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Raggruppamento Nazionale

partito politico francese
(Reindirizzamento da Fronte Nazionale (Francia))
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Raggruppamento Nazionale
(FR) Rassemblement National (RN)
Logo Rassemblement National.svg
PresidenteMarine Le Pen
StatoFrancia Francia
Sede76-78 rue des Suisses, 92000 Nanterre
Fondazione5 ottobre 1972
IdeologiaNazionalismo francese[1][2]
Destra sociale
Euroscetticismo
Alter-globalizzazione
Populismo di destra
Anti-immigrazione
Sovranismo
Protezionismo
Conservatorismo nazionale
CollocazioneEstrema destra[3][4][5][6][7][8][9][10]
CoalizioneRassemblement Bleu Marine
Gruppo parl. europeoIdentità e Democrazia
Seggi Assemblea nazionale
7 / 577
 (2017)
Seggi Senato
2 / 348
 (2014)
Seggi Europarlamento
23 / 74
 (2019)
Seggi Consiglio regionale
333 / 1758
 (2016)
Organizzazione giovanileFront National de la Jeunesse
Iscritti37 000[11] (2017)
ColoriBlu marino
Sito web

Il Raggruppamento Nazionale[12] (in francese: Rassemblement National, traducibile letteralmente come Raduno Nazionale[13][14]), noto fino al 2018 come Fronte Nazionale (Front National, pronuncia [fʁɔ̃ na.sjɔ.nal]), è un partito politico francese, fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen, leader e figura centrale indiscussa del partito fino alle sue dimissioni avvenute nel 2011, a seguito delle quali è diventata presidente la figlia Marine Le Pen.

Relegato a forza politica marginale durante i suoi primi dieci anni, il Fronte Nazionale è stato la formazione principale e senza rivali del nazionalismo francese di estrema destra a partire dal 1984[15], fino a giungere a essere il primo partito politico francese alle Elezioni europee del 2014 con il 24,86%.

Indice

StoriaModifica

NascitaModifica

FN nacque per iniziativa degli esponenti del movimento Ordre nouveau (Ordine Nuovo), che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico, la restaurazione familiare ed educativa e la promozione di una gerarchia dei valori. Il partito fu ufficialmente fondato il 5 ottobre 1972 con il nome di Fronte Nazionale per l'Unità francese (Front national pour l'unité française) o Fronte Nazionale. Tra i fondatori, insieme all'ex deputato poujadista Jean-Marie Le Pen che assunse la presidenza, Roger Holeindre, Jacques Bompard, François Brigneau e Pierre Durand.

 
Jean-Marie Le Pen e Roger Holeindre, tra i fondatori del partito

Il nuovo partito si modellò sul Movimento Sociale Italiano; il FN adottò una versione francese della fiamma tricolore del MSI come logo ufficiale. L'intento del FN era unire tutti movimenti politici francesi di destra sotto la guida di Le Pen. L'affermazione del FN fu resa difficile, per circa un decennio, dalla "concorrenza" con il PFN, Parti des forces nouvelles (Partito delle Forze Nuove), di Jean-Louis Tixier-Vignancour, fondato nel 1974 da ex membri dell'ON, che era stato sciolto nel 1973 dalla Presidenza del Consiglio francese, dopo aver organizzato un discusso convegno sull'immigrazione clandestina; il PFN rimarrà particolarmente attivo nella vita politica francese fino alla fine degli anni ottanta.

L'approdo al parlamento europeoModifica

Alle elezioni europee del 1984, il FN riuscì ad ottenere il primo risultato di rilievo, eleggendo due eurodeputati. Nel contesto dell'Europarlamento, il primo Front National portò avanti politiche ispirate alle concezioni dominanti al suo interno in quell'epoca, focalizzate sul sostegno al progetto comunitario di un'Europa "terza forza" tra Stati Uniti e Unione Sovietica, frutto dell'ispirazione della filosofia politica della Nouvelle Droite e della concezione dell’Europa-nazione del movimento nazionaleuropeista Jeune Europe di Jean Thiriart[16].

