Casalfiumanese

comune italiano

Casalfiumanese (Casêl Fiumanés in romagnolo[5]) è un comune italiano di 3 375 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna ma facente parte del territorio della Romagna storica[6]. Si trova lungo la Valle del Santerno; il centro storico è situato in una zona sopraelevata.

Casalfiumanese
comune
Casalfiumanese – Stemma
Casalfiumanese – Bandiera
Casalfiumanese – Veduta
Casalfiumanese – Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Città metropolitana Bologna
Amministrazione
SindacoBeatrice Poli (PD) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°17′28.54″N 11°32′08.61″E / 44.291261°N 11.535725°E44.291261; 11.535725 (Casalfiumanese)
Altitudine125[1] m s.l.m.
Superficie82,03 km²
Abitanti3 375[2] (31-11-2023)
Densità41,14 ab./km²
FrazioniGesso, San Martino in Pedriolo, Sassoleone
Comuni confinantiBorgo Tossignano, Castel del Rio, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Monterenzio
Altre informazioni
Cod. postale40020
Prefisso0542
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT037012
Cod. catastaleB892
TargaBO
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 334 GG[4]
Nome abitanticasalesi
Patronosan Gregorio Magno
Giorno festivo12 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casalfiumanese
Casalfiumanese
Casalfiumanese – Mappa
Casalfiumanese – Mappa
Posizione del comune di Casalfiumanese nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Geografia fisica modifica

Nella zona sono presenti sorgenti salsoiodiche. Inoltre, si possono osservare emanazioni gassose che danno origine al fenomeno dei "bollitori".[7]

Storia modifica

Nell'Alto Medioevo esisteva un agglomerato di case lungo il rio Salato (affluente di sinistra del Santerno), chiamato Rivo Salso[8] (oggi rio Salato), costruito attorno a una chiesa dedicata alla Madonna («S. Maria in Rivo Salso»).

Tra il X e l'XI secolo gli abitanti decisero di edificare un castrum, ovvero una fortezza murata. Scelsero un poggiolo pochi chilometri più a sud, sempre sulla sinistra del Santerno. Vi si trasferirono in massa[9] e successivamente si costituirono in libero comune (fine XI secolo).
Il nome Castrum Casale compare in tre bolle papali del XII secolo (nel 1127 di papa Onorio II, nel 1151 e nel 1179 ad opera dei papi successivi).[10] Il castello aveva forma rettangolare con un'unica porta d'ingresso con ponte levatoio volta verso est. Successivamente venne eretta una torre con orologio pubblico, simbolo del paese e tuttora raffigurata nello stemma comunale.[11]

Nel XIII secolo il castello di Casale faceva parte del contado della città di Imola. Tra il 1265 e il 1278, Imola e il proprio contado furono assoggettate alla città di Bologna. Durante questo breve periodo i bolognesi procedettero a censire le proprietà private nelle terre da loro conquistate. In questo censimento fiscale apparve per la prima volta il nome Casale Flumanese.[12]

Nel secolo seguente Casale fu lungamente conteso tra Bologna e Imola, che cercarono di annetterlo ai propri dominii approfittando della lontananza dei papi, trasferitisi ad Avignone. Bologna riuscì a strappare a Imola una serie di territori a macchia di leopardo, alcuni siti nella valle del Sillaro, altri nella valle del Santerno: Casalfiumanese, Croara, Sassoleone, Codronco (comprendente Pezzolo, Filetto, Carseggio e Macerato), Fiagnano e Bello (oggi San Martino in Pedriolo): in tutto, sei castra. Croara, a sua volta, incorporava la Morea, Tombe di Sassatello e Gesso (sotto la cui giurisdizione era Sassoleone)[13]. Il 7 aprile 1376 i massari di questi territori, ben 38, sottoscrissero un patto di fedeltà verso la città felsinea. Il patto però non divenne mai effettivo a causa delle lotte intestine tra le famiglie patrizie di Bologna[14]. Nel 1379 tra gli abitanti di Codronco scoppiò una faida con morti da entrambe le parti. Il Comune di Bologna intervenne e divise il paese in due: Codronco e Bastia di Codronco. Il primo si dichiarò fedele ad Imola, mentre il secondo si schierò per Bologna.[15] Il confine è rimasto inalterato fino ad oggi. Attualmente divide i comuni di Casalfiumanese e Fontanelice. Il monte Codronco e Filetto passarono ai fontanesi, mentre Pezzolo, Carseggio e Macerato rimasero a Casalfiumanese. Presso la parrocchia di Macerato ebbero origine le famiglie Codronchi Guidarelli, Codronchi Àrgeli e Codronchi Ceccoli. Queste famiglie lasciarono il paese d’origine e si inurbarono a Imola, dove divennero tra le famiglie aristocratiche più in vista della città[14].

