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Ingemar Stenmark

sciatore alpino svedese in attività dal 1973 al 1989
Ingemar Stenmark
Ingemar Stenmark (1979).jpg
Ingemar Stenmark nel 1979
Nazionalità Svezia Svezia
Altezza 181[senza fonte] cm
Peso 75[senza fonte] kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Slalom gigante, slalom speciale
Squadra Tärna IK Fjällvinden[1]
Ritirato 1989
Palmarès
Olimpiadi 2 0 1
Mondiali 5 1 1
Coppa del Mondo 3 trofei
Coppa del Mondo - Slalom 8 trofei
Coppa del Mondo - Gigante 8 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Jan Ingemar Stenmark (Joesjö, 18 marzo 1956) è un ex sciatore alpino svedese.

Con 86 successi in Coppa del Mondo (46 in slalom gigante e 40 in slalom speciale), ottenuti tra il 1974 e il 1989, è lo sciatore più vincente nella storia dello sci alpino. Nel suo palmarès vanta inoltre due titoli olimpici, cinque iridati, tre Coppe del Mondo generali e quindici di specialità. È considerato il più grande sciatore di tutti i tempi nelle discipline tecniche (slalom e gigante)[2] . L'asteroide Stenmark è stato così chiamato in suo onore.

BiografiaModifica

Nato in Lapponia, a Joesjö[3] (comune di Storuman, nella provincia di Norrland), la sua famiglia si trasferì in seguito nella vicina Tärnaby quando Stenmark aveva quattro anni[4] e divenne amico di un altro ragazzino, Stig Strand, che avrebbe poi vinto la Coppa del Mondo di slalom speciale[5]. Quattro anni dopo partecipò al Trofeo Topolino classificandosi 14º[4]. Fu scoperto giovanissimo dal tecnico italiano Ermanno Nogler, che lo seguì per tutta la carriera e con il quale formò una coppia indissolubile, tanto che i due si ritirarono insieme dal Circo bianco[6].

Stagioni 1974-1975Modifica

L'atleta svedese, che decise con scelta innovativa di affidarsi per la fornitura degli sci alla ditta jugoslava Elan[2][7], esordì in Coppa del Mondo a diciassette anni, l'8 dicembre 1973 sul classico tracciato di Val-d'Isère in Francia, giungendo 46º in slalom gigante. Nella stessa stagione, nel febbraio dell'anno seguente, partecipò per la prima volta a una rassegna iridata, i Mondiali tenutisi a Sankt Moritz; in quell'occasione ottenne il 9º posto nello slalom gigante. Nemmeno un mese dopo, il 2 marzo, salì non ancora diciottenne per la prima volta sul podio in Coppa del Mondo nella stessa specialità a Voss, in Norvegia, giungendo 3º alle spalle dell'italiano Gustav Thöni, suo futuro grande rivale, e dell'austriaco Hansi Hinterseer. A conferma dei progressi che il giovane svedese stava dimostrando, si aggiudicò anche alcune gare di Coppa Europa[8] e la medaglia d'oro nello slalom gigante agli Europei juniores di Jasná[2][9].

 
Stenmark in gara in Val Gardena nel 1975

La successiva stagione 1974-1975 si aprì con buoni risultati in Coppa Europa, dove ottenne una vittoria a Vipiteno[10], subito seguita il 17 dicembre dal primo successo in Coppa del Mondo, in slalom speciale sul difficile tracciato della 3-Tre di Madonna di Campiglio; Stenmark in quella circostanza precedette nell'ordine gli italiani Paolo De Chiesa e Fausto Radici. Con l'arrivo del nuovo anno, Stenmark infilò una decina di podi in serie, che lo portarono a un passo dal conquistare la sua prima Coppa del Mondo assoluta poiché lo sciatore svedese fu co-protagonista, il 23 marzo 1975 in Val Gardena in Italia assieme all'atleta di casa Thöni, di una delle gare più celebri dello sci alpino: la coppa di cristallo di quell'anno fu infatti assegnata all'azzurro nell'ultimo slalom parallelo[11].