Il FN è stato fortemente penalizzato dal sistema elettorale francese (maggioritario a doppio turno con un'alta soglia di sbarramento). Infatti, anche quando ha raggiunto percentuali a doppia cifra è riuscito ad eleggere solo pochi deputati, se non nessuno. Qualora un candidato del FN riesca a superare lo sbarramento (attualmente al 12,5% degli elettori del collegio) ed accedere al secondo turno, gli elettori di sinistra e quelli della destra gollista e moderati solitamente fanno convergere i propri voti sui candidati di qualsiasi altro partito (politica del "cordone sanitario"); inoltre, i partiti di centro-destra si sono sempre rifiutati di fare accordi elettorali con il FN, opponendovi il principio della difesa delle istituzioni repubblicane da forze anti-sistema.

I primi parlamentari nel 1986Modifica

Per le elezioni politiche del 1986, il Presidente Mitterrand, al fine di evitare la sconfitta del proprio schieramento politico (il PS), decise di introdurre un sistema elettorale proporzionale, molto meno selettivo del precedente. In quelle elezioni, il FN ottenne il 6% dei voti e ben 35 seggi. Però, già alle legislative del 1988, essendo stato reintrodotto il sistema maggioritario, il FN riuscì ad eleggere un solo deputato. Nel corso degli anni ottanta molti monarchici hanno aderito a FN, considerandolo il partito erede della tradizione dell'Action française.

Dagli anni novanta alle presidenziali del 2002Modifica

Gli anni novanta si caratterizzarono per l'impegno del partito nel denunciare la corruzione politica sia dei socialisti, che dei neogollisti. Del resto, Le Pen fece di tutto per presentare il partito non come un tradizionale partito nazionalista neo-fascista, ma come una forza politica trasversale: di "destra" perché attenta ai valori patriottici, di "sinistra" perché attenta ai problemi sociali, di "centro" perché attenta ai valori cristiani. In questo periodo si ha la cosiddetta "proletarizzazione" del partito, tanto che alla fine degli anni novanta sono più gli operai che votano FN di quelli che votano comunista.

Alle elezioni del 1993, grazie alla campagna antieuropeista al Referendum del 1992 sul Trattato di Maastricht, FN ottenne il 13% (+4%) dei consensi al primo turno, ma non riuscì comunque ad eleggere deputati. Alle elezioni del 1997 FN salì al 14,9% ed elesse un solo deputato.

Nel 1998, il partito raggiunse il suo massimo storico alle elezioni locali, tanto da risultare decisivo per l'elezioni di alcuni candidati gollisti alle regioni; ma, subito dopo, ha subito la scissione operata da Bruno Mégret, vice di Le Pen, che ha dato vita al Movimento Nazionale Repubblicano, che alle elezioni successive si è attestato intorno al 2% dei voti. FN ha dovuto, negli stessi anni contrastare la competizione operata dal partito conservatore Movimento per la Francia di Philippe de Villiers, che, alle elezioni del 2002, pur attestandosi appena allo 0,8% è riuscito comunque ad eleggere un deputato.

Alle elezioni presidenziali del 2002, anch'esse a doppio turno, Le Pen riuscì a giungere al ballottaggio superando, a sorpresa, il candidato socialista Lionel Jospin. Al ballottaggio contro il Presidente uscente, il gollista Jacques Chirac, Le Pen si limitò pressoché a confermare il risultato del primo turno (dal 16 al 17%). Tutti i partiti politici, infatti, compresi quelli di sinistra, fecero confluire i propri voti sul presidente uscente pur di non far eleggere Le Pen. Nonostante l'inaspettato risultato delle presidenziali, alle politiche di pochi mesi dopo FN calò all'11,3%, e per la legge elettorale in vigore non riuscì a eleggere alcun deputato.

