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Sport in Valle d'Aosta

StruttureModifica

StadiModifica

PalaghiaccioModifica

 
Il palaghiaccio (Patinoire, in francese) di Aosta, a Tzambarlet

Campi da rugbyModifica

  • Centro sportivo comunale, in regione Tzambarlet, ad Aosta

PiscineModifica

Principali società sportiveModifica

  Arti marzialiModifica

  BaseballModifica

  CalcioModifica

Le origini del calcio in Valle d'Aosta risalgono al 1911 quando ad Aosta venne fondata l’Augusta Prætoria Sports, che divenne l’A.S. Aosta nel 1931. Diventata U.S. Aosta 1911, fallì nel 1998. Nel frattempo l'U.S. Valle d'Aosta Châtillon Saint-Vincent Fenusma (nis - Nus - Saint-Marcel), fondata nel 1997, acquisendo il titolo sportivo dell’U.S. Châtillon Saint-Vincent, partecipa al C.N.D.; nel 2000 diventa il Valle d'Aosta Calcio. Nel 2010 retrocede in Eccellenza e fallisce.

  Calcio a 5 (Futsal)Modifica

  HockeyModifica

  Pattinaggio artisticoModifica

  RugbyModifica

  PallacanestroModifica

  PallamanoModifica

  PallavoloModifica

  PallanuotoModifica

Sport tradizionaliModifica

 
Cartello presso il Palais F.E.N.T. (Fédérachon Esports de Nohtra Téra) sugli sport tradizionali, in località Les Îles, Brissogne.

Il patrimonio culturale valdostano è caratterizzato anche dalla pratica di quattro principali sport tradizionali:

Tali sport sono giocati in aree geografiche precise: mentre lo tsan è maggiormente praticato nei comuni centro-orientali della Valle d'Aosta, il fiolet occupa un'area che si estende poco oltre la Valdigne. Il palet valdostano è abbastanza distribuito su tutta la regione, mentre la rebatta è localizzata da nord a sud nella fascia centrale della Valle d'Aosta. Questa situazione a macchia di leopardo deriva sia dall'abbandono progressivo dei giochi popolari che da una parziale ripresa negli ultimi decenni, e fotografa solo lo stato delle sezioni attualmente iscritte alle rispettive federazioni, dando scarsamente conto delle zone d'origine tradizionali o dei luoghi in cui si gioca ancora in maniera spontanea senza partecipare ai campionati. In questo modo, i dati in nostro possesso[2] ci dicono che mentre in alcuni comuni si gioca uno, al massimo due sport tradizionali, con la sola eccezione di Saint-Christophe in cui sono praticati tutti e quattro, altri comuni "periferici" non sono toccati dalla pratica degli sport popolari, così come in un paio di comuni centrali in cui non sono state rinnovate le sezioni.[3]

Secondo gli studi dell'etnologo Arnold van Gennep ripresi dal valdostano Pierre Daudry gli sport popolari tradizionali sono giochi in origine diffusi in tutta l'Europa occidentale che derivano da riti agropastorali ancora più antichi di cui si è perso il significato:

«Perché in tanti paesi differenti per lingua e cultura ritroviamo forme di gioco popolare che si assomigliano in maniera sbalorditiva? - Rispondere che la gente ha sempre viaggiato anche nei tempi più lontani e che quindi ci sono sempre stati scambi economici e culturali mi sembra troppo semplicistico. Sono piuttosto dell'idea che in origine molti dei giochi in questione erano delle manifestazioni collettive che si ripetevano in giorni o periodi dell'anno ben precisi; manifestazioni legate alle credenze religiose ed ai conseguenti rituali.»

(Pierre Daudry, cit., pp. 30-31)

Tra le caratteristiche che potrebbero essere indizi di un'origine rituale vi sono:

  1. la periodicità annuale (giochi di lancio di palline erano diffusi a livello europeo e particolarmente importanti nel periodo primaverile (o pasquale), forse un rimando ai riti agresti del risveglio della natura;
  2. prove di forza e abilità in cui i giovani dei diversi gruppi sociali legati al territorio (del clan, oggi del villaggio o del comune) si possono sfidare per mostrare il loro valore
  3. fraternizzazione tra vincitori e vinti a finale a bere o mangiare insieme, forse a ricordo di cerimonie con banchetti e rituali magici;
  4. fino a pochi anni fa il gioco si svolgeva sempre sullo stesso campo: per secoli le località in cui era permesso giocare sono state sempre le stesse, ulteriore sostegno dell'ipotesi che "prima di diventare giochi agonistici talune attività appartenevano alla categoria delle cerimonie rituali.

TsanModifica

 
La battuta (tchatsa) nello tsan
 Lo stesso argomento in dettaglio: Tsan.

Le squadre di tsan della Valle d'Aosta si trovano nei comuni di: Antey-Saint-André, Ayas, Brisma (Brissogne e Saint-Marcel), Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Chambave, Châtillon, Emarèse, Fénis, Montjovet, Nus, Pollein, Pontey, Quart, Roisan, Saint-Christophe, Saint-Denis, Saint-Vincent, Torgnon, Valtournenche, Verrayes

FioletModifica

 
Il giocatore di fiolet Daniele Olivier, tra i protagonisti del Baton d'Or
 Lo stesso argomento in dettaglio: Fiolet.

