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Larderia

frazione del comune italiano di Messina
(Reindirizzamento da Larderìa)
Larderia
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.png Messina
ComuneMessina-Stemma.png Messina
Territorio
Coordinate38°08′00″N 15°28′00″E / 38.133333°N 15.466667°E38.133333; 15.466667 (Larderia)Coordinate: 38°08′00″N 15°28′00″E / 38.133333°N 15.466667°E38.133333; 15.466667 (Larderia)
Altitudine298 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale98129
Prefisso090
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantilarderiesi o larderesi
lardaroti (in dialetto)
PatronoMadonna di Dinnammare
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Larderia
Larderia

Larderìa è una frazione del comune di Messina, costituita da Larderìa Superiore e Larderìa Inferiore. Fa parte della Circoscrizione I, denominata "Normanno", del capoluogo peloritano. Situata in una vallata attraversata dal torrente omonimo proprio sotto il monte Dinnammare. Uno spettacolo panoramico unico sullo stretto di Messina e tantissimi eventi tradizionali fanno di questo paese uno dei più attivi e conosciuti della provincia di Messina. Nella località si trova anche un'estesa zona artigianale e industriale ASI (il Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della provincia di Messina).

Indice

Il toponimoModifica

L'ipotesi più fondata sulle origini del toponimo "Larderia" (conosciuto in passato anche con la variante Lardarìa, ancora presente nel dialetto) è quella che lo fa derivare dalla stessa radice del verbo greco αρδέυω/άρδω ("irrigare", "innaffiare") da cui, con epentesi dell'articolo (L'Ardaria), si ebbe appunto "Lardaria" con il significato di "luogo ricco di acque". Tale ipotesi è rafforzata dal documento di dotazione della vicina Abbazia basiliana di Santa Maria di Mili (1092) in Mili San Pietro, in cui il Conte Ruggero d'Altavilla, nell'indicare i confini del territorio abbaziale, ricorda "il grande fiume", identificabile chiaramente con l'odierno torrente Larderia. Ulteriori ipotesi sono:

  • "luogo ove si produceva e conservava il lardo" o una "grasceta"(cioè una terra grassa e fertile) adibita alla pastura dei maiali o dei cinghiali.
  • dal latino Lardārĭa, nome femminile che indica "Colei che commercia o vende lardo o maiali" a ricordo forse di un'intera categoria di allevatori o di un'antica e florida attività economica particolarmente praticata in tali luoghi già al tempo dei Romani;
  • dall'espressione araba "Al-Ard Ariyah" cioè "La Terra (Al-Ard) della Libertà (Ariyah)";
  • dal greco "Ardaleia, Ardalìa" cioè "di Ardalo", figlio del Dio Efesto (o Vulcano) ritenuto il mitico inventore del flauto e dell'accompagnamento vocale con tale strumento;
  • dal nome femminile greco "Ardelis" cioe "L'Industriosa" da cui "Ardeleia, Ardelìa".

Per le due voci di derivazione greca potrebbe essersi prodotta l'agglutinazione dialettale della "L" iniziale con funzione di articolo (L'Ardalìa, L'Ardelìa) e la conseguente sostituzione di quella dell'ultima sillaba con una "R" originando pertanto la "Larderìa" odierna.

Eventi turistici e culturaliModifica

Il paese è animato da diverse manifestazioni che, per tutto l'anno, riempiono le giornate di residenti e turisti. A parte la rinomatissima Festa della Madonna di Dinnammare si possono citare:

  • il "Presepe Vivente" al Forte Cavalli, che si svolge nel periodo natalizio da quasi 5 anni;
  • la "Sagra di Carnevale" (il sabato e la domenica di Carnevale);
  • la "Notte Bianca" (nel mese di agosto).

Inoltre tanti altri piccoli eventi di interesse culturale e folkloristico fanno da contorno, ripartite durante l'anno, alle iniziative sopracitate.

StoriaModifica

Già nel trecento il casale di Larderìa (a volte chiamato Lardaria) risulta menzionato nella Ratio Decimarum (XIV secolo). Nel 1221 il territorio venne concesso dall'Arcivescovo di Messina Berardo a contadini che vi si stanziarono formando il primo nucleo del casale; essi si impegnarono a corrispondere al presule per gli appezzamenti di terreno un canone annuo di un tarì. Dal 1684, con la vendita dei casali montani di Messina ad opera del viceré Bonavides, il casale di Larderìa fu acquistato da Don Aloisio o Luigi membro della Famiglia Moncada e assunse il titolo di principi di Larderìa a 4 di Dicembre di 1690 per poi tornare nel 1727, dopo la successione del figlio Francesco, sotto la giurisdizione del Senato. I Moncada continuarono a fregiarsi del titolo "Principi di Larderia" à 1858. Nel tardo '800 (1882-1892) a Larderìa viene costruito il Forte Cavalli appartenente ai forti umbertini costruiti per difendere l'area dello stretto. Oggi intatto e visitabile e sede di varie iniziative. Una delle famiglie più importanti oggi è il casato dei Mondello i quali sono da secoli legati al santuario della Madonna di Dinnammare. In seguito al terremoto molte opere e molti edifici vennero danneggiati come ad esempio la Chiesa di San Giovanni e San Giuseppe di cui si salvarono però le opere d'arte.

ArteModifica

Larderìa conserva diverse opere, monumenti, reperti di un passato vicino che la caratterizzano. La Chiesa di San Giovanni conserva al suo interno delle bellissime opere d'arte. Dipinti ed affreschi sono il tesoro di questa chiesa che perdette parte del suo ricco contenuto durante i diversi terremoti che dopo il 1700 colpirono la città di Messina. Si possono ancora ammirare, nell'abside, degli affreschi di autore ignoto che esaltano la maestosità strutturale interna della Parrocchia. Tra i dipinti sono meritevoli di menzione opere del Palladino e di Michele Panebianco. Altri dipinti sono di autori ignoti. Il paese era famoso per i suoi mulini di cui ancora si possono vedere i ruderi. Uno dei mulini venne ricostruito e oggi vi abitano i discendenti del casato dei Mondello. Una delle ruote di macina del mulino è stata donata a Dinnamare e ora svolge la funzione di altare esterno al santuario. Alcuni attrezzi dell'antica produzione della farina sono custoditi privatamente. Da Larderìa passava l'acquedotto Comunale ed alcuni resti si notano lungo il Torrente Larderìa.

Manifestazioni religioseModifica

La Festa della Madonna di Dinnammare si svolge il 3, 4 e 5 agosto. Una delle feste più antiche della provincia di Messina. Da tempo immemorabile viene portato in processione per le vie del paese il bellissimo quadro della Vergine, raffigurata in trono col Bambino in braccio. La partenza della Sacra Effigie avviene il 3 agosto dalla chiesa di San Giovanni per proseguire, accompagnata dalla folla di fedeli, lungo le ripide e scoscese salite che da Larderìa portano al Santuario a circa 1130 metri sul monte omonimo.

Luoghi di cultoModifica

Patrimonio artisticoModifica

  • Forte Cavalli
  • Palazzo Moncada

Collegamenti esterniModifica

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