Dalla flessione del 2007 alla presidenza di Marine le PenModifica

 
Manifestazione a Parigi nel 2007

Le Pen si è candidato anche per le elezioni presidenziali del 2007 contro il candidato di centro-destra Sarkozy, la candidata socialista Royal e il candidato centrista Bayrou. Per l'occasione ha suscitato sorpresa e, addirittura qualcuno ha parlato di "svolta", un manifesto con una ragazza di origine nordafricana che invita a votare Le Pen. Alle presidenziali del 2007 Le Pen ottiene il 10,4% classificandosi al quarto posto. Alle legislative del 2007 il Fronte Nazionale è crollato al 4,3%. I voti dell'FN sono quasi interamente trasmigrati verso l'Unione per un Movimento Popolare di Sarkozy, vincitore delle presidenziali del mese precedente. Alle europee del 2009 il Fronte Nazionale recupera consensi raccogliendo il 6,3% ed eleggendo tre deputati tra cui Marine Le Pen. Alle elezioni regionali del 2010 il partito conquista il 12% di media nazionale.

Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito (con il 67,65% dei voti) battendo Bruno Gollnisch, mentre vice presidente viene eletto Louis Aliot, consigliere della Regione Linguadoca. Marine Le Pen si candida alle presidenziali del 2012, costituendo la coalizione Rassemblement bleu Marine, e si classifica terza, ottenendo il 17,90%, dietro ad Hollande e Sarkozy.

 
Marine Le Pen a una manifestazione per le presidenziali del 2012

Alle legislative del 2012, il Fronte Nazionale ottiene comunque il 13,60%(+9,3%dal 2007) e due seggi all'Assemblea con la ventiduenne Marion Maréchal-Le Pen, figlia della secondogenita di Jean-Marie, e l'avvocato Gilbert Collard.

Primo partito alle europee del 2014Modifica

Alle elezioni europee del 2014 il Fronte Nazionale si allea con la Lega Nord italiana e il Partito della Libertà Austriaco a formare il Movimento per un'Europa delle Nazioni e della Libertà. Dopo il voto risulta il primo partito in Francia con il 24,9% e ottiene 23 eurodeputati su 74.

Nel novembre 2014 il 15º congresso del partito rielegge presidente Marine Le Pen, mentre a sorpresa è eletta vicepresidente la nipote ventiquattrenne Marion Le Pen con l'80% delle preferenze, che supera l'uscente Louis Aliot (76%), Steeve Briois (70%) e Florian Philippot[17]. Il vecchio leader Jean Marie è presidente onorario.

Dopo il grande successo delle europee, nel marzo 2015 il partito arriva al 25,19% alle elezioni dipartimentali mentre i moderati di Nicolas Sarkozy prendono il 29,4% e i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%: è il miglior risultato di sempre alle elezioni locali[18] La settimana seguente però al secondo turno non riesce ad ottenere neanche un dipartimento nonostante i tanti voti ottenuti; così può contare su una trentina di consiglieri in tutta la Francia contro uno soltanto in precedenza.[19]

L'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partitoModifica

Il 4 maggio 2015, il presidente onorario del partito Jean-Marie Le Pen, dopo aver ribadito per l'ennesima volta in una intervista che le camere a gas sono state un dettaglio della seconda guerra mondiale, viene sospeso dal partito[20]. In seguito alla sospensione, Jean-Marie ripudia la figlia Marine, dicendo di vergognarsi che lei porti il suo stesso cognome e augurandosi che possa perderlo il più presto possibile[21]. Il 12 giugno 2015 Jean-Marie annuncia un ricorso contro la sua espulsione decisa dal consiglio esecutivo del partito[22], ricorso che viene accolto dal Tribunale civile di Nanterre il 2 luglio, consentendogli di rimanere presidente onorario del partito[23][24][25]. Il tribunale ha inoltre sospeso il congresso straordinario attraverso il quale gli iscritti si sarebbero dovuti esprimere online sull'approvazione del nuovo statuto e l'abolizione della carica di Presidente onorario; per il tribunale, infatti, il congresso avrebbe dovuto tenersi con la presenza fisica degli iscritti e avrebbe dovuto dare la possibilità a Jean-Marie di difendersi[26]. Il 20 agosto, tuttavia, il comitato esecutivo del FN decide nuovamente l'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito[27][28].

