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Sammichele di Bari
comune
Sammichele di Bari – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoLorenzo Netti (lista civica Sammichele per tutti) dal 12-6-2017
Data di istituzione19/01/1863
Territorio
Coordinate40°53′N 16°57′E / 40.883333°N 16.95°E40.883333; 16.95 (Sammichele di Bari)Coordinate: 40°53′N 16°57′E / 40.883333°N 16.95°E40.883333; 16.95 (Sammichele di Bari)
Altitudine280 m s.l.m.
Superficie34,23 km²
Abitanti6 392[1] (30-6-2018)
Densità186,74 ab./km²
Comuni confinantiCasamassima, Turi, Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti
Altre informazioni
Cod. postale70010
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072039
Cod. catastaleH749
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 735 GG[2]
Nome abitantisammichelini o casalini
PatronoSan Michele Arcangelo, San Vito
Giorno festivo(8-9 maggio) secondi sabato e domenica di maggio.
Primi sabato e domenica di settembre.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sammichele di Bari
Sammichele di Bari
Sammichele di Bari – Mappa
Posizione del comune di Sammichele di Bari all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Sammichele di Bari ("U Casal" in dialetto sammichelino) è un comune italiano di 6 392 abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia.

È noto per il suo prodotto tipico, la zampina e per il suo carnevale.[3]

Geografia fisicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Puglia.

Sammichele sorge nella zona centrale della Terra di Bari, a 27 chilometri a sud del capoluogo sulla direzione per Taranto, in posizione baricentrica rispetto alle cittadine di Casamassima a 7,7 km a nord, Turi a 6,6 km a est, Gioia del Colle a 10 km a sud e Acquaviva delle Fonti a 9 km a ovest, a ridosso dei primi gradini dell'Altopiano delle Murge e a una quota media di 280 m s.l.m.

TerritorioModifica

Avente una morfologia generalmente pianeggiante, leggermente ondulata e di quota ascendente in direzione sud, è di natura carsica, con terre rosse e rocce calcaree formatesi nel Cretaceo che hanno dato luogo a grotte e doline; è costeggiato a est dalla Lama San Giorgio, che qui è denominata Lama di Jumo.
L'area extraurbana è quasi interamente occupata da campi coltivati e masserie che praticano allevamenti zootecnici.
I pochi tratti non coltivati sono occupati da macchia mediterranea e steppa mediterranea, quasi esclusivamente nell'alveo della Lama[4], aree interessate da fenomeni di degrado, dovuti in particolare all'invecchiamento del ceduo, all'incuria e abbandono della selvicoltura con conseguenti fenomeni di incendi estivi, ad un uso irrazionale della risorsa boschiva (l'uso di tale risorsa è peraltro antico, dimostrato dalla presenza di tracce, all'interno di essa, di alcune carbonaie) nonché alla presenza del depuratore della fognatura comunale[5][6].

ClimaModifica

Il clima di Sammichele, con caratteristiche tipiche delle aree interne e collinari della regione mediterranea, è mediterraneo del sottotipo Csa secondo la classificazione di Köppen. Gli inverni sono freschi e piovosi, le estati sono calde e asciutte.
La temperatura annuale media è di 14,2 °C; la temperatura media di gennaio è di circa 6,7 °C; la temperatura media di luglio è di 22,8 °C, con picchi estivi che possono raggiungere e superare i 40 °C durante le ondate di scirocco e libeccio provenienti dal Nordafrica.
La piovosità annua si aggira attorno ai 628 mm di pioggia[7][8].
La neve cade di solito a gennaio e febbraio durante le ondate di aria fredda proveniente dai Balcani e/o Nord Europa, quando le temperature minime possono scendere sotto lo zero.

Sammichele di Bari Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 10,411,213,216,221,025,628,528,624,719,415,311,611,116,827,619,818,8
T. min. mediaC) 3,03,34,97,311,114,717,116,914,410,97,34,53,67,816,210,99,6
Precipitazioni (mm) 63656543433426354968716619415195188628
Umidità relativa media (%) 78767269676259626673797977,769,36172,770,2

StoriaModifica

Preistoria e età classicaModifica

 
Il percorso della Via Appia che da Roma conduceva a Brindisi, diramandosi a Benevento nella cosiddetta "Appia antica", in basso, passante per Taranto, ed "Appia Traiana", in alto, passante per Egnazia.
(EL)

«παραπλέοντι δ᾽ ἐκ τοῦ Βρεντεσίου τὴν Ἀδριατικὴν παραλίαν πόλις ἐστὶν ἡ Ἐγνατία, οὖσα κοινὴ καταγωγὴ πλέοντί τε καὶ πεζεύοντι εἰς Βάριον· ὁ δὲ πλοῦς νότωι. μέχρι δεῦρο μὲν Πευκέτιοι κατὰ θάλατταν, [ἐν] τῆι μεσογαίαι δὲ μέχρι Σιλουίου· πᾶσα δὲ τραχεῖα καὶ ὀρεινή, πολὺ τῶν Ἀπεννίνων ὀρῶν κοινωνοῦσα· ἀποίκους δ᾽ Ἀρκάδας δέξασθαι δοκεῖ.»

