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The Velvet Rope

album di Janet Jackson del 1997
The Velvet Rope
ArtistaJanet Jackson
Tipo albumStudio
Pubblicazione7 ottobre 1997
Durata75:22
Dischi1
Tracce22
GenereContemporary R&B[1]
Musica sperimentale[2]
Trip hop[2]
EtichettaVirgin
ProduttoreJanet Jackson, Terry Lewis, Jimmy Jam
Certificazioni
Dischi d'oroBelgio Belgio[3]
(vendite: 15 000+)
Danimarca Danimarca[4]
(vendite: 25 000+)
Finlandia Finlandia
(vendite: 20 000+)
Germania Germania[5]
(vendite: 400 000+)
Dischi di platinoEuropa Europa[6]
(vendite: 1 500 000+)
Filippine Filippine
(vendite: 40 000+)
Francia Francia[7]
(vendite: 300 000+)
Italia Italia[4]
(vendite: 175 000+)
Giappone Giappone[4]
(vendite: 300 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[8]
(vendite: 15 000+)
Norvegia Norvegia[9]
(vendite: 50 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[10]
(vendite: 100 000+)
Regno Unito Regno Unito[11]
(vendite: 300 000+)
Svizzera Svizzera[12]
(vendite: 50 000+)
Taiwan Taiwan[4]
(Vendite: 20.000+)
Australia Australia[13] (2)
(Vendite: 140.000+)
Sudafrica Sudafrica (2)
(vendite: 100 000+)
Canada Canada[14] (3)
(Vendite: 300.000+)
Stati Uniti Stati Uniti (3)[15]
(vendite: 3 600 000+)
Janet Jackson - cronologia
Album successivo
(2001)
Singoli
  1. Got 'til It's Gone
    Pubblicato: 22 settembre 1997
  2. Together Again
    Pubblicato: 2 dicembre 1997
  3. I Get Lonely
    Pubblicato: 26 febbraio 1998
  4. Go Deep
    Pubblicato: 15 giugno 1998
  5. You
    Pubblicato: 3 settembre 1998
  6. Every Time
    Pubblicato: 17 novembre 1998

The Velvet Rope è il sesto album di inediti della cantante statunitense Janet Jackson, pubblicato il 7 ottobre 1997 dalla Virgin Records.

Tematicamente il disco tocca vari argomenti: dal razzismo (Velvet Rope), all'esplorazione di vari tipi di sessualità (Rope Burn, reinterpretazione della canzone di Rod Stewart Tonight's the Night su un triangolo amoroso), alla violenza sulle donne (What About), ai pregiudizi sull'omosessualità (Free Xone), per arrivare all'autoanalisi e al superamento dei momenti di depressione (You, Special).[16] La critica musicale considerò questo album come uno dei migliori della Jackson[17] e fu lodato per le sue sonorità variegate e per la sua innovatività. Billboard lo definì «il suo disco più caratteristico e intimo», perché «tratta di violenza domestica, AIDS e omofobia, e contiene alcune delle sue canzoni più sessualmente spinte».[18] Anche l'accoglienza del pubblico fu calorosa, tantoché il disco conquistò le vette delle classifiche in molti paesi e le vendite complessive superarono i dieci milioni di copie.[19][20] In Europa ottenne tre Dischi di platino. Il singolo di lancio, Got 'til It's Gone, vinse un Grammy per il "Miglior videoclip" nel 1997".

DescrizioneModifica

ContenutiModifica

(EN)

«It's my believe that we all feel the need to feel special, and it's this need that can bring out the best in us, yet the worst in us. This need creates the velvet rope»

(IT)

«Sono dell'opinione che tutti noi proviamo il bisogno di sentirci speciali, ed è questo bisogno che può portare a galla la parte migliore di noi, come anche la peggiore. Da questo bisogno scaturisce il cordone di velluto.»

