Mike Tyson

pugile statunitense
Mike Tyson
Campione del mondo dei pesi massimi
Mike Tyson Portrait.jpg
Mike Tyson nel 2011
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 178[1] cm
Peso 96-109 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Ritirato 11 giugno 2005
Carriera
Incontri disputati
Totali 58 (2 NC)
Vinti (KO) 50 (44)
Persi (KO) 6 (5)
Palmarès
19861990Titolo mondiale WBCmassimi
19871990Titolo mondiale WBAmassimi
19861990Titolo mondiale IBFmassimi
19881990Titolo The Ringmassimi
19881990Titolo linearemassimi
1996Titolo mondiale WBCmassimi
1996Titolo mondiale WBAmassimi
Statistiche aggiornate all'11 giugno 2005

Michael Gerard "Mike" Tyson (Brooklyn, 30 giugno 1966) è un ex pugile statunitense.

Soprannominato Iron Mike,[2][3] The Baddest Man on the Planet,[4] Kid Dinamite[5] e King Kong, è considerato uno dei migliori pesi massimi nella storia del pugilato.[6] Tra gli atleti più riconoscibili e pagati degli anni ottanta e novanta, nonostante l'altezza non elevata per la categoria (180 cm), grazie alla notevole prestanza fisica è stato uno dei picchiatori più efficaci e temibili nella storia della divisione. Occupa la 16ª posizione della classifica dei "100 più grandi picchiatori di sempre",[7] stilata da The Ring, e la 1ª in quella dei "più grandi picchiatori dei pesi massimi", di ESPN.[8] Sky Sports lo ha nominato "il più temibile pugile di sempre" e descritto come "probabilmente il più feroce lottatore ad aver mai messo piede su un ring".[9] Noto anche per i suoi comportamenti sia dentro che fuori dal ring, è stato giudicato da ESPN il peggior sportivo degli ultimi 25 anni (giudizio di esperti ed amatori).[10] È stato nominato fighter of the year da Ring Magazine nel 1986 e 1988, ed è incluso nella International Boxing Hall of Fame e World Boxing Hall of Fame

Tyson vinse i suoi primi 19 incontri per KO, 12 dei quali alla prima ripresa. Nel 1986, all'età di 20 anni 4 mesi e 22 giorni, conquistò la corona WBC contro Trevor Berbick,[11] divenendo il più giovane campione del mondo dei pesi massimi, record che tutt'ora rimane imbattuto. Un anno dopo vinse anche i titoli WBA ed IBF, divenendo campione indiscusso ed il primo peso massimo ad unificare i campionati del mondo. Nel 1988 divenne campione lineare quando mise KO Michael Spinks in 91 secondi. Difese le sue cinture in nove occasioni, prima di venire sconfitto per KO da Buster Douglas in ciò che fu definita come una delle più grandi sorprese nella storia dello sport.[12] Nel 1992 fu accusato di stupro nei confronti di Desiree Washington e condannato a 6 anni di carcere.[13] Durante la sua detenzione si convertì all'Islam ed assunse il nome islamico di Malik Abdul Aziz.[4][14] Rilasciato nel 1995, fece il suo ritorno sul ring e nel 1996 vinse i titoli WBA e WBC sconfiggendo rispettivamente Frank Bruno e Bruce Seldon per KO. Ciò lo rese tra i pesi massimi capaci di riconquistare una cintura della divisione dopo averla persa. Dopo essere stato privato del mondiale WBC, perse la corona WBA in un match contro Evander Holyfield nel novembre dello stesso anno e nella loro rivincita fu squalificato per aver morso l'orecchio dell'avversario staccandogli un pezzo di cartilagine.

Nel 2002, a 35 anni, affrontò Lennox Lewis per il titolo mondiale, venendo sconfitto per KO. Nel 2005, dopo ulteriori insuccessi contro Danny Williams e Kevin McBride, annunciò il proprio ritiro.