Successivamente, nel territorio dei sei castra sorsero due nuovi centri: l'abitato della pieve di Sant'Andrea e quello di Pedriaga, situati a pochi km l'uno dall'altro. Tutte queste comunità nel 1417 formarono la "Podestaria del Comune di Bologna nel territorio imolese"[16].

Tale assetto giunse immutato fino al 1797 quando, con il nuovo regime imposto dai francesi di Napoleone, furono istituiti i Dipartimenti e i cantoni. Poi con la Restaurazione si tornò all'assetto precedente. L'unica differenza fu che, mentre Casalfiumanese rimase comune autonomo, gli altri centri abitati furono declassati.

Il 27 dicembre 1859, con la ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, il Comune di Casalfiumanese fu aggregato alla Provincia di Bologna. Con il plebiscito del 1860 entrò a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne Regno d'Italia.

Casalfiumanese venne liberata da truppe americane e da soldati italiani della "Nembo" il 12 aprile 1945.

Simboli modifica

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del Governo del 30 dicembre 1926.[17]

«D'argento, alla torre di rosso, merlata di quattro alla guelfa, fondata su una campagna al naturale; col capo d'Angiò

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 17 febbraio 1927[17], è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse modifica

Architetture religiose modifica

  • Santuario della Madonna di Riviera (immagine). Edificata come chiesa di un monastero fondato nel XIV secolo, è il più antico santuario mariano della vallata del Santerno[18]. Del complesso monastico, oggi rimane unicamente la chiesa, in stile romanico;
 
Pieve di sant'Andrea, foto di Paolo Monti del 1971
 
Foto di Paolo Monti del 1971
  • Pieve di sant'Andrea (borgo incastellato con torrione). La prima memoria della pieve (immagine) è contenuta in una bolla di papa Onorio II indirizzata al vescovo Bennone databile negli anni 1126-1130. Ancora parzialmente racchiuso nelle quattrocentesche mura, con un superstite torrione dell'epoca di Ludovico Alidosi (1412), il borgo è oggi diviso a metà tra i comuni di Imola e Casalfiumanese.[19]
  • Campanile di Fiagnano, resti di un antico campanile che domina dall'alto la valle del Sellustra.
 
Il Campanile di Fiagnano

La più antica chiesa del territorio era denominata nell'Alto Medioevo Santa Maria Rivi Salsi e fu edificata presso il rio omonimo, citato nei documenti come Rivo Salso (oggi è il rio Salato).[10]

Anche dopo la fondazione di castrum Casale (tra il X e l'XI secolo) la chiesa di Santa Maria continuò ad essere la chiesa principale della comunità. Solo nel 1630 la titolarità parrocchiale fu trasferita dentro Casalfiumanese, la cui chiesa fu intitolata a San Gregorio Magno. Nel 1714 fu insignita del titolo arcipretale. Quanto a S. Maria Rivi Salsi, essa fu abbandonata e cadde in rovina. Oggi ne restano i ruderi.