(Dall'introduzione Twisted Elegance)

L'album è uno dei lavori più complessi della carriera di Janet. Musicalmente, affidandosi, come in altri lavori precedenti, a Jam e Lewis, Janet mescola con successo sonorità pop a sonorità tipiche della musica afroamericana, quali l'hip hop o il rhythm and blues moderno, arrivando a risultati molto intensi. La presenza della violinista Vanessa Mae nella traccia Velvet Rope arricchisce maggiormente il tessuto musicale. Questa mescolanza stilistica era già stata messa in atto dalla Jackson nei suoi album Rhythm Nation 1814 e janet., ma con The Velvet Rope la consapevolezza dell'ibridazione musicale è maggiore.[16] Il disco fu considerato il primo esempio di rhythm and blues alternativo, una versione più indie del rhythm and blues poppeggiante di moda negli anni Novanta, a cui la stessa Jackson era votata, che fondeva elementi di generi quali jazz, trip hop e rock.[21] The Velvet Rope nacque in seguito a un periodo di profonda depressione della cantante seguito al janet. World Tour.[22] La popstar dichiarò in alcune interviste di essere tormentata da vecchi demoni interiori riguardanti l'insicurezza di sé e il proprio aspetto, somatizzati in forma di anoressia, bulimia e autolesionismo, vecchi traumi come il matrimonio con il violento James De Barge negli anni Ottanta o, ancora più indietro, la sua infanzia infelice e gli umilianti ricordi di scuola.[23] Si tratta di una pubblica autoanalisi fatta dei suoi racconti e di una lotta con il suo passato sullo stile di una terapia psicologica.

Il titolo dell'album fa riferimento al cordone di velluto rosso che delimita le aree riservate. La Jackson lo utilizza come metafora per invitare gli ascoltatori a conoscere il suo vero "io". Un'interpretazione di Robert Hilburn del Los Angeles Time era che il cordone di velluto rappresenta un oggetto di separazione che mette le persone « dalla parte sbagliata » escludendole dai vari contesti sulla base di discriminazioni di razza, età o altro tipo.[24] È una metafora dei confini emotivi e un'allusione al bisogno individuale di sentirsi speciali. Nell'interludio Sad dichiara: «Non c'è nulla di più deprimente di avere tutto e sentirsi ancora tristi».[25]

La cantante spiegò di non avere affatto in mente il mercato discografico durante la scrittura dei brani[26] e disse anche che non le importava se le avessero dato della lesbica per le sfumature omoerotiche di alcune canzoni.[27] Tematicamente l'album affronta argomenti diversi. Uno dei nodi cruciali è l'introspezione e l'analisi del sé. Nel testo di You, una sorta di dialogo della cantante con se stessa allo specchio, non si risparmia attacchi durissimi sulla sua debolezza e sulla sua impossibilità momentanea di essere felice, in un cantato dove sperimenta una voce rauca mai utilizzata prima. Un altro tema affrontato è quello dei pregiudizi sociali nei confronti degli omosessuali nel brano Free Xone, aperto da una brevissima parte parlata all'inizio, che esplode subito in un insieme di suoni funky, dove si narra dell'ira di un uomo su un aeroplano nel momento in cui questo scopre che il passeggero che gli siede a fianco è gay. Venature omosessuali presentano anche la versione di Tonight's the Night di Rod Stewart su un amore innocente e puro per una ragazza. Importante è anche la tematica del sadomasochismo che Janet esplora nel brano Rope Burn, che all'epoca fece molto parlare di sé. Il brano di maggiore successo fu Together Again, un'allegra elegia dedicata alle vittime dell'AIDS. Got 'til It's Gone è invece un dolce brano cantato in coppia con il rapper Q-Tip, che campiona la celebre canzone di Joni Mitchell Big Yellow Taxi.[senza fonte]

Singoli e videoclipModifica

 
Janet Jackson nel video di Got 'til It's Gone

Il singolo di lancio fu Got 'til It's Gone, cantato in coppia con il rapper Q-Tip; il brano campiona il celebre Big Yellow Taxi di Joni Mitchell, ha toni particolarmente nostalgici e parla dell'impossibilità di tornare indietro per rimediare ai torti commessi. Il videoclip è ambientato in un locale frequentato da persone di colore e mostra alcune scene di razzismo. Vi compare anche Joni Mitchell. Fu considerato dalla critica uno dei migliori video della carriera della Jackson, tantoché vinse un Grammy Award come "Miglior videoclip del 1997".

