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Il labirinto del fauno

film del 2006 diretto da Guillermo del Toro
Il labirinto del fauno
Labifauno.png
Il fauno
Titolo originaleEl laberinto del fauno
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneMessico, Spagna, Stati Uniti d'America
Anno2006
Durata112 min
Rapporto1,85 : 1
Generefantastico, drammatico, guerra
RegiaGuillermo del Toro
SoggettoGuillermo del Toro
SceneggiaturaGuillermo del Toro
ProduttoreÁlvaro Augustín, Alfonso Cuarón, Bertha Navarro, Guillermo del Toro, Frida Torresblanco
FotografiaGuillermo Navarro
MontaggioBernat Vilaplana
Effetti specialiReyes Abades (effetti speciali), Everett Burrell, Edward Irastorza (effetti visivi)
MusicheJavier Navarrete
ScenografiaEugenio Caballero
CostumiLala Huete, Rocío Redondo
TruccoDavid Martí, Montse Ribé
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il labirinto del fauno (El laberinto del fauno) è un film del 2006 scritto e diretto da Guillermo del Toro.

Film in lingua spagnola che ha ottenuto nella storia i maggiori incassi, è la seconda parte di una duologia informale di film fantastici dello stesso regista, ambientati durante la guerra civile e il dopoguerra spagnolo, comprendente anche La spina del diavolo. Inizialmente doveva esserci anche un terzo film, ma nel 2009 Del Toro abbandonò il progetto.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2006,[1] il film si è rivelato uno straordinario successo di critica, al punto che secondo i calcoli di Metacritic risulta essere l'opera cinematografica più apprezzata a livello mondiale dell'intero 2006.[2] Nel 2007 si è aggiudicato il premio al miglior film della National Society of Film Critics, e tre Premi Oscar: miglior fotografia, miglior scenografia e miglior trucco.

Indice

TramaModifica

«Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare.»

(Monologo iniziale)

Nella Spagna del 1944 la guerra civile si è conclusa da tempo, con Francisco Franco che ha preso saldamente il pieno potere. In una zona montuosa ci sono però ancora dei ribelli tra i boschi che non si arrendono al nuovo regime. L'avamposto militare deputato a stanare e annientare questi ribelli è sotto il comando dello spietato capitano Vidal che ha chiamato a sé la moglie Carmen perché vuole che partorisca presso di lui. Carmen, che patisce il lungo viaggio, porta con sé la figlia Ofelia, nata dal primo matrimonio.

In questo contesto di tensione, con la madre sofferente e un patrigno ostile, Ofelia, dotata di una grande immaginazione, sviluppa una realtà parallela tutta sua, magica e fantastica. Questo mondo incantato si sovrappone alla realtà mantenendo però dei collagamenti, indicando quindi che essa sia reale e non solo una fantasia. Presso la casa in cui risiede esiste infatti un labirinto dove Ofelia, accompagnata nottetempo da delle fate, incontra e dialoga effettivamente con un Fauno. Il Fauno le spiega che lei è la reincarnazione di Moana, la figlia del re del mondo sotterraneo, scomparsa da tempo quando finì nel mondo degli umani, e che per tornare nel suo regno d'origine dovrà superare alcune prove che compariranno a mano a mano su un libro magico che le consegna. Ofelia è inizialmente riluttante a credere a quello che le dice il Fauno, sostenendo che il suo vero padre era un sarto che poi è morto in guerra, ma il Fauno afferma che non è figlia degli uomini e che il segno che dimostra la sua appartenenza è una voglia a forma di falce di luna presente sulla sua spalla sinistra. Secondo il Fauno, il vero padre di Ofelia, re del mondo sotterraneo, fece costruire portali magici in tutto il mondo affinché Ofelia potesse ritrovare la strada di casa e che il labirinto in cui si trovano è l'ultimo rimasto. La bambina scopre anche che la governante Mercedes appoggia segretamente i ribelli, tra i quali vi è il fratello Pedro, ma non la denuncia, diventandone anzi sua grande amica. Ofelia è disinteressata ai fatti violenti della guerra che stanno capitando intorno a lei e sente che Mercedes è una persona buona, consapevole soprattutto che se il patrigno Vidal, lo venisse a sapere, la torturerebbe brutalmente fino a ucciderla per farsi dire dove si trovano i ribelli che stanno affrontando. Mentre la lotta fra Vidal e i ribelli proseguono, Ofelia incomincia la sua prima prova, che consiste nel recarsi su una collina del bosco dove vi sorge un imponente e antico albero, che secondo il libro, nei tempi antichi, vi si riposavano uomini, animali e creature fatate tutti insieme, quando nel mondo vi era ancora l'armonia. Benché l'albero millenario, all'apparenza sembrì morto, è ancora vivo, ma gravemente malato a causa di un grosso rospo velenoso che ha fatto il nido sotto le sue radici. Il compito di Ofelia è di fargli mangiare tre pietre di ambra magica per fargli sputare una chiave situata nel suo ventre. Ofelia entrando nella conca dell'albero trova infine un enorme rospo, ghiotto di scarafaggi che mangia con la sua enorme lingua. Con uno stratagemma Ofelia riesce a fargli mangiare uno scarafaggio insieme con le pietre d'ambra riuscendo così a ucciderlo, recuperando infine la chiave.

