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Guerra di successione

una guerra causata da una crisi di successione nella quale due o più individui hanno contemporaneamente diritto a succedere ad un monarca morto o deposto
Dopo la morte di Carlo II di Spagna, Luigi XIV di Francia proclama suo nipote Filippo d'Angiò nuovo sovrano spagnolo (novembre 1700), dando inizio alla Guerra di successione spagnola (1701–1714).

Una guerra di successione è una guerra causata da una crisi di successione nella quale due o più individui hanno contemporaneamente diritto a succedere ad un monarca morto o deposto. I rivali sono tipicamente supportati da fazioni anche all'interno della stessa corte reale. Potenze straniere possono intervenire, alleandosi con una fazione, fatto che spesso rende ancora più complessa la guerra.

Indice

AnalisiModifica

TerminologiaModifica

In storiografia e letteratura, una guerra di successione può riferirsi anche ad una "disputa di successione", ad una "lotta dinastica", un "conflitto intestino", una "guerra fratricida" o una combinazione di uno o più di questi termini. Non tutti questi necessariamente descrivono un conflitto armato, ad ogni modo, la disputa può essere risolta anche con la guerra. Le guerre di successione sono spesso indicate come "guerre civili", dal momento che spesso esse possono coinvolgere divisioni interne a determinati paesi.[1]

ElementiModifica

 
Per ereditare la contea d'Olanda, Ada sposò frettolosamente Luigi prima che suo padre fosse sepolto, dando così inizio alla Guerra di Loon.[2]

Una guerra di successione è una guerra civile che comporta la lotta per un trono, quindi in un contesto monarchico. Essa può cambiare la geografia o le casate regnanti o può riportare alla situazione precedente alla guerra stessa. Una guerra di successione può portare anche al riconoscimento internazionale del passaggio di una determinata dinastia ad un determinato trono (al di la di qualsiasi discussione o valore legale), o quando un monarca è dichiarato incapace di governare o insano di mente e quindi deposto. Dopo la morte o la deposizione del monarca in carica, spesso diversi pretendenti si presentano a reclamarne la corona, perché imparentati o perché possiedono dei diritti ereditari o hanno concluso un trattato con tali effetti. La maggior parte delle volte i vari pretendenti cercano alleanze con la nobiltà o qualcuno che li possa supportare nella loro lotta per il trono. Dopo che vengono provate tutte le opzioni diplomatiche o per eliminazione (ad esempio per assassinio o arresto) segue il conflitto militare.[3]

Alcune guerre di successione sono scoppiate nei secoli per delle eredità femminili, tradizione comunque non presente in egual modo in tutti i paesi.[4] Spesso un governante che non ha figli, ma ha una o più figlie, prova a mutare le leggi di successione di modo che una figlia possa succedergli. Alcuni di questi provvedimenti sono stati dichiarati non validi dagli oppositori, invocando la tradizione locale.

In molti casi le guerre di successione interessarono anche dei principati vescovili. Anche se questi erano a tutti gli effetti monarchie elettive senza successione ereditaria, l'elezione di un principe-vescovo poteva essere fortemente influenzata da interessi dinastici delle famiglie coinvolte, ciascuna proponente il proprio candidato. In caso di disaccordo sui risultati dell'elezione, era possibile il susseguirsi di una guerra per risolvere i conflitti.

Talvolta può essere difficile determinare se una guerra sia puramente o primariamente una guerra di successione, o se vi siano altri interessi in gioco che sfruttino il conflitto interno come ad esempio ideologie (religioni, secolarismo, nazionalismo, liberalismo, conservatorismo, economia, territorio, ecc.). Molte guerre non sono chiamate "di successione" perché la successione ereditaria non ne è una parte significativa, pur essendo presente. Similarmente, alcune guerre possono essere indicate solo come "guerra di successione" mentre la successione sia la causa primaria.

PolemologiaModifica

Le origini di una guerra di successione risiedono nel sistema di governo feudale o assolutista, nel quale le decisioni circa guerra o pace potevano essere prese da un singolo sovrano senza il consenso del popolo. Le politiche dei rispettivi regnanti erano condotte principalmente tenendo presente gli interessi dinastici propri. Lo storico tedesco Johannes Kunisch (1937–2015) disse a tal proposito: "Le potenze trainanti erano le leggi dinastiche ed il prestigio del potere, l'espansione del potere, ed il desiderio di automantenersi."[1] Inoltre, la coerenza legale e politica delle varie province di un "territorio statale" spesso consisteva meramente in un governante comune. I primi sistemi di governo erano basati sulle dinastie, l'estinzione delle quali portava inevitabilmente ad una crisi di stato. La composizione delle istituzioni di governo delle varie province e territori inoltre rendeva più semplice le divisioni in caso di conflitto, perché ognuna poteva essere reclamata come parte singola da un monarca straniero per i motivi più svariati.[5]

