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Katia Bellillo
Katia Belillo (2001).jpg

Ministro per gli affari regionali
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Franco Bassanini
Successore Agazio Loiero

Ministro per le pari opportunità
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Laura Balbo
Successore Stefania Prestigiacomo

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV
Gruppo
parlamentare
Misto: Comunisti Italiani (2001), Comunisti Italiani (2006)
Circoscrizione Umbria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico MRS (2013-)
PCI (1976-1991)
PRC (1992-1998, 2010-2013)
PdCI (1998-2008)
UlS (2009-2010)
SEL (2010)
Titolo di studio Laurea in pedagogia
Professione dirigente politica

Katia Bellillo (Foligno, 17 febbraio 1951) è una politica italiana, già ministro della Repubblica.

Indice

Carriera politicaModifica

Attività nel territorioModifica

Si è laureata in Pedagogia presso la facoltà di Magistero dell'Università degli Studi di Perugia ed ha conseguito il diploma della scuola diretta a fini speciali per assistenti sociali presso la facoltà di Scienze politiche del medesimo ateneo, orientando i suoi interessi soprattutto sulla mediazione familiare.

Nel 1976 fu eletta consigliere regionale dell'Umbria per due legislature (fino al 1985) nelle liste del PCI, in cui ricoprì la carica di vicepresidente del Consiglio regionale (dal 1983 al 1985). È stata Presidente della Consulta della Regione Umbria per le Pari Opportunità fra uomo e donna dal 1977 al 1987.

Nel 1979 ha avuto la delega dall’assessore alla sanità per presiedere il comitato per le celebrazioni dell’Anno internazionale del bambino. Nel 1981 ha coordinato il comitato istituito dalla Regione dell’Umbria per le celebrazioni dell’Anno Internazionale delle persone portatrici di Handicap, promosso dall’ONU. In quella occasione ha contribuito a costituire la prima cooperativa di servizio e lavoro per l’inserimento di persone con problemi psichiatrici, della quale fu poi presidente.

È stata poi consigliere comunale a Perugia, dove fu componente del consiglio di amministrazione dell'ASP, l'azienda dei trasporti pubblici della provincia di Perugia, e membro del comitato di gestione dell'USL.

Giunse ad essere vicepresidente della Giunta provinciale di Perugia ed assessore con delega alla programmazione faunistica, servizi sociali, istruzione, cultura, sport e tempo libero, pari opportunità, in cui ha sperimentato nel 1997 il primo progetto di telelavoro in una pubblica amministrazione. Contemporaneamente, fece aprire il primo servizio pubblico di mediazione familiare

Attività ministerialeModifica

Nella legislatura guidata dai governi dell'Ulivo, fu chiamata a far parte del primo Governo D'Alema, per essere poi riconfermata nel secondo, ricoprendo in entrambi i governi l'incarico di Ministra per gli affari regionali. Nel successivo Governo Amato, invece, fu Ministra per le pari opportunità. Nel 1998 partecipò alla scissione interna a Rifondazione Comunista, entrando a far parte del nuovo Partito dei Comunisti Italiani, che garantiva il suo appoggio all'Ulivo.

Alle elezioni politiche del 2001 è rieletta alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Orvieto. Nella scorsa legislatura era membro della XIV Commissione Politiche Europee e membro della Segreteria Nazionale del PdCI come responsabile del Dipartimento Diritti Civili. È stata responsabile diritti civili del PdCI.

Il V congresso del PdCIModifica

Dopo la sconfitta elettorale de La Sinistra l'Arcobaleno nelle elezioni politiche del 2008, espresse molte critiche alla linea della maggioranza del suo partito, guidata dal segretario Oliviero Diliberto, denunciandone la deriva identitaria e settaria. Si è fatta, così, promotrice, nell'ambito del V congresso del PdCI, della mozione congressuale "Una necessità per il paese: unire la sinistra" alternativa a quella del Segretario. Tale mozione, sottoscritta tra gli altri dall'europarlamentare Umberto Guidoni, e sostenuta dal 10% del Comitato Centrale del PdCI propone la necessità di creare un partito unico e di massa della sinistra, prendendo atto della sconfitta storica e degli errori commessi. Si sostiene, inoltre, la necessità di un nuovo centrosinistra, che veda protagoniste la Sinistra e il PD, con cui, pur mantenendo salde le critiche alla deriva centrista del suo segretario Veltroni, bisogna dialogare e confrontarsi per lanciare la sfida alle destre per il governo del paese.

Infatti, secondo la mozione, la Sinistra deve porsi il problema del governo. Questo non significa, però, che la Sinistra debba stare per forza al governo, ma che deve porsi come forza in grado di governare e di portare delle proposte e delle politiche di alternativa concrete e credibili. La mozione ottiene circa il 5% dei voti degli iscritti. In polemica con la linea politica uscita vincente dal congresso gli appartenenti all'area Unire la Sinistra rifiutano di entrare nel Comitato Centrale e nella Direzione Nazionale del PdCI ed in seguito fuoriescono dal Partito partecipando alla nascita di Sinistra e Libertà.

Katia Bellillo uscirà presto dalla formazione di Vendola[1] ed aderisce in seguito al Partito della Rifondazione Comunista, di cui fa parte per alcuni anni.

Nel 2008 lascia la politica attiva e torna al suo lavoro, frequentando anche diversi corsi di alta formazione.

Alle elezioni amministrative del 2019 si candida a sindaco di Perugia, sostenuta da una coalizione di sinistra, piazzandosi al quarto posto con l'1,77%[2].

Altre attivitàModifica

È anche presidente e fondatrice dell'Associazione Ossigeno Onlus[3] (che ha come scopo la denuncia e la cancellazione delle discriminazioni, per la laicità, l'uguaglianza e la pluralità). Il suo impegno è caratterizzato dalla difesa della laicità dello Stato e dal riconoscimento di ogni identità sessuale, tanto che da Ministra ha dato la sua adesione piena al Gay pride internazionale del 2000 tenutosi a Roma. L'associazione Ossigeno Onlus è anche attiva sul fronte della lotta contro la violenza di genere e la promozione della "cultura del Rispetto". Il 9 luglio 2007 è nato il Comitato dell'Umbria di questa associazione. Nel febbraio del 2011 l'Associazione Ossigeno Onlus si è sciolta.

Tra le altre attività della Bellillo, c'è il suo impegno a sostegno del pugilato femminile (è stata consigliere della Federazione Pugilistica Italiana)[4] e a sostegno dell'attività venatoria (ella stessa è cacciatrice).

Nel 2010 pubblica "Riprendiamoci Pechino, la lunga marcia dell’altra metà del cielo", edito da Gruppo Albatros Il Filo, in cui racconta la marcia delle donne verso la loro emancipazione, attraverso le varie tappe delle conferenze delle Nazioni Unite sulle donne, fornendone una lettura politica partecipata e precisa, dal punto di vista di chi ha fatto di quella lotta un impegno costante ed appassionato.

NoteModifica

  1. ^ KATIA BELLILLO LASCIA SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA'[collegamento interrotto]
  2. ^ Elezioni a Perugia, la sinistra e i civici "impegnati" candidano a sindaco Katia Bellillo, PerugiaToday.it, 1º marzo 2019. URL consultato il 2 marzo 2019.
  3. ^ Katia Bellillo: "Bisogna ridare ossigeno all'Italia" Archiviato il 12 ottobre 2007 in Internet Archive. (4 gennaio 2007)
  4. ^ Bellillo, la ministro si mette i guantoni «Amo il pugilato perché è ancora puro» Gazzetta dello Sport (14 gennaio 2001)

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