Diocesi delle Isole Canarie

La diocesi delle Isole Canarie (in latino: Dioecesis Canariensis) è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Siviglia. Nel 2019 contava 942.799 battezzati su 1.109.175 abitanti. È retta dal vescovo José Mazuelos Pérez.

Diocesi delle Isole Canarie
Dioecesis Canariensis
Chiesa latina
Catedral de santa ana 03.JPG
Suffraganea dell'arcidiocesi di Siviglia
 
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
 
VescovoJosé Mazuelos Pérez
Vicario generaleHipólito Blas Cabrera González,
Cristóbal Déniz Hernández[1]
AusiliariCristóbal Déniz Hernández[1]
Vescovi emeritiFrancisco Cases Andreu
Presbiteri190, di cui 154 secolari e 36 regolari
4.962 battezzati per presbitero
Religiosi50 uomini, 325 donne
 
Abitanti1.109.175
Battezzati942.799 (85,0% del totale)
Superficie4.111 km² in Spagna
Parrocchie298
 
Erezione7 luglio 1404
Ritoromano
CattedraleSant'Anna
IndirizzoPlaza de Santa Ana 12, 35001 Las Palmas de Gran Canaria, España
Sito webwww.diocesisdecanarias.org
Dati dall'Annuario pontificio 2020 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Spagna
La basilica minore di San Giovanni Battista a Telde.
La basilica minore di Nostra Signora del Pino a Teror.

TerritorioModifica

La diocesi comprende le isole di Gran Canaria, Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa, che costituiscono la provincia di Las Palmas della Comunità Autonoma delle Isole Canarie.

Sede vescovile è la città di Las Palmas de Gran Canaria, dove si trova la cattedrale di Sant'Anna. Nel territorio diocesano sorgono due basiliche minori: San Giovanni Battista a Telde, e Nostra Signora del Pino a Teror.

Il territorio si estende su 4.111 km² ed è suddiviso in 298 parrocchie.

StoriaModifica

Diocesi di RubicónModifica

Tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo due eventi segnarono la fine della diocesi di Telde, la prima sede vescovile istituita nelle isole Canarie, e la nascita della diocesi di Rubicón: le dure incursioni dei pirati schiavisti del 1393, che sollevarono le popolazioni indigene contro i missionari e ne causarono la morte cruenta;[2] il passaggio dell'arcipelago dall'influenza maiorchina al regno di Castiglia, che ne iniziò la colonizzazione.[3]

In questo periodo inoltre la Chiesa cattolica era divisa in due dal cosiddetto scisma d'Occidente, con due papi, uno con sede a Roma e l'altro ad Avignone, e due diverse obbedienze. Il 7 luglio 1404, con la bolla Romanus Pontifex, il papa avignonese Benedetto XIII, su istanza della corona castigliana, eresse la diocesi di Rubicón, con giurisdizione su tutto l'arcipelago delle Canarie, e suffraganea dell'arcidiocesi di Siviglia. Rubicón, oggi località del comune di Yaiza sull'isola di Lanzarote, fu il primo insediamento europeo nelle isole Canarie, da cui prese avvio la conquista dell'arcipelago. Nel castello di Rubicón fu eretta la cattedrale dedicata a Marziale di Limoges.[4]

Nel 1417 durante il concilio di Costanza, fu eletto un nuovo papa, Martino V, e furono deposti i papi illegittimi. Il vescovo di Rubicón, Mendo de Viedma, continuò tuttavia a manifestare la sua fedeltà all'antipapa Benedetto XIII. Da qui nacque l'idea di erigere una nuova diocesi, con giurisdizione su tutte le isole Canarie eccetto Lanzarote, ma con un vescovo legittimamente riconosciuto. Così, il 20 novembre 1424 papa Martino V eresse la diocesi di Fuerteventura, che ebbe tuttavia vita breve. Infatti prima di morire (1531) il vescovo Mendo de Viedma si riconciliò con Martino V, e al suo successore, Fernando de Talmonte, fu data giurisdizione su tutto l'arcipelago, come se la diocesi di Fuerteventura non esistesse. Questa di fatto fu soppressa con il trasferimento del suo unico vescovo a Malaga nel 1533.[5]