Indice

BiografiaModifica

L'infanziaModifica

Nacque a Brooklyn, quartiere di New York, da Lorna Smith (di professione insegnante) e Percel Tyson che in seguito si separarono[15]; la madre si legò quindi sentimentalmente a Jimmy Kirkpatrick (1924-2001) senza un secondo matrimonio.[15] Nel 1968, Kirkpatrick (che lavorava come manovale) lasciò il lavoro e la famiglia per problemi di cuore: Tyson crebbe dunque con la sua assenza.[15] Dall'unione con Percel, nacquero anche Rodney (ritenuto, tuttavia, da alcune fonti un fratellastro[15]) e Denise.[15] Dopo l'addio del compagno, Lorna - che aveva problemi di alcolismo[16] - si trasferì a Brownsville, uno dei quartieri più pericolosi di Brooklyn.[15] La mancanza della figura paterna e l'ambiente di vita condizionarono, in negativo, l'infanzia di Tyson.[16][17]

Fin da piccolo, Mike mostrò una passione per i piccioni tanto da allevarne in proprio.[16] Il fatto è ben conosciuto presso gli appassionati della boxe, rappresentando uno dei tratti identificativi del pugile fuori dal ring.[18] Fu proprio tale interesse a collegarlo - in via diretta - con la violenza.[19] Accadde infatti, all'età di 10 anni, che un ragazzo (Gary Flowers) tentò di rubare un piccione finendo per ucciderlo: Tyson, per tutta risposta, lo aggredì stendendolo a pugni.[19] L'episodio fu soltanto l'inizio di un'adolescenza caratterizzata dal ricorso alla forza, tanto che nel giro di breve tempo il ragazzo si distinse spesso per risse in strada e combattimenti clandestini.[16] Oltre che per le lotte, si ritagliò una fama negativa anche a causa di furti e rapine[16]: a 13 anni, aveva già conosciuto il carcere minorile per 39 volte.[17] La sua infanzia non fu tuttavia esente anche da crimini di cui divenne vittima, anziché esecutore: nell'autunno 2014, dichiarò infatti di essere stato molestato sessualmente da un estraneo quando aveva 7 anni.[20]

L'approccio con la boxeModifica

(EN)

« Whoever thinks Mike could not boxe or was not skilled has probably never stepped into a gym. I mean... Cus taught him any trick in the book, he could bob and weave, he could make you miss, he was the ultimate swarmer, a master at the art of throwing the left hook-left uppercut combination, a relentless body puncher, a refined version of the late Dempsey or Frazier. »

(IT)

« Chiunque pensi che Mike non sapesse boxare o non avesse tecnica probabilmente non è mai entrato in una palestra. Voglio dire, Cus gli insegnò ogni trucchetto possibile, poteva schivare con il busto, mandarti a vuoto, era il paradigma dello swarmer, un maestro nell'arte della combinazione 'gancio al corpo-montante', implacabile nelle serie al corpo, una versione raffinata degli ultimi Dempsey e Frazier. »

(Emanuel Steward)

[21]

Durante uno dei tanti soggiorni in riformatorio, Tyson conobbe di persona Muhammad Ali: l'ex campione si era recato in visita ai ragazzi dell'istituto, che avevano appena assistito ad un film biografico su di lui.[22] Proprio in carcere, ebbe tuttavia inizio la sua carriera pugilistica.[17] L'impegno profuso negli allenamenti spinse Bobby Stewart, a sua volta ex-pugile, a segnalarlo ad un allenatore: Cus D'Amato, noto per aver già seguito Floyd Patterson e José Torres.[17][23] D'Amato sviluppò un legame particolare con il giovane Tyson, risultando importante non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello umano.[23] Tra le altre cose, lo istruì sui fondamenti tecnici dei quali Mike - fisicamente prestante - possedeva scarsa conoscenza.[23][17] Grazie agli insegnamenti di Cus, il ragazzo imparò come sfruttare a proprio vantaggio l'altezza ridotta (178 centimetri, uno dei più bassi di sempre nella categoria al pari di Rocky Marciano) per schivare i colpi avversari.[23]