Stagioni 1976-1978Modifica

Nella stagione caratterizzata dai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 e dai primi segni di calo di rendimento delle prestazioni da parte della Valanga azzurra, Stenmark inanellò una serie di successi in slalom speciale (sette su sette gare disputate), ma anche in slalom gigante; questi risultati gli consentirono di vincere la classifica generale e le Coppe di entrambe le specialità. Alle sue prime Olimpiadi lo svedese vinse la medaglia di bronzo nello slalom gigante (valido anche per i Mondiali 1976), nella gara che vide primeggiare lo svizzero Heini Hemmi davanti al connazionale Ernst Good; Non completò invece la prova di slalom speciale

La stagione 1976-1977 proseguì sulla falsariga della precedente; lo svedese riconquistò classifica generale e Coppa di slalom (in gigante arrivò a pari merito con Heini Hemmi, ma quest'ultimo vinse per migliori piazzamenti), con un ruolino di marcia impressionante: vinse infatti sette slalom speciali su dieci, ma anche tre slalom giganti, dominando le specialità tecniche. Il 1978 fu, se possibile, anche più ricco di soddisfazioni per lo sciatore di Tärnaby; infatti in quell'annata, oltre a non farsi sfuggire l'ennesima tripletta di coppe di cristallo (Coppa del Mondo assoluta, Coppa del Mondo di slalom gigante e Coppa del Mondo di slalom speciale), Stenmark rimpinguò il palmarès anche con due ori, nelle due specialità tecniche, ai Mondiali disputati a Garmisch-Partenkirchen.

Stagioni 1979-1980Modifica

A questo punto però la Federazione Internazionale Sci introdusse nella Coppa del Mondo un nuovo metodo di calcolo dei punteggi che svantaggiava particolarmente lo svedese[2]: infatti con il nuovo regolamento potevano essere conteggiati solo i punti di un numero limitato di gare per specialità, in modo tale da favorire gli atleti polivalenti e gli specialisti della combinata, anche se di qualità tecnica inferiore, cosa cui lo stesso svedese si lamentò in seguito[12]. Fu così che lo svizzero Peter Lüscher risultò vincitore della Coppa generale nel 1978-1979 grazie a tre sole vittorie (tra le quali figuravano due combinate): nonostante il fatto che in quella stagione Stenmark si fosse aggiudicato tutti i dieci slalom giganti in palio, oltre a tre slalom speciali, Stenmark giunse solo 5º in classifica generale.

 
Stenmark effigiato in un francobollo paraguaiano del 1980

L'atleta scandinavo aveva comunque altri obiettivi da perseguire; il più importante di questi era l'oro olimpico. L'occasione si presentò ai XIII Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1980: pur non trascurando la Coppa del Mondo, dove giunse 2º nella classifica generale staccato di quattro punti dal vincitore Andreas Wenzel e terminando a podio in tutte le 14 gare disputate, colse l'unico successo che ancora gli mancava e l'oro, anzi gli ori (nello slalom gigante e nello slalom speciale), furono conquistati come da previsioni. In questo frangente le medaglie erano inoltre valide anche ai fini dei Mondiali 1980, consentendo all'atleta di cogliere un trionfo completo. In quella stagione di Coppa del Mondo interruppe la striscia di 15 successi consecutivi in slalom gigante, terminando 3º a Oberstaufen.

