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Helmut Berger nel 1972

Helmut Berger, all'anagrafe Helmut Steinberger (Bad Ischl, 29 maggio 1944), è un attore cinematografico e televisivo austriaco.

Indice

BiografiaModifica

Helmut Berger nacque in una famiglia di albergatori e da ragazzo frequentò un collegio nella città austriaca di Feldkirch. Successivamente lavorò per qualche tempo nel settore alberghiero e della ristorazione, pur non avendo alcun interesse nei confronti di quel genere di attività. All'età di 18 anni si trasferì a Londra, dove si mantenne con occupazioni occasionali e posando come modello, prendendo nel frattempo lezioni di recitazione. Si trasferì quindi in Italia, dove frequentò i corsi di teatro all'Università per stranieri di Perugia[1]. Si spostò successivamente a Roma, dove lavorò come modello e assistente cinematografico.

Nel 1964, durante le riprese del film Vaghe stelle dell'Orsa, incontrò il regista Luchino Visconti, evento che rappresentò il punto di svolta per la vita privata e professionale di Berger: tra i due cominciò una relazione affettiva che avrà termine solo con la morte del regista milanese. Diretto da Visconti, Berger affrontò il suo primo ruolo da attore nell'episodio La strega bruciata viva del film Le streghe (1967), mentre l'anno seguente ebbe la sua prima parte da protagonista nel film I giovani tigri (1968), diretto dal regista Antonio Leonviola.

 
Helmut Berger nei panni di Alberto Finzi-Contini ne Il giardino dei Finzi-Contini (1970)

Il successo giunse con La caduta degli dei (1969), diretto nuovamente da Visconti, il quale gli affidò la parte del nevrotico e decadente personaggio di Martin von Essenbeck[1]. Il regista gli farà poi interpretare il ruolo dell'infelice sovrano Ludovico II di Baviera nel film Ludwig (1973), nonché quello del cinico Konrad in Gruppo di famiglia in un interno (1974). Berger lavorò anche con Vittorio De Sica in Il giardino dei Finzi Contini (1970), vincitore del premio Oscar 1972 per il miglior film straniero e, sempre nel 1972, con Nelo Risi ne La colonna infame, basato sul saggio Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni. Nel 1975 fu il protagonista maschile di Salon Kitty di Tinto Brass, e l'anno dopo del film Una romantica donna inglese (1976), diretto dal regista britannico Joseph Losey.

Dopo la scomparsa di Visconti nel 1976, Berger entrò in un periodo di forte depressione (dichiarò di "essere divenuto vedovo a soli 32 anni") che, unita agli eccessi di una vita sregolata, lo costrinse a più di una sosta forzata[2], la prima nel 1977, quando rischiò di morire per eccesso di stupefacenti[1]. L'amico Claude Chabrol ingaggiò Berger nel 1980 nell'adattamento televisivo del romanzo Fantômas, anche se con molte difficoltà. L'attore dovette affrontare sia la crisi cinematografica italiana sia il proprio declino fisico, e la mancanza di scritture lo costrinse a dirigere il suo percorso lavorativo al piccolo schermo e a film di poco rilievo. Durante gli anni ottanta partecipò alla terza stagione statunitense della serie tv Dynasty[3], nel 1985 al film di guerra Cold Name: Emerald, per poi tornare in Italia nel 1989 e interpretare Egidio nello sceneggiato tv i Promessi Sposi.

Nel 1990 Francis Ford Coppola lo scritturò per Il Padrino III, affidandogli il ruolo di Frederick Keinszig, un ricco e potente banchiere svizzero, ma fu un'importante collaborazione musicale a riportare Berger alla notorietà nel 1992: lavorò infatti, con Madonna nel controverso video musicale di Erotica[4]. Nel 1993 ritrovò dopo molti anni un ruolo da protagonista nel film tedesco Ludwig 1881, interpretando ancora il personaggio di Ludovico II.

In tempi più recenti ha partecipato da protagonista al film drammatico Blutsfreundschaft (2009), presentato nel 2010 al Festival del Cinema di Berlino, in cui ha interpretato il ruolo del proprietario di una lavanderia che ha una relazione con un militante neo-nazista. Nell'ottobre del 2012 è tornato in tv nel reality televisivo tedesco Ich bin ein Star – Holt mich hier raus!, della tv RTL, apparizione che ha destato molte polemiche soprattutto per le sconcertanti condizioni fisiche in cui apparve l'attore il quale, dopo poche puntate, ha abbandonato lo show proprio per problemi di salute[5]. Nel 2013 è tornato al cinema con il film Il violinista del diavolo di Bernard Rose, mentre nel 2014 ha fatto parte del cast del film francese Saint Laurent, del regista Bertrand Bonello, in cui ha impersonato il grande stilista nei suoi ultimi anni di vita.