Diocesi delle isole CanarieModifica

A causa della scarsità della popolazione residente e per i continui attacchi cui era sottoposta l'isola di Lanzarote da parte dei pirati, il 25 agosto 1435 papa Eugenio IV, con la bolla Romani pontificis, decretò il trasferimento della sede di Rubicón sull'isola di Gran Canaria, dando alla diocesi il nuovo nome di "diocesi delle Canarie e Rubicón" (dioecesis Canariensis et Rubicensis). Tuttavia, il trasferimento della sede poté realizzarsi solo nel 1483, quando fu conquistata l'isola di Gran Canaria, all'epoca del vescovo Juan de Frías, che pose la sua sede a Las Palmas.[6]

L'unione dei titoli Canariensis et Rubicensis si conserverà, nei documenti ufficiali della diocesi, fino al 1506; il seguito il titolo di Rubicón non verrà più utilizzato, rimanendo solo quello di Canaria o di Canarie, usati indistintamente per indicare sia Gran Canaria che tutto l'arcipelago.[7]

Con tre distinte bolle del 1486, 1493 e 1504, i papi concessero ai re spagnoli il diritto di presentazione dei candidati a tutti gli uffici ecclesiastici della diocesi delle Canarie, compreso quello di presentazione dei vescovi canari.[8]

Diego de Muros celebrò il primo sinodo diocesano nel mese di luglio del 1497, mentre il vescovo Fernando Vázquez de Arce, nel sinodo del 18 aprile 1515 organizzò il territorio diocesano suddividendolo in parrocchie, una per ogni isola dell'arcipelago.[9]

Nel 1643 ha ceduto una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della prefettura apostolica di Tripoli (oggi vicariato apostolico).

Nel 1787 sono censiti 746 sacerdoti diocesani, tra clero secolare e clero regolare.[10] Alla fine del XVIII secolo, la diocesi comprendeva 36 parrocchie dotate di beneficio, i cui parroci erano di nomina regia, e 50 parrocchie "curate", i cui parroci erano nominati dai vescovi e ricevevano uno stipendio dalla curia diocesana. La maggior parte delle parrocchie si trovava sull'isola di Tenerife, con 16 parrocchie beneficiali e 22 curate.[11] La suddivisione religiosa in parrocchie fu utilizzata, all'inizio dell'Ottocento, per la suddivisione amministrativa delle isole Canarie.[12]

Nel 1799 fu fondato il seminario diocesano nell'ex convento dei gesuiti, e che fu ingrandito da Bernardo Martínez Carnero nel 1832.[13]

Il 1º febbraio 1819 ha ceduto una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di San Cristóbal de La Laguna (chiamata anche diocesi di Tenerife).[14]

Il 10 agosto 1838 ha ceduto una porzione africana del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Algeri (oggi arcidiocesi).

Il 13 aprile 1951, con la lettera apostolica Sanctimonia qua Ecclesiae, papa Pio XII ha proclamato Sant'Antonio Maria Claret patrono principale della diocesi, assieme alla Beata Maria Vergine del Pino, compatrona.[15]

Cronotassi dei vescoviModifica

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Vescovi di RubicónModifica

  • Alfonso Sanlúcar de Barrameda, O.F.M. † (7 luglio 1404 - 2 aprile 1417 dimesso)[16]
  • Mendo de Viedma, O.F.M. † (2 aprile 1417 o 1418 - 1431 deceduto)
  • Fernando de Talmonte (Calvetos), O.S.H. † (1º ottobre 1431 - 1436 deceduto)
  • Francisco de Moya, O.F.M. † (26 settembre 1436 - dopo il 1441)
  • Juan Cid † (1449 - 1459 deceduto)
  • Roberto † (7 novembre 1459 - 1460)
  • Diego López de Illesca † (1460 - 1468 dimesso)[17]
  • Martín de Rojas, O.S.H. † (17 marzo 1468 - 1470 dimesso)[18]
  • Juan de Sanlúcar, O.F.M. † (10 dicembre 1470 - dopo il 1474)
  • Juan de Frías † (1474 - 1485 deceduto)

