Università di Pisa

università pubblica italiana situata a Pisa
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Università di Pisa
Stemma unipi.png
555PisaPalazzoAllaGiornata.JPG
Palazzo alla Giornata sul Lungarno Pacinotti, sede del rettorato
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàPisa
Altre sediCarrara, Cecina, Livorno, Lucca, Massa, Pontedera, Rosignano Marittimo, Sarzana
Dati generali
Nome latinoUniversitas Pisarum[1]
Universitas Pisana
SoprannomeUniPi
MottoIn supremæ dignitatis
Fondazione3 settembre 1343[2][3] (677 anni)
TipoStatale
Scuole
  • Ingegneria
  • Medicina
Dipartimenti
  • Biologia
  • Chimica e chimica industriale
  • Civiltà e forme del sapere
  • Economia e management
  • Farmacia
  • Filologia, letteratura e linguistica
  • Fisica
  • Giurisprudenza
  • Informatica
  • Ingegneria civile e industriale
  • Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni
  • Ingegneria dell'informazione
  • Matematica
  • Medicina clinica e sperimentale
  • Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica
  • Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia
  • Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
  • Scienze politiche
  • Scienze della Terra
  • Scienze veterinarie
RettorePaolo Maria Mancarella
Studenti49 673 (31 dicembre 2019)[4]
Dipendenti3 171 (31 dicembre 2019)[4]
Colori600px bordered HEX-F6DE14 centre HEX-161384.svg Blu e giallo
AffiliazioniAlmaLaurea, CINECA, CNIT, CoNISMa, EUA, URA, Consorzio ICoN, Consortium Tyrrhenum
SportCUS Pisa
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università di Pisa (UniPi), istituita ufficialmente nel 1343[5], è una delle più antiche e prestigiose università in Italia e in Europa.

StoriaModifica

Le originiModifica

 
Il cortile del Palazzo della Sapienza

L'Università di Pisa è stata istituita ufficialmente nel 1343, anche se diversi studiosi fanno risalire la sua origine all’XI secolo. È comunque certo che a partire dalla metà del XII secolo Pisa ebbe una "Universitas" nel senso originale del termine, cioè un insieme di studenti raggruppati intorno ai maestri. In quel periodo, a Pisa nacque e operò anche Leonardo Fibonacci, tra i più grandi matematici della storia, che con la sua opera ha sintetizzato per la prima volta in Europa lo spirito e i procedimenti della geometria greca e gli strumenti di calcolo della matematica araba.

La bolla "In Supremae dignitatis", emessa da Papa Clemente VI il 3 settembre 1343, concesse allo Studio pisano il riconoscimento di Studio Generale e diversi privilegi esclusivi e universalmente riconosciuti. In epoca medievale, lo Studio Generale era un'istituzione di educazione superiore fondata o confermata da un'autorità universale, cioè dal papato o dall'impero. Pisa fu una delle prime città europee a poter vantare un'attestazione papale, seguita da Praga nel 1347 e da Heidelberg nel 1386. All'inizio a Pisa furono istituiti gli insegnamenti di Teologia, Diritto civile, Diritto canonico e Medicina.

I primi anni del nuovo studio furono particolarmente tormentati, anche se i documenti attestano una persistente attività accademica, con una lenta ripresa a partire dal 1355.

Con la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, Pisa e il suo Studio conobbero una lenta agonia. La guerra, che consentì ai Fiorentini di conquistare la città, fu così rovinosa sul piano economico e sociale da rendere impossibile il mantenimento di un'attività accademica, pur ridotta al minimo indispensabile.

I Medici e GalileoModifica

 
La statua di Galileo Galilei nell'Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza

Ai primi di novembre del 1473 lo Studio pisano, per volontà di Lorenzo dei Medici, tornò a svilupparsi in modo organico. Nel 1486 fu così disposta la costruzione di un palazzo da destinare alle lezioni: l'edificio, il futuro Palazzo della Sapienza, centro dell’Università anche oggi, fu collocato nella trecentesca Piazza del Grano, a cui si accedeva attraverso la porta dell'Abbondanza. Sopra di essa fu collocata l'immagine del Cherubino, che nella tradizione cristiana rappresenta l’essere angelico che ha una più limpida visione di Dio, che a sua volta è Sapienza assoluta. Da allora il Cherubino è diventato il simbolo iconografico dell'Ateno pisano e in epoca contemporanea l’Ordine del Cherubino è divenuto un’onorificenza conferita ai docenti dell’Ateneo che abbiano contribuito ad accrescerne il prestigio.