CarrieraModifica

Carriera amatorialeModifica

Nel 1982, dopo che Lorna morì per un tumore[15], D'Amato adottò legalmente il sedicenne.[15][23] In quello stesso anno, Tyson vinse l'oro tra i massimi alle Olimpiadi junior.[23][17] A livello amatoriale sostenne 54 incontri, 48 dei quali vinti[17]: il primo di essi durò appena 8".[23] Non riuscì tuttavia a trovare lo sbocco olimpico, poiché una doppia sconfitta con Henry Tillman gli impedì di far parte della squadra che andò ad affrontare i Giochi di Los Angeles '84.[24]

Carriera professionisticaModifica

1985-1990: l'ascesaModifica

Il 1985 fu l'anno del debutto professionistico[25], ma anche quello di un doloroso addio: il 4 novembre morì infatti D'Amato, deceduto a causa di una polmonite.[15][26] Fino al 1986, Tyson riportò 27 vittorie consecutive balzando al primo posto nella classifica mondiale della WBC.[25] L'ente gli consentì dunque di competere per il titolo mondiale, affrontando Trevor Berbick a Las Vegas il 22 novembre.[27] L'avversario legava la propria notorietà all'aver sconfitto, nel 1981, Muhammad Ali nel suo ultimo incontro.[27] Tyson vinse per k.o. alla seconda ripresa, con uno strapotere fisico ed una facilità nel portare i colpi che vanificarono la maggior esperienza di Berbick.[28] L'età di 20 anni, 4 mesi e 22 giorni lo rese il più giovane campione del mondo nella categoria.[29][30] Il 7 marzo 1987 si aggiudicò anche la versione WBA del titolo[31], battendo ai punti James Smith.[32][33] Il 30 maggio si misurò con Pinklon Thomas[34], vincendo per k.o. tecnico.[35][36] Due mesi più tardi, sfidò invece Tony Tucker[37]: battendolo ai punti, dopo 12 riprese, unificò la corona dei massimi.[38][39][40] Il 16 ottobre difese poi le cinture contro Tyrell Biggs.[41][42] Durante il primo semestre del 1988 (anno che vide il suo matrimonio con l'attrice Robin Givens[25][15][43]) sconfisse anche Larry Holmes[44], Tony Tubbs[45] e Michael Spinks mandando quest'ultimo k.o. in soli 91".[46] Sempre in questo periodo, Tyson scelse Don King come manager: l'avvenimento fu indicato, dai più, come l'inizio del declino (umano e agonistico) di "Iron Mike".[47] Nel mese di ottobre, la moglie avviò le pratiche per il divorzio sostenendo di essere stata picchiata dal pugile.[48][25] Nonostante le ombre gettate su di lui dalla cronaca[49], Tyson difese il titolo anche contro Frank Bruno nel febbraio 1989[50][51][52] e Carl Williams nel luglio seguente.[53][54][55] La sua carriera assunse una svolta inattesa l'11 febbraio 1990, quando a Tokyo si arrese per la prima volta[56]: James Douglas lo mandò k.o. alla decima ripresa, sottraendogli la cintura.[57] La sconfitta maturò in un contesto di polemiche, indirizzate principalmente all'arbitro Octavio Meyran[57], del quale fu criticato il conteggio all'ottavo round: il giudice di gara avrebbe infatti iniziato, in lieve ritardo, a contare i secondi dopo che Douglas era stato atterrato.[58] Per contro, venne fatto notare che anche il conteggio di Tyson (nella dinamica che portò al knock-out) prese più tempo dell'effettivo limite.[58] Incassata la prima sconfitta da professionista, Tyson perse inoltre la sorella Denise che morì d'infarto a 24 anni.[15][59][60][61] La rivincita con Douglas fu programmata per il giugno 1990[58], mese in cui "Iron Mike" sconfisse invece Tillman.[62] Il 1990 terminò con un'altra vittoria, ai danni di Alex Stewart.[63] Nel 1991, il pugile batté infine Donovan Ruddock per due volte.[64][65] All'età di 25 anni, giunse quindi ad avere un record di 41 vittorie (36 prima del limite) su 42 incontri.[25][66][67]

