Montesarchio

comune italiano
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Montesarchio
comune
Montesarchio – Stemma
Montesarchio – Veduta
La fontana di Ercole nel centro storico
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma.svg Benevento
Amministrazione
SindacoFrancesco Damiano (PD) dal 10-6-2018 (2º mandato)
Territorio
Coordinate41°04′N 14°38′E / 41.066667°N 14.633333°E41.066667; 14.633333 (Montesarchio)Coordinate: 41°04′N 14°38′E / 41.066667°N 14.633333°E41.066667; 14.633333 (Montesarchio)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie26,51 km²
Abitanti13 447[1] (30-6-2019)
Densità507,24 ab./km²
FrazioniCirignano, Tufara Valle, Varoni
Comuni confinantiApollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Cervinara (AV), Roccabascerana (AV), Rotondi (AV), San Martino Valle Caudina (AV), Tocco Caudio
Altre informazioni
Cod. postale82016
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062043
Cod. catastaleF636
TargaBN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 616 GG[2]
Nome abitantimontesarchiesi, sarchiesi
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montesarchio
Montesarchio
Montesarchio – Mappa
Posizione del comune di Montesarchio nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Montesarchio è un comune italiano di 13 447 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

È il comune più popoloso della provincia, dopo il capoluogo Benevento, e ha assunto il titolo di città con il decreto del presidente della Repubblica del 31 luglio 1997[3].

Geografia fisicaModifica

 
Sopra:Il versante settentrionale della collina di Montesarchio, con il borgo originario di Latovetere sulla sinistra.
Sotto: la mappa del comune di Montesarchio

Situato 18 km a sud-ovest del capoluogo provinciale, nella Valle Caudina, ai piedi del monte Taburno. Dominano sulla città il monte Taburno e la collina, denominata Torre, riprendendo il nome del monumento che da secoli la domina, la Torre di Montesarchio, appunto, che vi si erge. Oltre alla torre, la collina ospita un castello e, più in basso sulla collina, le due parti della città vecchia, il lato vetere e il lato novo. La collina domina una vasta pianura dove la città si è espansa negli ultimi decenni. Nel territorio cittadino si trova anche un piccolo laghetto chiamato "Moccia" (data la sua vicinanza con l'omonima fabbrica di mattoni) e un torrente, denominato Tesa, già fiume immissario del Volturno. Inoltre nella periferia vi è una strada di comunicazione che conduce sul monte Taburno e ai borghi situati ai suoi piedi, denominata via Vitulanense, in contrada Monaca.

Origini del nomeModifica

Il nome attuale del comune ha avuto origine nel Medioevo da Mons Arculi o Mons Herculis (data la leggenda che narra che Ercole sia vissuto in queste zone ed abbia ucciso il Leone in una grotta del monte taburno nelle famose 12 fatiche di Ercole) successivamente "montesarculo". Un altro nome di montesarchio è "Caudium",[senza fonte] un agglomerato fondato dai Sanniti, da cui deriva il nome della valle (Valle Caudina).

StoriaModifica

La zona di Montesarchio, abitata sin dal neolitico, è identificata con la città sannita di Caudium (fondata nel VIII a.C.), capitale e agglomerato più importante del Sannio caudino nonché famoso centro urbano di quei tempi dove commerciavano molti prodotti tipo vasi e altri manufatti dalla "Magna Grecia". la città è famosa per la battaglia delle Forche Caudine (seconda guerra sannitica) in cui i romani vennero sconfitti dai sanniti e costretti a subire la pena delle forche caudine. La città venne (probabilmente) distrutta dopo la disfatta della lega sannitica nel IV secolo a.C.[4]

Numerose testimonianze archeologiche risalgono all'epoca romana come gli scavi di Caudium, le terme, l'acquedotto romano e le antiche emergenze di località "Masseria Foglia". I romani, inoltre, vi costruirono la famosa via Appia (attuale strada statale 7) che collega Roma con Brindisi passando per Benevento (in quel tempo chiamata Beneventum)

Sotto la dominazione dei longobardi nacque l'agglomerato urbano chiamato "Latovetere", tipicamente medievale, con le case addossate al castello e alla torre. In epoca normanna, grazie all'incremento demografico, nacque invece il quartiere "Latonuovo".[4]

 
Vista dalla torre di Montesarchio.