Le regionali del 2015Modifica

Al primo turno delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre 2015, il FN ha raggiunto il 27,3%, affermandosi come primo partito, con punte del 40,55% nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove era candidata la giovane Marion Le Pen[29], e del 40,64% nella regione Nord-Calais-Piccardia, dove era candidata Marine Le Pen. Sebbene al primo turno i suoi candidati siano stati primi in 6 regioni su 13, al secondo turno di ballottaggio non si aggiudicano alcuna regione, con il miglior risultato ottenuto da Marion Le Pen con il 45,22%.[30].

Presidenziali e legislative del 2017Modifica

 
Marine Le Pen a Lille durante le presidenziali del 2017

Il partito candida Marine Le Pen alle Elezioni presidenziali in Francia del 2017, che al primo turno delle elezioni del 23 aprile con il 21,30% dei voti arriva seconda, andando al ballottaggio del 7 maggio insieme a Emmanuel Macron (24,01%)[31][32]. Si tratta del miglior risultato in assoluto del FN alle presidenziali e della seconda volta che il suo candidato passa al turno di ballottaggio.

Il 24 aprile, all'indomani del risultato, la Le Pen si dimette dalla guida del Front National [33]. Le succede ad interim l'europarlamentare Jean-François Jalkh, che tre giorni dopo si dimette ed è sostituito da Steeve Briois. Il 28 aprile la Le Pen annuncia l'accordo elettorale con Nicolas Dupont-Aignan che al primo turno aveva ottenuto il 4,75%, comunicando che sarebbe stato il suo primo ministro in caso di vittoria.[34].

Al ballottaggio del 7 maggio la Le Pen raggiunge i 10.644.118 voti, con il 33,9% delle preferenze ed è superata da Macron con il 66,1%.

Il 9 maggio 2017, Marion Maréchal-Le Pen, annuncia che abbandonerà l'attività politica per ragioni personali, familiari e professionali, non ricandidandosi alle elezioni legislative di giugno [35].

Il 15 maggio Marine Le Pen torna presidente del partito [36].

Alle elezioni legislative del 2017 ottengono al primo turno dell'11 giugno il 13,20% con 2.990.454 voti. Al secondo turno ottiene 8 seggi, risultando eletti Marine Le Pen, Louis Aliot, Bruno Bilde, Sébastien Chenu, Gilbert Collard, José Evrard (che nel novembre 2017 lascerà FN per aderire a I Patrioti), Emmanuelle Ménard e Ludovic Pajot[37].

Il dibattito internoModifica

Il 9 settembre, a Brachay, roccaforte frontista, Marine Le Pen riunisce i militanti del partito e annuncia il nuovo programma e il probabile nuovo nome del partito, Les Patriotes. Il dibattito interno sulla linea del partito, verrà essere definito al suo XVI congresso, fissato al marzo 2018. Il 21 settembre 2017, però uno dei vicepresidenti del FN ed eurodeputato Florian Philippot, insieme all'europarlamentare Sophie Montel, lascia il FN, a causa dell'accusa di conflitto di interessi nel partito per via di un'associazione da lui presiduta.[38]

Nel marzo 2018 Marine Le Pen viene rieletta presidente del Front National con il 100% dei voti (in quanto unica candidata alla carica).[39] Sempre al congresso di Lille il partito assume la denominazione di Rassemblement national.[40]

Le europee del 2019Modifica

Alle elezioni europee del 2019, con capolista il giovane Jordan Bardella, tornano a essere il primo partito con 5.281.576 voti, il 23,31 %, ottenendo 23 seggi all'europarlamento.

IdeologiaModifica

Il Fronte Nazionale dalla fondazione a oggi si è evoluto, e da un partito prettamente nazionalista[1] è ora descritto come sovranista e anche di "destra populista"[1][2], sebbene rifiuti categoricamente tale etichetta, dichiarandosi "un grande movimento patriottico, né di destra né di sinistra"[41], perché ritiene che entrambe le polarità siano "neoliberiste". Alla tradizionale dicotomia destra/sinistra, la leader Marine Le Pen preferisce contrapporre élite/popolo, dominanti/dominati, alto/basso. A livello internazionale, il movimento si dichiara vicino a partiti di destra ed euroscettici, tra cui Fratelli d'Italia.