Il secondo singolo fu Together Again, un allegro brano pop dedicato alle vittime mietute dall'AIDS. Il pezzo divenne il singolo più venduto dell'intera carriera di Janet con oltre 6 milioni di copie e conquistò la vetta di molte classifiche di singoli in tutto il mondo, tra cui quella degli Stati Uniti. Nel videoclip Janet si trova in uno stato non precisato dell'Africa e indossa abiti tradizionali del luogo.

Il terzo estratto fu I Get Lonely, uno struggente brano d'amore, che presenta sonorità jazz. In esso la cantante racconta le sue sofferenze amorose e il forte sentimento di solitudine provato in mancanza del suo innamorato.

Il quarto singolo fu l'allegro pezzo pop/hip hop Go Deep, il più spensierato dell'album, che descrive i preparativi per un'uscita tra amici. Il singolo fu il primo della popstar dal 1986 a non entrare nella classifica statunitense dei singoli.

You venne realizzato solo come singolo promozionale radiofonico e fu accompagnato da un video che includeva spezzoni di filmati dal The Velvet Rope World Tour con l'aggiunta di alcuni primi piani della Jackson mentre canta la canzone in studio come fosse sul palco.

Il quinto e ultimo singolo (sesto in totale) fu la ballata Every Time, un pezzo lento che canta la gioia dell'artista ogni volta che vede la persona amata. Anche Every Time, come Go Deep, non entrò nella classifica statunitense dei singoli. Il videoclip della canzone ha toni particolarmente eterei ed è dominato da toni azzurri; Janet porta delle lenti a contatto celesti, è immersa in una piscina e si muove con leggiadria nell'acqua.

PromozioneModifica

La cantante si esibì in molti programmi TV di tutto il mondo per promuovere l'album. In Italia partecipò al programma televisivo Fantastico 1997, nel quale presentò Together Again. Alla fine dell'interpretazione venne intervistata e parlò delle sue ispirazioni musicali, del disco e del significato della canzone.[28]

Successivamente lanciò un tour mondiale, il The Velvet Rope World Tour, che la riportò anche in Italia.

AccoglienzaModifica

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic      [29]
Robert Christgau A–[30]
Encyclopedia of Popular Music      [31]
Entertainment Weekly A[32]
Los Angeles Times     [33]
Rolling Stone      [34]
The Rolling Stone Album Guide      [35]
Slant Magazine      [36]
USA Today     [37]

The Velvet Rope fu lodato dai critici musicali. In una recensione per il The New York Times il critico Jon Pareles lo definì «l'album più rivoluzionario, elaborato e meglio riuscito» di Janet Jackson, con canzoni «in trasformazione, da secchi ritmi incrociati sfociano ritornelli lussureggianti».[38] Greg Kot lo definì «la colonna sonora per una seduta dallo psicanalista», e il Los Angeles Times commentò il contenuto dei brani, che trattano «di relazioni sociali, emotive, sessuali e politiche, insaporendo le sognanti e spiritate melodie pop e i sinuosi ritmi R&B con interessanti sfumature di jazz, folk e techno».[39] Elysa Gardner aggiunse: «i momenti più provocanti alla fine si inseriscono nel filone principale dell'album, il cui scopo è incoraggiare relazioni in senso ampio più aperte e libere... Con hook così potenti e groove così deliziosi, l'autorità della Jackson non dovrebbe essere messa in discussione». MTV News lo descrisse come «un passo interessante verso una direzione nuova» e un «lungo viaggio alle volte bizzarro nel mondo dei sensi della Jackson».[40] Slant Magazine lo definì come «un capolavoro sontuosamente dark [...] Non c'è nulla di più sensuale della nudità emotiva».[36] Robert Christgau notò la vocalità della Jackson, sottolineando «la sua abilità magica di riprodurre il piacere».[41] Secondo Keith Harris, «la sua introspezione si intensifica con buoni risultati».[42]

