Apri il menu principale
Contea di Celano
Celano-Stemma.png
Informazioni generali
Nome ufficiale Comitatus Celanii
Capoluogo Celano
10.071 abitanti
Altri capoluoghi Avezzano
Dipendente da Regno di Sicilia
Regno di Napoli
Regno delle Due Sicilie
Suddiviso in 3 distretti
1 circondario
35 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa monarchia feudale
Conti Rainaldo dei Marsi, Ruggero II di Sicilia, Odorisio I di Sicilia, San Berardo dei Marsi (fondatori accertati)
Evoluzione storica
Inizio 1045 con Rainaldo dei Marsi
Causa Interventi posti in essere da Rainaldo dei Marsi nella lotta al potere feudale
Fine 1806 - 1808
Causa Eversione della feudalità
Preceduto da Succeduto da
Ducato dei Marsi Provincia dell'Aquila
Cartografia
Map of comune of Celano (province of L'Aquila, region Abruzzo, Italy).svg

La Contea di Celano fu una contea normanna sviluppatasi nell'XI secolo con capoluogo Celano.

StoriaModifica

CronologiaModifica

La gastaldia dei Marsi, inserita nel ducato di Spoleto, fu elevata a contea dotata di autonomia amministrativa dall'imperatore Lotario I nel corso del IX secolo.

La contea marsicana, con a capo Celano, si sviluppò ulteriormente nel X secolo grazie all'unione del già ampio contado marsicano con altri paesi[1].

Ruggero II di Sicilia divise la contea dei Marsi in tre tronconi:

Rainaldo fece diventare nel 1143 quella di Celano la più grande contea presente sul territorio marsicano, inglobando i territori di Cocullo, Goriano Sicoli, Goriano Valli e Molina Aterno.

Il conte inoltre cercò di far divenire Celano, capoluogo della contea, sede della diocesi ma non ci riuscì per intervento del Papa Eugenio III.

Nel 1212 alla morte del conte Pietro da Celano, la contea passò prima al figlio primogenito Riccardo e quindi alla morte di questi (1221) a Tommaso, fratello di Riccardo.

Tommaso, il più potente feudatario del regno siciliano mira a continuare la politica paterna di ricreare uno stato indipendente tra Papato e Regno di Sicilia. Per fare ciò si sposa con Giuditta del Molise nel 1213 divenendo conte del Molise che si aggiunge alla contea di Albe, che già aveva. Poco dopo sfida il fratello in combattimento e ciò gli assicura alla fine anche la contea di Celano, che però non può ancora ereditare vista la presenza di Riccardo che comunque mantiene un suo ruolo attivo in Celano.

Nel 1220 Federico II diventa ufficialmente imperatore e pretende che tutti i baroni si sottomettono, lo fanno tutti tranne Tommaso.

Successivamente a causa dell'opposizione di costui, l'imperatore Federico II, muove guerra a Tommaso conte di Celano.

La guerra fra i due dura tre anni dal 1220 al 1223 e coinvolge tutta la Marsica, che tra tanti patimenti alla fine vede la vittoria di Federico II su Tommaso.

Federico tuttavia pur accordandosi con Tommaso per costringerlo ad andarsene si vendica della popolazione locale per aver sostenuto Tommaso. Celano viene distrutta nel 1223 e gli abitanti sono costretti all'esilio.

Successivamente per intercessione papale Celano è ricostruita in un nuovo sito a circa 1 km di distanza sul colle San Vittorino. Agli abitanti è permesso di far ritorno. Poi con la morte di Federico II, e dopo un breve periodo di regno di Federico d'Antiochia tra il 1252 e il 1253, Celano torna al conte Ruggerone ovvero ai Berardi fino al 1282; per breve tempo fu concessa nel 1287 a Raimondo d'Artois consanguineo di Carlo I d'Angiò, per tornare poi nelle mani della dinastia dei conti di Celano che la tennero per tutto il XIV secolo.
Nel 1383 Carlo III di Durazzo re di Napoli e Sicilia disponeva la successione della contea di Celano in favore delle persone di Ruggeri, Berardo ed altri della famiglia dei conti di Celano[2].
Sin dal 1418 a seguito della morte del conte Nicola[3], per volontà di papa Martino V la contea fu posta sotto la protezione della famiglia Colonna e fatta assegnare ai suoi fratelli Lorenzo Onofrio e alla morte di questo a Giordano, quindi nel 1423 al figlio di Lorenzo, Odoardo promesso sposo dell'ultima erede dei conti di Celano, Jacovella che nel 1422 era stata nominata erede universale dal fratello Pietro[4], emanando nel contempo una bolla che sottraeva la contea dall'autorità dei sovrani e ufficiali del regno[5]. Con la morte di Giovanna II e del pontefice, Covella riprese la contea per portarla in dote nel 1436 a Jacopo Caldora e poi nel 1440 a Lionello Accrocciamuro fino al 1458, sotto il controllo degli Aragonesi.

