Giuseppe il re dei sogni

film d'animazione del 2000 diretto da Rob LaDuca, Robert Ramirez
Giuseppe il re dei sogni
GiuseppeIlReDeiSogni.png
Giuseppe in una scena del film
Titolo originaleJoseph: King of Dreams
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2000
Durata75 min
Genereanimazione, avventura, drammatico, musicale, biblico, sentimentale
RegiaRob LaDuca, Robert Ramirez
SceneggiaturaEugenia Bostwick-Singer, Raymond Singer, Joe Stillman, Marshall Goldberg
ProduttoreKen Tsumura
Casa di produzioneDreamworks
Distribuzione in italianoDreamworks
MontaggioMichael Andrews, Greg Snyder, John Venzon
Effetti specialiSteven Burch
MusicheDaniel Pelfrey
Art directorChris Aguirre, Fred Warter
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Giuseppe il re dei sogni (Joseph: King of Dreams) è un film d'animazione che è stato prodotto nel 2000. È ispirato, con alcune licenze, al racconto biblico di Giuseppe narrato nella Genesi. È il prequel del film Il principe d'Egitto.

TramaModifica

Nella terra di Canaan Rachele, seconda moglie di Giacobbe, partorisce Giuseppe. Essendo Rachele stata considerata sterile, Giuda ipotizza che si tratti di un miracolo.

Giacobbe mostra molta benevolenza e preferenza verso Giuseppe, tanto che risparmia a lui i lavori più faticosi e lo ritiene un miracolo di Dio arrivando anche a donargli una regale e splendente tunica che indosserà ogni giorno. Però, più il figlio prediletto cresce più si fanno fiammanti gli attriti con i fratellastri, che sono sempre più gelosi e invidiosi di Giuseppe e dei suoi privilegi. Tuttavia Giuseppe si rende conto che, sempre grazie ad un dono di Dio, può prevedere il futuro tramite i sogni: una notte sogna che l'ariete presente nel gregge in cui fa da pastore viene ucciso dai lupi mentre in un'altra sogna di essere al centro dei suoi fratelli che trasportano balle di fieno e quest'ultime si prostrano mentre la sua si innalza. Il primo dei sogni si avvera proprio il giorno dopo quando Giuseppe lo racconta ai genitori e ai fratellastri, e qualche tempo dopo avviene l'uccisione.

L'avvenuta profezia induce quindi Giacobbe a graziare ancora di più Giuseppe e i fratellastri ad odiarlo e invidiarlo ancora di più. Stanchi dei privilegi di Giuseppe, i fratellastri tendono a quest'ultimo una trappola ideata dal secondogenito Simeone nei pressi di Canaan; ciò avviene con che, aiutato dai fratelli, maltratta Giuseppe strappandogli anche la tunica, e successivamente lo butta nel pozzo. Passa la notte, e Giuseppe viene tirato fuori dal pozzo ma successivamente venduto a caro prezzo dai fratellastri a un mercante di schiavi. Completato il loro delitto, i fratelli macchiano con il sangue di un agnello del gregge la tunica strappata di Giuseppe e la portano a Giacobbe e Rachele per far credere loro che il fratello minore sia morto ucciso dai lupi.

Giunto a Menfi, capitale del regno d'Egitto, Giuseppe viene acquistato da Potifar, capitano delle guardie reali. Lavoratore indefesso ed istruito, Giuseppe viene notato da Potifar il quale, dopo che lo schiavo ha sventato una truffa a suo danno, gli affida compiti sempre più importanti e meno gravosi. Nel mentre Zuleika, la moglie di Potifar, si invaghisce di lui e tenta di corteggiarlo e sedurlo ma il giovane la respinge. Infuriata, Zuleika accusa Giuseppe di averla molestata: Giuseppe cerca di difendersi ma Potifar non gli crede e lo condanna a morte salvo poi commutare la pena in prigionia quando Zuleika afferma che Giuseppe non merita di morire, rivelando implicitamente la verità.

Nella prigione Giuseppe fa la conoscenza di due uomini tormentati da dei sogni e Giuseppe li interpreta: a tre giorni da allora il primo uomo verrà scarcerato e ripreso al servizio del faraone come coppiere, il secondo verrà decapitato. Nel momento fatidico, Giuseppe supplica il coppiere di raccontare al sovrano del suo dono così da poter essere liberato.

Tempo dopo nella cella giunge Potifar che rivela a Giuseppe che il coppiere del faraone sostiene che Giuseppe ha la capacità di interpretare i sogni: il faraone è tormentato da un sogno che nessuno dei suoi saggi sa spiegare e Giuseppe è convocato a palazzo. Il faraone narra due sogni: nel primo vede sette vacche grasse che pascolano sulla riva del Nilo ma vengono successivamente divorate da sette vacche magre e orripilanti; nel secondo, invece, vede sette spighe piene che vengono divorate da sette spighe sterili, con il risultato che il grano va a male. Giuseppe spiega al Faraone che il sogno è effettivamente uno solo, ovvero che le vacche grasse e le spighe piene sono sette anni di abbondanza nel regno, mentre le vacche magre e le spighe sterili sono invece sette anni di carestia che seguiranno e manderanno in rovina le vettovaglie dell'Egitto. Il Faraone chiede a Giuseppe se c'è un modo per evitare la caduta dell'Egitto, e Giuseppe afferma che egli deve scegliere un uomo di fiducia che permetta ai contadini del regno di immagazzinare un quinto del raccolto di grano durante il periodo dei sette anni d'abbondanza, riserve che successivamente saranno distribuite al popolo durante il periodo dei sette anni di carestia. Dopo che Potifar afferma che affiderebbe la propria vita a Giuseppe, il faraone nomina lo schiavo signore di tutto l'Egitto con il titolo di "Zaphnath-Paaneah": l'unica autorità superiore a Giuseppe sarà quella del faraone stesso. Successivamente Giuseppe si sposa con Asenath, nipote di Potifar e Zuleika Giuseppe avrà da lei due figli, Manasse ed Efraim.

Passati i sette anni di prosperità e giungono gli anni di carestia. Un giorno, durante una distribuzione pubblica, Giuseppe riconosce i suoi fratellastri i quali, giunti da Canaan, chiedono di poter acquistare del grano utilizzando l'argento ottenuto con la vendita di Giuseppe. Adirato, Giuseppe li accusa di essere spie, ma essi, non riconoscendolo, si inchinano e giurano di essere pacifici (così avviene tra l'altro il vecchio sogno in cui loro si sarebbero inchinati dinnanzi a lui), ma Giuseppe è ancora infuriato con loro per averlo tradito e venduto e così ordina loro di portare da lui Beniamino, l'altro figlio di Rachele e quindi vero fratello di Giuseppe, che servirà come prova della loro innocenza; prima che se ne vadano, però, Giuseppe, per prendersi una rivincita, fa arrestare Simeone, che era stato l'ideatore del tradimento.

Così i fratellastri di Giuseppe, dopo aver preso con loro Beniamino da Canaan, ritornano in Egitto e mostrano a Giuseppe quest'ultimo come prova della loro innocenza; subito Giuseppe, tenendosi fedele ai patti, fa scarcerare Simeone, e interroga Beniamino sulla famiglia: questi dice che sua madre Rachele è ormai deceduta, morta nel darlo alla luce, mentre il vecchio padre è preoccupato per lui, oltre al fatto che, stando a quanto gli è stato detto, suo fratello maggiore Giuseppe venne divorato dai lupi anni fa.

Dopo aver ospitato nel suo palazzo i suoi dieci fratellastri e il fratello naturale Beniamino, Giuseppe vuole vendicarsi una volta per tutte di loro: a tal scopo, egli, dopo il banchetto al palazzo stesso, fa nascondere la sua pregiata coppa d'oro nel sacco di grano di Beniamino. E così, Beniamino, che mai se n'era accorto di nulla, viene accusato del furto, e Giuseppe ordina che sia reso schiavo, per vedere la reazione dei fratellastri. Tutti gli altri fratelli si offrono in quel momento come prigionieri purché il fratello minore venga lasciato libero. Giuseppe domanda come mai farebbero tanto per un fratellastro (come successe a lui), e i fratelli, soprattutto Giuda, rivelano infine davanti a tutti, incluso Beniamino, la verità su ciò che fecero a Giuseppe, che, accecati dalla gelosia, lo vendettero come schiavo, e che per tutto quel tempo sono stati in seguito consumati dal rimorso e dal senso di colpa, cosa che ora li ha portati ad accettare qualsiasi punizione per quello che hanno commesso. Giuseppe capisce infine che essi sono davvero cambiati.

Rivelatosi, Giuseppe si scusa con loro per essersi sempre ritenuto un gradino sopra di loro, mentre essi si scusano a loro volta per averlo tradito nonostante fosse stato l'uomo scelto per salvare contemporaneamente l'Egitto e Canaan essendo egli un miracolo divino. Allo stesso tempo, Giuseppe e i suoi fratelli accompagnano tutti gli abitanti di Canaan, compreso Giacobbe, ad abitare anche loro nel regno d'Egitto.

PersonaggiModifica

  • Giuseppe: è il figlio prediletto di Giacobbe e Rachele, venduto dai fratellastri gelosi a dei mercanti di schiavi in viaggio per l'Egitto. Diventa poi viceré d'Egitto e lo salva dalla carestia in arrivo.
  • Giacobbe: è il padre di Giuseppe e degli altri undici figli, avuti da molte donne diverse.
  • Giuda: è il quarto figlio di Giacobbe. È Giuda che ha deciso di vendere Giuseppe come schiavo, con cui si scusa alla fine del film, pregandolo di non fare del male al fratello minore Beniamino.
  • Ruben: è il primo figlio di Giacobbe, l'unico a non voler uccidere Giuseppe. Voleva solo nasconderlo in un pozzo.
  • Simeone: è il secondo figlio di Giacobbe, uno dei figli più violenti insieme a Levi. Verrà imprigionato da Giuseppe in Egitto per vendicarsi, ma poi lo libera quando gli altri fratelli portano Beniamino, il figlio minore, in Egitto.
  • Rachele: è la madre di Giuseppe e Beniamino, morirà durante il parto di quest'ultimo, senza rivedere Giuseppe almeno un'ultima volta.
  • Asenath: è la moglie di Giuseppe e nipote del padrone Potifar. Da Giuseppe avrà due figli: Efraim e Manasse, che appaiono verso la fine del film.
  • Zuleika: è la moglie di Potifar e zia di Asenath, tenterà di corteggiare Giuseppe. Per questo viene imprigionato con l'accusa di molestie da Potifar, anche se sa che è innocente.
  • Potifar: è il marito di Zuleika e zio di Asenath, comprerà Giuseppe come schiavo, ma lo promuoverà capo degli schiavi per la sua intelligenza e astuzia.
  • Faraone: è il re dell'Egitto tormentato da uno strano sogno, il cui significato sarà spiegato da Giuseppe, che verrà nominato viceré proprio per questo.
  • Levi: è il terzo figlio di Giacobbe, uno dei più violenti insieme a Simeone.
  • Il Coppiere: è uno dei funzionari del Faraone, imprigionato insieme al Panettiere e a Giuseppe ma poi liberato, come spiega anche Giuseppe interpretando il suo sogno.
  • Il Panettiere: è un altro dei funzionari del Faraone, imprigionato insieme al Coppiere e a Giuseppe e poi decapitato per tradimento, come spiegato da Giuseppe interpretando il sogno del condannato.
  • Beniamino: è l'ultimo figlio di Giacobbe, avuto sempre con Rachele, la quale morirà subito dopo il parto. Giuseppe fingerà di accusarlo di aver rubato una coppa d'oro per vedere se i fratelli tengono a lui o sono gelosi come quando lo erano con lui prima di venderlo come schiavo in Egitto.
  • Issachar: è il nono figlio di Giacobbe.

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