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BiografiaModifica

Era la figlia di Giovanni di Francia, duca di Berry, e di sua moglie, Giovanna d'Armagnac. Tramite suo padre, grande collezionista di antichità, mecenate e bibliofilo, era una nipote di Giovanni II di Francia.

MatrimoniModifica

Primo MatrimonioModifica

Maria sposò, il 29 marzo 1386 nella Cattedrale di Saint-Étienne a Burgos, Luigi III di Blois-Châtillon, conte di Dunois[3].

Il padre di Maria le diede una dote di 70.000 franchi e donò a Luigi la contea di Dunois. I festeggiamenti in occasione delle nozze sono descritti nelle Cronache di Jean Froissart[4].

Non vi furono figli da questo matrimonio e Luigi morì il 15 luglio 1391.

Secondo MatrimonioModifica

Il 27 gennaio 1393 fu stipulato un contratto di matrimonio tra Maria e Filippo d'Artois, conte d'Eu. Si sposarono il mese successivo al Palais du Louvre a Parigi; lo stesso re Carlo VI di Francia pagò i festeggiamenti, mentre suo padre le diede una dote di 70.000 franchi. Il re nominò Filippo Connestabile nel 1392. Filippo iniziò la crociata e combatté al fianco del suo amico Jean le Meingre ("Boucicaut"), maresciallo di Francia nella disastrosa battaglia di Nicopoli del 25 settembre 1396. Entrambi furono catturati e Filippo morì alcuni mesi dopo in prigionia a Micalizo, oggi Mihalıççık, in Turchia.

La coppia ebbe quattro figli:

Dopo la morte di Filippo, il suo corpo fu riportato a Eu, la sua città natale, e Maria fece una donazione di £ 100 all'anno alla Chiesa Collegiale di Notre-Dame-et-Saint-Laurent per un messa da celebrare lì il 17 giugno di ogni anno in sua memoria[6]. Insieme alla cognata, Jeanne di Thouars, Maria fu nominata tutrice dei tre figli sopravvissuti.

Terzo MatrimonioModifica

Di nuovo vedova, sposò in terze nozze al Palais de la Cité a Parigi il 24 giugno 1400, Giovanni I di Borbone, duca di Borbone. Il contratto era stato firmato a Parigi il 27 maggio 1400 dopo complesse trattative[7][8].

La coppia ebbe tre figli[9]:

Fu nominato Gran Ciambellano di Francia il 18 marzo 1408 e succedette a suo padre come duca di Borbone il 19 agosto 1410. Il padre di Maria aveva convinto Carlo VI a non combattere nella battaglia di Agincourt, ma il marito di Maria combatté, fu catturato e trascorse il resto della sua vita come prigioniero inglese.

Duchessa d'Alvernia e contessa di MontpensierModifica

Tutti e tre i fratelli Maria erano morti prima del 1400[10], il che spiega la complessità dei negoziati per il suo terzo matrimonio[7][11]: lei e sua sorella maggiore Bona divennero eredi dei titoli del padre, che richiedevano il consenso reale. Giovanni di Berry morì il 15 giugno 1416 (quando il marito di Maria era già prigioniero in Inghilterra). Marie fu di conseguenza nominata duchessa d'Alvernia e contessa di Montpensier il 26 aprile 1418; questi titoli furono confermati nel 1425. Suo marito morì prigioniero a Londra nel gennaio 1434[9].

NoteModifica

  1. ^ Autrand,  p. Template:Page needed: section "Marie"
  2. ^ Jean Froissart, Chronicles calls her a "child" when she first married in 1386 (citation to verify) and estimates that she was "about 23" when her second spouse Philippe of Artois died in 1397 Template:Harv
  3. ^ Autrand: section "Marie" and footnotes 357-358
  4. ^ Froissart e Brereton
  5. ^ Cawley,  Marie Berry died 1434
  6. ^ Recueil des historiens des Gaules et de la France,vol. 23 (1894) p. 450 "Ex obituario ecclesiae Augensis"
  7. ^ a b Anselme,  p. 137
  8. ^ Autrand,  p. Template:Page needed: section "Marie" and footnote 359
  9. ^ a b Cawley,  Jean I Duc died 1434
  10. ^ Cawley,  Jean de Berry and footnote 799 remarks on an inconsistency by P. van Kerrebrouck, who in his Les Valois (1990) p. 261 states that John died after his father, i.e. in 1416 or after, but in his La Maison de Bourbon: 1256-1987 (1987) p. 91 gives John's date of death as 1399. Cawley adds further evidence that John died before his father.
  11. ^ Autrand:section "Marie" and footnotes 360-361

BibliografiaModifica

  • (FR) Père Anselme, Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, vol. 3, Paris, 1700, p. 137.
  • (FR) Françoise Autrand, Jean de Berry, Paris, Fayard, 2000, ISBN 978-2-213-64815-6.
  • (FR) Colette Beaune e Élodie Lequain, Marie de Berry et les livres, in Anne-Marie Legaré (a cura di), Livres et lectures de femmes en Europe entre Moyen Âge et Renaissance, Turnhout, Brepols, 2007, pp. 49–66.
  • Jean Froissart e Geoffrey (translator) Brereton, Chronicles, Harmondsworth, 1968, p. 439.
  • (FR) Raymond Cazelles e Johannes Rathofer, Les Très Riches Heures du Duc de Berry, Tournai, Renaissance du Livre, 2001, p. 26, ISBN 2-8046-0582-5.
  • (FR) Laurent Hablot, La ceinture Espérance et les devises des ducs de Bourbons, in F. Perrot (a cura di), Espérance, le mécénat religieux des ducs de Bourbon au XVe siècle, Souvigny, 2001, pp. 91–103.
  • James H. Marrow, Art and Experience in Dutch Manuscript Illumination around 1400: Transcending the Boundaries, in Journal of the Walters Art Gallery, vol. 54, 1996, pp. 101–117.
  • (FR) G. Papertiant, Note sur les Très Riches Heures du duc de Berry, in Revue des Arts, vol. 2, 1952, pp. 52–58.Template:Full citation needed
  • (FR) Gaston Reynaud (a cura di), Les cent ballades, Paris, 1905, pp. li-lii.Template:Full citation needed
  • (FR) Patricia Stirnemann e Inès Villela-Petit, Les Très Riches Heures du duc de Berry et l'enluminure en France au début du XVe siècle, Paris, Somogy, 2004, pp. 40–43, ISBN 2-85056-742-6.

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