Stagioni 1981-1982Modifica

Nonostante la rinuncia alla polivalenza, Stenmark gareggiò anche in discesa libera, nonostante non si trovasse a suo agio con le velocità[13]. Scelse come teatro l'impegnativa Streif di Kitzbühel in Austria, che il 17 gennaio 1981 affrontò con cautela giungendo al traguardo 34º con un ritardo di oltre dieci secondi dal vincitore[12], riuscendo tuttavia a piazzarsi 3º nella combinata con lo slalom di Oberstaufen, in Germania Ovest. La stagione 1980-1981 vide Stermark vincere per l'ultima volta entrambe le classifiche di slalom gigante e di slalom speciale; salì sul podio in 19 gare su 20 disputate e in quell'annata emerse un suo nuovo agguerrito avversario, lo statunitense Phil Mahre, che come lo svedese conquistò tre Coppe del Mondo generali.

Nel 1982 in Coppa del Mondo non ottenne risultati di rilievo e in slalom gigante, dopo 37 podi consecutivi, dovette accontentarsi del 7º posto a Cortina d'Ampezzo il 15 dicembre. Vinse la medaglia d'oro nello slalom speciale ai Mondiali di Schladming, dove nello slalom gigante invece si vide sopravanzare da Steve Mahre: fu infatti il fratello gemello di Phil a indossare l'oro iridato. Stenmark fu comunque argento e con queste due medaglie, le ultime che riuscì ad aggiudicarsi tra Olimpiadi e Mondiali, fissò il totale complessivo a sette.

Stagioni 1983-1989Modifica

La Coppa del Mondo 1983 fu contraddistinta dalla vittoria ex aequo della Coppa del Mondo di slalom speciale con l'amico di infanzia Stig Strand[5]. Infatti i due sciatori di Tärnaby conclusero le competizioni con lo stesso punteggio, nonostante Stenmark fosse riuscito a vincere una gara in più del compaesano. L'ultima Coppa di specialità venne aggiunta alla bacheca di Stenmark nel 1983-1984, in slalom gigante. Per tentare di rivincere la Coppa del Mondo si cimentò anche nelle prove veloci: nel 1984, in occasione del supergigante di Garmisch-Partenkirchen del 29 gennaio concluse 5º nella nuova specialità, da poco introdotta nel calendario di Coppa. A Stenmark non fu concesso di partecipare ai XIV Giochi olimpici invernali di Sarajevo 1984 a causa del suo status di "professionista", in quanto in possesso della cosiddetta licenza B[2][14], e non poté quindi difendere le medaglie d'oro vinte nell'edizione precedente.

Le ultime stagioni videro pian piano calare le prestazioni del fuoriclasse svedese, anche per l'emergere di nuovi atleti, quali l'austro-lussemburghese Marc Girardelli e l'elvetico Pirmin Zurbriggen. Stenmark fu presente anche ai Mondiali del 1985, disputati a Bormio, dove sfiorò il podio nello slalom speciale piazzandosi al 4º posto. Nella rassegna iridata di Crans-Montana, due anni dopo, giunse 10° nello slalom gigante e 5° nello slalom speciale.

Ai XV Giochi olimpici invernali di Calgary 1988 Stenmark, ormai agli sgoccioli della carriera, tornò a partecipare nuovamente alle competizioni olimpiche e concluse 5° nello slalom speciale, mentre non terminò lo slalom gigante. L'ultima annata agonistica di Stenmark fu contraddistinta dai Mondiali di Vail 1989, dove fu 6° nello slalom gigante, e dal suo ultimo successo in Coppa del Mondo, nonché ultimo podio; a trentatré anni e dopo aver militato quasi sedici anni in Coppa del Mondo, il 19 febbraio 1989 poté brindare nel gigante di Aspen alla vittoria numero 86. Un mese dopo a Shigakōgen disputò l'ultima gara in carriera, concludendo 4º nello slalom gigante di Coppa del Mondo disputato il 9 marzo.