Scomparsi gli ultimi discendenti dell'antico casato dei conti Berardi di Celano e con la sconfitta di Ruggero Accrocciamuro, figlio di Lionello e Covella, nel 1463 la contea veniva concessa ad Antonio I Maria Piccolomini Todeschini, che aggiunse anche il cognome D’Aragona per aver sposato Maria, figlia naturale del sovrano aragonese e ai cui eredi rimase fino al 1591, quando la vendettero ai Peretti, pur mantenendone ancora il titolo applicato sul feudo di Scafati.
Pervenne poi per matrimonio ai Savelli ed infine ai duchi Cesarini Sforza fino al 1816.
Gli ultimi proprietari del castello furono nel 1892 i Baroni Tomassetti.

Sviluppo economicoModifica

La Contea di Celano si sviluppò attorno al X secolo grazie all'unione del contado marsicano con altri paesi.
Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi dove dormiva, insieme con i poveri, in una località chiamata "Luogo" (in dialetto "i loche"), nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1219 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[6]. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, San Francesco, fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa di Sant'Antonio da Padova[7][8][9].

Sotto il dominio di Lionello Accrocciamuro fu "regolarizzato" dagli Aragonesi il famoso Regio Tratturo Celano-Foggia e venne potenziata una delle più frequentate vie pastorali della transumanza tanto da farla divenire nel XIV secolo un cardine dell'economia celanese. L'Accrocciamuro e la contessa Jacovella, ultima erede dei conti di Celano, portarono a compimento importanti opere: completamento del secondo piano del mastio e dei tre imponenti torrioni del castello Piccolomini e la costruzione del forte corrispondente alla contemporanea chiesa di San Francesco oltre a numerosi altri interventi artistici nelle chiese celanesi[10].

Questa contea, come tutte le altre contee, venne di fatto abolita nel 1806, anno dell'eversione della feudalità. Negli anni successivi in seguito al prosciugamento del lago Fucino, concluso nel 1878 ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, la cittadina di Avezzano, allora di circa 13.000 abitanti e già capoluogo prima di distretto e poi di circondario, divenne a tutti gli effetti il nuovo centro di riferimento politico-amministrativo del territorio della Marsica.

Territorio della conteaModifica

NoteModifica

  1. ^ Niccola Palma, Storia ecclesiastica e civile della regione più settentrionale del Regno di Napoli, vol. I, p. 93., Teramo, U. Angeletti, 1832.
  2. ^ Archivio Colonna presso Biblioteca S. Scolastica in Subiaco, Scheda Tomassetti, n.2290
  3. ^ Gaetano Curzi, Il cantiere pittorico della chiesa dei Ss. Giovanni Battista e Evangelista a Celano: convergenze e tangenze, in Universitates e Baronie. Arte e architettura in Abruzzo e nel regno al tempo dei Durazzo, a cura di P.F. Pistilli, F. Manzari, G. Curzi, Pescara 2008, I, pp. 19-34
  4. ^ L'ultimo erede maschio della contea disponeva inoltre per testamento di essere sepolto nella chiesa di S. Giovanni Battista di Celano: Archivio Colonna presso Biblioteca S. Scolastica in Subiaco, Scheda Tomassetti, n.3789. Il passaggio della contea ai Colonna doveva probabilmente perfezionarsi con una ulteriore donazione fatta a Odoardo nel 1426 da Berardo, Ludovico e Ruggero conti di Celano privi di prole, Archivio Colonna presso Biblioteca S. Scolastica in Subiaco, Scheda Tomassetti, n.1456
  5. ^ Amedeo De Vincentiis, La sopravvivenza come potere Papi e baroni di Roma nel XV secolo; nel 1422 Alfonso d'Aragona appena nominato erede al trono da Giovanna II concedeva a Lorenzo Colonna il diritto di sovranità sulla contea, Archivio Colonna presso Biblioteca S. Scolastica in Subiaco, Scheda Tomassetti, n.323.
  6. ^ Progetto San Francesco, Regione Abruzzo.
  7. ^ FrancoZazzara, pag.26
  8. ^ Iconografia francescana, Academia.edu (Michela Ramadori).
  9. ^ Storia della chiesa di Sant'Antonio, TerreMarsicane (Diocleziano Giardini) (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2015).
  10. ^ Storia della città, Comune di Celano.

BibliografiaModifica

  • Nuovissima Enciclopedia Universale, della Società Editoriale Italiana.
  • Franco Zazzara, Da Marruvium a Piscina, Edizioni ZaFra, Pescina, 2012.
  • Roberto Almagià - Ignazio Carlo Gavini - Cesare Rivera, Celano, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.

Collegamenti esterniModifica