(IT)

«Chi navighi da Brindisi lungo la costa adriatica incontra la città di Egnazia, tappa comune per i viaggiatori diretti, per mare o per terra, a Bari: la navigazione si effettua col vento di Noto. Fino a qui si estende lungo il mare il territorio dei Peuceti, nell'entroterra fino a Silvium. Esso è tutto aspro e montagnoso, poiché in gran parte occupato dagli Appennini, e si ritiene abbia accolto coloni arcadi»

(Strabone, Γεωγραφικά, VI, 3,8[10])

Frassineto e il PentimoneModifica

 
I territori dei popoli italici della parte meridionale della penisola italiana

In un territorio abitato fin dal Neolitico, e in seguito prima dagli Iapigi e poi dai Peuceti, lungo la Lama e nei pressi della località chiamata Frassineto[11], l'insediamento originario ebbe una certa importanza grazie alla sua posizione strategica sulla confluenza di due importanti strade, una in direzione nord-sud (Vetus via Tarenti) che dalla vicina città peuceta di Thuriæ, sul Monte Sannace[12], nei pressi dell'odierna Gioia del Colle, passando per Azetium (Rutigliano)[13] prosegue verso la costa poco a sud di Barium (Bari); l'altra in direzione est-ovest che da Silvium (Gravina di Puglia), per il Canale di Pirro, conduceva a Gnatia (Egnazia)[14].
Poco più a nord, sempre nei pressi del letto della Lama di Jumo, nelle vicinanze di un grosso monolite chiamato in dialetto Pentimone ovvero "Pentima - pietra - grande", vi sono tracce di un altro insediamento coevo a quello di Monte Sannace.
La presenza a Sammichele di due menhir, uno alto circa due metri, l'altro poco più di un metro, posti lungo la vecchia strada per Taranto, nonché ritrovamenti di cocci (frammenti di manufatti in terracotta di varie epoche) nei pressi del Pentimone, è testimonianza di questi insediamenti.

MedioevoModifica

Da molti documenti del Codice Diplomatico Barese risulta che nel XII secolo esisteva Canale o Casale di Frassineto di proprietà del potente barone Thomas De Fraxeneto[15], abitato poi fino alla fine del XV secolo. Dal XV secolo inizia la decadenza del casale.

L'abbazia di Sant'Angelo in FrassinetoModifica

Le prime notizie dell'abbazia benedettina di Sant'Angelo (San Michele) nasce nel corso dell'Alto medioevo a pochi chilometri da Sammichele di Bari, in località di Frassineto risalgono al 1158 e si rilevano dal Codice Diplomatico Normanno di Aversa in cui si racconta di una controversia tra l'abate Guidalmone e il Catapano Biagio di Modugno. È accertato che nel secolo XII l'abbazia era ancora viva e vitale. Oggi restano in piedi soltanto i resti dell'antica abbazia.

Il Xll secolo

Torre delle Quattro Miglia e la Torre CenturionaModifica

La Torre delle Quattro Miglia,eretta nella prima metà del '200, diventò di proprietà di Heronimo Centurione, banchiere genovese esercitante a Bari, che probabilmente fu acquistata dagli Acquaviva D'Aragona, signori di Conversano.

Nei pressi della torre vi è una cappella palatina intitolata a Santa Maria Maddalena che il Centurione fece ristrutturare e riaprire al culto. A testimonianza di ciò fece scolpire una lapide raffigurante il suo stemma nobiliare, al di sotto del quale si legge:

(Volgare)

«HERONIMO CENTVRIONE SI
GNORE DE QVESTO TOTE TER
RITORIO PALAZZO NOMINE LA CEN
TVRIONA VOLE CHE SI CELEBR
A VNA MESSA IN QVESTA C
APPELLA DE S.NTA MARIA MADDALE
NA OGNI GIORNO FESTIVO
LA PISSIMA CONTENE
LA CENTVRIONA MDIV»

(IT)

«Heronimo Centurione signore di tutto questo territorio [e del] palazzo chiamato La Centuriona vuole che si celebri una messa in questa cappella di Santa Maria Maddalena ogni giorno festivo. La Piissima protegge La Centuriona 1504»

Secondo quanto si legge nell'Apprezzo di Gioja del 1612 del Tabulario Virgilio de Marino, il territorio di Casamassima di proprietà del Barone il quale esigeva il terraggio, ovvero la metà dei prodotti dei campi - e quello di Gioia - il quale esigeva la fida.

Il XVII secoloModifica

Dai Vaaz, ai De Ponte ai CaraccioloModifica

L'attuale abitato fu ingrandito nel Seicento sotto il nobile mercante portoghese di origine ebrea Miguel Vaaz de Andrade, il 20 dicembre 1609 acquistò dal Fisco il feudo di Casamassima e raccolse 460 profughi serbi convertiti alla religione cattolica. Due anni dopo questi vengono espulsi perché praticano,segretamente il loro battesimo tradizionale ortodosso.
Nel 1617 l'intero insediamento viene ricostruito come il Casale di San Michele. La casata Vaaz cade in disgrazia per sospetto ebraismo e nel 1666 nuovo barone di San Michele diventa Antonio De Ponte, della omonima casata napoletana (lo stemma è collocato sull'arco d'ingresso del castello Caracciolo). Nel 1794 muore Maria Giuseppa De Ponte, ultima discendente della casata, vedova di Nicola Caracciolo di Vietri di Potenza. Il figlio Domenico Giuseppe sarà nuovo barone del fino al 1806, anno dell'eversione (abolizione) della feudalità.