L'altra chiesa importante nella storia della comunità è la pieve di Gesso. Nel Medioevo la sua giurisdizione si estendeva a monte fino al confine con il territorio dei conti Ubaldini.

Società modifica

Evoluzione demografica modifica

Abitanti censiti[20]

Variazione della popolazione residente a Casalfiumanese dal 2006 al 2010.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31-12-2006 3 241 3 086 155 (4,8%)
31-12-2010 3 478 + 7,3% 3 200 + 3,7% 278 (8,0%) + 79,4%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Religione modifica

Quasi tutto il territorio di Casalfiumanese appartiene alla diocesi di Imola. Nel comune sono presenti nove parrocchie facenti parte della Diocesi imolese. Si tratta di: Casalfiumanese (principale), Casalino, Carseggio, Croara, Gesso, Pezzuolo, Sassoleone, Sellustra e Valsellustra (che ha ereditato il titolo dell'antica Pieve di Sant'Andrea)[21]. Vi è inoltre una parrocchia facente parte dell'Arcidiocesi di Bologna: San Martino in Pedriolo.

A Casalfiumanese ha avuto sede dal 1969 al 2021 una Casa della congregazione delle «Pie Operaie di San Giuseppe», fondata a Castel del Rio dalla Serva di Dio Madre Maria Agnese Tribbioli (1879 - 1965)[22].

Il Santuario della Madonna di Riviera (tra Casalfiumanese e Borgo Tossignano), è il più antico luogo di devozione mariana della vallata del Santerno. La venerata l'immagine, una tavoletta policroma, è attestata fin dal 1448. Fu il frutto di un'apparizione a una fanciulla del posto di nome Cornelia. È invocata come protezione da tutte le calamità naturali. La sua ricorrenza cade il 2 luglio.

Altro luogo di venerazione è stato per secoli il Santuario della Madonna del Rio, a Gesso.[23] L'immagine, in terracotta, fu rinvenuta nel 1638 da un contadino, Giovanni Masi, nel letto del rio. La costruzione della chiesa risale al 1714. Alla chiesa venne poi aggiunta la casa del pellegrino. Dopo la seconda guerra mondiale la zona si spopolò: da allora il santuario venne abbandonato. Nel 1972 la sacra immagine venne traslata nella nuova chiesa di San Martino a Gesso, dove due anni dopo fu trafugata.

Cultura modifica

Teatro modifica

Il teatro comunale di Casalfiumanese offre una stagione di prosa (anche commedie in romagnolo) ed è sede di convegni e iniziative culturali.

Eventi modifica

Casalfiumanese
  • «Sagra del raviolo», (la domenica più vicina al 19 marzo, Festa di San Giuseppe), istituita nel 1925 riprendendo l'antica Fiera del bestiame di San Giuseppe, risalente al lontano 1738). Dalle torri che si affacciano sulla piazza centrale del paese, caratteristico lancio dei ravioli dolci alla folla cittadina;
  • «Mostra e sagra dell'albicocca» (ultima domenica di giugno), dal 1971.
Sassoleone
  • «Sagra della cuccagna», (la prima domenica di aprile), si svolge dalla fine del XIX secolo;

Geografia antropica modifica

Il territorio comunale abbraccia tre vallate: Santerno, Sellustra e Sillaro. Per estensione è il quarto comune del circondario imolese, dopo Imola, Medicina (Italia) e Castel San Pietro Terme. Oltre al capoluogo, tra i centri maggiormente abitati si registrano le frazioni di San Martino in Pedriolo e Sassoleone.

Altre località sono Borgo Casale, Carseggio, Casalino, Casoni di Romagna, Croara, Gesso, Pezzuolo, Pieve Sant'Andrea, Riviera, Sellustra e Valsellustra.

Economia modifica

Agricoltura modifica

La posizione geografica nel quale si trova rende adatto il suo territorio alle colture da frutto.

Amministrazione modifica

Il Comune di Casalfiumanese fa parte dell'unione dei comuni denominata Nuovo Circondario Imolese.