In una recensione per The Village Voice, Vince Aletti ne lodò «il bizzarro tappeto sonoro costellato di elettronica» che rivela «un processo di ricostruzione psichica».[43] Aletti aggiunse che la Jackson «combina una pura sensibilità pop con ambizione, vulnerabilità, le sue parti più pazzoidi e sagaci. Lei è, nel suo modo imperfetto, speciale». Il suo materiale fu definito «più rivoluzionario».[43] Entertainment Weekly osservò come i brani parlino di «relazioni al computer, sadomasochismo e bisessualità» il tutto ascrivibile al tema dell'amore.[44] Roger Catlin di The Courant notò come la sua aurea «addolcisce i suoi messaggi politici alle volte stridenti o i suoi tentativi di scioccare con la sessualità [...] l'album risplende di sensualità, apertura e sete di nuove avventure, musicalmente e non».[45][46] Len Righi di The Morning Call lo definì un disco «interessante, in quanto la cantante affronta quasi ogni problema personale e malessere sociale immaginabili pur lasciando ancora spazio alle follie e al divertimento».[47] Jane Dark di City Pages scrisse che l'album «elude la classificazione in generi» lasciando Janet «in un genere tutto suo», e ancora «una testimonianza del sesso virtuale, della positività omo, del sadomasochismo leggero [in] toni elettronici astratti che vanno e vengono attaccando e lasciando la presa in modo ancor più acuto, che appaiono da e svaniscono in spazi di un bianco aggressivo».[48] USA Today lodò l'utilizzo di «beat più duri ed emozioni più crude».[37] AllMusic notò «una Janet più dura, sperimentale in campo sessuale» ma disapprovò i numerosi interlude dell'album.[29]

InfluenzaModifica

La rivista Rolling Stone ha inserito il disco al 256º posto della sua "lista dei 500 migliori album". È considerato una pietra miliare del genere rhythm and blues, importante anche per l'innovatività delle sonorità rispetto al mercato pop/rhythm and blues tradizionale. City Pages scrisse che le sonorità dell'album influenzarono la musica house e techno di Timbaland.[49] The Velvet Rope ispirò molti dischi degli anni Duemila, tra cui gli "album di ribellione" di Christina Aguilera Stripped, di Kelly Clarkson My December e di Rihanna Rated R[50] Alcuni ritengono che abbia influenzato album riconducibili a generi diversi, quali il rhythm and blues, la musica indie e il rock: l'eponimo disco di Beyoncé,[51] When the Pawn... di Fiona Apple,[52] e 808s & Heartbreak di Kanye West[53] per citarne alcuni. Secondo MTV News anche 8701 di Usher si rifarebbe all'album nella sua componente visiva.[54] Il disco avrebbe anche favorito lo sviluppo dell'Alternative R&B di Frank Ocean e di Miguel.[51]

TracceModifica

  1. Interlude: Twisted Elegance – 0:41
  2. Velvet Rope (featuring Vanessa-Mae) – 4:55 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr, Malcolm McLaren, Trevor Horn, Mike Oldfield)
  3. You – 4:42 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr, Harold Brown, Sylvester Allen, Morris Dickerson, Howard Scott, Leroy Jordan, Lee Oskar, Charles Miller)
  4. Got 'til It's Gone (featuring Joni Mitchell and Q-Tip) – 4:01 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr, Joni Mitchell, Q-Tip)
  5. Interlude: Speaker Phone – 0:54
  6. My Need – 3:44 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr, Marylin McLeod, Pamela Sawyer, Nickolas Ashford, Valerie Simpson)
  7. Interlude: Fasten Your Seatbelts – 0:19
  8. Go Deep – 4:42 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  9. Free Xone – 4:57 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr, James Brown, Billy Buttier, Archie Bell, Michael Hepburn)
  10. Interlude: Memory – 0:04
  11. Together Again – 5:01 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  12. Interlude: Online – 0:19
  13. Empty – 4:32 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  14. Interlude: Full – 0:12
  15. What About – 4:24 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  16. Every Time – 4:17 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  17. Tonight's the Night – 5:07 (Rod Stewart)
  18. I Get Lonely – 5:17 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  19. Rope Burn – 4:15 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  20. Anything – 4:54 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)
  21. Interlude: Sad – 0:10
  22. Special – 7:55 (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis, René Elizondo Jr)contiene la traccia nascosta Can't Be Stopped che inizia al 3:42