Da molti giornalisti e critici cinematografici oltre ai film della cosiddetta "Trilogia Tedesca", definita tale in quanto fanno trasparire una profonda conoscenza della cultura e della storia tedesca e che sono La caduta degli dei, Morte a Venezia, Ludwig, i film diretti, sempre da Luchino Visconti, nei quali Berger è protagonista, e precisamente La caduta degli Dei, Ludwig, e Gruppo di famiglia in un interno, sono definiti, data la grande interpretazione dell'attore, la "Trilogia Bergeriana".

Vita privataModifica

Berger, che parla tedesco, francese, inglese e italiano, è apertamente bisessuale. Agli inizi della carriera l'attore ebbe un'importante relazione sentimentale col regista e conte italiano Luchino Visconti, durata sino alla morte di quest'ultimo nel 1976[6]. Nel 1994, all'età di 50 anni, si sposò in gran segreto con la scrittrice e attrice Francesca Guidato. Il matrimonio fu tempestoso, principalmente a causa dei problemi di Berger con l'alcolismo e il tradimento con la colf; la coppia, separatasi nel 1997, ha continuato un rapporto altalenante fino al 2012; i due non hanno mai divorziato.[7]

Nel 2004 l'attore tornò in Austria e, smentendo le sue difficoltà economiche, andò a vivere con la madre malata, fino al decesso di quest'ultima, avvenuto nel 2009 in una clinica di Salisburgo. Intervistato da Bild nella primavera 2010, Berger dichiarò di sopravvivere con appena 200 euro al mese, l'ammontare della pensione datagli dallo stato italiano. Nell'occasione, l'attore ammise di aver speso più di quanto avesse guadagnato durante la sua carriera, lamentando anche il mancato versamento dei contributi da parte dei suoi datori di lavoro.[8]

Nell'agosto 2015 si è sposato con l'amico Florian Wess ed è stato di conseguenza denunciato dalla moglie per bigamia.[9]

Premi e riconoscimentiModifica

Berger ottenne la nomination al Golden Globe per il suo ruolo ne La caduta degli dei e vinse il David di Donatello per la sua interpretazione in Ludwig nel 1972. Nel 2011 venne premiato in Francia al Festival Lumière de Lyon con La médaille de le Ville[10]. Sempre nel 2011, ricevette il premio alla carriera al Febiofest, il secondo più importante Festival Cinematografico della Repubblica Ceca.

FilmografiaModifica

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Il chi è del cinema, Vol. I, De Agostini, 1984, pag. 44
  2. ^ Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 99
  3. ^ Les Inrocks - Helmut Berger: la mélancolie d'une icône
  4. ^ Pozzi Gloria, Questa è la Madonna dei mille peccati, RCS MediaGroup, 3 ottobre 1992, Corriere della Sera, p. 35. URL consultato il 25 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2014).
  5. ^ (DE) Im Gestrüpp der finsteren Seele, 12 gennaio 2012, Der Spiegel. URL consultato il 25 maggio 2014.
  6. ^ Grassi Giovanna, Helmut Berger: marito tranquillo dopo mille eccessi, RCS MediaGroup, 24 novembre 1994, Corriere della Sera, p. 35. URL consultato il 25 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2014).
  7. ^ «L'alcol, gli uomini, il sesso con la colf». Gli eccessi di Helmut Berger | Altri Mondi
  8. ^ Alberto Del Grosso, Chi è Helmut Berger?, 16 settembre 2012, Positanonews. URL consultato il 25 maggio 2014.
  9. ^ Valerio Cappelli, Berger nei guai per le nozze gay. La moglie: è bigamo, lo denuncio, 6 ottobre 2015, corriere.it. URL consultato l'8 ottobre 2015.
  10. ^ (FR) Jean-Marc Le Scouarnec, Helmut Berger : "La beauté est superficielle", Groupe La Dépêche, 8 giugno 2011, La Dépêche du Midi. URL consultato il 25 maggio 2014.

BibliografiaModifica

  • Helmut Berger - Ein Leben in Bildern, Schwarzkopf + Schwarzkopf (novembre 2012)
  • Helmut Berger (con Holde Heuer), Ich. Die Autobiographie, Ullstein, Monaco 1998.
  • Paola-Ludovika Coriando, La poesia del volto: ritratto di Helmut Berger attore viscontiano, in: "Cineforum", n. 452 (marzo 2006).

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Collegamenti esterniModifica

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