Sul portone di ingresso del Castello il De Ponte pose una lapide con la seguente scritta:

(LA)

«D O M
ARCEM HAC VETVSTATE PENE COLLAPSA INSTAV≡
RATIONE PRIVS DEINDE ORNAMENTIS DEMV PROPV≡
LÆO HOC DECORAVIT D ANTONIVS DE PONTE RE≡
GIVS CONSILIARIVS BARO CASAMASSIMÆ ET SAN≡
CTI MICHAELIS A.D.MDCLXXV»

(IT)

«A Dio, il più buono, il più grande
Questo castello quasi cadente per vetustà prima con restauri poi con ornamenti finalmente con questo vestibolo decorò don Antonio De Ponte Regio Consigliere Barone di Casamassima e San Michele nell'anno del Signore MDCLXXV»

Il XIX secoloModifica

Nei primi anni dell'ottocento, con l'eversione della feudalità, avvenuta per effetto delle leggi napoleoniche, i Caracciolo persero la maggior parte dei loro territori, continuando però a essere i proprietari di quella che era stata la torre Centuriona, successivamente chiamata Castello Caracciolo, assume ora il carattere residenza signorile seicentesca.
San Michele ebbe un forte sviluppo grazie alla costruzione della strada consolare Bari-Taranto, tale che la popolazione raggiunse presto i 3000 abitanti, nuove abitazioni furono realizzate al di fuori del vecchio borgo, lungo le direzioni Casamassima-Gioia (Nord-Sud) e Turi-Acquaviva (Est-Ovest), e furono realizzate importanti opere pubbliche.
Nel 1812 il casale diventa comune autonomo (Comune di San Michele).
Nel 1861, con l'unità d'Italia, San Michele prende il nome di Sammichele di Bari.
Nel 1877 fu costruita la torre con l'orologio sulla porta del vecchio borgo[16]. Sulla sommità presenta un campanile a vela con due campane che scandiscono le ore e i quarti d'ora; al centro, al di sotto del quadrante, vi è raffigurata l'iscrizione

«Al progresso ed al viver civile
Questo regolo delle umane faccende
Invano reclamato nei tempi andati
La civica rappresentanza
Dava nel MDCCCXXVII»

Il XX secoloModifica

Nel corso del Novecento, furono inaugurate la linea telefonica (1901), quella elettrica (1924) e la prima fontana pubblica dell'Acquedotto Pugliese.
Nel 1951 nacque la Cassa Rurale e Artigiana di Sammichele di Bari, in seguito Banca di credito cooperativo di Sammichele di Bari, che nel 2001 si fuse con quella di Alberobello per formare il BCC di Alberobello e Sammichele di Bari.
Nel 1971 l'Amministrazione Comunale acquistò il Castello dai Caracciolo; nel 1968, su impulso del professor Vito Donato Bianco, nacque il Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco" che, nel 1974, con delibera dell'Amministrazione Comunale, fu ospitato nelle sale del Castello.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa di Santa Maria MaddalenaModifica

La Cappella di Santa Maria Maddalena tipicamente rinascimentale è una cappella riservatamente palatina, privata, della torre di cui il Signore Heronimo Centurione concede ai residenti il beneficio della messa festiva per l'intero anno liturgico (1504).

Nel 1617 con l'espansione di San Michele, viene costituita in parrocchia con il titolo di Santa Maria del Carmine. Con la casata De Ponte (1667--1794) la chiesa viene ingrandita in forme barocche. Nel 1766 per volere dell'Arciprete Vito Matteo Marinelli viene innalzata la guglia barocca del campanile. Le pitture della chiesa si dividono tra pala dell'altare maggiore, e le pitture che coprono le pareti e la volta dell'abside, il complesso pittorico celebra il ciclo della vita della Vergine. Nel riquadro laterale a destra in basso è raffigurata la nascita della Vergine, nel riquadro opposto, a sinistra è raffigurata la nascita di Gesù. Al di sopra dei riquadri da sinistra a destra si notano 4 medaglioni con i ritratti di S. Francesco di Assisi, S. Francesco di Paola, S. Filippo Neri e S. Ignazio di Loyola.

Il primo pennacchio in alto a destra raffigura la scena dell'Annunciazione. Il pennacchio di sinistra raffigura la scena del trionfo della Vergine su satana (Apocalisse). Al centro della volta a semibotte che chiude l'abside in alto, è raffigurata l'Assunzione della Vergine in cielo. La macchina della pala dell'altare maggiore è tripartita in tre tele, ai fianchi della tela centrale (raffigurante la Madonna del Carmine) si dispongono le figure di S. Vincenzo Ferreri a sinistra e S. Girolamo a destra, le suddette pitture di scuola napoletana e di autore ignoto risalgono all'inizio del secolo XVIII.

Entrando nella chiesa vicino al primo pilastro di sinistra si nota l'acquasantiera scolpita in pietra con l'antico battistero datato "1620 SM".

Nella navata di sinistra sono presenti due altari, sul primo vi è la statua lignea del secolo XVII di S. Michele (patrono di Sammichele di Bari), sul secondo altare vi è la statua dell'Addolorata. Infine, nella navata di destra vi è l'altare del Purgatorio sormontata dalla statua di S. Vito.