Riguardo ai punti del programma del Fronte Nazionale, in primo luogo vi è l'uscita dall'Euro per riacquisire sovranità nazionale da mantenere poi con misure protezionistiche[42], l'uscita dalla NATO in un'ottica eurasiatica "da Brest a Vladivostok"[43] e quindi rafforzando l'asse "Parigi-Berlino-Mosca"[44], il rifiuto delle politiche di austerità, l'accentramento del potere statale all'insegna dei valori repubblicani e della laicità, una pianificazione strategica di reindustrializzazione, l'accesso ad una sanità di qualità per tutti i cittadini francesi, la priorità nazionale e un piano di sdebitamento pubblico[44]. Inoltre propone una revisione degli Accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone, limitando il flusso di immigrati a 10.000 persone l'anno, privilegiando talenti e innovazione ed espellendo i clandestini. Si oppone al "modello multiculturalista", alle "discriminazioni positive" e "differenzialiste" che inficerebbero l'uguaglianza di tutti i cittadini, al velo e ad altri simboli religiosi nei luoghi pubblici[44].

Programma economicoModifica

Il programma economico del FN è antiliberista, si oppone alla mondializzazione e alla globalizzazione (sia negli aspetti economici, sia in quelli sociali e culturali) e prevede piani di investimento pubblico, ripristino dell'età pensionabile a 60 anni, redistribuzione dei redditi per via fiscale con l'aumento fortemente progressivo della tassazione, limiti alla circolazione dei capitali e alle speculazioni finanziarie, innalzamento di pensioni e salari minimi e loro indicizzazione mediante un meccanismo di "scala mobile"[44]. Per questi motivi alcuni osservatori definiscono il Fronte Nazionale come economicamente "keynesiano"[45] o addirittura "di sinistra"[46][47]. Anche il giornalista Éric Zemmour, editorialista del quotidiano Le Figaro, afferma che "il FN, dalle presidenziali del 2012, è divenuto un partito di sinistra"[48].

Molti hanno evidenziato la trasformazione ideologica del partito dal reaganismo di Jean-Marie Le Pen che nel 1974 proponeva di "privatizzare tutto quello che si può"[49] all'interventismo statale promosso dalla figlia Marine Le Pen. Parallelamente è in atto un processo di dediabolisation, per ripulirsi dalle simpatie fasciste del padre, definito dai commentatori un parricidio[50]. L'anno della discontinuità viene talvolta identificato nel 2007, con l'ingresso nel partito del comunista Alain Soral[51], che con la sua corrente Egalité & Réconciliation parla esplicitamente di "sinistra del lavoro, destra dei valori" che si possa opporre alla "destra finanziaria" e alla "sinistra libertaria"[52].

I legami con il governo russoModifica

Le inchieste di Mediapart[53] e Le Monde[54] hanno dimostrato che il Fronte Nazionale ha ottenuto importanti finanziamenti economici da parte della First Czech-Russian Bank, di proprietà di Roman Jakubovič Popov, considerato vicino al primo ministro russo Dmitri Medvedev ed al presidente russo Vladimir Putin, in cambio del sostegno del partito all'annessione della Crimea da parte della Russia.[55] Secondo Mediapart il Fronte Nazionale avrebbe ricevuto la somma di 40 milioni di euro, mentre Le Pen ha riconosciuto di aver ricevuto 9 milioni di euro.[56]

Dalle comunicazioni intercettate e pubblicate da Anonymous è emerso che il capo del dipartimento degli Affari interni russo, Timur Prokopenko, ha intrattentuo rapporti con alcune personalità vicine ai vertici del Fronte Nazionale.[57] Prokopenko tramite i suoi contatti ha tentato, senza riuscirci, di assegnare a Marine Le Pen il ruolo di osservatrice indipendente durante il referendum del 16 marzo 2014 di annessione della Crimea, referendum ritenuto illegittimo da ONU, Unione europea ed altri principali osservatori internazionali.[54] Dopo il referendum il Fronte Nazionale ha sostenuto che gli stati europei avrebbero dovuto riconoscere l'annessione della Crimea alla Russia.[56]

Nuove componenti interneModifica

Con l'arrivo alla presidenza di Marine Le Pen il movimento si è fatto più composito, con l'apertura a nuove componenti. Così è nata anche un'ala cattolica-conservatrice, guidata da Marion Maréchal-Le Pen, e una laico-progressista di Florian Philippot, ascoltato consigliere della presidente[58].