Vescovi delle Isole CanarieModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2019 su una popolazione di 1.109.175 persone contava 942.799 battezzati, corrispondenti all'85,0% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per presbitero uomini donne
1950 375.911 376.046 100,0 198 146 52 1.898 112 497 111
1970 590.020 591.976 99,7 292 221 71 2.020 101 632 129
1980 656.000 663.000 98,9 271 203 68 2.420 123 783 146
1990 793.212 803.392 98,7 253 187 66 3.135 112 818 150
1999 820.530 862.955 95,1 259 197 62 3.168 1 83 602 327
2000 830.500 881.350 94,2 264 202 62 3.145 1 85 596 327
2001 830.500 881.350 94,2 238 194 44 3.489 1 63 599 327
2002 892.198 924.558 96,5 272 208 64 3.280 1 101 490 295
2003 800.677 924.558 86,6 269 205 64 2.976 1 101 490 296
2004 832.665 979.606 85,0 256 185 71 3.252 1 105 488 296
2006 860.139 1.011.928 85,0 249 186 63 3.454 1 143 425 296
2013 935.610 1.100.813 85,0 211 173 38 4.434 74 411 298
2016 933.645 1.098.406 85,0 205 166 39 4.554 64 385 298
2019 942.799 1.109.175 85,0 190 154 36 4.962 50 325 298

NoteModifica

  1. ^ a b Vescovo titolare di Aliezira.
  2. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., p. 16.
  3. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., p. 18.
  4. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., pp. 18-19.
  5. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., pp. 19-21.
  6. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., pp. 21-23.
  7. ^ (ES) Julio Sánchez Rodríguez, Panorama histórico-geográfico del establecimiento de la jerarquía episcopal en las Islas Canarias..., pp. 23-24.
  8. ^ (ES) Juan Ramón Núñez Pestano, La organización eclesiástica de Canarias en la edad moderna, p. 26.
  9. ^ (ES) Juan Ramón Núñez Pestano, La organización eclesiástica de Canarias en la edad moderna, pp. 33-34.
  10. ^ (ES) Juan Ramón Núñez Pestano, La organización eclesiástica de Canarias en la edad moderna, p. 57.
  11. ^ (ES) Juan Ramón Núñez Pestano, La organización eclesiástica de Canarias en la edad moderna, p. 48.
  12. ^ (ES) Juan Ramón Núñez Pestano, La organización eclesiástica de Canarias en la edad moderna, pp. 50-51.
  13. ^ (FR) S. Ruiz, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XI, col. 708.
  14. ^ È stata proposta una modifica nel nome della diocesi delle Isole Canarie per adeguarlo al fatto che oggi non tutto l'arcipelago ne fa parte. Per questo motivo, il nome di "diocesi delle Isole Canarie" è una questione molto controversa oggi nelle isole Canarie. Cf. La "Diócesis de Canarias" e Las cosas por su nombre.
  15. ^ (LA) Lettera apostolica Sanctimonia qua Ecclesiae, AAS 44 (1952), pp. 22-23.
  16. ^ Contestualmente nominato vescovo titolare della ecclesia Libariensis.
  17. ^ Al posto di Diego López de Illesca, menzionato da Gams, Eubel elenca Angelo, senza alcuna indicazione cronologica, ma indicato come dimissionario nella bolla di nomina di Martín de Rojas.
  18. ^ Così Eubel. Secondo Gams, Martín de Rojas fu nominato vescovo di Zamora.
  19. ^ Nominato vescovo titolare di Pomaria.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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