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BiografiaModifica

Era figlia di Luigi I di Borbone, conte di Clermont e La Marche e primo duca di Borbone, e di sua moglie, Maria d'Avesnes.

MatrimoniModifica

Primo MatrimonioModifica

Il 28 settembre 1330, la regina Elisabetta di Boemia, moglie del re Giovanni I di Boemia, morì. Nonostante il fatto che Giovanni ed Elisabetta si erano allontanati durante gli ultimi anni del loro matrimonio, il re rimase vedovo per i successivi quattro anni. Il re francese Filippo VI di Francia voleva legare Giovanni più strettamente alla Francia e suggerì al re boemo un secondo matrimonio. La candidata era Beatrice, la figlia più giovane del duca di Borbone. Beatrice era già fidanzata con Filippo, il secondo figlio di Filippo I, Principe di Taranto. Il fidanzamento fu rotto poco dopo l'inizio delle trattative matrimoniali con la Boemia.

Il matrimonio tra Giovanni e Beatrice si celebrò a Vincennes nel dicembre 1334. Ma poiché i due erano imparentati, papa Benedetto XII dovette concedere una dispensa per il matrimonio, che fu concesso ad Avignone il 9 gennaio 1335 su richiesta di Filippo VI.

Il contratto di matrimonio prevedeva che se fosse nato un figlio dal matrimonio, la contea di Lussemburgo (eredità paterna di re Giovanni), così come le terre ad essa annesse, sarebbero andate a lui[1]. I figli del primo matrimonio di re Giovanni non furono informati del contenuto del contratto di matrimonio, ma entrambi furono costretti ad accettarlo insieme ai cavalieri e ai cittadini lussemburghesi nell'agosto 1335.

Beatrice diede un solo figlio al marito[2]:

Vita in BoemiaModifica

Beatrice arrivò in Boemia il 2 gennaio 1336. Alla corte boema, Beatrice si prese cura della moglie del suo figliastro, Bianca di Valois. Entrambe potevano facilmente comunicare in francese. La regina si sentì presto a disagio a Praga, dove fu sempre paragonata sfavorevolmente alla Margravia di Moravia (titolo di Bianca come moglie dell'erede boemo). Inoltre, il popolo ceco era offeso dalla sua freddezza, insolenza e avversione nell'apprendimento della loro lingua.

Dopo la nascita del suo unico figlio, la relazione tra Beatrice e i suoi nuovi sudditi rimase estranea: l'incoronazione come Regina di Boemia nella Cattedrale di San Vito tre mesi dopo, il 18 maggio[3], fu un evento di indifferenza da parte dei cittadini di Praga.

Poco dopo la sua incoronazione, nel giugno 1337, Beatrice lasciò la Boemia lasciando indietro suo figlio e andò a vivere nel Lussemburgo, visitando raramente il Regno di Boemia.

Secondo MatrimonioModifica

Il 26 agosto 1346 suo marito Giovanni morì nella battaglia di Crécy. Il nuovo re Carlo rispettò le disposizioni del padre e concesse alla matrigna le terre in Hennegau, le città di Arlon, Marville e Damvillers, dove Beatrice stabilì la sua residenza. Queste entrate sono state utilizzate non solo per le proprie esigenze, ma anche per l'educazione di suo figlio. Il re Carlo le lasciò anche tutti i beni mobili e le entrate dalle miniere di Kutná Hora. Inoltre, quando suo padre morì nel 1342, ricevette la somma di 1.000 livre, che fu assicurata dalla città di Creil.

Intorno 1347 sposò in seconde nozze Eudes II, Signore di Grancey a Damvillers[4]. Nonostante il suo nuovo matrimonio, conservò il titolo di regina di Boemia. Dalla seconda unione non ebbe altri figli.

In quel periodo organizzò anche il fidanzamento di suo figlio Venceslao con la quindicenne Giovanna, figlia ed erede del duca Giovanni III di Brabante. Il matrimonio ebbe luogo a Damvillers quattro anni più tardi, il 17 maggio 1351.

MorteModifica

Nonostante tutte le concessioni di terreni e denaro concesse a Beatrice, il re di Boemia ritardò l'investitura del suo giovane fratellastro, Veceslao, come conte di Lussemburgo. In effetti, mantenne il titolo fino al 1353, quando Veceslao ottenne finalmente la sovranità sulla Contea. Un anno dopo (13 marzo 1354) la contea fu elevata al rango di ducato.

Beatrice morì il 27 dicembre 1383, dopo essere sopravvissuta a suo figlio (solo per sedici giorni) e a tutti i suoi figliastri. Fu sepolta nella chiesa ora demolita della Chiesa dei Giacobini a Parigi - la sua effigie è ora nella Basilica di Saint-Denis. Il suo secondo marito le sopravvisse di sei anni.

NoteModifica

  1. ^ Luxemburg in the Middle Ages, Brill Archive
  2. ^ Luxemburg 9
  3. ^ Josef Cibulka, The Crown Jewels of the Bohemian Kingdom, Odeon, t. PG1, 1969
  4. ^ Capet 22

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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