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Cinema. Festa internazionale di Roma 2006

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PremièreModifica

Cinema 2006Modifica

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In collaborazione con il Tribeca Film FestivalModifica

Alice nella cittàModifica

Fuori concorsoModifica

In collaborazione con il Tribeca Film Festival - K1Modifica

In collaborazione con il Tribeca Film Festival - YAModifica

In collaborazione con PremièreModifica

K12Modifica

YAModifica

New Cinema NetworkModifica

Serate italianeModifica

Il lavoro dell'attoreModifica

Omaggio a Sean ConneryModifica

Actor's StudioModifica

PremiModifica

Premi principaliModifica

La giuria popolare presieduta da Ettore Scola ha assegnato i seguenti premi:

Un premio speciale è stato assegnato alla memoria di Gillo Pontecorvo, scomparso proprio alla vigilia della Festa del Cinema.

Premi collateraliModifica

I commenti alla vigiliaModifica

La prima edizione della Festa del cinema di Roma è stata preceduta da polemiche (più o meno reali), da un battage pubblicitario senza precedenti per un festival cinematografico italiano (giustificabile dalla necessità di creare un nuovo “evento”, mentre Venezia può giovare di una gloriosa tradizione), ed ha goduto di una copertura mediata massiccia. In particolare, è stata discussa la collocazione in calendario della Festa, a ridosso delle maggiori manifestazioni cinematografiche italiane, Venezia e Torino.

Alcune opinioni:

«La Festa di Roma potrebbe aprire, piuttosto che chiudere, spazi e disponibilità. Ma, coi tempi magri e futili che corrono, perché questo avvenga è indispensabile che ci sia dietro una volontà politica che non si accontenti dell'eventuale successo dell'Evento, ma lo utilizzi per moltiplicare le occasioni culturali. Perché l'Evento non si trasformi in un Big Bang che polverizza tutto ciò che lo circonda» (Emanuela Martini, FilmTV)

«Tanta l'offerta, anche se la quantità sembra superare di molto la qualità. Manca infatti un chiaro indirizzo: non è l'autorialità, visto che i grandi (e piccoli) maestri hanno preso in massa la via di Venezia. Né tanto meno la tanto decantata voglia di accontentare il grande pubblico, vista l'assenza di blockbuster o comunque di titoli di grande richiamo.» (Manlio Dolinar, Liberazione 27/9/06)

«Sarà un appuntamento di massa, una sfida. E, comunque vadano le cose, sarà un'esperienza inedita nel panorama cinematografico mondiale grondante festival, rassegne, vetrine: il pubblico, per la prima volta, sarà il protagonista assoluto (...) Qualcuno, intanto, obietta che non si sentiva il bisogno di un'ennesima vetrina cinematografica. (...) Ma non va dimenticato che l'offerta di cinema genera la domanda. (...) Tornerà a mettersi in moto quell'industria del cinema che rappresenta una voce importantissima nell'economia italiana» (Gloria Satta, Il Messaggero 10/10/06)

«Si scrive Festa, si legge Mercato. (...) Ricreare in Italia un grande mercato autunnale che prenda il posto del Mifed, decaduto e poi stroncato definitivamente tre anni fa dallo spostamento di date dell'American Film Market. (...) Non è una sfida provinciale, è una scommessa internazionale.» (Fabio Ferzetti, Il Messaggero 11/10/06)

Eventi collateraliModifica

Presso la Casa del Jazz si sono svolti concerti tematici sul connubio cinema e jazz, in particolare ricordando i compositori italiani di musica da film legati al jazz: Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Piero Umiliani. Gli omaggi sono stati resi, durante diversi concerti, da Enrico Pieranunzi, Valentina Piccioni, Luca Ruggero Jacovella, Dino e Franco Piana.

Incidente sulla linea A della Metropolitana di RomaModifica

Questa prima edizione del Festival è stata funestata da un incidente, il 17 ottobre 2006 si è verificato uno scontro tra due treni della linea A che è costata la vita ad una donna, e il ferimento di più di 200 persone. Questo evento ha modificato il programma del Festival, in particolare il giorno stesso della tragedia[1].

Il bilancio finaleModifica

Il bilancio ufficiale in termini numerici parla di 169 film di 32 nazionalità diverse, 650 proiezioni su 23 schermi, 56.000 biglietti venduti, un totale degli spettatori stimati (pubblico, accreditati, sale Anec) di oltre 150.000, 480.000 visitatori del Villaggio e delle Mostre (Bertolucci, Visconti, Digital Party, Rossellini), 6.837 accreditati[2].