Per intraprendere una guerra era necessaria una giustificazione (Jus ad bellum). Questi argomenti potevano essere posti in essere anche dopo la dichiarazione di guerra, ad indicare che essi erano meramente una scusa per prendere le armi. Come ha evidenziato l'avvocato olandese Huig de Groot (1583–1645), questo rendeva chiaro come all'epoca non vi fosse altra via per risolvere tali problematiche.[6] Le pretese a titoli legali di una sfera dinastica erano una buona ragione per una guerra, dal momento che le relazioni internazionali erano basate essenzialmente su politiche di eredità e matrimoni per tutto il periodo dell'Ancien Régime, cause che spesso intervenivano direttamente nelle guerre di successione. Trattati che portavano collegamenti ereditari, pegni e trasferimenti, rendevano le relazioni ancora più complicate e potevano essere utilizzate anche dai vari pretendenti per far valere le loro ragioni. Altro punto fondamentale era la perenne conflittualità tra case regnanti. Al primo posto veniva l'urgenza dei principi contemporanei di ottenere la "gloria" per loro stessi.[5]

Dopo numerosi conflitti famigliari, il principio della primogenitura originatosi nell'Europa occidentale nell'XI secolo, si diffuse nel resto dell'Europa (ad eccezione della Russia) tra XII e XIII secolo; non si esportò mai al di fuori dell'Europa.[7] Ad ogni modo, questo non prevenne lo scoppio di guerre di successione. Un vero e proprio susseguirsi di guerre di successione scoppiò in Europa tra la Guerra dei trent'anni (1618–1648) e le Guerre delle coalizioni (1792–1815).[8] Secondo lo storico tedesco Heinz Duchhardt (1943) lo scoppio delle guerre di successione nel periodo della prima età moderna venne stimolato da una parte dall'incertezza sui regolamenti delle successioni ereditarie di fronte all'emergente diritto internazionale. Sull'altro fronte vi era anche una mancanza di ragioni effettive per riconoscerle.[9]

Secondo lo statista inglese Henry Brougham (Lord cancelliere 1830–34), vi furono molteplici e lunghe guerre di successione in Europa tra il 1066 e la Rivoluzione francese (1789–99) di tutte le altre guerre messe insieme. "Una guerra di successione è la più lunga delle guerre. I principi ereditari hanno vita perenne – [mentre] una guerra di elezione è sempre breve, e non si ravvia mai," scriveva, proponendo la monarchia elettiva per la risoluzione del problema.[10]

Nell'Impero moghul non vi era ad esempio la tradizione della primogenitura.[11] Al contrario era costume che i figli detronizzassero il loro padre e che guerreggiassero tra loro per accaparrarsi il trono.[12]

Elenco delle guerre di successioneModifica

Nota: le guerre di successione sono menzionate sotto il principale continente dove era collocata la capitale dello stato di origine della guerra. I nomi delle guerre sono quelli maggiormente diffusi dagli storici o dalla tradizione locale; le altre, la cui esistenza è stata provata ma non hanno nomi specifici, sono comunque indicate con la specifica di "incerta". I conflitti principali sono indicati al primo punto, mentre i conflitti direttamente collegati o derivati sono indicati con un secondo punto come rientrati nella disposizione grafica.

AfricaModifica

 
I diadochi di Alessandro Magno battagliarono per la sua eredità politica per i 46 anni successivi alla sua morte.

AsiaModifica

Asia anticaModifica

 
Gli Stati Combattenti, ciascuno reclamante la corona col tentativo di unire la Cina sotto la propria insegna.
 
Le Guerre dinastiche seleucidi minarono il grande Impero seleucide e contribuirono alla sua caduta.

Asia medievaleModifica

 
Originariamente un conflitto politico per la Successione di Maometto, La Prima Fitna divenne la base della divisione religiosa tra sunniti e sciiti.

Prima età moderna in AsiaModifica

 
Guerra del 1657–61. Gli imperatori moghul vennero spesso detronizzati dai loro figli, i quali poi guerreggiavano l'un l'altro per accaparrarsi il trono.[12]
 
Mir Jafar sconfitto agli inglesi durante la Battaglia di Plassey, ottenne comunque la nomina a nuovo nawāb del Bengala.

Asia modernaModifica

 
Carica della cavalleria olandese durante la spedizione di Bone del 1859 a Sulawesi.