Nel 1497 l'istituzione pisana, colpita da un nuovo periodo di decadenza, fu spostata a Firenze per nove anni. L'ascesa al trono del Duca Cosimo I dei Medici segnò l'inizio di una nuova era. La solenne riapertura dell'Università, avvenuta il primo novembre del 1543, fu infatti considerata come una seconda fondazione. Con lo Statuto del 1545, Cosimo riuscì a migliorare la qualità della didattica, rendendo l’Ateneo pisano uno dei più importanti d'Europa per l'insegnamento e la ricerca. Il Duca istituì una cattedra di "Semplici" (Botanica) e vi chiamò Luca Ghini: tra 1543 e 1544 fu fondato il Giardino dei Semplici, il primo orto botanico al mondo annesso a uno Studio universitario. Qualche decennio più tardi l’orto fu spostato nell'attuale sede, situata a poche decine di metri da Piazza dei Miracoli, su una superficie diventata con il tempo di circa tre ettari, con 6.000 piante coltivate e semi scambiati con 400 altre strutture nel mondo. A Ghini successe il filosofo e scienziato Andrea Cesalpino, a cui si deve il primo metodo scientifico per la classificazione delle piante e che può essere considerato un precursore della scoperta della circolazione del sangue.

Era ancora regnante Cosimo I quando, il 15 febbraio del 1564, a Pisa nacque Galileo Galilei, considerato universalmente come il fondatore della scienza moderna e del moderno metodo sperimentale. Galileo è stato prima studente e poi docente di Matematica all'Università di Pisa, per trasferirsi quindi a Padova: nella città toscana ha avviato gli studi e le sperimentazioni che furono alla base delle sue teorie rivoluzionarie.

La dinastia dei LorenaModifica

Il tramonto del Granducato dei Medici, a metà del XVIII secolo, determinò la decadenza dello Studio pisano, mentre una nuova ripresa si ebbe solo con la dinastia dei Lorena. Ad essi, innovatori e riformatori illuminati, si deve la realizzazione di diverse opere e l’istituzione delle nuove cattedre di Fisica sperimentale e di Chimica.

L'annessione della Toscana all'impero napoleonico all’inizio del XIX secolo portò alla trasformazione dello Studio in Accademia imperiale: l'Ateneo divenne una succursale dell'Università di Parigi, anche se riuscì comunque a ritagliarsi un certo grado di autonomia. Nacquero allora per la prima volta cinque facoltà (Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Scienze e Lettere), gli esami di profitto, i diversi titoli di studio (baccellierato, licenza, dottorato) e le tesi di laurea. Agli anni tra 1810 e 1813 risale l'istituzione della Scuola Normale Superiore, nata come succursale della École Normale di Parigi, che subito chiusa riaprì nel 1846 con l’inaugurazione dell’attuale sede di Palazzo della Carovana in Piazza dei Cavalieri.

Restaurazione e RisorgimentoModifica

 
Una teca della Mostra sui 170 anni dalla Battaglia di Curtatone e Montanara

Il periodo della Restaurazione portò a un ripensamento dell’organizzazione dello Studio, ma non al completo annullamento dell’esperienza napoleonica. Nel 1826 all'Università di Pisa fu creato l’insegnamento di Egittologia, primo in Europa e nel mondo, da cui scaturì la celebre spedizione franco-toscana in Egitto tra 1828 e 1829. Nel 1839 Pisa ospitò il primo congresso degli scienziati italiani, a cui parteciparono oltre 400 studiosi e 300 cultori delle varie discipline provenienti dai diversi Stati della penisola. Proprio in questo periodo l'Ateneo fu al centro della riforma voluta dal Provveditore Gaetano Giorgini, grazie alla quale salirono a sei le Facoltà (Teologia, Giurisprudenza, Lettere, Medicina, Matematica e Scienze naturali) e fu creata per la prima volta al mondo la cattedra di Agraria e pastorizia, affidata a Cosimo Ridolfi.

Nell'Ateneo e in città si andavano affermando gli ideali liberali e patriottici, che trovarono la loro massima espressione nella partecipazione di un battaglione universitario, formato da docenti e studenti, alla battaglia di Curtatone e Montanara del 1848, una delle più celebri del Risorgimento italiano. Una lapide nel Palazzo della Sapienza rievoca i volontari che “morirono combattendo nel rinnovamento d’Italia”, mentre la bandiera tricolore utilizzata dal battaglione universitario è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare dalla Repubblica Italiana nel 1948.


Il Regno d'ItaliaModifica

Con la nascita del Regno d’Italia, l’Università di Pisa, che poteva contare su circa 560 iscritti, rinacque con la presenza di tutte le Facoltà allora presenti negli ordinamenti e fu riconosciuta con la riforma universitaria del 1862 fra le sei università primarie nazionali, insieme a Torino, Pavia, Bologna, Napoli e Palermo. Il consolidamento e l'ampliamento dell'Ateneo, soprattutto nei decenni a cavallo fra Otto e novecento, andarono a incidere direttamente sull'articolazione del tessuto urbano cittadino, anche se gli iscritti crebbero in misura modesta (891 nel 1912). L'Ateneo si aprì progressivamente alle donne e nel 1877 Ernestina Paper si laureò in Medicina, prima donna a laurearsi in una università italiana, seguita nel 1891 da Cornelia Fabri in Matematica e Erminia Pittaluga in Lettere.

Anche la riforma voluta dal ministro Giovanni Gentile nel 1923 confermò la posizione di primo piano in ambito nazionale dell’Ateneo, che fu inserito tra le dieci università a totale carico dello Stato. Nonostante l'obiettivo di fare di Pisa un grande "centro di cultura universitaria fascista", furono sempre vivaci i fermenti antifascisti, sia sul versante della comunità accademica che su quello studentesco. L'applicazione delle leggi razziali, le prime delle quali furono firmate dal re Vittorio Emanuele III nel 1938 a San Rossore, vicino Pisa, colpì pesantemente studenti stranieri e italiani e docenti dell'Ateneo, come successe in tutta Italia. Solo nel 2018, a 80 anni di distanza da quella firma, a Pisa (e proprio per iniziativa di questa Università) vi è stata la prima ammissione ufficiale e pubblica da parte degli atenei italiani di quelle responsabilità.

La RepubblicaModifica

Le distruzioni materiali e morali della seconda guerra mondiale furono presto superate e l’Università di Pisa - i cui iscritti passarono dai 768 del 1945 ai 1.292 del 1950 - seppe tornare all'avanguardia in molti campi del sapere, adeguandosi alle nuove esigenze della vita sociale, civile ed economica. Alle Facoltà nate prima del conflitto,Ingegneria e Farmacia, si affiancarono Economia e commercio (1948) e più tardi Lingue letterature straniere (1969) e Scienze politiche (1970), che di fatto accompagnarono l'avvento dell'università di massa (tra 1961 e 1972 gli iscritti pisani passarono da circa 9.000 a 27.000). Agli inizi degli anni Sessanta l’Università di Pisa istituì la prima cattedra italiana di Storia e critica del cinema. Nel 1969 fu istituito il corso di laurea in Scienze dell'informazione (Informatica), il primo in Italia che seguiva la realizzazione della Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP), il cui progetto nato a metà degli anni Cinquanta fu sponsorizzato dal Premio Nobel e laureato pisano, Enrico Fermi, e che fu premessa per altri primati nazionali nel settore: nel 1986, per esempio, da Pisa partì il primo collegamento italiano alla rete Internet dei locali del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico ospitato allora nel Palazzo Venera.

Nel 1967, dalla fusione di collegi preesistenti, fu istituita la Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant'Anna che, insieme all'Università e alla Scuola Normale, è andata a formare un sistema di alta formazione di assoluto prestigio internazionale.

Sempre nel 1967, durante un periodo di occupazioni, furono elaborate a Pisa le "Tesi della Sapienza", considerate una delle pietre miliari del movimento studentesco e del '68 in Italia. In città questa fase di agitazioni fu particolarmente vivace, con punte drammatiche.

Dalla fine degli anni Settanta il Museo di Storia Naturale dell'Ateneo, nato nel XVI secolo, si trasferì nella suggestiva Certosa di Calci, un edificio trecentesco di inestimabile pregio storico-architettonico. Ospita numerose sale dedicate alla zoologia, alla mineralogia e alla paleontologia, oltre all'Acquario d'acqua dolce più grande d'Italia e alla galleria dei Cetacei con oltre trenta scheletri esposti in un antico loggiato.

UniPi oggiModifica

 
Il robot del Centro "Enrico Piaggio" solleva la Torre di Pisa, installazione in occasione della Notte Europea dei Ricercatori, 2015

La riforma Ruberti del 1989, prevedendo l'autonomia statutaria degli atenei, spinse l'Università ad approvare un nuovo Statuto, il cui impianto complessivo è stato messo in discussione solo con la cosiddetta "riforma Gelmini" del 2010, che ha portato all'adozione dello Statuto del 2012 e dell'assetto organizzativo senza le 11 Facoltà precedenti e con la nascita di 20 Dipartimenti.

Attualmente l’Ateneo pisano si articola in 20 Dipartimenti, con circa 150 corsi di laurea di primo e secondo livello e a ciclo unico, più di 20 corsi di dottorato, 50 scuole di specializzazione e oltre 60 master. I docenti sono più di 1.500 e poco più numeroso è il personale amministrativo, tecnico e bibliotecario. Gli studenti iscritti sono circa 50.000, su 90.000 abitanti, che rendono Pisa una vera e propria città campus: essi provengono principalmente dalla Toscana e dalla Liguria, con presenze assai significative da molte altre regioni e soprattutto dal Sud della Penisola. A questi va aggiunta una componente numerosa di studenti stranieri, che contribuisce a caratterizzare la città come luogo aperto, vivace e multiculturale.

Grazie alla tradizione e all'alta qualità degli studi, alla vocazione per la ricerca e l’innovazione, alla presenza di un sistema formato dalla Scuola Normale Superiore, dalla Scuola Superiore Sant'Anna e da importanti centri di ricerca, l’Università di Pisa gode di una grande reputazione sia in Italia che in Europa, come dimostrano anche i diversi ranking internazionali che la pongono tra i migliori atenei al mondo e al vertice in Italia[6].

Tra i tanti laureati illustri dell’Università di Pisa ci sono i Premi Nobel Giosuè Carducci, Enrico Fermi e Carlo Rubbia, le Medaglie Fields in Matematica, Enrico Bombieri e Alessio Figalli, i presidenti della Repubblica, Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi, i registi Mario Monicelli e Paolo e Vittorio Taviani, gli scrittori Tiziano Terzani e Antonio Tabucchi. Oggi il suo laureato più conosciuto al mondo è il tenore Andrea Bocelli.


Dipartimenti e scuoleModifica

L'ateneo è organizzato nei seguenti dipartimenti [7]:

 
Il Polo Fibonacci
  • Biologia
  • Chimica e chimica industriale
  • Civiltà e forme del sapere
  • Economia e management
  • Farmacia
  • Filologia, letteratura e linguistica
  • Fisica
  • Giurisprudenza
  • Informatica
  • Ingegneria civile e industriale
  • Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni
  • Ingegneria dell'informazione
  • Matematica
  • Medicina clinica e sperimentale
  • Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica
  • Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia
  • Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali
  • Scienze politiche
  • Scienze della Terra
  • Scienze veterinarie

Ai dipartimenti afferiscono le due Scuole interdipartimentali di[8]:

  • Ingegneria
  • Medicina


BibliotecheModifica

 
La Biblioteca di Anglistica

Il sistema bibliotecario dell'Università di Pisa comprende 15 biblioteche e l'archivio generale di Ateneo.

  • Polo 1: Agraria (AGR)
  • Polo 1: Economia (ECO)
  • Polo 1: Medicina veterinaria (VET)
  • Polo 2: Giurisprudenza (IUS)
  • Polo 2: Scienze politiche (SPO)
  • Polo 3: Chimica (CHI)
  • Polo 3: Matematica, Informatica, Fisica (MIF)
  • Polo 3: Scienze naturali e ambientali (SNA)
  • Polo 4: Medicina e chirurgia, Farmacia (MED)
  • Polo 5: Ingegneria (ING)
  • Polo 6: Anglistica (LM2)
  • Polo 6: Antichistica, linguistica, germanistica, slavistica (ANT)
  • Polo 6: Filosofia e storia (FIL)
  • Polo 6: Italianistica e romanistica (LM1)
  • Polo 6: Storia delle arti (STA)

MuseiModifica

 
La Galleria dei Cetacei del Museo di Storia Naturale a Calci

L'Università di Pisa offre un'ampia serie di collezioni, che con il tempo sono state arricchite e organizzate in musei indipendenti coordinati dal sistema museale d'ateneo (SMA)[9]. I musei gestiti dall'ateneo sono:

 
Uno scorcio dell'Orto Botanico

SistemiModifica

L'Università di Pisa ha tre Sistemi d'Ateneo:

Centri di AteneoModifica

 
Il Centro di Ricerche Agro-ambientali "Enrico Avanzi"

L'Università di Pisa ha i seguenti Centri di Ateneo:

L'Ateneo è inoltre dotato di numerosi Centri interdipartimentali e dipartimentali.

Casa editriceModifica

Nel 2012 l'ateneo ha istituito una propria casa editrice denominata Pisa University Press[10][11][12][13].

RettoriModifica

I Rettori dell'Università di Pisa dal 1861

NoteModifica

  1. ^ Il genitivo è plurale, in quanto il nome latino Pisae, -arum è un pluralia tantum.
  2. ^ Gustavo Sacerdote, Cesare Borgia: la sua vita, la sua famiglia, i suoi tempi, Milano, Rizzoli, 1950, p. 84.
    «Fondato da Clemente VI nel 1343, lo Studio di quella potente città toscana era stato anch'esso vittima della politica e delle guerre della repubblica pisana ed aveva perduto ogni importanza, quando Lorenzo de' Medici lo rimise in fiore.».
  3. ^ Università di Pisa, presentazione dell'Ateneo, su unipi.it. URL consultato il 21 settembre 2020.
    «L'Università di Pisa fu fondata il 3 settembre 1343 quando Papa Clemente VI emise a Villanova presso Avignone la bolla "In supremae dignitatis" con cui concedeva allo Studio Pisano il riconoscimento di Studio Generale».
  4. ^ a b L'ateneo in cifre, su unipi.it, 31 dicembre 2019. URL consultato il 14 settembre 2020 (archiviato il 23 settembre 2020).
  5. ^ Storia dell'Università, su unipi.it. URL consultato il 19 dicembre 2017.
  6. ^ University of Pisa Ranking 2019-2020 - Center for World University Rankings (CWUR), su cwur.org. URL consultato il 26 novembre 2020.
  7. ^ Dipartimenti, su unipi.it. URL consultato il 24 gennaio 2019.
  8. ^ Scuole interdipartimentali, su unipi.it. URL consultato il 24 gennaio 2019.
  9. ^ Sistema Museale di Ateneo, su sma.unipi.it. URL consultato il 23 gennaio 2018.
  10. ^ Statuto Pisa University Press (PDF). URL consultato il 30 gennaio 2019.
  11. ^ Atto costitutivo Pisa University Press (PDF), 23 marzo 2012. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  12. ^ Pisa University Press, su universitypressitaliane.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  13. ^ Nasce la Pisa University Press, la nuova casa editrice dell'Ateneo, su unipi.it, 13 aprile 2012. URL consultato il 30 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

  • Storia dell'Università di Pisa, a cura della Commissione rettorale per la storia dell'Università di Pisa, 2 volumi (1343-1737, 1737-1861), 5 tomi, Edizioni Plus, 2000.
  • L'Università di Napoleone. La riforma del sapere a Pisa, a cura di Romano Paolo Coppini, Alessandro Tosi e Alessandro Volpi, Edizioni Plus, 2004.
  • L'Ateneo di Pisa nell'età della ricostruzione, Edizioni Plus- Pisa University Press, 2006.
  • Le vie della libertà. Maestri e discepoli nel «laboratorio pisano» tra il 1938 e il 1943, a cura di Barbara Henry, Daniele Menozzi e Paolo Pezzino, Carocci, 2008.
  • Breve storia dell'Università di Pisa, di Romano Paolo Coppini, Edizioni Plus- Pisa University Press, 2009.
  • Per una storia dell'Università di Pisa, a cura di Romano Paolo Coppini e Alessandro Breccia, in "Annali di storia delle università italiane", CISUI, 2010.
  • Le studentesse dell'Università di Pisa (1875-1940), di Annamaria Galoppini, ETS, 2011.
  • L'organizzazione dei saperi all'Università di Pisa: dalle facoltà ai nuovi dipartimenti, Pisa University Press, 2012.

Voci correlateModifica

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