Montesarchio fu possesso feudale dei Della Leonessa o de Lagonissa dal 1278 al 1480, dei Carafa dal 1480 sino al 1528 quando passò ai D'Avalos che la tennero sino alla fine della feudalità nel 1806[5]. Comunque nelle pertinenze di Montesarchio vi erano possedimenti baronali anche di altre famiglie: per esempio al 1669 risultano versamenti fiscali della famiglia d'Alessandro per feudi "sopra Montesarchio e Valle Vitulano".[6]

Il terremoto del 5 giugno 1688 provocò ingenti danni al comune. La torre del paese fu usata per contenere all'interno un carcere di massima sicurezza al tempo dei Borbone. Vi fu rinchiuso, tra gli altri, il patriota e politico italiano Carlo Poerio oggi ricordato con una lapide in quella che, leggenda narra, sia stata la sua cella.

Il castello fu edificato per fini militari e di ordine pubblico. Nel caso in cui il nemico fosse transitato al di sotto della collina, dalle "bocce di leone" di cui è dotato sarebbe sceso olio bollente per respingere gli invasori.

A livello amministrativo Montesarchio nel 1861 passò dal disciolto Principato Ultra alla neonata provincia di Benevento.

Durante il ventennio fascista il comune fece costruire la biblioteca comunale e la scuola elementare[7].

Montesarchio partecipa alle XXX Universiade di Napoli migliorando lo stadio comunale "Allegretto" inaugurato il 2 luglio.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 31 luglio 1997

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Abbazia di San Nicola
 
Deposizione di Cristo, dipinta nella lunetta del portale della chiesa della Madonna delle Grazie
 
Facciata del comune di Montesarchio
 
Chiesa ed ex convento di San Francesco, sede municipale
 
chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • Abbazia di San Nicola. Sita nel centro storico, è stata edificata fra il XII e il XIII secolo anche se nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata. La facciata, in stile romanico, è sovrastata da una nicchia un tempo affrescata. L'interno è a due navate e conserva diversi resti della struttura originaria romanica come l'arco che precede il presbiterio. Vi si può ammirare un altare maggiore in marmi policromi sovrastato da un grande dipinto.
  • Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie. Il complesso venne edificato dai padri francescani nel XV secolo. La chiesa possiede una navata con una sola cappella laterale dedicata all'Immacolata Concezione. Al suo interno è conservata una scultura lignea della Madonna, realizzata dallo scultore napoletano Carmine Lantriceni (1760). Sul chiostro, voluto dal conte Carlo Carafa nel XV secolo, si affaccia il campanile realizzato in epoca posteriore.[4]
  • Chiesa e convento di San Francesco. Il complesso è stato costruito nel 1339 ma l'aspetto attuale risale al XVIII secolo. La chiesa, di stile vanvitelliano, ha una facciata con tre ingressi (il centrale possiede una bella porta in legno intarsiata con scene di vita di San Francesco). L'interno è a tre navate ed ha altari e dipinti barocchi. Di notevole interesse è l'organo a canne e il pulpito in legno. Il convento è attualmente sede comunale.
  • Chiesa della Purità, San Pio e San Leone. Nata come cappella privata dei D'Avalos, conserva ancora il passaggio che conduceva al palazzo nobiliare. Di notevole interesse è il presbiterio con il coro, ricco di decorazioni, il baldacchino centrale in marmo e l'altare maggiore, costituito da motivi geometrici e floreali.[4]
  • Chiesa di San Giovanni Battista o dell'Annunziata
  • Chiesa e convento di Santa Maria di Costantinopoli (XVII secolo). Abitato dai frati francescani Cappuccini (da qui viene il nome "convento dei cappuccini"). Costruita da Nicola Davalos, principe del paese per devozione per lo scampato pericolo della peste del 1656 che colpì la valle caudina. nell'inizio del XX secolo fu adibito come caserma militare. Nel ventennio fascista fu inaugurata anche una colonia estiva.
  • Vecchio cimitero di Latovetere. Probabilmente la chiesa più antica di Montesarchio, eretta in età longobarda e utilizzata come cimitero in tempi successivi.

Architetture militariModifica

 
castello di Montesarchio
  • Torre di Montesarchio. Struttura militare di origine medievale adibita a sede del museo archeologico nazionale del Sannio Caudino insieme al castello. All'interno dell'antica torre è esposto "Il ratto di Europa", celebre cratere di Assteas.
  • Castello di Montesarchio. Edificato per fini militari e di ordine pubblico (nelle sue segrete furono imprigionati numerosi dissidenti politici), il castello è visitabile e ospita il museo archeologico nazionale del Sannio Caudino. L'evidenza storica dell'utilizzo della struttura come carcere deriva dal rinvenimento di aree adibite a cortili per i reclusi ed esplicite iscrizioni sui muri ad opera dei patrioti rinchiusi nelle celle. Il castello, del quale sono evidenti gli incassi del ponte levatoio e il fossato di protezione, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli, dall'VIII in poi, periodo nel quale si fa risalire la prima edificazione.

SocietàModifica

 
Porta del quartiere storico di Latonuovo, vista dall'interno

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

CulturaModifica

 
Un vaso dalle necropoli Caudium, esposto al Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino.

IstruzioneModifica

La città è sede di due circoli didattici, una scuola media, tre licei (scientifico, psicopedagogico, linguistico), due istituti pubblici (istituto professionale e alberghiero) e uno privato (istituto Montessori con vari indirizzi di studio).[senza fonte]

CinemaModifica

Diverse scene del film Permettete signora che ami vostra figlia? (1974) sono girate a Montesarchio. Anche alcune scene di Zappatore (1950) sono girate a Cirignano (frazione di Montesarchio).

 
Cratere di Assteas

MuseoModifica

Il comune ha il museo archeologico nazionale del Sannio Caudino.

Tra i tanti vasi e reperti archeologici è esposto anche il Vaso di Assteass (Ratto d'Europa).

Geografia antropicaModifica

La città fa parte della Comunità Montana Zona del Taburno, della Regione Agraria n. 3 - Monti del Taburno e del Camposauro e del Parco del Taburno-Camposauro.

FrazioniModifica

  • Varoni: all'inizio del XIX secolo fu elevato a comune dai Francesi e tale rimase fino al 1867, quando con decreto del 10 gennaio fu aggregato al comune di Montesarchio.
  • Cirignano: non è stato mai comune autonomo, ma sempre "Casale" di Montesarchio.
  • Tufara Valle

EconomiaModifica

Il comune è un importante centro agricolo e industriale (lavorazione del tabacco e materiali da costruzione). Molto sviluppata dal punto di vista commerciale e imprenditoriale vantando un gran numero di negozi, imprese e sportelli bancari.

Infrastrutture e trasportiModifica

La città è attraversata dalla Strada Statale 7 e per questo si sono avuti problemi riguardo al traffico. La questione è stata parzialmente risolta con la costruzione di una variante che limita il traffico in transito per la città, soprattutto per i mezzi pesanti, per cui vige il divieto di transito per il centro abitato.

Oltre alla statale 7 la città costituisce un vero e proprio centro di collegamenti: dalla città infatti parte la strada provinciale che porta ad Avellino (Via San Martino); la strada che porta a Cervinara (Via Cervinara) e la strada che collega ai comuni di Vitulano, Tocco Caudio, Campoli del Monte Taburno e altri (Via Vitulanese).

Inoltre il comune ha attivato un servizio di trasporto urbano (un pullman che collega le varie aree della città).