Chiesa Matrice di Santa Maria del CarmineModifica

Di stile neoclassico, viene costruita dall'anno 1844 al 1870, il 29 giugno 1870 viene aperta al culto ed il 26 novembre del 1873 viene consacrata. il titolo di parrocchia di Santa Maria del Carmine proviene dalla chiesa S. Maria Maddalena (1617). La facciata con paramento di conci in pietra levigati a corsi regolari è divisa orizzontalmente in due ordini da una trabeazione. Il portale è sormontato da un timpano curvilineo contenente nella lunetta un affresco della Madonna del Carmine. Su entrambi i lati posteriori incorporati per metà nel corpo di fabbrica della chiesa, si ergono due campanili: quello di sinistra fu completato nel 1888 e si eleva isolato dall'altezza della chiesa di un piano; quello di destra invece risulta incompleto e avrebbe contenuto l'orologio pubblico. L'interno della chiesa è a croce romana con copertura in volta a botte e abbellite da decorazioni in stucco dorato. Le 3 navate sono suddivise da 2 ordini di colonne con capitelli ionici.

Chiesa di San Francesco da PaolaModifica

La chiesa risalente al XIX secolo, è a cupola con un solo altare,dietro l'altare è posta una tela realizzata nel 1846 del pittore Giordano Bruno di Bari che raffigura Santa Maria del Carmine. Nella vetrinetta a destra dell'altare è collocata la statua S. Francesco da Paola, ai lati sono posti la sagrestia e l'obitorio. Alle spalle della chiesa ci sono le bocche di 15 sepolcri con intorno i gentilizi, di cui due utilizzati per l'epidemia di colera del 1865-66.Il cimitero è stato usato fino al 1910, quando venne costruito il nuovo cimitero, per inumazione.


Stemma comunaleModifica

 
Stemma di Sammichele di Bari


D'azzurro, alla figura alata di S. Michele vestito d'azzurro, ammantato di rosso ed elmato, brandente nella destra la spada e sostenente nella sinistra una bilancia, che calpesta il dragone rivoltato di verde avviluppato dalle fiamme al naturale sopra il terrazzo del medesimo

R.D. del 26 marzo 1935

Riconoscimento del gonfalone con D.C.G del 26 marzo 1935[17]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[18]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune al 31 dicembre 2013 erano 140. Di seguito sono riportati i gruppi per nazionalità[19]:

Pos. Cittadinanza Maschi Femmine Totali
1   Albania 27 20 47
2   Romania 3 20 23
3   Georgia 3 11 14
4   Marocco 8 3 11
5   India 7 3 10
6   Polonia 4 5 9
7   Macedonia del Nord 4 5 9
8   Senegal 3 1 4
9   Ucraina 1 2 3
10   Lussemburgo 1 1 2
11   Spagna 2 0 2
12   Brasile 2 0 2
13   Russia 0 1 1
14   Filippine 0 1 1
15   Mauritius 1 0 1
16   Stati Uniti 1 0 1
TOTALE 67 73 140

Lingue e dialettiModifica

Dialetto sammichelino
Parlato in  Italia
Regioni  Puglia
Locutori
Totale12.000 circa
Classificanon in top 100
Tassonomia
FilogenesiIndoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Apulo-barese
    Sammichelino o Casalino
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Dechiarazzióne uneversale d'i deritte de l'Ómene - Art.1 Tutte i crestiane nascene libbere e ch'i stésse deritte. Ténene sendeménde e chesciénze e s'onne à chembertà accòme frate june che li alde.

Il dialetto sammichelino è un dialetto parlato nel comune di Sammichele di Bari appartenente al gruppo dell'Apulo-barese.
Col passare del tempo, l'italianizzazione ne ha segnato una graduale evoluzione, facendo cadere in disuso termini arcaici.

Lingua italiana Dialetto sammichelino
Come te lo devo dire? Accòme te l'ià disce? /Acˈcɔːmə tə ˈlja ˈdi:ʃə/
Non si vede nulla! Nan s'affítte nudde! /ˈNanˌsafˈfi:ttə ˈnu:ddə/
Che vuoi? Ce ué? /ˈCɛ ˈwe:/
Chi è? Ci jé? /ˈCiˌˈje:/
Hai comprato la frutta? Ha'ccattate la frutte? /ˈa:ccatˈta:təˌla ˈfru:ttə/
C'è solamente una padella Stè sckitte na frezzòle /ˈstɛ ˈʃki:ttə ˈna frəzˈzɔ:lə/
Andiamo a coricarci Sciàmene a còlche /ˈʃiamənəˌa ˈccɔ:lkə/
Otto Uétte /ˈwe:ttə/

CulturaModifica

IstruzioneModifica

L'Istituto Comprensivo di Sammichele di Bari comprende due scuole dell'infanzia, due primarie e una secondaria di primo grado.

La biblioteca comunale, istituita nel 1966, ha un patrimonio di circa 6000 volumi ed è allestita nei locali dell'ex dopolavoro. La biblioteca parrocchiale, istituita nel 1998 raccoglie volumi, libri e pubblicazioni di proprietà parrocchiale.

Il Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco"[20], allestito negli ambienti del Castello Caracciolo, è uno dei più grandi musei demo-etno-antropologici d'Italia, e conserva circa 8000 oggetti che testimoniano la vita degli uomini della Civiltà Contadina, civiltà millenaria fondata sull'agricoltura, l'allevamento e i mestieri artigianali correlati.

MediaModifica

L'informazione locale conta sul bimestrale La Piazza.[21]

CinemaModifica

A Sammichele di Bari nel 1979 è stato girato il film La vedova del trullo, con la regia di Franco Bottari.[22]

EventiModifica

La zampina
(La zambine /ˈla tsamˈbi:nə/)

La zampina, prodotto tipico sammichelino, è un salume a base di carne mista fresca insaccato lungo e sottile, simile alla luganega, da mangiare previa cottura.
Le dimensioni sono di 70-100 cm per kg di prodotto. Ha un colore rosso più o meno intenso. È commercializzata sotto forma di prodotto sfuso in piccole e medie macellerie. Nei grandi supermercati è possibile acquistarla confezionata in vaschette ad atmosfera controllata per prolungarne la qualità e freschezza.