Bilancio della carrieraModifica

Ingemar Stenmark è considerato dalla maggior parte della critica il più grande sciatore di tutti i tempi, anche se non è stato lo sciatore più completo della storia dello sci, perché per sua scelta non partecipò alle gare di discesa libera. Per questo motivo non può vantare medaglie olimpiche in tutte le specialità come Jean-Claude Killy o Toni Sailer e ha sette medaglie d'oro iridate invece delle nove del norvegese Kjetil André Aamodt che però ne vinse quattro in combinata, una gara giudicata da molti un mero espediente tecnico. Gli fu anche impedito di partecipare alle Olimpiadi di Sarajevo per questioni di status, avendo la licenza "B" che gli permetteva le sponsorizzazioni, allora vietate alle Olimpiadi. Ha vinto anche meno coppe di cristallo generali di altri colleghi, ma la lunga serie di secondi posti (ben sei) fu dovuta alla modifica regolamentare creata ad hoc per favorire la polivalenza, danneggiando lo svedese[2] che aveva dominato le coppe precedenti. Tuttavia Stenmark, soprannominato "Ingo"[15], rimane lo sciatore alpino maschile che più caratterizzò, e per un tempo così prolungato, la Coppa del Mondo. Il suo record di vittorie nelle discipline tecniche dura da decenni. Solo Franz Klammer fu per la discesa libera, sia pur per un solo triennio, quello che Stenmark fu per slalom gigante e slalom speciale per ben dodici anni.

Nel periodo 1975-1984, l'apice della carriera dello sciatore, Stenmark dominò su tutte le piste che hanno fatto la storia dello sci alpino. Sempre in quegli anni realizzò il record assoluto di distacco inflitto in Coppa del Mondo al secondo classificato, ottenuto il 4 febbraio 1979 nello slalom gigante di Jasná, quando staccò di 4 secondi e 6 centesimi lo jugoslavo Bojan Križaj; è suo anche il record di distacco relativo allo slalom speciale, registrato il 7 gennaio 1982 a Kitzbühel: 3 secondi e 16 centesimi nei confronti di Phil Mahre[16]. Nonostante tale dominio, non gli mancarono affatto rivali, tra i quali nello slalom speciale il liechtensteinese Andreas Wenzel e gli stessi Mahre e Križaj, e nello slalom gigante lo svizzero Joël Gaspoz. Il fuoriclasse svedese inoltre riuscì a vincere tutti gli slalom giganti disputati in una stagione (dieci su dieci nel 1978-1979, quando ottenne anche tre successi in slalom speciale per un totale complessivo di tredici vittorie), risultato che ancora non è stato eguagliato da altri atleti. Lo sciatore di Tärnaby può anche vantare nove titoli nazionali ai Campionati svedesi, quattro in slalom gigante e cinque in slalom speciale[17].

