginia de' Medici.

Nel 1622 Borso risulta commendatario dell'Abbazia dei SS. Leonardo e Apollonio di Canossa; tre anni dopo, nel 1625 rinuncia all'abito religioso, lasciando la Badia di Pomposa e l'arcipretura di Bondeno. Borso si trasferì pertanto nei territori germanici e lì frequenterà accademie militari dell'esercito imperiale; nel 1632 Borso sarà al comando di un reggimento di fanteria nella Battaglia di Lützen in Sassonia-Anhalt, che vedrà contrapposte le truppe imperiali con l'esercito svedese di Re Gustavo II Adolfo di Svezia[1].

Ducato di Modena e Reggio
Este

Cesare
Figli e nipoti
Alfonso III
Figli
Francesco I
Alfonso IV
Francesco II
Rinaldo
Francesco III
Figli
Ercole III
Figli
Modifica

La morte del sovrano svedese sul campo di battaglia offrirà a Borso l'importante ruolo di portare la notizia alla corte del Sacro Romano Impero.

Tra il 1633 ed il 1634 Borso è impegnato nella battaglia di Nordlingen in Baviera.

Nel 1634 Borso si recherà a Praga per sfidare a duello Albrecht wenzel Eusebius von Wallenstein. Il duello probabilmente generato da un'accusa di fellonia. Nel 1640 Borso viene richiamato nei territori estensi dal duca Francesco I d'Este per combattere contro le truppe spagnole, mossesi e discese dal Ducato di Milano[2].

Il 20 aprile 1641 Borso acquistò il Palazzo Ducale di Rivalta a Reggio Emilia; tra il 1641 ed il 1644 il Palazzo verrà ristrutturato ed ampliato.[3].

Borso si innamorerà della nipote Ippolita, figlia illegittima (in seguito legittimata) del fratello Luigi. Le trattative matrimoniali causarono non poco scandalo alla corte estense, sia per il fatto che Borso era lo zio di Ipollita, sia per il fatto che questa, essendo figlia illegittima, non era sufficientemente di rango per contrarre un matrimonio dinastico con un principe estense. Borso tuttavia fu fermo nell'intendimento e il fratello Luigi agevolò le intenzioni del fratello.

Il 24 aprile 1647 il duca Francesco I d'Este legittimò Ippolita, creandola principessa di Casa d'Este. Papa Innocenzo X con apposita bolla concederà la "Dispensa della parentela", per superare gli impedimenti formali, dovuti alla parentela dei futuri sposi. Borso ed Ippolita si sposeranno nella Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria di Scandiano[4].

Nel 1647 Borso acquisterà metà del feudo di Scandiano.

Tra il 1647 ed il 1657 Borso ed Ippolita soggiorneranno quasi sempre nella delizia estense del Palazzo Ducale di Rivalta a Reggio Emilia[5].

Morì nel 1657 a Castel San Giovanni, durante l'assedio estense ad Alessandria[6].

Borso ed Ippolita generarono la breve linea del ramo cadetto degli Este di Scandiano.

DiscendenzaModifica

Sposò nel 1647 Ippolita d'Este; figlia illegittima (legittimata nel 1647) di Luigi I d'Este e di una donna rimasta sconosciuta. Dal matrimonio nacquero cinque figli:

AscendenzaModifica

Borso d'Este Padre:
Cesare d'Este
Nonno paterno:
Alfonso d'Este
Bisnonno paterno:
Alfonso I d'Este
Trisnonno paterno:
Ercole I d'Este
Trisnonna paterna:
Eleonora d'Aragona
Bisnonna paterna:
Laura Dianti
Trisnonno paterno:
Francesco Boccacci Dianti
Trisnonna paterna:
?
Nonna paterna:
Giulia Della Rovere
Bisnonno paterno:
Francesco Maria I Della Rovere
Trisnonno paterno:
Giovanni Della Rovere
Trisnonna paterna:
Giovanna da Montefeltro
Bisnonna paterna:
Eleonora Gonzaga Della Rovere
Trisnonno paterno:
Francesco II Gonzaga
Trisnonna paterna:
Isabella d'Este
Madre:
Virginia de' Medici
Nonno materno:
Cosimo I de' Medici
Bisnonno materno:
Giovanni dalle Bande Nere
Trisnonno materno:
Giovanni il Popolano
Trisnonna materna:
Caterina Sforza
Bisnonna materna:
Maria Salviati
Trisnonno materno:
Jacopo Salviati
Trisnonna materna:
Lucrezia de' Medici
Nonna materna:
Camilla Martelli
Bisnonno materno:
Antonio Martelli
Trisnonno materno:
Domenico Martelli
Trisnonna materna:
Fioretta Pitti
Bisnonna materna:
Fiammetta Soderini
Trisnonno materno:
Niccolò Soderini
Trisnonna materna:
Maddalena Ricasoli

BibliografiaModifica

  • Anna Maria Manzini, Giovanni Prampolini, Angela Maria Caterina d'Este - Sorella dei marchesi di Scandiano. Principessa di Savoia-Carignano, Comune di Scandiano, 2011.
  • Walter Baricchi, Alberto Cadoppi, Il Palazzo Ducale di Rivalta - La perduta Versailles reggiana. Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, 2016.

NoteModifica

  1. ^ Anna Maria Manzini - Giovanni Prampolini, Angela Maria Caterina d'Este - Sorella dei Marchesi di Scandiano. Principessa di Savoia-Carignano, Comune di Scandiano, 2011, p. 47.
  2. ^ Anna Maria Manzini - Giovanni Prampolini, Angela Maria Caterina d'Este - Sorella dei Marchesi di Scandiano. Principessa di Savoia-Carignano, Comune di Scandiano, 2011, p. 48.
  3. ^ Walter Baricchi - Alberto Cadoppi, Il Palazzo Ducale di Rivalta - La perduta Versailles reggiana, Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, 2016, pp. 25-26.
  4. ^ Anna Maria Manzini - Giovanni Prampolini, Angela Maria Caterina d'Este - Sorella dei Marchesi di Scandiano. Principessa di Savoia-Carignano, Comune di Scandiano, 2011, p. 53.
  5. ^ Walter Baricchi - Alberto Cadoppi, Il Palazzo Ducale di Rivalta - La perduta Versailles reggiana, Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, 2016, p. 34.
  6. ^ Walter Baricchi - Alberto Cadoppi, Il Palazzo Ducale di Rivalta - La perduta Versailles reggiana, Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, 2016, p. 35.
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