Risultati elettoraliModifica

Elezioni presidenzialiModifica

Anno Candidato

supportato

1º Turno 2º Turno
Voti % Voti %
1974 Jean-Marie Le Pen 190 921 0,8 (7.º)
1981 Nessun candidato supportato
1988 Jean-Marie Le Pen 4 375 894 14,4 (4.º)
1995 Jean-Marie Le Pen 4 570 838 15,0 (4.º)
2002 Jean-Marie Le Pen 4 804 713 16,9 (2.º) 5 525 032 17,8 (2.º)
2007 Jean-Marie Le Pen 3 834 530 10,4 (4.º)
2012 Marine Le Pen 6 421 426 17,9 (3.º)
2017 Marine Le Pen 7 678 491 21,3 (2.º) 10 638 475 33,9 (2.º)

Elezioni legislativeModifica

Anno 1º Turno 2º Turno Seggi +/- Status
Voti % +/- Voti % +/-
1973 108 616 0,5 (12.º)
0 / 491
Extraparlamentare
1978 82 743 0,3 (10.º)  0,2
0 / 491
  Extraparlamentare
1981 90 422 0,4 (9.º)  0,1
0 / 491
  Extraparlamentare
1986 2 703 442 9,7 (5.º)  9,3
35 / 573
 35 Opposizione
1988 2 359 528 9,7 (5.º)   216 704 1,1 (8.º)
1 / 577
 34 Opposizione
1993 3 152 543 12,6 (4.º)  2,9 1 168 160 5,9 (4.º)  4,8
1 / 577
  Opposizione
1997 3 800 785 14,9 (3.º)  2,3 1 434 854 5,6 (4.º)  0,3
1 / 577
  Opposizione
2002 2 862 960 11,3 (3.º)  3,6 393 205 1,9 (7.º)  3,7
0 / 577
 1 Extraparlamentare
2007 1 116 136 4,3 (4.º)  7,0 17 107 0,1 (12.º)  1,8
0 / 577
  Extraparlamentare
2012 3 528 373 13,6 (3.º)  9,3 842 684 3,7 (3.º)  3,6
2 / 577
 2 Opposizione
2017 2 990 454 13,2 (3.º)  0,4 1 590 869 8,8 (3.º)  5,1
8 / 577
 6 Opposizione

Elezioni europeeModifica

Anno Voti % +/- Seggi +/-
1979 Non ha partecipato
1984 2 210 334 11,0 (4.º)
10 / 81
1989 2 129 668 11,7 (3.º)  0,7
10 / 81
 
1994 2 050 086 10,5 (5.º)  1,2
11 / 87
 1
1999 1 005 225 5,7 (8.º)  4,8
5 / 87
 6
2004 1 684 947 9,8 (4.º)  4,1
7 / 78
 2
2009 1 091 691 6,3 (6.º)  3,5
3 / 72
3 / 74
 4

 

2014 4 711 339 24,9 (1.º)  18,6
24 / 74
 21
2019 5 281 745 23,3 (1.º)  1,6
23 / 74
 1

OrganizzazioneModifica

PresidentiModifica

N. Periodo
1 Jean-Marie Le Pen 5 ottobre 1972 - 16 gennaio 2011
2 Marine Le Pen 16 gennaio 2011 - 24 aprile 2017
3 Jean-François Jalkh (ad interim) 25 aprile 2017 - 28 aprile 2017
4 Steeve Briois (ad interim) 28 aprile 2017 - 15 maggio 2017
5 Marine Le Pen 15 maggio 2017 - in carica