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sindaci di Montesarchio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 30 Luglio 1861 De Simone Salvatore Sindaco
31 Luglio 1861 16 Maggio 1864 Frattasi Michele Sindaco
17 Maggio 1864 28 Novembre 1865 De Simone Salvatore Sindaco
29 Novembre 1865 3 Aprile 1866 Supino Giambattista Sindaco
4 Aprile 1866 Luglio 1866 Zingone Alfonso Sindaco
Luglio 1866 22 Agosto 1866 Frattasi Michele Sindaco
23 Agosto 1866 1 Febbraio 1867 Zingone Alfonso Sindaco
2 Febbraio 1867 27 Settembre 1876 Verrusio Michele Sindaco
28 Settembre 1876 1 Ottobre 1877 Palomba Lorenzo Sindaco
2 Ottobre 1877 1 Gennaio 1878 Verrusio Angelo Sindaco
2 Gennaio 1878 21 Giugno 1878 Frattasi Michele Sindaco
22 Giugno 1878 9 Dicembre 1885 Striani Nicola Sindaco
10 Dicembre 1885 17 Maggio 1890 Zingone Alfonso Sindaco
18 Maggio 1890 4 Novembre 1896 D'Ambrosio Bartolomeo Sindaco
26 Aprile 1897 17 Agosto 1906 Striani Antonio Sindaco
1908 1910 Bartolomeo D'Ambrosio Sindaco
1910 1920 Angelo D'Amelio Partito Socialista Italiano Sindaco
1920 1923 Angelo D'Amelio Partito Socialista Italiano Sindaco
1923 1926 Angelo Ferraro Partito Nazionale Fascista Sindaco
1926 1936 Costantino Ambrosone Partito Nazionale Fascista Sindaco
1938 1942 Francesco Cassella Partito Nazionale Fascista Sindaco
1942 1942 Luigi Umili Partito Nazionale Fascista Sindaco
1942 1943 Felice De Pasquele Partito Nazionale Fascista Sindaco
1943 1943 Luigi De Ferraris Partito Nazionale Fascista Sindaco
1943 1944 Pasquale Guglielmi Partito Fascista Repubblicano Sindaco
1943 1944 Emilio Finelli indipendente Sindaco
1944 1946 Mario Cutillo Partito Fascista Repubblicano Sindaco
1946 1952 Innocenzo De Bellis Partito Nazionale Monarchico Sindaco
1952 1953 Ferdinando Luciano Partito Liberale Italiano Sindaco
1953 1958 Ernesto Parisio Partito Liberale Italiano Sindaco
1958 1961 Ferdinando Luciano Partito Liberale Italiano Sindaco
1962 1962 Carminantonio Mataluni Democrazia Cristiana Sindaco
1962 1963 Ernesto Ricciardi commissario prefettizio Sindaco
1963 1964 Domenico Lanzotti commissario straordinario Sindaco
1964 1969 Giuseppe Coppolaro Partito Socialista Italiano Sindaco
1969 1970 Ferdinando Luciano Partito Liberale Italiano Sindaco
1970 1971 Vincenzo Luciano Partito Liberale Italiano Sindaco
1971 1972 Gennaro Papa Partito Liberale Italiano Sindaco
1972 1975 Ferdinando Luciano Partito Liberale Italiano Sindaco
27 novembre 1976 22 novembre 1977 Fiorente Marcello D'Apice democrazia cristiana Sindaco
1974 1977 Fausto Iannuzzi Movimento Sociale Italiano Sindaco
1977 1982 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1982 1985 Carminantonio Mataluni Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1987 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1987 1989 Gennaro Papa Partito Liberale Italiano Sindaco
1989 1990 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1992 Carminantonio Mataluni Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Nicola Damiano Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1993 1994 Carmine Pagnozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1998 Enrico Striani Partito Liberale Italiano Sindaco
1998 2002 Enrico Striani Partito Liberale Italiano Sindaco
2002 2003 Maria Assunta Colella commissario prefettizio Sindaco
2003 2008 Antonio Izzo Forza Italia Sindaco
2008 2013 Antonio Izzo Popolo della libertà Sindaco
2013 2018 Francesco Damiano Partito Democratico Sindaco
2018 in carica Francesco Damiano Partito Democratico Sindaco