Processo produttivo e consumo

La zampina è preparata con carne mista bovina (primo taglio), ovina (ritagli) e suina (ritagli), tritata e condita con pomodoro, formaggio pecorino, basilico, sale e pepe, insaccata in budello di agnello o capretto.
Va consumata entro qualche giorno dalla preparazione, generalmente tagliata in porzioni lunghe circa 30 cm, arrotolate a spirali da 2 o 3 spire e cotte alla brace infilzate su spiedi.

Sagra della zampinaModifica

L'ultimo sabato di settembre si tiene la Sagra della zampina, del bocconcino e del buon vino, ideata nel 1967 e attuata dall'Amministrazione Comunale del Sindaco Nicola Madaro,per celebrare i prodotti tipici locali, in particolar modo la zampina (vedi box a lato).
Ogni anno la sagra attrae decine di migliaia di turisti da tutta la regione per gustare le specialità della terra ed assistere a concerti di cantanti famosi a livello nazionale.

Nella 51ª edizione della Sagra della Zampina, Sammichele ha ospitato Renzo Arbore e L'Orchestra Italiana.

Carnevale sammichelinoModifica

Protagonisti indiscussi del carnevale sammichelino sono i festini, serate di ballo con compagnie di maschere organizzate perlopiù presso abitazioni private, regolamentate secondo un'antica e tradizionale disciplina, dal 17 gennaio al martedì grasso. Agli anni '30 dell'ottocento risalgono le prime notizie del carnevale di San Michele. (vedi box a lato).

Il festino (U festine /ˈu fəˈsti:nə/)

«Sant'Antuéne, masckere fiscke e suéne»

/ˈsandˌanˈtwe:nə ˈmaʃkərə ˈfiʃkə ˈɛ ˈswe:nə/

Sant'Antonio, maschere, fischi e suoni

Il termine "festino" definisce sia la serata danzante e la sua organizzazione, sia il luogo ove si balla. Esso è organizzato dal padrone di casa o da personale di sua fiducia dal 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, ogni giovedì, sabato e domenica, sino all'ultimo lunedì e martedì di carnevale dalle ore 21 fino a notte fonda.[23]
Può essere adibita a festino la stanza più grande dell'abitazione o anche un locale annesso (preferibilmente a piano terra e comunque collegato con l'abitazione medesima), che comunque ospiti un numero limitato di invitati, proporzionale allo spazio a disposizione.
Si organizza il festino per l'esigenza di divertirsi e stare insieme durante il periodo di carnevale, secondo regole della tradizione e del folklore ormai radicate, e mai a fini speculativi. In passato era un'ottima occasione per le ragazze da marito di farsi conoscere al di fuori dei confini famigliari.

I componenti del festino
  • Gli invitati, ovvero parenti ed amici degli organizzatori, sono la parte essenziale del festino. Essi, una volta accettato l'invito, hanno il dovere di partecipare a tutte le serate e sempre al medesimo festino. Durante la serata, siedono lungo il perimetro della sala e separatamente le dame dai cavalieri.
  • Il portinaio (u pertenare /ˈu pərtəˈna:rə/), persona di fiducia dell'organizzazione, è responsabile dell'ingresso degli invitati e delle compagnie mascherate.
  • Il caposala (u mèste balle /ˈu ˈmɛstə ˈba:llə/) anima e coordina tutta la serata. Egli decide i balli e chi deve ballare, nonché il momento dell'ingresso e dell'uscita delle compagnie mascherate oltre al momento in cui fare espletare i giochi.
  • U motoriste /ˈu mòtòˈri:stə/ è il DJ addetto alla musica su direzione del caposala e si è sostituito ai musicanti di un tempo.
  • Le compagnie mascherate (I masckarate /ˈi maʃkaˈra:tə/), le compagnie mascherate, si aggirano per i festini del paese, e fino alle ore 24.00 del martedì grasso.[24] La mascherata è costituita da una o più persone, e tutti i componenti - piccoli e grandi, giovani e meno giovani - si mascherano improvvisando (abiti smessi, abiti d'epoca, abiti bizzarri, dòmini - personaggi incappucciati e con lunghe tuniche) e coprendosi in viso cercando di essere totalmente irriconoscibili.
  • Il conduttore guida la mascherata per i festini: persona maggiorenne, uomo o donna, ma comunque conosciuta in loco e l'unica senza maschera. Questi è responsabile delle maschere e della mascherata sia per strada che nel festino.
La serata

Il conduttore, in testa alla maschere, si porta all'ingresso dei festini e, dopo essersi fatto riconoscere presentandosi, chiede ospitalità per la compagnia da lui guidata: "C'è permèsse pe 'na compagnì de masckere?" (“È permesso entrare per una compagnia di maschere?”). Il caposala, tramite il portinaio, consente o nega l'ingresso alla compagnia, una per volta, alla quale è riservato un posto predeterminato e fisso. Ad essa sono riservate tutte le attenzioni di ospitalità: la si accoglie con applausi, rime ironiche e goliardiche e fenèzze (raffinatezze).