EuropaModifica

Europa anticaModifica

       
L'anno dei quattro imperatori: una guerra di successione
tra Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano.

Primo medioevo in EuropaModifica

 
Fontenoy confermò la ripartizione della Francia tra i tre figli dell'imperatore Ludovico il Pio.

Europa altomedievaleModifica

 
Nel 1066, Guglielmo di Normandia tentò di forzare le sue pretese sul trono inglese.

Europa tardo-medievaleModifica

 
La Guerra dei Cent'anni sorse quando il re inglese avanzò pretese sul trono francese.
 
La battaglia di Strietfield del 1388 assicurò Lüneburg alla casa dei Guelfi.
 
I monarchi cattolici della "Spagna" unita dopo la Guerra di successione castigliana.

Prima età moderna in EuropaModifica

 
La Guerra di successione di Jülich divenne una guerra europea, dal momento che il futuro bilanciamento religioso delle potenze dipendeva da essa.
 
Durante la Guerra di successione spagnola, una grande coalizione europea tentò di tenere la Spagna al di fuori delle mani francesi.

Europa modernaModifica

Nord AmericaModifica

  • Guerra di successione Tepanec (1426–1428), dopo la morte di re Tezozómoc di Azcapotzalco; questa portò alla formazione della Triplice alleanza anti-Tepanec, meglio conosciuta come Impero azteco[48]

Sud AmericaModifica

Guerre di successione fittizieModifica

  • The Succession Wars, gioco di guerra dell'universo di BattleTech
  • The Successions, guerre civili della monarchia di Andor in The Wheel of Time
  • Il libro di George R.R. Martin A Song of Ice and Fire e l'adattamento TV Game of Thrones illustra la Guerra dei cinque re, basata su cinque concorrenti al medesimo trono dopo la morte di re Robert Baratheon. Un'altra è la Guerra di successione di Targaryen, meglio conosciuta come La danza dei dragoni.
  • Nel mondo fantastico di J. R. R. Tolkien, la Terra di Mezzo, ebbero luogo diverse guerre di successione, come ad esempio:
    • La Guerra di Angmar (T.A. 861–1975), dopo la morte di re Eärendur di Arnor nel T.A. 861 quando il regno venne diviso tra i suoi tre figli, fondando i reami rivali di Arthedain, Cardolan e Rhudaur. La linea di Eärendur si estinse in Cardolan e Rhudaur, re Argeleb I di Arthedain intese riunire Arnor nel T.A. 1349 e venne riconosciuto sovrano a Cardolan, ma quando il re-stregone di Angmar intervenne, annetté Rhudaur, si vendicò di Cardolan ed assediò la capitale di Arthedain, Fornost. Nel T.A. 1973–1975, Arthedain venne infine distrutto; a loro volta le armate degli Uomini di Gondor e degli Elfi di Lindon riuscirono a sconfiggere Angmar nella Battaglia di Fornost ed a scacciarne il sovrano, mentre il regno di Arnor non venne mai più restaurato sino alla Quarta Età.