Durata totale: 75:22

Successo commercialeModifica

L'album venne pubblicato in tutto il mondo il 7 ottobre 1997, debuttando al primo posto della classifica di Billboard e vendendo 202.000 copie nella prima settimana.[25] Entro il 1998 aveva venduto 1,6 milioni di copie negli Stati Uniti, dove fu certificato triplo Disco di platino il 15 gennaio 1999 per aver venduto oltre tre milioni di copie.[25]

Il disco debuttò nei primi dieci posti della classifica dei principali paesi e a livello mondiale si certifica abbia superato i dieci milioni di copie vendute.[55]

ClassificheModifica

Di seguito sono elencate le posizioni più alte raggiunte in classifica dall'album in alcuni mercati discografici:

Posizioni di fine annoModifica

Paese (1997/1998) Posizione
Australia (1997)[64] 42
Australia (1998)[65] 82
Belgio Fiandre (1998)[66] 43
Belgio Vallonia (1997)[67] 85
Belgio Vallonia (1998)[68] 39
Canada (1998)[69] 34
Paesi Bassi (1998)[70] 20
Francia (1998)[71] 17
Italia (1998)[72] 42
Svizzera (1998)[73] 43
Stati Uniti (1997)[74] 115
Stati Uniti (1998)[75] 27

