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Iconio
Sede arcivescovile titolare
Archidiocesis Iconiensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Iconio
Mappa della diocesi civile di Asia (V secolo)
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XVII secolo
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Iconio
Eretta I secolo
Soppressa XX secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

L'arcidiocesi di Iconio (in latino: Archidioecesis Iconiensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Indice

StoriaModifica

Iconio, corrispondente alla città di Konya nell'odierna Turchia, è l'antica sede metropolitana della provincia romana della Licaonia nella diocesi civile di Asia e nel patriarcato di Costantinopoli.

Iconio ricevette ben presto la fede cristiana. Fu oggetto dell'evangelizzazione di san Paolo durante il suo primo viaggio missionario (Atti 14,1-7), dove incontrò la resistenza dei pagani e degli Ebrei, come l'Apostolo ricorderà più tardi (2 Timoteo 3,11). Il martirologio romano ricorda diversi santi che subirono il martirio a Iconio: la più conosciuta è santa Tecla, discepola di san Paolo, ma anche i santi Apollonio, Marciano, Trifenna e Trifosa. Tra i martiri, sono ricordati anche i primi due vescovi attribuiti dalla tradizione alla sede di Iconio: san Terenzio (Iconii, in Lycaonia, sancti Terentii, Episcopi et Martyris, 21 giugno) e san Caronato (Iconii, in Lycaonia, sancti Curonoti Episcopi, qui sub Perennio praeside, capite truncatus, martyrii palmam accepit, 12 settembre). Tra i vescovi di Iconio, il più conosciuto è sant'Anfilochio, scrittore ecclesiastico e teologo, amico di Basilio Magno e di Gregorio Nazianzeno.

Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Iconio è elencata al 23º posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli[1] e le sono attribuite 14 diocesi suffraganee.[2] Nella Notitia attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) Iconio è scesa al 24º posto fra le metropolie del patriarcato, e le diocesi suffraganee sono diventate 15.[3]

La sede metropolitana di Iconio è sopravvissuta fino al XX secolo; la circoscrizione ecclesiastica è stata soppressa in seguito agli accordi del trattato di Losanna del 1923, che ha imposto obbligatoriamente lo scambio delle popolazioni tra Grecia e Turchia e di conseguenza la fine della comunità cristiana.

Oggi Iconio sopravvive come sede arcivescovile titolare; la sede è vacante dal 5 marzo 1973.

Cronotassi degli arcivescovi greciModifica

  • San Terenzio †
  • San Caronato †
  • Celso †
  • Nicomas † (prima del 264 - dopo il 269)
  • Pietro † (menzionato nel 314 circa)
  • Eulalio † (menzionato nel 325)
  • Faustino † (? - circa 372 deceduto)
  • Giovanni I † (? - circa 375 deceduto)
  • Sant'Anfilochio † (375 eletto - circa 400 deceduto)
  • Valeriano † (menzionato nel 431)
  • Onesiforo † (prima del 449 - dopo il 451)
  • Palladio † (menzionato nel 458)
  • Teodolo † (menzionato nel 536)
  • Pastore † (menzionato nel 553)
  • Teodoro †
  • Paolo † (menzionato nel 680)
  • Elia † (menzionato nel 692)
  • Leone † (menzionato nel 787)
  • Teofilatto † (menzionato nell'869)
  • Teofilo † (menzionato nell'879)
  • Basilio † (menzionato nel 997)
  • Giovanni II † (menzionato nel 1027)

Cronotassi degli arcivescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ Heinrich Gelzer, Ungedruckte und ungenügend veröffentlichte Texte der Notitiae episcopatuum, in: Abhandlungen der philosophisch-historische classe der bayerische Akademie der Wissenschaften, 1901, p. 534, nº 30.
  2. ^ Gelzer, op. cit., p. 541, nnº 362-376.
  3. ^ Gelzer, op. cit., pp. 555-556, nnº 415-430.
  4. ^ Questa è la data in cui Cariofilli è menzionato in un documento del processo informativo della Dataria apostolica; secondo Eubel non è reperibile negli Archivi vaticani la bolla di nomina di questo vescovo alla sede titolare di Iconio, avvenuta sicuramente prima del 18 settembre 1622, giorno in cui ricevette la consacrazione episcopale (Eubel, Hierarchia Catholica, vol. IV, p. 208, nota 1).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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