GemellaggiModifica

 
Il centro storico di La Garde, fotografato da un'inquadratura che esalta la somiglianza con quello di Montesarchio.
  •   La Garde, dal 1977
    La scelta deriva dal fatto che entrambe le città hanno, nel loro punto più alto, una torre e un castello in posizioni assai simili.
  •   Betlemme, dal 2006[9]
    La motivazione del gemellaggio è che una cittadina di Montesarchio, Suor Nunziatina Izzo, svolge da oltre 25 anni la sua attività nella chiesa della Natività nella cittadina palestinese. Nel 2008 il Sindaco di Betlemme Dott. Victor Batarseh è stato ospite di Montesarchio, per rafforzare ulteriormente i rapporti di amicizia tra le due città.
  •   Torre del Greco, dal 2008
    Il gemellaggio intende mettere a confronto culture e tradizioni di due città diverse della Campania: una sul mare, l'altra nell'entroterra.

Stemma e blasonaturaModifica

 
Stemma della città

Lo stemma del Comune è composto da uno "scudo sannita" recante il disegno d'Ercole, rivestito di un lenzuolo che ricopre soltanto il suo basso ventre e con in mano una clava, accompagnato da un leone, con, sullo sfondo, un paesaggio composto da un albero di basso fusto, alla sua destra, e, alla sua sinistra, i resti di un'antica torre cilindrica di piccole dimensioni. Il cielo è azzurro, con una nuvoletta bianca sullo sfondo. Il fondo campo è verde. Questi ultimi due elementi richiamano i colori del Comune, che sono, appunto, l'azzurro e il verde. Sotto lo "scudo" vi è una striscia con la scritta: "Hercules alexicacos".[10]

Il gonfalone del Comune è composto da un drappo di colore azzurro, recante lo stemma, come sopra descritto, con le seguenti aggiunzioni: nella parte superiore, al centro, in caratteri grandi cubitali, colore oro la scritta "Città " e al secondo rigo "di" (sempre in posizione centrale). Segue al rigo successivo una grossa corona formata di mattoni, sempre color oro e posta in posizione centrale, subito sotto la corona è posto lo stemma e sotto la sua scritta "Hercules alexicacos" una corona d'alloro in colore oro. Al di sotto della corona d'alloro, con le stesse caratteristiche della scritta del primo e secondo rigo, vi è la scritta "Montesarchio".[3]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ a b Statuto del Comune, articolo 3 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  4. ^ a b c d Appunti, p. 41.
  5. ^ Erasmo Ricca, Istoria de' feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Napoli, 1865, v. 3, p.356 e sgg.
  6. ^ Come da evidenza fiscale pagata da Flavia d'Alesandro "per la tassa di d.26.1.5 per li ann. d.100 sopra Montesarchio e Valle Vitulano" (Nova situatione de pagamenti fiscali de carlini 42 a foco delle Provincie del Regno di Napoli, et adohi de Baroni, e Feudatarij. Dal primo di Gennaro 1669 avanti, Napoli, 1670, p. 210). In quella data detta Falvia risultò a debito di 36.2.19 1/2 ducati per adoha di quell'anno.
  7. ^ Nicola A. Tinessa, Paese mio, pp. 35-68.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Benevento: gemellaggio Montesarchio - Betlemme. I sindaci ricevuti alla Rocca - ilQuaderno.it, su ilquaderno.it. URL consultato l'8 novembre 2013.
  10. ^ Statuto del Comune, articolo 3 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive..

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Progetto MURST - Appunti di viaggio: i cinque volti del Sannio, Auxiliatrix, 2001.
  • Alfredo Zazo, Dizionario Bio-Bibliografico del Sannio, Napoli, Fausto Fiorentino, 1973.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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