Sindaci precedenti modifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1948 Luigi Baroncini Sindaco Segretario del CLN locale
1948 1951 Sergio Battilani Partito Comunista Sindaco Dimissioni[24]
1951 1975 Vito Salieri Partito Comunista Sindaco Confermato tre volte.
1975 17 luglio 1980 Luciano Poli Sindaco
18 luglio 1980 25 giugno 1985 Franco Falconi Sindaco
26 giugno 1985 23 aprile 1995 Raffaella Salieri Partito Comunista[25]
PDS[26]
Sindaco Confermata il 26 maggio 1990.
24 aprile 1995 13 giugno 2004 Gigliola Poli PDS[27]
lista civica[28]
Sindaco Confermata il 14 giugno 1999.
14 giugno 2004 25 maggio 2014 Roberto Poli lista civica[29] Sindaco Confermato l'8 giugno 2009.
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Gisella Rivola lista civica Sindaco

Gemellaggi modifica

Sport modifica

Società sportive modifica

La squadra Valsanterno 2009 è l'unica squadra di calcio del comune.

Note modifica

  1. ^ Comune di Casalfiumanese, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 giugno 2021.
  2. ^ Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 152, ISBN 88-11-30500-4.
  6. ^ La Romagna: nome e confini, su www.historiafaentina.it. URL consultato il 23 febbraio 2023.
  7. ^ I bollitori del Rio Salso (PDF), su geo-net.it. URL consultato il 26 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  8. ^ Il nome deriva dalla natura salsoiodica delle sue acque.
  9. ^ La chiesa di Rivo Salso continuò invece ad essere la parrocchia principale del territorio. Casalfiumanese cessò di essere suffraganea di Rivo Salso solo nel 1630.
  10. ^ a b Raspanti, p. 169.
  11. ^ Raspanti, p. 170.
  12. ^ Raspanti, p. 172.
  13. ^ Faceva parte del territorio di Sassoleone l'abitato di Casoni di Romagna.
  14. ^ a b Marcello Castellari, Casalfiumanese avamposto di Bologna contro Imola, in «Sabato Sera», 12 luglio 1975.
  15. ^ Raspanti, p. 173.
  16. ^ Analisi dell'evoluzione urbanistica del comune di Casalfiumanese (PDF), su psc.nuovocircondarioimolese.it. URL consultato il 26 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2014).
  17. ^ a b Casalfiumanese, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 25 settembre 2022.
  18. ^ Michela Ricci, «Nuovo Diario-Messaggero», 28 gennaio 2021, pag. 21.
  19. ^ Carlo D'Onofrio, I mille anni di Pieve Sant'Andrea, Imola 2012, 96 pagg.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  21. ^ Decreto ministeriale 8 settembre 1986, n. , in materia di "Conferimento della qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto a centoundici parrocchie e perdita della personalità giuridica civile da parte di centotrentadue chiese parrocchiali, tutte della Diocesi di Imola."
  22. ^ Dopo 52 anni le suore Pie Operaie di San Giuseppe salutano Casalfiumanese, su ilnuovodiario.com. URL consultato il 15 luglio.
  23. ^ I confini parrocchiali e quelli amministrativi non coincidono: il santuario si trova nel comune di Fontanelice.
  24. ^ Nel maggio 1951 fu arrestato con l'accusa di omicidio ai danni dell'intera famiglia Biondi, avvenuto a Fabbrica (Imola) il 29 settembre 1945. Al processo venne assolto per insufficienza di prove.
  25. ^ Fino al 1991.
  26. ^ Dal 1991 in poi.
  27. ^ Nel primo mandato.
  28. ^ Nel secondo mandato. La lista era sostenuta dall'Ulivo.
  29. ^ Appoggiata dal Partito Democratico.

Bibliografia modifica

  • Lorenzo Raspanti, Il fiume racconta, Imola, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, 1997.

Voci correlate modifica

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Collegamenti esterni modifica

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