NoteModifica

  1. ^ (EN) Boombox staff, 20 Best R&B Albums of 1997, The Boombox. URL consultato il 31 maggio 2019.
  2. ^ a b (EN) Daryl Easlea, Janet Jackson The Velvet Rope Review, BBC. URL consultato il 1º settembre 2019.
    «Mature and experimental… Possibly the great lost 90s trip-hop album, in parts».
  3. ^ Ultratop 50 Albums Vlaanderen 1998 (in olandese), Ultratop. http://www.ultratop.be/xls/Awards%201998.htm. Retrieved 2010-07-06.
  4. ^ a b c d Billboard Magazine Nov 1, 1997. http://books.google.com/?id=0g0EAAAAMBAJ&pg=PA12&dq=Billboard+Nov+1,+1997+Janet+Jackson+The+Velvet+Rope&q. Retrieved 2010-08-05.
  5. ^ Gold-/Platin-Datenbank (in tedesco), Bundesverband Musikindustrie. http://www.musikindustrie.de/gold_platin_datenbank/?action=suche&strTitel=The%2BVelvet%2BRope&strInterpret=Janet%2BJackson&strTtArt=alle&strAwards=checked. Retrieved 2010-11-04.
  6. ^ IFPI Platinum Europe Awards – 1998, International Federation of the Phonographic Industry. http://www.ifpi.org/content/section_news/plat1998.html. Retrieved 2010-06-30.
  7. ^ Certifications Albums Platine – année 1998 (in francese), Syndicat National de l'Édition Phonographique. 1998-06-30. http://www.disqueenfrance.com/fr/page-259165.xml?year=1998&type=12. Retrieved 2010-06-30.
  8. ^ Scapolo, Dean (2007), The Complete New Zealand Music Charts 1966–2006. ISBN 978-1-877443-00-8.
  9. ^ Salgstroféer (in norvegese), IFPI Norway. http://www.ifpi.no/sok/index_trofe.htm. Retrieved 2010-07-03.
  10. ^ Goud/Platina (in olandese), NVPI. http://www.nvpi.nl/nvpi/pagina.asp?pagkey=60461#resultaat. Retrieved 2010-06-29.
  11. ^ Certified Awards Search, British Phonographic Industry. 1998-05-01. https://www.bpi.co.uk/brit-certified/. Retrieved 2010-06-30.
  12. ^ Awards 1998, IFPI Switzerland, Hung Medien. http://swisscharts.com/awards.asp?year=1998. Retrieved 2010-06-30.
  13. ^ ARIA Charts – Accreditations – 1998 Albums, Australian Recording Industry Association. http://www.aria.com.au/pages/aria-charts-accreditations-albums-1998.htm. Retrieved 2010-06-30.
  14. ^ Gold Platinum Database, Music Canada, 1998-09-28. Copia archiviata, su musiccanada.com. URL consultato il 6 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2014).. Retrieved 2011-11-06.
  15. ^ Gold & Platinum, Recording Industry Association of America, 1999-01-15. https://www.riaa.com/goldandplatinumdata.php?artist=%22The+Velvet+Rope%22. Retrieved 2010-06-30.
  16. ^ a b (EN) Michael Cragg, 'The Velvet Rope': how Janet Jackson inspired a whole generation, su The Guardian, 6 ottobre 2017.
  17. ^ http://www.slantmagazine.com/music/review/janet-jackson-the-velvet-rope
  18. ^ https://www.billboard.com/artist/304191/janet-jackson/biography
  19. ^ Graff, Gary (1998-08-02), Q&A with Janet Jackson, San Francisco Chronicle: p. 44. ISSN 19328672
  20. ^ Janet Jackson's greatest hits celebrated on 'Number Ones', janetjackson.com, 2009-10-13. http://www.janetjackson.com/story/news/janet_jacksons_greatest_hits_celebrated_on_number_ones. Retrieved 2010-08-26.
  21. ^ http://articles.latimes.com/1997/nov/20/entertainment/ca-55636
  22. ^ http://www.mtv.com/news/1430426/janet-discusses-depression-with-newsweek/
  23. ^ http://www.newsweek.com/rhythm-and-blues-171316
  24. ^ http://articles.latimes.com/1998/aug/22/entertainment/ca-15357
  25. ^ a b c (EN) Revisit Janet Jackson's 'The Velvet Rope' 20 years later, in Pierre into My Life, 6 ottobre 2017.
  26. ^ http://www.newnownext.com/janet-jackson-exclusive-interview-with-newnownext/02/2008/
  27. ^ http://www.nydailynews.com/true-velvet-janet-jackson-personal-new-lp-sexuality-famous-kin-article-1.804955
  28. ^ https://www.youtube.com/watch?v=BGndsM0NgpU
  29. ^ a b Stephen Thomas Erlewine, 'The Velvet Rope' - Janet Jackson, AllMusic. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  30. ^ Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice, November 4, New York, 1997. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  31. ^ Colin Larkin, The Encyclopedia of Popular Music, Omnibus Press, 2011, p. 303, ISBN 0-85712-595-8.
  32. ^ J. D. Considine, Music review: 'The Velvet Rope' (1997), in Entertainment Weekly, 10 ottobre 1997. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  33. ^ Elysa Gardner, These days, Janet's the thriller : Janet Jackson, "The Velvet Rope", Virgin, in Los Angeles Times, 5 ottobre 1997. URL consultato il 17 gennaio 2014.
  34. ^ Ernest Hardy, The Velvet Rope, in Rolling Stone, 30 ottobre 1997. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  35. ^ Laura Sinagra, Janet Jackson, in The New Rolling Stone Album Guide, Simon & Schuster, 2004, p. 411, ISBN 0-7432-0169-8. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  36. ^ a b Eric Henderson, Janet Jackson: The Velvet Rope, su Slant Magazine, 23 novembre 2006. URL consultato il 16 gennaio 2013.
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  38. ^ Pareles, Jon (October 7, 1997), Pop CD's; Love can get complicated (ouch!), The New York Times.
  39. ^ Gardner, Elysa, You're making your list and we've made ours: tons of ideas for presents- even for those hardest to please : From Elton to Boyz to Celine to Dylan, it's an album bull market, su Los Angeles Times, 20 novembre 1997. URL consultato il 20 aprile 2014.
  40. ^ http://www.mtv.com/news/1405/janet-jackson-experiments-on-new-album/
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  59. ^ Hits of the World, vol. 109, nº 44, Billboard, 1º novembre 1997, ISSN 0006-2510 (WC · ACNP). URL consultato il 26 luglio 2011.
  60. ^ Janet Jackson - 'The Velvet Rope', musicline.de. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2012).
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