Italo-argentini

cittadini argentini di origine italiana
Italo-argentini
Ítalo-argentinos
Luogo d'origineItalia Italia
Popolazionecirca 25.000.000 oriundi  · 868.265 cittadini italiani
Linguaitaliano, lingue locali d'Italia (arbëresh), spagnolo
Religionecattolicesimo di rito latino
(Minoranza: cattolici di rito bizantino)
Distribuzione
Argentina Argentina circa 25.000.000

Un italo-argentino è un cittadino argentino di origine italiana o discendente di emigranti italiani.[2]

La "regina d'Italia" - Festa dell'immigrante a Oberá, Argentina.
L'Hotel de Inmigrantes, nel porto di Buenos Aires, attualmente museo dell'immigrazione.

«Gli italiani, si sa, furono una nazione di emigranti. In molti secoli, si sparsero in tutti e quattro gli angoli della terra. Solo in due paesi, tuttavia, essi costituiscono la maggioranza della popolazione: in Italia e in Argentina.»

(Marcello De Cecco - La Repubblica[1])

VicendeModifica

La comunità degli italo-argentini, considerando sia gli italiani residenti nel Paese (oltre mezzo milione quelli censiti dall'AIRE[3]), sia gli oriundi italiani con doppio passaporto, giunge secondo diverse stime a superare le 664.597 persone[1][4][5]. Tenendo conto degli argentini di origine italiana, questi rappresentano il primo gruppo etnico del paese sudamericano con 20/25 milioni di persone[1][4][5], più del 50% della popolazione argentina riconosce una qualche discendenza da avi italiani. La comunità degli italo-argentini sarebbe inoltre, in termini assoluti, la seconda al mondo dopo quella italo-brasiliana e seguita dagli italoamericani[6].

La componente di origine italiana, insieme a quella spagnola costituisce di fatto l'ossatura principale della società argentina. La cultura del Paese ha inoltre molte connessioni con quella italiana, anche riguardo alla lingua, agli usi e alle tradizioni[7].

Cenni storiciModifica

(ES)

«Artículo 25: El Gobierno federal fomentará la inmigración europea; y no podrá restringir, limitar ni gravar con impuesto alguno la entrada en el territorio argentino de los extranjeros que traigan por objeto labrar la tierra, mejorar las industrias, e introducir y enseñar las ciencias y las artes.»

(IT)

«Articolo 25: Il governo federale incoraggerà l'immigrazione europea; non potrà restringere, limitare o gravare con alcuna imposta l'ingresso nel territorio argentino degli stranieri che abbiano per oggetto coltivare la terra, migliorare le industrie, introdurre e insegnare le scienze e le arti.»

(Articolo 25 della Costituzione della Confederazione Argentina (1853))
Emigranti italiani giunti in Argentina e distribuzione regionale[8]
Periodo Italia
nord-occidentale
Italia nord-orientale
e centrale
Italia meridionale
e insulare
Totale
1880-1884 59,80% 16,80% 23,40% 106.953
1885-1889 45,30% 24,40% 30,30% 259.858
1890-1894 44,20% 20,70% 35,10% 151.249
1895-1899 32,30% 23,10% 44,60% 211.878
1900-1904 29,20% 19,60% 51,20% 232.746
1905-1909 26,90% 20,10% 53,00% 437.526
1910-1914 27,40% 18,20% 54,40% 355.913
1915-1919 32,30% 23,10% 44,60% 26.880
1920-1924 19,70% 27,40% 52,90% 306.928
1925-1929 14,40% 33,10% 52,50% 235.065

Piccoli gruppi di italiani cominciarono ad arrivare in Argentina già dalla seconda metà del XVIII secolo[7], tuttavia è tra il 1870 e il 1930 che si ebbe il grande afflusso del cosiddetto periodo della grande emigrazione. Secondo le stime partirono dall'Italia verso l'Argentina circa 3 milioni di persone tra il 1876 e il 1976, con punte massime tra il 1905 e il 1914[9].

Se da un lato gli italiani a cavallo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo partivano per sfuggire a condizioni di diffusa povertà, elevata pressione demografica e forte tassazione[7], d'altro canto in quel periodo l'Argentina era un paese con un forte bisogno di immigrati: l'impegno di accoglienza, sancito fin nella costituzione del 1853, trovava le sue ragioni in un paese di fatto sottopopolato (la popolazione argentina, un paese 9 volte l'Italia, nel 1850 era di sole 1.100.000 unità[10]) e desideroso di popolare le grandi regioni conquistate nella recente guerra della triplice alleanza e con la cosiddetta conquista del deserto (la Patagonia). Ancora, una legge varata dal governo argentino nel 1876 offriva la possibilità di assegnazioni di terreno gratuite o pagabili ratealmente a prezzi molto contenuti, mentre nel 1882 il governo decise di concedere gratuitamente venticinque ettari di terreno a tutti i nuclei familiari[11].

Inizialmente, la gran parte delle partenze si ebbe dalle regioni del nord (Veneto, Lombardia e Liguria), mentre in seguito aumentò notevolmente la percentuale di persone provenienti da quasi tutto il mezzogiorno d'Italia.[7].

La concentrazione maggiore si può rilevare a Buenos Aires (principale punto di ingresso nel paese) e zone limitrofe, in grande maggioranza Genovesi, tanto che in una crisi del 1882 i residenti esasperati issarono la bandiera di Genova e proclamarono la Repubblica Genovese indipendente di Buenos Aires, e solo l'intervento del presidente della repubblica riuscì a conciliare gli animi senza l'uso della violenza; vi furono anche consistenti gruppi di italiani che si avviarono verso le regioni semidesertiche della Pampa, del Chaco e della Patagonia, per la colonizzazione di quelle regioni[7]. Ushuaia, che viene definita la città più meridionale del mondo, fu costruita in gran parte (ed oggi è popolata) da lavoratori italiani, tra il 1948 e il '49[12].

Italiani immigrati in Argentina dal 1871 al 1985
Periodo Italiani immigrati
1871–1880 86.000
1881–1890 391.000
1891–1900 367.000
1901–1910 734.000
1911–1920 315.000
1921–1930 535.000
1931–1940 190.000
1941–1950 278.000
1951–1960 24.800
1961–1970 9.800
1971–1980 8.310
1981–1985 4.000
Arrivi 2.941.000
Partenze* 750.000
Saldo 2.191.000
  • Col termine "partenze" si intende il numero di italiani tornati in patria o che si sono spostati in altri Paesi.

Influenza nella cultura argentinaModifica

(ES)

«Los argentinos son italianos que hablan español y se creen ingleses.»

(IT)

«Gli argentini sono italiani che parlano spagnolo e si credono inglesi.»

(Octavio Paz[13])

LinguaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua italiana in Argentina e Lingua arbëreshe.

Contrariamente a quello che può far pensare la grande penetrazione degli italiani in Argentina, la lingua italiana non ha mai avuto una posizione predominante nella società argentina. Questo principalmente perché, dato il periodo in cui si è avuta la maggior ondata (gli ultimi decenni del XIX secolo) e le caratteristiche sociali dei migranti italiani (principalmente contadini o comunque persone di bassa scolarizzazione), queste persone parlavano essenzialmente le lingue locali e non l'italiano standardizzato. Data inoltre la provenienza da diverse regioni d'Italia, queste lingue ebbero difficoltà a formare una massa critica tale da potersi imporre e anzi, la vicinanza alla lingua spagnola favorì una rapida assimilazione linguistica.

Secondo le stime di Ethnologue ci sarebbero in Argentina 1.500.000 italofoni[14]; tra questi oltre 500.000 italiani censiti dall'AIRE[3], di cui il 63% ha partecipato alle elezioni politiche del 2008 (la percentuale più alta in assoluto, con una media mondiale pari al 44,88%)[15], dimostrando dunque un non trascurabile interessamento alle tematiche italiane.

Circa 40 mila dei migranti italiani che a partire dall'inizio del '900 si spostarono sparsi in tutto il Paese, ma per lo più a Lujan, Buenos Aires e Santa Fe, parlano ancora oggi in ambiente domestico - li dove si è mantenuto - la lingua albanese antica, tipica delle zone del Sud Italia, da cui provenivano. Dal 1955 nella zona Palermo della capitale argentina esiste l'"Associazione Italo-Albanese Frascineto"[16][17].

Esistono inoltre nel paese diverse associazioni culturali italiane (tra queste 126 sedi della Società Dante Alighieri[18]) e un cospicuo numero di periodici in lingua italiana. Tra queste testate giornalistiche spiccano La Patria degli italiani, Il Mattino d'Italia ed il Corriere degli Italiani. L'Italiano è l'unico quotidiano argentino in lingua italiana.

Per quanto riguarda le influenze, diversi studiosi concordano nel trovare una similitudine tra l'intonazione dello spagnolo rioplatense e l'italiano portato dagli immigrati[19].

Molto più evidenti invece le influenze nel lunfardo (da "lombardo"), un gergo utilizzato nelle zone povere di Buenos Aires e Montevideo verso la fine del XIX secolo, e nel cocoliche, un pidgin italo-spagnolo parlato dagli immigrati italiani fino alla metà del XX secolo.

ReligioneModifica

Gli italo-argentini sono cristiani cattolici di rito latino.

Un gruppo di fedeli italo-albanesi d'Argentina, appartenenti alla Chiesa cattolica italo-albanese osservante il rito bizantino, si incontra a Luis Guillón, nel partido di Esteban Echeverría della provincia di Buenos Aires. Gli italo-albanesi erano circa 12.000 al tempo della creazione dell'ordinariato ed erano concentrati principalmente a Luján. Gran parte di essi sono però passati al rito latino. A Buenos Aires esiste il rettorato della Chiesa di San Jorge per i numerosi fedeli italo-albanesi di tradizione bizantina.

CucinaModifica

 
La Fainá argentina
 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina argentina.

Nella cucina argentina si trovano diverse influenze della cucina italiana, con derivazioni da tutte le regioni della penisola.

Sicuramente l'aspetto più appariscente è il grande utilizzo nella cucina del paese dei piatti a base di pasta; troviamo dunque tallarines (fettuccine), ravioles (ravioli), ñoquis (gnocchi), lasañas (lasagna), e canelones (cannelloni), spesso serviti con grande quantità di tuco (sugo in genovese). Sono presenti anche il pesto, salsa blanca (besciamella) e altre varietà (pomarola - pomodoro, putanesca - puttanesca, fileto). Diffusa anche la polenta.

Ancora, troviamo la fainá, derivata dalla farinata di ceci ligure, e la fugaza, dalla focaccia genovese. Presente anche la pizza, di derivazione napoletana e condita con pomodoro e muzarella, derivazione della mozzarella campana.

Altre similitudini si trovano nella presenza della bañacauda (bagna càuda), così come della milanesa (cotoletta alla milanese).

Tra i dolci troviamo la pasta frola, di derivazione italiana e tra i liquori il chitronchelo (limoncello) e la grapa (grappa).

BibliografiaModifica

  • Eugenia Scarzanella, Il Fascismo italiano in Argentina: al servizio degli affari, in Fascisti in Sud America ,Firenze, Le Lettere, 2005
  • Fernando J. Devoto, Storia degli italiani in Argentina, Roma, Donzelli, 2007.
  • Federica Bertagna, La stampa italiana in Argentina, 2009, Roma, 2009.

NoteModifica

  1. ^ a b c La Argentina y los europeos sin Europa
  2. ^ Gli Italiani in Argentina
  3. ^ a b Censimento al 31-12-2007, Fonte Ministero dell'Interno - AIRE 664.597
  4. ^ a b Unos 20 millones de personas que viven en la Argentina tienen algún grado de descendencia italiana - Asteriscos.Tv
  5. ^ a b Copia archiviata (PDF), su migranti.torino.it. URL consultato il 19 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2012).
  6. ^ Fonte - Ambasciata italiana di Brasilia
  7. ^ a b c d e Olimpiadas Nacionales de Contenidos Educativos en Internet - Instituto Nacional de Educación Tecnológica
  8. ^ Commissariato Generale di Statistica e Istituto Centrale di Statistica, riportato da [1]
  9. ^ Fonte: Rielaborazione dati Istat in Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, Roma, Cser, 1978
  10. ^ Del Pozo, José (2002). Historia de América Latina y del Caribe (1825-2001), Santiago de Chile, LOM, pag. 20
  11. ^ Emigrati.it - Emigrazione calabrese ed italiana in Argentina
  12. ^ La storia siamo noi - Italiani alla fine del mondo Archiviato il 15 aprile 2008 in Internet Archive.
  13. ^ Citato in Mercosur noticias
  14. ^ Etnologue - Languages of Argentina
  15. ^ dati del Ministero degli Affari Esteri diffusi da Italiaestera.net
  16. ^ Në Argjentinë, traditë shqiptare (In Argentina, tradizione albanese, su kosovotwopointzero.com. URL consultato il 26 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 26).
  17. ^ www.rtklive.com, Arbëreshët e Argjentinës Pjesa 1 RTK, su youtube.com. URL consultato il 26 aprile 2021.
  18. ^ Le sedi della Società Dante Alighieri divise per paese Archiviato il 24 novembre 2009 in Internet Archive.
  19. ^ Convergence and intonation: historical evidence from Argentine Spanish

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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