Sul Messaggero, quotidiano di Roma, sono stati espressi giudizi particolarmente positivi sulla riuscita della Festa:

  • «questa festa del cinema è stata veramente Cinema. Nel senso più ampio del termine. (...) è cinema puro aver mobilitato una città intorno al valore sociale, economico ed artistico di un'opera di fantasia. (...) Sì, è stata una vera festa. Una festa tutta italiana. Senza il rigore berlinese, senza la pomposità francese di Cannes, ma con l'anima di questa città, italianissima, dove l'impossibile diventa incredibilmente possibile.» (Enrico Vanzina, 21 ottobre 2006).
  • «l'evento che per dieci giorni ha coinvolto l'intera città, dal centro alle periferie: cultura "alta" e spettacolo popolare, film d'autore e grande pubblico (...) E la città ha risposto, affollando le sale e accogliendo con simpatia il cinema, i suoi protagonisti, le sue emozioni. (...) la Festa di Roma ha avuto il merito di focalizzare per settimane l'attenzione sul cinema: non un "panda da salvare" ma un'industria viva che ha le sue radici nella Capitale (...) Nel futuro si potranno pure cambiare le date, come vorrebbe qualcuno, si potranno correggere i difetti ed esaltare i pregi della prima edizione. Ma la Festa è già una scommessa vinta della cultura romana e italiana, ha fatto del bene al cinema e ha rilanciato l'immagine della Capitale nel mondo.» (Gloria Satta, 22 ottobre 2006).
  • «(...) alla fine, nonostante quelli che a Roma si chiamano "gufi", la Festa è stata un successo. Ha funzionato il cocktail di divismo e approfondimento tematico. La convivenza fra la passerella delle star e film forti, o, come si diceva una volta, "impegnati", film che magari non piacciono a chi ha dell'Italia di oggi un'immagine edulcorata e irrealistica. Questa Festa ha lanciato una sfida che non mancherà di impegnare tutti quelli che amano non solo il cinema, ma la cultura in generale: la sfida sulla necessità di investire, nella cultura, non solo il talento degli individui o delle istituzioni, ma anche i talenti intesi come danari, strutture, opportunità industriali.» (Giancarlo De Cataldo, 22 ottobre 2006)
  • «(...) dopo questa prima edizione, un eccellente "numero zero", molte cose possono essere migliorate. La festa popolare, lo struscio, l'affluenza di pubblico non devono essere un punto d'arrivo ma un punto di partenza. Se a Roma c'è tanto interesse potenziale per un cinema diverso da quello che arriva nei multiplex, occorre lavorare (...) tutto l'anno, per formare il gusto, la competenza, l'amore per il buon cinema, che un tempo in Italia era davvero un fatto popolare mentre da qualche decennio è appannaggio di pochi. La città non chiede di meglio. La Festa, forse, è appena incominciata.» (Fabio Ferzetti, 22 ottobre 2006)

Altre opinioni della stampa:

  • Roberto Silvestri, sul Manifesto (22 ottobre 2006) ha ripreso le critiche di parte della stampa straniera, come la «sindrome di Nerone» (lo sfoggio di milioni di euro in ospitalità e premi promessi per strappare i film alla concorrenza), il «localismo» sfrenato (il numero di film italiani in programma), la scelta di film già presentati a Tribeca, Toronto e in quasi contemporanea a Londra.
  • Emanuela Martini, su FilmTV ha annotato invece come «il Concorso sia stato un po' soffocato dall'enfasi attribuita (fin dal momento organizzativo) all'anima più divistica e festaiola della manifestazione, elemento accessorio e non centrale di una luccicante immersione nelle immagini più accattivanti del cinema.»
  • «(...) più che contaminare l'idea tradizionale di festival, a Roma hanno sovrapposto idee diverse di manifestazioni. (...) Questa non è più contaminazione, è una "notte bianca" che si protrae per dieci giorni. È un modo nuovo di intendere il tempo libero. Se diventerà anche un modo nuovo di intendere il cinema (e di dare un nuovo senso al cinema, che poi era la vera scommessa veltroniana) è ancora tutto da verificare.» (Paolo Mereghetti, Ciak, novembre 2006)

Le voci più critiche sono arrivate dalla Rete:

  • «il maxievento che avrebbe dovuto riportare Roma al centro delle attenzioni mediatiche di quella stessa intellighenzia culturale che tanto bene si era spesa per gettare un sinistro cono d'ombra su Venezia, si è trovata ad arrancare, schiacciata dal peso delle sue stesse ambizioni, e alle prese con disfunzioni di carattere strutturale che potrebbero essere riaggiustate solo a costo di un radicale ripensamento di luoghi, degli spazi, dei momenti» (Sergio De Lino, Cinemavvenire.it)
  • «A Festa finita: il carosello di stampa e tivvù (Roma ha vinto su Venezia, è il ritornello) suggerisce uno spaccato sui complessi giochi di potere che sovrintendono la manifestazione e, allo stesso tempo, ne conferma il pieno fallimento. Cattiva la prima.» (Emanuele Di Nicola, Gli Spietati)

NoteModifica

  1. ^ Incidente nella metropolitana di Roma. Il comunicato ufficiale[collegamento interrotto]
  2. ^ Dati del sito ufficiale

Collegamenti esterniModifica

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