1992-1997: la carcerazione, il ritorno e il declinoModifica

Nell'autunno 1991, avrebbe dovuto misurarsi con Evander Holyfield.[68] L'incontro non ebbe, tuttavia, mai luogo poiché la rincorsa al titolo fu bloccata da un caso giudiziario: accusato di aver compiuto abusi sessuali su Desiree Washington (reginetta di bellezza)[69], Tyson venne dapprima indagato e successivamente posto sotto processo.[70][71][72] Il procedimento legale, svoltosi nell'inverno del 1992[73][74][75], si concluse con la condanna: il giudice Patricia Gifford - del tribunale di Indianapolis - emise per lui una sentenza di reclusione pari a 10 anni, 4 dei quali con pena sospesa.[25][76][77][78] Durante il periodo di detenzione, si convertì alla religione islamica[79]: riguardo i fatti che lo avevano condotto in carcere, Tyson fornì le proprie scuse a Desiree pur rigettando ogni accusa di colpevolezza.[80][81] Venne rilasciato per buona condotta nel 1995[82], anno in cui sposò Monica Turner.[15][83][84] Tornò sul ring a 29 anni[85], sconfiggendo Peter McNeeley come primo avversario.[86] In seguito, ebbe la meglio anche su Bruce Seldon.[87]

Il 9 novembre 1996 incrociò i guantoni con Holyfield[88], perdendo la sfida per k.o. tecnico all'undicesimo round.[89] Secondo gran parte della stampa e degli appassionati, tale momento coincise con l'avvio della parabola discendente della sua carriera.[89] La rivincita si consumò il 28 giugno 1997, con Tyson squalificato per aver morso a sangue l'orecchio del suo avversario.[90][91][92][93] Accusato di «violenza gratuita ed ingiustificata»[94], si vide privato della licenza professionistica da parte della comissione atletica del Nevada.[95][96] Contestualmente, per il danno arrecato a Holyfield venne condannato al pagamento di 3 milioni di $.[97][98]

1998-2001: il riottenimento della licenzaModifica

Sospeso a tempo indeterminato dai combattimenti, Tyson accusò Don King di averne causato la rovina economica e scelse Shelly Finkel come nuovo manager.[99] Nell'estate 1998, un anno dopo il provvedimento originario, presentò la domanda per ottenere una nuova licenza.[100][101] La concessione fu ritardata da una rissa nel Maryland (con l'aggressione a due automobilisti dopo un tamponamento[102]) e dal conseguente affidamento a cure psichiatriche.[103][104][105] Tyson venne riabilitato a combattere sul finire del 1998[106], ma nel triennio che ne seguì disputò incontri con avversari di scarsa caratura nonché - a detta dei tifosi - di dubbia scelta.[107][108][109][110][111][112][113][114][115][116][117]

 
Statua in oro raffigurante Tyson.

2002-2005: gli ultimi anniModifica

Nel 2002, a 35 anni, Tyson tentò di nobilitare l'ultimo scorcio di carriera sfidando Lennox Lewis per il titolo mondiale.[118] L'incontro era originariamente previsto per il 6 aprile, ma durante la conferenza di presentazione (avvenuta a gennaio) "Iron Mike" venne alle mani con l'avversario e il suo staff, facendo finire in ospedale una persona.[119][120] Il match venne quindi posticipato di 2 mesi, all'8 giugno.[121] Apparso inferiore al canadese per tutta la durata del combattimento, Tyson fu messo knock-out all'ottava ripresa.[122] Nel 2003 lamentò gravi difficoltà finanziarie[123][124], tanto da dichiararsi in bancarotta: in quest'occasione, accusò Desiree Washington per lo stato in cui versava.[125] Destò scalpore una sua intervista in cui ammise che avrebbe voluto stuprare, effettivamente, la donna.[125][126] Il 2003 fu anche l'anno in cui il secondo matrimonio (con la pediatra Monica Turner, madre dei suoi figli Rayna, nata nel 1996, e Amir, nato nel 1997) conobbe, a sua volta, il divorzio.[127] Per quanto concerne le vicende sportive, dopo la sconfitta con Lewis indossò i guantoni per soli altri 3 match fino al 2005.[128][129][130][131][132] Il ritiro definitivo venne annunciato a quasi 39 anni.[133]