I comuni in cui si gioca a fiolet sono: Allein, Aosta, Avise, Charvensod, Etroubles, Gignod, La Salle, La Thuile, Morgex, Oyace, Saint-Christophe, Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen, Sarre, Valpelline.[2]

RebattaModifica

 
Gioco della rebatta.
 Lo stesso argomento in dettaglio: rebatta.

Le Sezioni dell'Associazione Valdostana Rebatta coincidono con i comuni di residenza dei giocatori e indicano di fatto il territorio in cui è praticato ufficialmente il gioco e in cui si svolgono i campionati. Le sezioni aderenti all'Associazione sono: Aosta, Aymavilles, Bionaz, Charvensod, Cogne, Doues, Gignod, Gressan, Introd, Ollomont, Pollein, Saint-Christophe, Sarre, Valpelline.[2]

Palet valdostanoModifica

 
Il gioco del palet valdostano
 Lo stesso argomento in dettaglio: Palet valdostano.

Le sezioni di palet valdostano sono presenti nei seguenti comuni: Antey-Saint-André, Arnad, Arvier, Aymavilles, Brissogne, Chambave, Champdepraz, Châtillon, Cogne, Courmayeur, Donnas, Doues, Gressan, Introd, Issogne, La Magdeleine, La Salle, La Thuile, Montjovet, Morgex, Nus, Pontey, Pré-Saint-Didier, Quart, Rhêmes-Saint-Georges, Saint-Christophe, Saint-Denis, Saint-Pierre, Saint-Vincent, Torgnon, Valsavarenche, Valtournenche, Verrayes, Verrès, Villeneuve.[2]

Altri giochiModifica

La squadra di rouotta di Lillianes in trasferta
  • La pétanque;
  • Una variante delle Bocce chiamata Rouotta a Lillianes[4] e Rouletta a Chambave[5], in cui i giocatori, spesso indossando il costume tradizionale, cercano di avvicinare la propria boccia al pallino imitando i gesti del giocatore precedente, che cerca di mettere in difficoltà l'avversario giocando in posizioni scomode e creative.
  • A partire dagli anni settanta[6] si è diffuso anche in Valle d'Aosta il gioco tradizionale dei carretti a sfera, in patois valdostano tsaretoun, oggi praticato durante il campionato regionale estivo.

Giochi scomparsiModifica

Sono numerosi i giochi popolari scomparsi lungo l'arco alpino e in particolare in Valle d'Aosta nel corso degli ultimi secoli. Pierre Daudry ricorda il gioco detto Caillà, un tempo praticato dai pastori e dagli abitanti di Antagnod e Lignod, nell'alta Val d'Ayas, mentre gli armenti si trovavano in alpeggio[7], che non è che una variante del gioco diffuso tra le popolazioni alpine e non solo[8] detto trouya (da truie, buco), gioco a terra e rito agropastorale al tempo stesso.

AlpinismoModifica

Personalità e istituzioniModifica

In valle sono presenti undici società di guide alpine[9]:

I rifugiModifica

Rifugio Vittorio Emanuele II - Rifugio Arbolle - Rifugio Città di Mantova - Rifugio Quintino Sella - Rifugio Quintino Sella al Felik - Capanna Regina Margherita - Capanna Giovanni Gnifetti - Rifugio Alpenzù - Rifugio Guide di Ayas - Rifugio Ottorino Mezzalama - Rifugio Grand Tournalin - Rifugio Aosta - Rifugio Prarayer - Rifugio Nacamuli al Col Collon - Rifugio Crête Sèche - Rifugio Guido Barbustel - Lac-blanc - Rifugio Dondena - Rifugio Vittorio Sella - Rifugio Sogno di Berdzé al Péradzà - Rifugio Walter Bonatti - Rifugio Giorgio Bertone - Rifugio Elena - Rifugio Monte Bianco - Rifugio Torino - Rifugio Alberto Deffeyes - Rifugio Oratorio di Cunéy - Rifugio Gian Federico Benevolo - Rifugio Chalet de l'Épée - Rifugio Federico Chabod - Rifugio Guide del Cervino - Rifugio Jean-Antoine Carrel - Rifugio Duca degli Abruzzi all'Oriondé - Rifugio Teodulo - Rifugio Barmasse - Rifugio degli Angeli al Morion - Rifugio Mario Bezzi - Rifugio Maison Vieille

CompetizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ https://www.facebook.com/hcaosta.gladiators
  2. ^ a b c d Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.
  3. ^ I comuni in cui non si gioca o non si gioca più sono: al confine occidentale della regione Valgrisenche, Rhêmes-Notre-Dame; comuni sud-orientali: Champorcher, Pontboset, Hône, Bard, Perloz, Pont-Saint-Martin, Lillianes, Fontainemore Issime, Gaby, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité; altri comuni: Roisan, Saint-Nicolas, Chamois.
  4. ^ Territori di gioco > Valle d'Aosta sul sito dell'Associazione Giochi Antichi.
  5. ^ Sito ufficiale della Archiviato il 3 dicembre 2013 in Internet Archive. Comunità montana Monte Cervino.
  6. ^ Sito dell'Office du tourisme della Valle d'Aosta.[collegamento interrotto]
  7. ^ Pierre Daudry (a cura di), Documenti di sport popolare, Montalto Dora, Tipografia Giannotti, 1981.
  8. ^ Il gioco della trouya o truie secondo Arnold van Gennep era diffuso in Valle d'Aosta, Vallese, Savoia, Bretagna e Inghilterra
  9. ^ Cfr: Elenco delle associazioni valdostane, su guidealtamontagna.com. URL consultato il 18 luglio 2011.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica