Antonio Calenda

regista teatrale italiano

Antonio Calenda (Buonabitacolo, 1939) è un regista italiano.

BiografiaModifica

Considerato tra i più prolifici registi teatrali italiani (lo stesso Calenda nel 2015 affermava di aver realizzato 150 spettacoli[1]), Antonio Calenda ha iniziato la sua formazione con una laurea in Filosofia del diritto incentrata su un un'opera di Eschilo, l'Orestea, della quale analizzava il concetto di giustizia[2].

Dopo le prime esperienze con il teatro universitario, con Virginio Gazzolo (ex Teatro Stabile di Torino) e Gigi Proietti nel 1965 dava vita ad un progetto di ricerca, il Teatro Sperimentale Centouno, una cantina in via Turba a Roma, esperienza alla quale prendevano parte anche Piera Degli Esposti e Francesca Benedetti[3]. Uno dei primi allestimenti, Direzione memorie di Corrado Augias, veniva notato da Paolo Grassi[3] e ospitato al Piccolo Teatro di Milano[4].

Nel 1969 veniva nominato alla direzione del Teatro Stabile dell'Aquila[2], che Calenda ha diretto per un periodo non continuativo di nove anni complessivi, e dove ritrova Gigi Proietti, Piera Degli Esposti e Francesca Benedetti. Il primo allestimento, Il dio Kurt di Alberto Moravia, debuttava il 27 gennaio 1969[5]. La stagione successiva era inaugurata con la prima mondiale di Operetta di Witold Gombrowicz, con Gigi Proietti e Piera Degli Esposti[6]. Nel 1971 presentava la prima italiana de Il balcone di Jean Genet, con Franca Valeri e Roberto Herlitzka[7].

Nel 1978 allestiva la Rappresentazione della Passione, dramma sacro abruzzese di origine medioevale curato da una suora copista del Cinquecento, ambientata negli anni '30, con Elsa Merlini nel ruolo della Madre[8]. La prima è stata a L'Aquila nella Chiesa di San Pietro a Coppito[9], come era per le sacre rappresentazioni medievali. Negli anni successivi Calenda organizzava nuovi allestimenti con Pupella Maggio (1984)[10], Piera Degli Esposti (2000)[11], Lina Sastri (2015)[12].

Ha portato in scena lavori di autori classici, tra cui William Shakespeare, Carlo Goldoni, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Achille Campanile e numerosi altri con uno sguardo particolare per la drammaturgia contemporanea, che ha costantemente incoraggiato tramite la produzione e l'allestimento di giovani leve[2], nonché di alcune produzioni radiofoniche, operistiche e riduzioni televisive di drammi teatrali; tra i suoi lavori va ricordata l'attività di drammaturgo con le commedie Cinecittà e Le ragazze di Lisistrata.

Dal 1995 è direttore del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e nel 2010 è stato nominato Sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste[13]. Nel 2012 riceve dall'Istituto nazionale del dramma antico il premio Eschilo d'Oro[14].

Nel 2019 partecipa alla riapertura dello spazio Sala1 sito in Piazza San Giovanni a Roma, sotto il nome di Teatrobasilica, dove collabora attivamente come supervisore artistico[15] e dove ha presentato nel 2020 la sua interpretazione dell’Enrico IV di Pirandello con Roberto Herlitzka.[16]

TeatroModifica

ProsaModifica

LiricaModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

  • Il ratto (1968)
  • Pascariello surdato cungedato, creduto vedova e nutriccia de 'na criatura (1974)
  • 'Nu surde, dduie surde, tre surde... tutte surde! (1974)
  • I mariti (1974)
  • Processo per magia (1974)
  • Signora Ava, 3 puntate (1975)
  • La vedova Fioravanti (1976)
  • Boubouroche (1977)
  • L'agente segreto, 2 puntate (1978)
  • A piacer vostro (1979)

RadioModifica

RiconoscimentiModifica

  • 1969 - Premio IDI per la regia de Il dio Kurt
  • 1985 - Premio IDI
  • 1994 - Premio Fondi La Pastora
  • 1999 - Premio Flaiano di teatro[19]
  • 2011 - Premio Tatiana Pavlova

OnorificenzeModifica

  Cittadinanza Onoraria della Città de L'Aquila
— L'Aquila, 7 marzo 2005[20]

NoteModifica

  1. ^ Calenda: «Il mio Gesù contadino», su avvenire.it, 11 giugno 2015.
  2. ^ a b c Dizionario dello Spettacolo del '900 Archiviato il 18 ottobre 2012 in Internet Archive.
  3. ^ a b Antonio Calenda: “Ho allestito un teatro che mi rispecchiasse, dirigendo i nostri più grandi attori del secondo Novecento”, su radiophonica.com, 20 agosto 2020.
  4. ^ Raul Radice, «Direzione memorie» di Augias al Piccolo Teatro, su Corriere della Sera, 12 gennaio 1967, p. 13.
  5. ^ Raul Radice, «Il dio Kurt» di Moravia, su Corriere della Sera, 29 gennaio 1969, p. 13.
  6. ^ La prima assoluta di «Operetta» all'Aquila, su Corriere della Sera, 18 novembre 1969, p. 16.
  7. ^ Aggeo Savioli, Se l'immaginazione è arrivata al potere (PDF), su l'Unità, 24 novembre 1971, p. 7.
  8. ^ o.g., Una passione di Cristo ambientata negli anni 30, su La Stampa, 1º ottobre 1978, p. 9.
  9. ^ Perdonanza 2015, domani la storica "Passio Hominis" di Antonio Calenda con Lina Sastri, su comune.laquila.it, 24 agosto 2015.
  10. ^ Una Madonna di 74 anni, su La Stampa, 24 aprile 1978, p. 19.
  11. ^ Roberto Incerti, La mia Madonna laica. Piera Degli Esposti a Prato, su la Repubblica, 23 febbraio 2000.
  12. ^ “Passio Hominis” rappresentazione della Passione con Lina Sastri per la rassegna del Dramma Popolare, su tempoliberotoscana.it, 16 luglio 2015.
  13. ^ Operaclick Archiviato il 16 ottobre 2012 in Internet Archive.
  14. ^ Notizia dal sito INDA
  15. ^ CHI SIAMO, su TEATROBASILICA. URL consultato il 22 gennaio 2021.
  16. ^ Pierluigi Pietricola, ENRICO IV - regia Antonio Calenda, su www.sipario.it. URL consultato il 22 gennaio 2021.
  17. ^ Premio IDI 1990
  18. ^ Premio IDI 1993
  19. ^ Vincitori Pemi Internazionali Flaiano 1999 su premiflaiano.com
  20. ^ Antonio Calenda: cittadino onorario de L'Aquila, su ilrossetti.it, 11 marzo 2005.

BibliografiaModifica

  • Il teatro di Antonio Calenda nelle fotografie di Tommaso Le Pera, Manfredi Edizioni, 2017, ISBN 978-88-99519-38-4

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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