Intanto però Carmen, la cui salute peggiora continuamente, trova sollievo da un'istruzione impartita dal fauno a Ofelia, che posiziona sotto il letto della madre una radice di mandragora immersa nel latte e nutrita col sangue che gradualmente la fa ritornare in forma. La notte successiva a Ofelia viene affidata la seconda prova: usare un gessetto magico per aprire una porta che dalla sua camera la conduca nelle segrete dell'Uomo Pallido, un essere umanoide mangiatore di bambini, e recuperare il suo pugnale. Guidata da tre fate prestatele dal Fauno, Ofelia recupera l'oggetto, ma mentre si appresta ad uscire si ferma per assaggiare un grappolo d'uva preso dalla tavola imbandita dell'Uomo Pallido, apparentemente cieco e seduto immobile a copo-tavola, disobbedendo così all'avvertimento del Fauno. L'Uomo Pallido quindi si sveglia e, dopo aver afferrato i suoi occhi dal tavolo e averli infilati nelle cavità sui palmi delle sue mani, inizia a inseguire Ofelia, mangiandosi due delle fate. Ofelia riesce a fuggire disegnando un'altra porta ma il Fauno la rimprovera per non averlo ascoltato e si rifiuta di rivelarle la terza prova. Quella stessa sera il capitano Vidal, scopre la radice magica sotto il letto di Carmen, rimprovera duramente Ofelia e consegna la radice alla madre, che la butta nel fuoco. Da quel momento Carmen peggiorerà fino a morire di parto, dando alla luce un maschio. Morta la madre Ofelia rimane infine da sola, ma a darle la forza di resistere è Mercedes che sviluppa verso Ofelia un rapporto quasi materno. Il capitano, scoperto che il dottore aiutava i ribelli, lo uccide, poi capisce che anche Mercedes lo ha sempre ingannato. La imprigiona, ma quando sta incominciando a torturarla la donna si libera e con un coltello lo ferisce più volte al busto e al volto, senza tuttavia ucciderlo.

Ofelia voleva scappare con Mercedes stanca ormai di tutta la sofferenza e la morte che Vidal sta causando, ma viene catturata insieme con Mercedes e rinchiusa nella sua stanza. Riesce tuttavia a scappare con un gessetto magico lasciatogli dal fauno aprendo così una porta nel muro. Mentre i ribelli passano al contrattacco, Ofelia, su ordine del Fauno, porta con sé il fratellino nel labirinto. Qui però si rifiuta di obbedire all'ultima delle prove: sacrificare il suo fratellastro appena nato per tornare a casa. Il patrigno, che l'aveva vista scappare col bambino, la segue fino a raggiungerla nel cuore del labirinto, dove le spara dopo averle strappato dalle braccia il piccolo. All'uscita del labirinto Vidal, ormai solo, è giustiziato dai ribelli, mentre il bambino viene raccolto da Mercedes, la quale non acconsente all'ultima richiesta di Vidal di raccontare al bambino di suo padre, preferendo che il piccolo rimanga all'oscuro delle sue crudeli azioni. Nel frattempo Ofelia muore per lo sparo e il suo sangue si riversa sulle pietre del labirinto; in realtà è proprio scegliendo di non sacrificare il fratello che Ofelia, con il suo sangue altrettanto innocente, si apre la via verso il fantastico mondo sotterraneo, dove è accolta come una principessa dai suoi genitori. L'immaginaria agnitio familiare della bambina avviene contemporaneamente all'arrivo al labirinto di un'affranta Mercedes, la quale, stringendola a sé, le canta un'ultima ninna nanna. Il padre di Ofelia si congratula con lei per avere superato l'ultima prova nonché la più importante. Il Fauno compare in quel momento con le sue fate che accolgono felicemente Ofelia, sorridendo felice affermando alla principessa di avere fatto la scelta giusta, inchinandosi infine di fronte a lei. Sull'albero cavo e morto - oggetto della prima prova di Ofelia - sboccia un nuovo fiore, vicino al quale si posa l'insetto-fata.

ProduzioneModifica

Il film venne girato completamente in Spagna, a Belchite, El Espinar, Segovia e la Sierra de Guadarrama; le scene interne vennero realizzate ad Algete, in provincia di Madrid.

DistribuzioneModifica

La pellicola venne presentata in anteprima al Cannes Film Festival il 27 maggio 2006; nello stesso anno venne proiettato in numerose altre importanti rassegne, fra cui London FrightFest Film Festival, Gold Coast Film Fantastic, Toronto International Film Festival, Helsinki International Film Festival, Sitges Film Festival, New York Film Festival, Paris Mon Premier Festival, Horrorthon Festival Dublin; anche l'anno successivo fu presentato in altre manifestazioni cinematografiche (Fantasporto Film Festival e Amsterdam Fantastic Film Festival).

La prima del film è avvenuta in Spagna l'11 ottobre del 2006, mentre in Messico è stato proiettato per la prima volta il 20 ottobre dello stesso anno. Il 15 ottobre 2006 si è tenuta l'anteprima statunitense a New York, alla quale hanno assistito il regista Guillermo del Toro e l'attore Doug Jones, che ha interpretato il Fauno e l'Uomo pallido. La prima nazionale negli USA è avvenuta solamente il 29 dicembre 2006, mentre in Italia uscì il 24 novembre dello stesso anno.

DivietiModifica

Negli Stati Uniti il film ha ricevuto dal MPAA un divieto ai minori di 17 anni per la presenza di forte violenza,[3] mentre in Italia il film è stato vietato ai minori di 14 anni.[4]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Official Selection 2006, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  2. ^ (EN) Migliori film del 2006, Metacritic.
  3. ^ (EN) Pan's Labyrinth [2006] [R] - 2.8.5, su kids-in-mind.com. URL consultato il 15 marzo 2017.
  4. ^ Il labirinto del fauno, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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