PalmarèsModifica

OlimpiadiModifica

MondialiModifica

Europei junioresModifica

Coppa del MondoModifica

Coppa del Mondo - vittorieModifica

Data Località Paese Specialità
17 dicembre 1974 Madonna di Campiglio   Italia SL
12 gennaio 1975 Wengen   Svizzera SL
21 febbraio 1975 Naeba   Giappone GS
2 marzo 1975 Garibaldi   Canada GS
13 marzo 1975 Sun Valley   Stati Uniti GS
15 dicembre 1975 Vipiteno   Italia SL
11 gennaio 1976 Wengen   Svizzera SL
24 gennaio 1976 Kitzbühel   Austria SL
27 gennaio 1976 Zwiesel   Germania Ovest GS
7 marzo 1976 Copper Mountain   Stati Uniti SL
14 marzo 1976 Aspen   Stati Uniti SL
3 gennaio 1977 Laax   Svizzera SL
10 gennaio 1977 Berchtesgaden   Germania Ovest SL
16 gennaio 1977 Kitzbühel   Austria SL
23 gennaio 1977 Wengen   Svizzera SL
6 febbraio 1977 Sankt Anton am Arlberg   Austria SL
6 marzo 1977 Sun Valley   Stati Uniti GS
18 marzo 1977 Voss   Norvegia SL
20 marzo 1977 Åre   Svezia SL
21 marzo 1977 Åre   Svezia GS
25 marzo 1977 Sierra Nevada   Spagna GS
10 dicembre 1977 Val-d'Isère   Francia GS
13 dicembre 1977 Madonna di Campiglio   Italia SL
14 dicembre 1977 Madonna di Campiglio   Italia GS
5 gennaio 1978 Oberstaufen   Germania Ovest SL
8 gennaio 1978 Zwiesel   Germania Ovest GS
9 gennaio 1978 Zwiesel   Germania Ovest SL
18 marzo 1978 Arosa   Svizzera GS
9 dicembre 1978 Schladming   Austria GS
21 dicembre 1978 Kranjska Gora   Jugoslavia SL
22 dicembre 1978 Kranjska Gora   Jugoslavia GS
7 gennaio 1979 Courchevel   Francia GS
16 gennaio 1979 Adelboden   Svizzera GS
23 gennaio 1979 Stainach   Austria GS
4 febbraio 1979 Jasná   Cecoslovacchia GS
10 febbraio 1979 Åre   Svezia GS
11 febbraio 1979 Åre   Svezia SL
4 marzo 1979 Lake Placid   Stati Uniti GS
12 marzo 1979 Heavenly Valley   Stati Uniti GS
17 marzo 1979 Furano   Giappone SL
19 marzo 1979 Furano   Giappone GS
8 dicembre 1979 Val-d'Isère   Francia GS
11 dicembre 1979 Madonna di Campiglio   Italia SL
12 dicembre 1979 Madonna di Campiglio   Italia GS
21 gennaio 1980 Adelboden   Svizzera GS
27 gennaio 1980 Chamonix   Francia SL
27 febbraio 1980 Waterville Valley   Stati Uniti SL
1º marzo 1980 Mont-Sainte-Anne   Canada GS
10 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo   Italia SL
11 marzo 1980 Cortina d'Ampezzo   Italia GS
13 marzo 1980 Saalbach   Austria GS
15 marzo 1980 Saalbach   Austria SL
9 dicembre 1980 Madonna di Campiglio   Italia SL
10 dicembre 1980 Madonna di Campiglio   Italia GS
6 gennaio 1981 Morzine   Francia GS
18 gennaio 1981 Kitzbühel   Austria SL
26 gennaio 1981 Adelboden   Svizzera GS
1º febbraio 1981 Sankt Anton am Arlberg   Austria SL
2 febbraio 1981 Schladming   Austria GS
8 febbraio 1981 Oslo   Norvegia SL
11 febbraio 1981 Voss   Norvegia GS
14 febbraio 1981 Åre   Svezia GS
9 gennaio 1982 Morzine   Francia GS
12 gennaio 1982 Bad Wiessee   Germania Ovest SL
17 gennaio 1982 Kitzbühel   Austria SL
19 gennaio 1982 Adelboden   Svizzera GS
9 febbraio 1982 Kirchberg in Tirol   Austria GS
14 dicembre 1982 Courmayeur   Italia SL
23 gennaio 1983 Kitzbühel   Austria SL
11 febbraio 1983 Markstein   Francia SL
13 febbraio 1983 Todtnau   Germania Ovest GS
26 febbraio 1983 Gällivare   Svezia GS
13 dicembre 1983 Courmayeur   Italia SL
20 dicembre 1983 Madonna di Campiglio   Italia SL
10 gennaio 1984 Adelboden   Svizzera GS
17 gennaio 1984 Parpan   Svizzera SL
23 gennaio 1984 Kirchberg in Tirol   Austria GS
4 febbraio 1984 Borovec   Bulgaria GS
7 marzo 1984 Vail   Stati Uniti GS
15 dicembre 1985 Alta Badia   Italia GS
25 gennaio 1986 Sankt Anton am Arlberg   Austria SL
27 febbraio 1986 Hemsedal   Norvegia GS
18 marzo 1986 Lake Placid   Stati Uniti GS
29 novembre 1986 Sestriere   Italia SL
14 febbraio 1987 Markstein   Francia SL
19 febbraio 1989 Aspen   Stati Uniti GS

Legenda:
GS = slalom gigante

SL = slalom speciale

Campionati svedesiModifica

StatisticheModifica

Tra gare di Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi Stenmark ha ottenuto i seguenti risultati:

  • 1º posto: 92 volte,
  • 2º posto: 45 volte,
  • 3º posto: 28 volte,
  • 4º posto: 10 volte,
  • 5º posto: 13 volte,
  • 6º posto: 10 volte,
  • 7º posto: 8 volte,
  • 8º posto: 7 volte,
  • 9º posto: 5 volte,
  • 10º posto: 4 volte

Risultati dettagliati in Coppa del MondoModifica

Anno  Età   Overall   Slalom  Slalom
 gigante 
Super-G Discesa Combinata
1974 17 12 6 non
disputata
non
disputata
1975 18 2 1 1
1976 19 1 1 1
1977 20 1 1 1 non
disputata
1978 21 1 1 1
1979 22 5 1 1
1980 23 2 1 1
1981 24 2 1 1 15
1982 25 2 2 2
1983 26 2 1 2 non
assegnata
23
1984 27 2 2 1
1985 28 6 3 10 25
1986 29 5 2 2
1987 30 6 2 7
1988 31 21 16 9
1989 32 17 21 4

Podi in Coppa del MondoModifica

Stagione/Specialità Gigante Slalom Combinata Parallelo Podi totali
1974 1 1 2 4
1975 3 2 2 3 1 1 12
1976 1 2 1 5 1 1 11
1977 3 2 7 2 14
1978 4 1 2 3 2 12
1979 10 3 2 2 17
1980 6 1 5 1 1 14
1981 6 2 2 4 2 2 1 19
1982 3 1 2 5 1 12
1983 2 1 3 3 1 1 11
1984 4 1 3 2 10
1985 1 2 1 4
1986 3 1 3 1 8
1987 1 2 1 1 5
1988 1 1
1989 1 1
Totale 46 13 13 40 29 12 1 1 155
72 81 1 1

RiconoscimentiModifica

Durante la sua carriera Stenmark fu uno degli idoli dello sport svedese; ciò non cambiò nemmeno quando, per motivi fiscali, si trasferì nel Principato di Monaco .[18][19] Stenmark nel 1996 ha vinto i Campionati svedesi delle superstar.[20]

Assieme a Borg, Jan-Ove Waldner e Anja Pärson è l'unico ad aver ricevuto per due volte (nel 1975 e nel 1978) la Medaglia d'oro dello Svenska Dagbladet, il premio assegnato dal quotidiano Svenska Dagbladet al miglior sportivo svedese dell'anno.[21] Nel 1979 fu premiato con la Medaglia Holmenkollen, una delle massime onorificenze sportive dello sci, tradizionalmente attribuita ai campioni dello sci nordico: Stenmark è uno dei pochissimi sciatori alpini ad averla ricevuta.[22] Lo stesso anno si aggiudicò anche il premio Jerringpriset, appena istituito, attribuito dalla sezione sportiva della Sveriges Radio, l'emittente radiofonica pubblica del paese scandinavo. Lo sciatore ottenne la stessa onorificenza anche l'anno seguente.[23]