Segretari generaliModifica

SimboliModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Wolfram Nordsieck, France, su Parties and Elections in Europe, 2012. URL consultato il 7 giugno 2014.
  2. ^ a b Betz, p. 13
  3. ^ Victory for France's conservatives in local elections
  4. ^ E.U. Faces Its Next Big Test as France's Election Looms
  5. ^ paolo levi, L’estrema destra seduce la Francia Il Front national primo in sei regioni, su lastampa.it, 7 dicembre 2015. URL consultato il 4 agosto 2017.
  6. ^ Marine Le Pen, chi è la leader della destra che sfiderà Macron, su tg24.sky.it, 24 aprile 2017. URL consultato il 4 agosto 2017.
  7. ^ ALESSIO SGHERZA, Le Pen sconfitta ma per il Front National risultato storico: "Ora cambiare", anche il nome, su repubblica.it, 7 maggio 2017. URL consultato il 4 agosto 2017.
  8. ^ Francia, Marine Le Pen torna presidente del Fn, su repubblica.it, 15 maggio 2017. URL consultato il 4 agosto 2017.
  9. ^ European far right hails Brexit vote. The Guardian. Author - Angelique Chrisafis. Published 24 June 2016. Retrieved 25 May 2017.
  10. ^ Stacy Meichtry e Noemie Bisserbe, Le Pen Family Drama Splits France's Far Right National Front Party, in Wall Street Journal, 19 agosto 2015. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  11. ^ La très instructive publication des comptes 2017 des partis politiques par la CNCCFP 2019年1月25日
  12. ^ Agi, 3 giugno 2018, Il Front National cambia nome per puntare più in alto
  13. ^ Francia, il Front National cambia identità e diventa Rassemblement National, in ilGiornale.it. URL consultato il 4 giugno 2018.
  14. ^ Francia, addio FN: partito Le Pen diventa Rassemblement national, in lapresse.it. URL consultato il 18 agosto 2018.
  15. ^ Shields, p. 229
  16. ^ Andrea Muratore, Storia e obiettivi del Rassemblement National, Gli Occhi della Guerra, 18 febbraio 2019
  17. ^ http://www.secoloditalia.it/2014/11/front-national-congresso-incorona-terza-pen-vicepresidenza/
  18. ^ Elezioni Francia: il ritorno di Sarkozy
  19. ^ Francia, trionfo dell'Ump di Sarkozy
  20. ^ Jean-Marie Le Pen sospeso dal Front National
  21. ^ LE PEN, LA FAMIGLIA SI SPACCA. MARINE CACCIA IL PADRE DAL FN, LUI SBOTTA: "LA RIPUDIO" - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/le-pen-francia-fron-national-famiglia-spaccatura-8117a5d0-a62f-4c7a-b06f-a5a582294510.html
  22. ^ FRANCIA, JEAN-MARIE LE PEN FA CAUSA AL FRONT NATIONAL PER L'ESPULSIONE - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Francia-Jean-Marie-Le-Pen-fa-causa-al-Front-National-per-espulsione-22975852-7d59-4fc0-b57f-4a2d6931f472.html
  23. ^ La rivincita di Jean-Marie Le Pen sulla figlia. Resterà presidente onorario del Fn
  24. ^ Francia, colpo di scena al FN: JM Le Pen torna presidente onorario
  25. ^ Francia: giustizia annulla sospensione Le Pen dal Front National
  26. ^ .Le Pen, la “guerra” continua: stop del tribunale al voto contro Jean Marie
  27. ^ Jean Marie Le Pen: il Front National lo caccia (per la seconda volta)
  28. ^ Francia, il Front National espelle Jean-Marie Le Pen
  29. ^ Rainews, su rainews.it.
  30. ^ http://elections.interieur.gouv.fr/regionales-2015/93/93.html
  31. ^ Presidenziali Francia, Emmanuel Macron al ballottaggio con Marine Le Pen, in rainews. URL consultato il 24 aprile 2017.
  32. ^ Francia, al ballottaggio sfida Macron-Le Pen, su www.adnkronos.com. URL consultato il 24 aprile 2017.
  33. ^ Il Giornale, su ilgiornale.it.
  34. ^ lalibre.be
  35. ^ Lettera agli elettori, su barbadillo.it.
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  37. ^ (FR) Législatives 2017 : Qui sont les huit députés Front national
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BibliografiaModifica

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