NoteModifica

  1. ^ a b (DE) Johannes Kunisch, Staatsverfassung und Mächtepolitik - Zur Genese von Staatenkonflikten im Zeitalter des Absolutismus (Berlin 1979), p. 16.
  2. ^ a b (NL) Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "Ada". Microsoft Corporation/Het Spectrum.
    Willem Jan Frans Nuyens, Algemeene geschiedenis des Nederlandschen volks: van de vroegste tijden tot op onze dagen, Volumes 5-8, Amsterdam, C.L. van Langenhuysen, 1873, pp. 80-81. URL consultato il 7 gennaio 2017.
  3. ^ (NL) Ronald P. de Graaf, Oorlog om Holland, 1000-1375, Hilversum, Uitgeverij Verloren, 2004, p. 310, ISBN 978-90-6550-807-2. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  4. ^ (NL) Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "zwaardleen"; "spilleleen". Microsoft Corporation/Het Spectrum.
  5. ^ a b (DE) Johannes Kunisch, La guerre - c’est moi! - Zum Problem der Staatenkonflikte im Zeitalter des Absolutismus, in: ders.: Fürst, Gesellschaft, Krieg - Studien zur bellizistischen Disposition des absoluten Fürstenstaates (Cologne/Weimar/Vienna 1992), pp. 21–27.
  6. ^ (DE) Heinz Duchhardt, Krieg und Frieden im Zeitalter Ludwigs XIV. (Düsseldorf 1987), p. 20.
  7. ^ Robert I. Moore, The First European Revolution: 970-1215 (2000), p. 66. Wiley-Blackwell.
  8. ^ (DE) Gerhard Papke, Von der Miliz zum Stehenden Heer - Wehrwesen im Absolutismus, in: Militärgeschichtliches Forschungsamt (publisher) Deutsche Militärgeschichte 1648–1939, Vol.1 (Munich 1983), p. 186f.
  9. ^ (DE) Heinz Duchhardt, Krieg und Frieden im Zeitalter Ludwigs XIV. (Düsseldorf 1987), p. 17.
  10. ^ Henry Brougham, Lord Brougham's Polical Philosophy, in The Edinburgh Review, 81-82, 1-2, 1845, p. 11.
  11. ^ Satish Chandra, Medieval India: From Sultanat to the Mughals, vol. 2, Har-Anand Publications, 2005, pp. 267–269, ISBN 978-81-241-1066-9. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  12. ^ a b c Claude Markovits (a cura di), A History of Modern India, 1480–1950, 2ª ed., London, Anthem Press, 2004 [First published 1994 as Histoire de l'Inde Moderne], p. 96, ISBN 978-1-84331-004-4.
  13. ^ Gillespie (2013), pp. 114–115.
  14. ^ Mikaberidze (2011), pp. 89–90.
  15. ^ Mikaberidze (2011), p. xv.
  16. ^ Jaques (2007) p. 631.
  17. ^ Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "eerste eeuw. §4.2 Politieke ontwikkelingen". Microsoft Corporation/Het Spectrum.
  18. ^ a b James Lacey, Great Strategic Rivalries: From the Classical World to the Cold War, Oxford, Oxford University Press, 2016, pp. 120–121, ISBN 978-0-19-062046-2. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  19. ^ Alexander Gillespie, The Causes of War. Volume 1: 3000 BCE to 1000 CE, Oxford, Bloomsbury Publishing, 2013, p. 116, ISBN 978-1-78225-208-5. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  20. ^ Gillespie (2013), p. 117.
  21. ^ Mikaberidze (2011), p. xxxviii.
  22. ^ Mikaberidze (2011), p. 786.
  23. ^ Timothy May, The Mongol Conquests in World History, London, Reaktion Books, 2013, p. 73, ISBN 978-1-86189-971-2. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  24. ^ Kohn (2013), p. 246.
  25. ^ Kohn (2013), pp. 76–77.
  26. ^ May (2013), p. 95.
  27. ^ Jaques (2007), p. 499.
  28. ^ Mikaberidze (2011), p. 698.
  29. ^ Richards (2001), p. 94.
  30. ^ John F. Richards, The Mughal Empire, Cambridge, Cambridge University Press, 2001, p. 162, ISBN 978-0-521-56603-2. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  31. ^ a b Kohn (2013), p. 56.
  32. ^ Mikaberidze (2011), pp. 408–409.
  33. ^ Richards (2001), p. 204.
  34. ^ Mikaberidze (2011), p. lix.
  35. ^ Kohn (2013), p. 5.
  36. ^ Thomas Gibson, Islamic Narrative and Authority in Southeast Asia: From the 16th to the 21st Century, New York, Springer, 2007, p. 117, ISBN 978-0-230-60508-4. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  37. ^ (NL) Menke de Groot, Boni-expedities van 1859-1860, su Expedities van het KNIL. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  38. ^ Robert Hampson, Conrad's Secrets, London, Springer, 2012, pp. 36–37, ISBN 978-1-137-26467-1. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  39. ^ (NL) Encarta-encyclopedie Winkler Prins (1993–2002) s.v. "Lodewijk [Frankische, Roomse en (Rooms-)Duitse koningen en keizers]. §1. Lodewijk I".
  40. ^ Jaques (2007), p. 441.
  41. ^ (NL) P.C. Boeren, Hadewych en Heer Hendrik Van Breda, Leiden, E.J. Brill, 1962, pp. 28–29. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  42. ^ a b The Wars of Independence, in Scotland's History, BBC Scotland, 2014. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  43. ^ Jaques (2007), p. 530.
  44. ^ Isabella Clara Eugenia, archduchess of Austria, su Encyclopædia Britannica Online, Encyclopædia Britannica, Inc., 6 novembre 2008. URL consultato il 6 gennaio 2017.
  45. ^ Jeremy Black, A Short History of Britain, London, Bloomsbury Publishing, 2015, pp. 49–50, ISBN 978-1-4725-8668-1. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  46. ^ Kohn (2013), p. 162.
  47. ^ Kohn (2013), p. 146.
  48. ^ Michael Smith, The Aztecs, 2nd Edition, Malden, MA, Blackwell Publishing, 2009, p. 46, ISBN 0-631-23015-7.

BibliografiaModifica

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