NoteModifica

  1. ^ (SV) Scheda sul sito del Comitato Olimpico svedese, su sok.se. URL consultato il 9 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  2. ^ a b c d e f g Paolo De Chiesa, I miei campioni: Ingemar Stenmark, in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 23 maggio 2003 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  3. ^ (SV) Mattias Karlsson, En "vanlig kille" som fyller 50, in Sydsvenskan, 17 marzo 2006. URL consultato il 9 maggio 2015.
  4. ^ a b Walter Rosboch, Stenmark, lappone sbagliato, in La Stampa, 22 marzo 1975, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  5. ^ a b Gianni Merlo, Trionfo svedese sotto il segno di Stenmark, in La Gazzetta dello Sport, 9 febbraio 2005, p. 24. URL consultato il 9 maggio 2015.
  6. ^ Massimo Di Marco, È morto il maestro Nogler, papà di Thöni e Stenmark, in La Gazzetta dello Sport, 24 giugno 2000, p. 37. URL consultato il 9 maggio 2015.
  7. ^ "Storia" sul sito dell'azienda, su elanskis.com. URL consultato il 9 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  8. ^ Ancora Stenmark in Coppa Europa, in La Stampa, 28 marzo 1974, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  9. ^ a b (DE) Profilo ÖSV-Siegertafel, su oesv.at. URL consultato il 9 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  10. ^ A Vipiteno è l'ora dei giovani Stenmark, De Chiesa e Amplatz, in La Stampa, 9 dicembre 1974, p. 14. URL consultato il 9 maggio 2015.
  11. ^ "Il Post-mondiali e le Finali del 1975" su saslong.org, su saslong.org. URL consultato il 9 maggio 2015.
  12. ^ a b Giorgio Viglino, Stenmark fa punti da turista, in La Stampa, 18 gennaio 1981, p. 19. URL consultato il 9 maggio 2015.
  13. ^ Flavio Vannetti, Stenmark, tutta la verità di Mister Sci, in Il Corriere della Sera, 4 febbraio 2004, p. 46. URL consultato il 9 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2015).
  14. ^ Gianni Merlo, Magoni, l'oro della gioventù, in La Gazzetta dello Sport, 8 dicembre 2005. URL consultato il 9 maggio 2015.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, Il "caldo" svedese, in La Stampa, 29 gennaio 1976, p. 23. URL consultato il 9 maggio 2015.
  16. ^ (EN) "World Cup Men's Races. Time Difference Stats" su SKI-db.com, su ski-db.com. URL consultato il 9 maggio 2015.
  17. ^ a b (SV) Albo d'oro maschile dei Campionati svedesi di sci alpino sul sito della Federazione sciistica della Svezia (1937-2010), su skidor.com (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2012).
  18. ^ Il re dei mondiali? È Stenmark In ventimila per rivederlo sciare, in La Repubblica, 19 febbraio 2007. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  19. ^ Leonardo Coen, La neve è troppa il circo si ferma, in La Repubblica, 5 febbraio 1989, p. 39. URL consultato il 9 maggio 2015.
  20. ^ (EN) Vincitori del premio., su thesuperstars.org. URL consultato il 15 maggio 2015.
  21. ^ (SV) Bragdmedaljörer genom tiderna, in SvD.se, 4 dicembre 2007. URL consultato il 9 maggio 2007. [Elenco vincitori del premio; è riportata anche la motivazione espressa dalla giuria]
  22. ^ (NO) Holmenkollmedaljen (PDF), su www.skiforeningen.no. URL consultato il 18 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2008).
  23. ^ (SV) Jerringpriset: Pristagare sedan 1979, su Sverigesradio, 22 novembre 2017. URL consultato il 31 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

  • (DEENFR) Organisationskomitee (Comitato organizzatore), Innsbruck '76. Endbericht/Rapport final/Final Report ( versione digitalizzata (PDF), su aafla.org. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Final Report/Rapport final ( versione digitalizzata (PDF), su aafla.org. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (DEENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), XIII Olympic Winter Games Lake Placid 1980. Official Results/Résultats Officiels/Offizielle Ergebnisse ( versione digitalizzata (PDF), su aafla.org. URL consultato il 28 settembre 2010.)
  • (ENFR) Organizing Committee (Comitato organizzatore), Rapport officiel des XVes Jeux Olympiques d'hiver/XV Olympic Winter Games: Official Report ISBN 0-921060-26-2 ( versione digitalizzata (PDF), su aafla.org. URL consultato il 28 settembre 2010.)

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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