Al conduttore il caposala chiede quali balli preferisce, e a musica iniziata egli invita la mascherata al ballo: “Maschere e conduttore possono invitare”. Le maschere, solo dopo essere state autorizzate, devono invitare al ballo i cavalieri del festino e solo questi; il conduttore, dopo le maschere, invita al ballo una dama se uomo, un cavaliere se donna. Nessuno degli invitati può rifiutare l'invito al ballo.
Le maschere hanno l'obbligo di essere mute, possono parlare solo con il consenso del caposala tramite il proprio conduttore a condizione di scoprirsi il volto.
Inoltre, alla stessa condizione, possono invitare le dame al ballo.

Il caposala a propria discrezione decide quanti balli concedere alla compagnia, e al momento di congedarla la ringrazia con la fatidica frase: “Ringraziamo maschere e conduttore”. La mascherata esce tra applausi e musica per andare a un altro festino, mentre fuori la prossima attende l'ingresso.

Il "morto" (U murte /ˈu ˈmw:ərtə/)

Alle ore 24 del martedì grasso il caposala esclamando: "chiangite, u carnevale jè murte!" (/kjaŋiˈtə ˈu carnəˈva:lə ˈyɛ ˈmw:ərtə/ "piangete, il carnevale è morto!") sancisce a tutto il festino la fine del carnevale. Segue una goliardica drammatizzazione di un funerale al carnevale.

La pignatta (La pegnatte /ˈla pəˈɲɲattə/)

Il primo sabato e domenica di Quaresima v'è la pegnatte. Gli stessi componenti del festino, ormai liberi da vincoli di ospitalità per le maschere, si ritrovano tra giochi e balli a rivivere il clima carnevalesco attorno a una pignatta di creta, contenente ceci, biscotti, cioccolatini, nonché, per la sorpresa degli invitati, qualche volatile o coniglio,[senza fonte] unitamente a coriandoli e stelle filanti, una preparata dalle dame per i cavalieri ed un'altra dai cavalieri per le dame; esse vengono rotte a colpi di bastone da rispettivi destinatari.
I candidati alla rottura si avvicendano bendati e muniti di un bastone; essi dovranno individuare la collocazione della pignatta guidata dall'intensità della musica, e, con un colpo dall'alto verso il basso, rompere la stessa.

L’Ómene curte (/lˈomənə.cu:rtə/ L'uomo corto)

La maschera tipica del carnevale sammichelino è l’ómene curte[25], raffigurante un uomo di statura molto bassa, un contadino povero ma furbo. La persona è coperta con un sacco di juta fino alla vita, il quale forma la testa della maschera, con all'interno un grosso setaccio ("u farenale" /ˈu farəˈna:lə/) per dare volume; sopra questa "testa" è spesso appoggiata una vecchia coppola per un maggiore realismo. Una vecchia giacca è abbottonata in corrispondenza della vita e un bastone con due guanti, infilato nelle maniche della stessa, forma due braccia spalancate.
Muovendosi e ballando, egli colpisce con le sue "braccia" chiunque si trovi nelle vicinanze.

I falò di san Giuseppe
(I fanóve de San Geséppe /ˈi faˈno:və də ˈsan dʒəˈse:ppə/)
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Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, dopo la scuola gruppetti di bambini girano per le strade del paese portando un ramo di risulta della potatura del ciliegio ("u zippe" /ˈu ˈtsi:ppə/ - Plur. "i zèppere" /ˈi ˈtse:ppərə/), ben ramificato, bussando porta a porta e chiedendo: "Cè 'nge mitte a San Geséppe?" (/ˈcənˌdʒə ˈmittə ˈa ˈsan dʒəˈse:ppə/ "Cosa ci metti a San Giuseppe?"). Il padrone di casa offre un frutto, un dolcetto o un piccolo dono che viene appeso a una delle ramificazioni d'u zippe.[26]
In serata tutti i rami colmi di doni vengono posati alla base di grossi cumuli di fascine ai quali viene dato fuoco creando dei falò attorno ai quali la gente si raduna gioiosamente chiacchierando e mangiando ceci tostati e bevendo del vino.

Festività religioseModifica

Feste patronali in onore di san Michele Arcangelo e San Vito martireModifica

8 maggio e 9 maggio. Dal 2009 per Decreto Arcivescovile le due feste sono state spostate alla seconda domenica e secondo lunedì di maggio.
Fino a qualche tempo fa si festeggiava l'8 e il 9 maggio in ricordo della grazia che il santo concesse al paese e a tutti quelli limitrofi poiché, durante una grave siccità, la popolazione, come estrema ratio, chiese di portare la sacra statua in processione. Qualche memoria storica della comunità sammichelina narra che: al momento dell'uscita sul sagrato della chiesa, dopo un violento tuono, cominciò a scendere una pioggia che durò per qualche giorno e che mise fine ai disagi causati dalla mancanza d'acqua. Per questo miracolo, il comune limitrofo, Acquaviva delle Fonti, regalò alla comunità di Sammichele una giornata per poter svolgere la fiera paesana.[senza fonte]

Festa della Madonna del CarmineModifica

Il 16 luglio viene portata in processione una statua della patrona dell'unica parrocchia[27] di Sammichele.

Festa di San RoccoModifica

Primi sabato e domenica di settembre. Festa tradizionalmente organizzata dai muratori e scalpellini di Sammichele che affidavano al santo la loro incolumità sul lavoro.

Processione di San Michele della vendemmiaModifica

Il 29 settembre festa liturgica.

Passione Vivente che si organizza dal 1993 il mercoledì santo o se piove il martedì dopo pasqua

EconomiaModifica

La primaria risorsa economica di Sammichele di Bari è l'agricoltura. Vengono coltivate soprattutto olive, ciliegie, uva da tavola e da vino, mandorle. Il territorio di Sammichele è compreso nelle aree produttive della ciliegia Ferrovia e del Primitivo di Gioia del Colle[28].
Locali frantoi oleari provvedono alla molitura delle olive e alla produzione di olio d'oliva per uso familiare e/o commerciale.
Nel territorio sono altresì presenti importanti aziende vivaistiche la cui produzione ha un'importanza tale da essere esportata sull'arco del bacino del Mediterraneo.
Altra grande risorsa è il turismo enogastronomico, a cui molto importante è il contributo dato dalla zampina, preparata, cotta e degustata all'interno delle locali macellerie-rosticcerie, le quali attirano numerose comitive di avventori nelle serate di fine settimana.
Il turismo scolastico ha una discreta presenza grazie al Museo Dino Bianco.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il principale asse viario del Comune è la Strada statale 100 che collega Bari a Taranto. La viabilità locale è assicurata dalle strade provinciali SP58 Putignano-Sammichele, SP 132 Turi-Sammichele e SP125 Acquaviva-Sammichele.

FerrovieModifica

La stazione ferroviaria di Sammichele di Bari è posta lungo la linea Bari–Casamassima–Putignano gestita dalla società Ferrovie del Sud-Est[29]

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 ottobre 1987 15 giugno 1990 Vito Leonardo Spinelli Democrazia Cristiana Sindaco [30]
15 giugno 1990 12 gennaio 1993 Marco Sportelli Partito Socialista Italiano Sindaco [30]
12 gennaio 1993 19 febbraio 1994 Nicola Madaro Democrazia Cristiana Sindaco [30]
19 aprile 1994 24 aprile 1995 Rocco Spinelli Partito Popolare Italiano Sindaco [30]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gaspare Rubino centro-sinistra Sindaco [30]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Nicola Madaro Partito Popolare Italiano Sindaco [30]
15 giugno 2004 7 giugno 2009 Filippo Boscia Lista civica: Insieme Sindaco [30]
8 giugno 2009 22 settembre 2011 Natale Francesco Tateo Lista civica: Sammichele con Tateo sindaco Sindaco [30]
22 settembre 2011 8 maggio 2012 Alfonso Magnatta Comm. pref. [30]
8 maggio 2012 12 giugno 2017 Filippo Boscia Lista civica: L'idea insieme Sindaco [30]
12 giugno 2017 in carica Lorenzo Netti Lista civica: Sammichele per tutti Sindaco [30]

SportModifica

  • Polisportiva Dilettantistica Sammichele, calcio a 5 Militante in Serie A2
  • Atletica Giovanile Sammichele, atletica leggera, tra gli atleti più rappresentativi, Maria Teresa Marinelli, marcia, 1 presenza in nazionale Juniores e 1 presenza in nazionale Under23, 1 vittoria internazionale.
  • G. S. Atletico Sammichele di Bari, squadra di pallavolo militante nel campionato di serie C
  • Sporting Club Sammichele, calcio a 11
  • Bocciofila Sammichele
  • R03 Sammichele di Bari, società di ciclismo

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Una prodotto tipico a base di carne: la Zampina di Sammichele di Bari, su www.mondodelgusto.it. URL consultato l'8 aprile 2019.
  4. ^ Lama San Giorgio - La Macchia di Marcello, su terredelmediterraneo.org. URL consultato il 5 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2014).
  5. ^ La lama invasa dalle acque reflue - CorrieredelMezzogiorno
  6. ^ Lo scolo del depuratore nella lama (video)
  7. ^ Medie climatiche di Sammichele di Bari su climate-data.org
  8. ^ Medie climatiche di Sammichele di Bari su ilMeteo.it
  9. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su confedilizia.it. URL consultato l'8 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2010).
  10. ^ Γεωγραφικά/ΣΤ - Βικιθήκη
  11. ^ In un diploma di Arrigo VI in favore del monastero presso Monopoli, di cui è copia in pergamena nell'Archivio comunale di Putignano, Frassineto è nominato insieme e in mezzo a Bari e a Gioia: «Per totam terram Barii, Frassineti et Iohe».
    http://emeroteca.provincia.brindisi.it/Archivio%20Storico%20Pugliese/1988/Articoli/Un%27ImportanteViaIstmica.pdf
  12. ^ Puglia archeologica: Monte Sannace.
  13. ^ Azetium. Le mura e i frammenti archeologici.
  14. ^ Puglia archeologica: Egnazia.
  15. ^ Tommaso Frassineto, Barone del Feudo di Frassineto, di cui faceva parte anche il casale di Turi. Figlio di Ugo da Frassineto e nipote di Roberto Altavilla, conte di Conversano. Viene nominato come Signore di Turi nelle pergamene dell'archivio di Bari (932 - 1210). Cfr. Le pergamene di San Nicola di Bari, a cura di Nitti de Vito [Codice Diplomatico Barese, V], Bari 1902, p 234. (http://turinlinea.files.wordpress.com/2013/03/turi-tesi-laurea-di-anna-lizia.pdf)
  16. ^ Foto della torre dell'orologio, su panoramio.com. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2016).
  17. ^ Armoriale dei comuni della provincia di Bari
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2013 per sesso e cittadinanza, ISTAT.
  20. ^ Sito del Museo Dino Bianco, su museodinobianco.net.
  21. ^ Sito web, su la-piazza.it.
  22. ^ La vedova del trullo sul portale IMDb, su imdb.com.
  23. ^ Possono organizzare i festini anche le associazioni culturali nella sede dell'associazione medesima, purché l'ingresso sia riservato ai soli soci (l'elenco di questi ultimi deve essere a disposizione di eventuali controlli sin dal primo giorno e rimanere inalterato per tutto il carnevale) e ad un numero assai ristretto di ospiti.
  24. ^ Il Sindaco, quale Autorità di Pubblica Sicurezza, prima dell'inizio del carnevale, emette ordinanza con la quale si autorizza e disciplina la circolazione dei gruppi mascherati per le vie del paese.
  25. ^ Sammichelini travestiti da ómene curte (JPG), su la-piazza.it. URL consultato il 26 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  26. ^ Due ragazzi con un "zippe" (JPG), su prolocosammicheledibari.it. URL consultato il 26 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  27. ^ Sito ufficiale della parrocchia S. Maria del Carmine di Sammichele di bari.
  28. ^ Mappa dei vini della Puglia centro-meridionale
  29. ^ Sito ufficiale Ferrovie Sud Est, su fseonline.it.
  30. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Leonardo D'Addabbo, San Michele e una colonia serba, in Japigia, 1936.
  • Luigi Larocca, Note storiche e sviluppo cronologico delle vicende religiose e civili di San Michele di Bari, Locorotondo, Arti grafiche Angelini & Pace, 1958.
  • Giacomo Spinelli, Alberi della Libertà - Casale San Michele 1799, Sammichele di Bari, Suma Editore, 1999.
  • Giacomo Spinelli, La Rivoluzione del 1799 in Terra di Bari - Documenti e saggi storici, Sammichele di Bari, Grafiche Ciocia, 2000.
  • Don Vito Spinelli, Il Casale di "San Michele" - 400 anni di storia religiosa, Monopoli, Edizioni VIVERE IN, 2000.
  • Filippo Boscia, Gianni Trizio e Lorenzo Netti, Un territorio una cultura: dalle origini a San Michele di Bari, Sammichele di Bari, SUMA Editore, 1985.
  • Giacomo Spinelli, La reverenda fabbrica del Carmine, Sammichele di Bari, Suma Editore, 2001.
  • Pietro Mazzeo, Storia di Sammichele di Bari, Bari, Editrice Tipografica, 2005.
  • Giacomo Spinelli, Stasera a San Michele ... Storia di una Sagra, Sammichele di Bari, Suma Editore, 2006.
  • Giacomo Spinelli, Sammichele di Bari - Cenni storici, Sammichele di Bari, Almanacco a distribuzione gratuita a cura dell'Amministrazione Comunale, edito in occasione della festa patronale di San Michele Arcangelo, 2007.
  • Giacomo Spinelli, La Costanza ed altre vendite carbonare in Terra di Bari, Sammichele di Bari, Suma Editore, 2009. Edizione promossa da Regione Puglia - Assessorato Sud e Diritto alla Studio - Servizio Scuola, Università e Ricerca.
  • Pietro Mazzeo, Tracce di Sammichele di Bari tra 1100 e 1600, Bari, Editrice Tipografica, 2011.
  • Giacomo Spinelli, La Centuriona - Una torre nel territorio delle Quattro Miglia, Sammichele di Bari, Ideal Stampa, 2013.
  • Pietro Mazzeo, Le origini normanne di Sammichele di Bari, in "U Corrìire de BBàre", novembre 2011, pag. 5, riedito in Pietro Mazzeo, Pagine del tempo, Editrice Tipografica, Bari, 2014, pagg. 23-24.
  • Pietro Mazzeo, Lettura dell'epigrafe sita in Sammichele di Bari, via Roma n. 89, pubblicato in "la Piazza", luglio-agosto 2012, pag. 19, riedito in Pietro Mazzeo, Pagine del tempo, Editrice Tipografica, Bari, 2014, pagg. 58-59.
  • Pietro Mazzeo, Grafico ricostruttivo della Chiesa di S. Maria Maddalena di Sammichele di Bari nel 1500, in "la Piazza", a. XVI, 2, 2013, pag. 20, riedito in Pietro Mazzeo, Pagine del tempo, Editrice Tipografica, Bari, 2014, pagg. 44-46.
  • Pietro Mazzeo, Evoluzione urbanistica di Sammichele di Bari dalle origini (millecento) al 1600, in "la Piazza", luglio-agosto 2013, pag. 17, riedito in Pietro Mazzeo, Pagine del tempo, Editrice Tipografica, Bari, 2014, pagg. 25-27.
  • Pietro Mazzeo, Sammichele di Bari. Profilo storico, Editrice Tipografica, Bari, 2015.
  • Una importante via istmica della Peucezia e la connessa ipotesi di identificazione dell'antica Lupatia (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it.
  • Le dispute patrimoniali "in territorio Johe" dai Normanni alla fine del sec. XVIII (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it.
  • Una visita episcopale a San Michele di Bari nel 1632 (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it.
  • I Normanni di Puglia pt.3 (PDF), su emeroteca.provincia.brindisi.it.
  • CENTRI STORICI IN TERRA DI BARI architettura e struttura urbana nelle fonti documentarie e iconografiche di età moderna (PDF), su fedoa.unina.it.

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