Dopo il ritiroModifica

2006-2011: ulteriori guai con la giustizia e il terzo matrimonioModifica

 
Mike Tyson su un ring a Las Vegas nel 2006

Nel 2006 si cimentò come arbitro, dirigendo un incontro di «cage fighting» ("lotta in gabbia") a Londra.[134] In autunno, ormai quarantenne, organizzò un tour con esibizioni e sparring per risollevare le proprie finanze.[135] A dicembre fu nuovamente arrestato, per guida sotto l'effetto di cocaina e possesso della medesima droga.[136] Lo stesso pugile dichiarò la sua dipendenza dalla sostanza.[137] Il processo avrebbe potuto condannarlo a 7 anni di reclusione[138], ma l'essersi sottoposto ad un programma riabilitativo e il superamento di 29 test antidroga permisero di ridurre la pena detentiva ad un solo giorno.[139]

Il 26 maggio 2009, la figlia Exodus (di 4 anni) morì per soffocamento dopo un incidente casalingo.[15][140][141][142][143] A distanza di 2 settimane, Tyson si sposò per la terza volta con Lakiha Spicer.[144][145][146] Il 2009 rappresentò inoltre l'anno della pace con Holyfield, formalmente stretta nel corso di un programma televisivo.[147] Dal terzo matrimonio nacquero Milan e Morocco Elijah, portando a 8 il numero totale di figli.[15][148]

Dal 2012: gli anni recentiModifica

Nell'autunno 2013 fu pubblicata la sua autobiografia, nella quale Tyson svelava numerosi retroscena della propria carriera e ammetteva di aver fatto uso - prima di alcuni incontri - di cocaina.[149] Esattamente 4 anni dopo, l'opera trovò seguito con un altro libro che ripercorre la storia dell'ex pugile.[150]

Agli inizi del 2018, dopo che la California legalizzò la coltivazione della marijuana, Tyson annunciò l'apertura di un ranch in cui produrre cannabis.[151]

RiconoscimentiModifica

Nel corso della sua carriera, Tyson ha ottenuto i seguenti riconoscimenti[17]:

Lista degli incontriModifica

Di seguito, la lista degli incontri disputati da professionista[1]:

Data Avversario Esito Causa Ripresa Note
6 marzo 1985 Hector Mercedes V K.O.T. 1
10 aprile 1985 Trent Singleton V K.O.T. 1
23 maggio 1985 Don Halpin V K.O. 4
20 giugno 1985 Ricardo Spain V K.O.T. 1
11 luglio 1985 John Alderson V K.O.T. 2
19 luglio 1985 Larry Sims V K.O. 3
15 agosto 1985 Lorenzo Canady V K.O. 1
5 settembre 1985 Michael Johnson V K.O. 1
9 ottobre 1985 Donnie Long V K.O.T. 1
25 ottobre 1985 Robert Colay V K.O. 1
1 novembre 1985 Sterling Benjamin V K.O.T. 1
13 novembre 1985 Eddie Richardson V K.O. 1
22 novembre 1985 Conroy Nelson V K.O.T. 2
6 dicembre 1985 Sammy Scaff V K.O.T. 1
27 dicembre 1985 Mark Young V K.O.T. 1
11 gennaio 1986 David Jaco V K.O.T. 1
24 gennaio 1986 Mike Jameson V K.O.T. 5
16 febbraio 1986 Jesse Ferguson V K.O.T. 6
10 marzo 1986 Steve Zouski V K.O. 3
9 maggio 1986 James Tillis V D.U. 10
20 maggio 1986 Mitch Green V D.U. 10
13 giugno 1986 Reggie Gross V K.O.T. 1
28 giugno 1986 William Hosea V K.O. 1
11 luglio 1986 Lorenzo Boyd V K.O. 2
26 luglio 1986 Marvis Frazier V K.O. 1
17 agosto 1986 José Ribalta V K.O.T. 10
6 settembre 1986 Alfonso Ratliff V K.O.T. 2
22 novembre 1986 Trevor Berbick V K.O.T. 2
7 marzo 1987 James Smith V D.U. 12
30 maggio 1987 Pinklon Thomas V K.O.T. 6
1 agosto 1987 Tony Tucker V U.D. 12
16 ottobre 1987 Tyrell Biggs V K.O.T. 7
22 gennaio 1988 Larry Holmes V K.O.T. 4
21 marzo 1988 Tony Tubbs V K.O.T. 2
27 giugno 1988 Michael Spinks V K.O. 1
25 febbraio 1989 Frank Bruno V K.O.T. 5
21 luglio 1989 Carl Williams V K.O.T. 1
11 febbraio 1990 James Douglas S K.O. 10
16 giugno 1990 Henry Tillman V K.O. 1
8 dicembre 1990 Alex Stewart V K.O.T. 1
18 marzo 1991 Donovan Ruddock V K.O.T. 7
28 giugno 1991 Donovan Ruddock V D.U. 12
19 agosto 1995 Peter McNeeley V SQ 1 McNeeley fu squalificato per l'ingresso del suo secondo sul ring
16 dicembre 1995 Buster Mathis V K.O. 3
16 marzo 1996 Frank Bruno V K.O.T. 3
7 settembre 1996 Bruce Seldon V K.O.T. 1
9 novembre 1996 Evander Holyfield S K.O.T. 11
28 giugno 1997 Evander Holyfield S SQ 3 Squalificato dopo aver morso l'avversario
16 gennaio 1999 Francois Botha V K.O. 5
23 ottobre 1999 Orlin Norris N.C. N.C. 1 Incontro fermato dopo un'azione irregolare di Tyson, che impedì a Norris di continuare
29 gennaio 2000 Julius Francis V K.O.T. 2
24 giugno 2000 Lou Savarese V K.O.T. 1
20 ottobre 2000 Andrzej Gołota N.C. N.C. 3 Inizialmente vittorioso per ritiro dell'avversario, a Tyson fu comminato il "no contest" dopo l'esito negativo di un test per il doping
13 ottobre 2001 Brian Nielsen V R 7
8 giugno 2002 Lennox Lewis S K.O. 8
22 febbraio 2003 Clifford Etienne V K.O. 1
30 luglio 2004 Danny Williams S K.O. 4
11 giugno 2005 Kevin McBride S K.O.T. 6

Legenda
V: vittoria
S: sconfitta
N.C.: no contest
K.O: knockout
D.U: decisione unanime
SQ: squalifica
K.O.T: knockout tecnico.

Nella cultura di massaModifica

  • Al pugile sono ispirati i film Tyson del 1995 e una pellicola autobiografica del 2017, realizzata da Martin Scorsese e Jamie Foxx.[155][156]
  • Data la sua popolarità, non solamente in termini sportivi, Tyson appare in diversi videogiochi picchiaduro.[157][158]
  • È citato nella canzone di Jamil Baida del 2017, il cui titolo è appunto il nome dell'ex pugile.[159]

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

CortometraggiModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Mike Tyson's boxing record, su boxrec.com. URL consultato il 13 ottobre 2017.
  2. ^ Sportscenter Biography: 'Iron Mike' explosive in and out of ring, ESPN, 10 ottobre 2005. URL consultato il 23/11/09.
  3. ^ Jay McIntyre, "Iron" Mike Tyson – At His Sharpest, su Boxingnews24.com, 1º settembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2014.
  4. ^ a b "Mike Tyson Goes Bollywood" - CBC News, 13 April 2007
  5. ^ Phil Berger, A Body for Better Men to Beat On - New York Times, The New York Times, 19 ottobre 1989. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  6. ^ Andrew Eisele, 50 Greatest Boxers of All-Time, About.com, 2007. URL consultato il 17 giugno 2010.
  7. ^ Andrew Eisele, Ring Magazine's 100 Greatest Punchers, About.com, 2003. URL consultato il 10 marzo 2010.
  8. ^ Graham Houston, The hardest hitters in heavyweight history, ESPN Internet Ventures, 2007. URL consultato il 10 marzo 2010.
  9. ^ Mike Tyson? Sonny Liston? Who is the scariest boxer ever?, Sky Sports. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  10. ^ (EN) ESPN25: I 25 sportivi più indegni degli ultimi 25 anni, ESPN25.com, Ultimo accesso il 1º aprile 2007.
  11. ^ Tyson, da re del ring a re della bancarotta: persi 500 milioni, Gazzetta dello Sport, 8 dicembre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  12. ^ (EN) Rob Lancaster, Ranking the 10 Biggest Upsets in the History of Heavyweight Boxing, Bleacher Report, 23 settembre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  13. ^ (EN) Tyson shows power of prayer, BBC News, 18 gennaio 2001, Ultimo accesso il 3 maggio 2007.
  14. ^ "Mike Tyson finds he's the man in Chechyna" - David Holley, Los Angeles Times, 16 September 2005
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Katy Botnar, Retired heavyweight boxing champion Mike Tyson and his large family, su bodyheightweight.com, 3 maggio 2017.
  16. ^ a b c d e Luigi Panella, I 50 anni di Tyson, una vita selvaggia fuori e dentro il ring, su repubblica.it, 29 giugno 2016.
  17. ^ a b c d e f g h Claudio Ferretti e Augusto Frasca, Enciclopedia dello sport, Garzanti Libri, 2008, p. 1670, ISBN 978-88-11-50522-8.
  18. ^ (EN) Manny Millan, Mike Tyson and pigeons, su si.com, 4 marzo 2011.
  19. ^ a b (EN) Mike Devlin, 10 bizarre facts about Mike Tyson, su listverse.com, 24 aprile 2014.
  20. ^ (EN) Mike Tyson reveals he was sexually abused as a child when he was "snatched off the street" by a stranger in Brooklyn, su dailymail.co.uk, 30 ottobre 2014.
  21. ^ (EN) Lee Winfrey, The life and trials of Tyson profiled in "Fallen Champ", in The Baltimore Sun, 12 febbraio 1993.
  22. ^ (EN) Mike Tyson first met Muhammad Ali in Juvie, su deadspin.com, 18 gennaio 2012.
  23. ^ a b c d e f g (EN) My life as a young thug, su nymag.com, ottobre 2013.
  24. ^ (EN) Earl Gustkey, Tyson-Tillman, the prequel, in Los Angeles Times, 10 giugno 1990.
  25. ^ a b c d e f I numeri della carriera di "Iron-Mike", su repubblica.it, 16 gennaio 1999.
  26. ^ (EN) Ira Berkow, SCus D'Amato's gym, in The New York Times, 7 novembre 1985.
  27. ^ a b Luca Argentieri, Stanotte a Vegas l'America cerca il suo Rocky 5, in la Repubblica, 22 novembre 1986, p. 25.
  28. ^ A Tyson bastano 5'35" per entrare nella storia, in La Stampa, 24 novembre 1986, p. 13.
  29. ^ (EN) Dave Anderson, Cus D'Amato's 20-year-old champion, in The New York Times, 23 novembre 1986.
  30. ^ Fra tanto ciclismo mi manca Binda, in la Repubblica, 31 dicembre 1986, p. 44.
  31. ^ Sarà ancora Tyson Power?, in la Repubblica, 7 marzo 1987, p. 22.
  32. ^ (EN) Phil Berger, Tyson unifies W.B.C.-W.B.A. titles, in The New York Times, 8 marzo 1987.
  33. ^ Tyson re con due corone, ma senza l'applauso della gente, in La Stampa, 9 marzo 1987, p. 23.
  34. ^ Mike Tyson difende la corona dei massimi, in la Repubblica, 30 maggio 1987, p. 35.
  35. ^ Tyson e Tucker vincono per ko, in La Stampa, 1º giugno 1987, p. 28.
  36. ^ (EN) Ralph Wiley, Iron Mike passes a test, in Sports Illustrated, 8 giugno 1987.
  37. ^ Tyson-Tucker A Las Vegas pugni mondiali, in la Repubblica, 1º agosto 1987, p. 36.
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BibliografiaModifica

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