Bonifacio di Savoia (beato)

arcivescovo cattolico italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il conte di Savoia del secolo XIII, vedi Bonifacio di Savoia.
Beato Bonifacio di Savoia
Boniface de Savoie (évêque).jpg
 

Arcivescovo

 
NascitaSainte-Hélène-du-Lac, 1217 circa
MorteSainte-Hélène-des-Millères, 14 luglio 1270
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione1º settembre 1838 da papa Gregorio XVI
Ricorrenza4 luglio
Bonifacio di Savoia
arcivescovo della Chiesa cattolica
Boniface de Cantorbéry.jpg
Template-Metropolitan Archbishop.svg
 
Incarichi ricopertivescovo di Belley
Arcivescovo di Canterbury
 
Nato1217 circa
Nominato vescovo1232
Nominato arcivescovo1241
Consacrato arcivescovo17 settembre 1243
Deceduto14 luglio 1270
 

Bonifacio di Savoia (Sainte-Hélène-du-Lac, 1217 circa – Sainte-Hélène-des-Millères, 14 luglio 1270[1]) fu priore di Nantua, vescovo di Belley ed arcivescovo di Canterbury.
Non deve essere confuso con il nipote Bonifacio di Savoia (1244-1263), figlio del fratello Amedeo IV di Savoia (1197-1254), che dal 1243 fino alla morte governò la Contea di Savoia condividendo il potere (fino al 1259) con il cugino Tommaso II di Savoia (1199-1259).

OrigineModifica

Bonifacio, secondo Samuel Guichenon, era l'undicesimo figlio del Conte di Savoia e Conte d'Aosta e Moriana, Tommaso I e della moglie, Margherita o forse Beatrice[2], che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era figlia del Conte di Ginevra, Guglielmo I e della signora di Faucigny, Beatrice[3]. Tommaso I di Savoia, secondo lo storico francese, Samuel Guichenon, nel suo Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, era l'unico figlio maschio dell'ottavo Conte di Savoia e Conte d'Aosta e Moriana e marchese d'Italia, Umberto III, detto il Santo e di Beatrice di Mâcon[4], che, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, era figlia di Gerardo I, conte di Mâcon e di Vienne e di Maurette de Salins[5], figlia del signore di Salins, Gaucher IV e della moglie[5] di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti.

BiografiaModifica

Bonifacio compì una carriera ecclesiastica iniziandola nel monastero di Grenoble.

Bonifacio compare citato nel documento nº 58 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, inerente all'accordo di Tommaso I con il vescovo di Sion, del 1224, venne controfirmato anche dalla madre (Comitissa uxor Thomæ) e dai figli chierici, tra cui Bonifacio (quatuor filii clerici videl. Willelmus, Thomas, Petrus et Bonifacius)[6].
compare ancora citato nel documento nº 76 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, inerente una donazione della madre Margherita (M. comitissa Sabaudie et marchisa in Ytalia), all'abbazia di Altacomba, del 1231, assieme ai figli, tra cui Bonifacio (Amedeus, Aymo, W. electus Valentinus, Thomas, Petrus, Bonifacius et Philippus)[7].

Sempre nel 1231, nel mese di marzo, Bonifacio divenne vescovo di Losanna, come ci informa il documento nº 78 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien[8][9].

Nel 1232, Bonifacio divenne priore di Nantua, carica che ricoprì per breve tempo. Infatti fu tosto eletto vescovo di Belley dal capitolo della cattedrale di Belley, desiderosi di avere come guida spirituale un religioso di natali illustri: guidò la diocesi dal 1232 al 1243. Nel contempo gli fu affidata anche quella di Valence, lasciata vacante dal fratello Guglielmo, come conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[9].

Suo padre, Tommaso I morì il 1º marzo 1233; la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium riporta che la morte di Tommaso I (comitis Thome de Sabaudia) è avvenuta nel 1232[9], mentre il documento n° DXXXVII del Regesta comitum Sabaudiae riporta la morte di Tommaso (Thomas comes Sabaudiae) al 1º marzo 1233 (1233, 1 Martii)[10]. A Tommaso I succedette il fratello primogenito Amedeo, come Amedeo IV[11].

Nel 1339, assieme alla madre (genetrice sua) ed ai fratelli Amedeo IV (Amedeus comes Sabaudie et in Italie marchio) e Filippo, Bonifacio (B. Bellicensi Electo et Philippo Metensi Primicerio) fecero una donazione a Margherita, contessa di Kyburg, rispettivamente loro figlia e sorella, come ci viene confermato dal documento nº 123 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien[12].

La nipote, Eleonora di Provenza, nel 1236, era diventata moglie del re di Inghilterra, Enrico III, e quindi regina d'Inghilterra, riuscì, negli anni successivi a far accogliere a corte diverse persone provenienti dalla Provenza, ma soprattutto dalla Savoia[13], tra gli altri suoi tre zii, Bonifacio, assieme ai fratelli, Pietro, il futuro conte di Savoia Pietro II (1263-1268), già Signore del Vaud (1233-1268), che divenne Conte di Richmond (1241-1268), e Guglielmo (†1239), vescovo di Valence e rettore di Vienne[13]; Bonifacio divenne arcivescovo di Canterbury[13], fu nominato arcivescovo di Canterbury nel 1241, ma la carica fu ratificata da papa Innocenzo IV solo il 17 settembre 1243, come ci informa il monaco benedettino inglese, cronista della storia inglese, Matteo di Parigi[14].

Bonifacio raggiungere la sua nuova sede solo nel 1244, per poi lasciarla nuovamente negli anni successivi al 1245, partecipando al Concilio di Lione del luglio 1245, dove il Papa Innocenzo IV lo consacrò arcivescovo di Canterbury, primate della chiesa inglese e, nel contempo elesse arcivescovo di Lione un altro suo fratello, Filippo, come ci informa Matteo di Parigi[15].
Appoggiò Innocenzo IV nel favorire, nel 1246, il matrimonio di sua nipote, sorella della regina d'Inghilterra Eleonora, la Contessa di Provenza e di Forcalquier, Beatrice, con il fratello del re di Francia, Carlo, il futuro re di Sicilia.
Rientrò nella sede arcivescovile inglese solo nel 1249.

Il conflitto con il ReModifica

Già nel periodo in cui Bonifacio si trovava in Francia, Enrico III lo diffidava a tenere rapporti col re di Francia, Luigi IX[16].
Bonifacio fu molto energico nel difendere le libertà della sua sede arcivescovile ed entrò in conflitto con il re Enrico III a proposito della elezione del chierico di Enrico, Robert Passelewe alla sede vescovile di Chichester. Questi fu esaminato da Roberto Grossatesta, che lo trovò inadatto per un ufficio episcopale e Bonifacio annullò l'elezione nel 1244. Egli fu anche coinvolto in una controversia con i fratellastri del re, in particolare con Aymer de Valence, vescovo di Winchester, e anche con i propri suffraganei, che si risentivano del fatto che egli controllava attentamente il loro operato. Nel 1256 Bonifacio tentò di far nominare lo studioso inglese, appartenente all'Ordine francescano, Adamo Marsh (o Adam de Marsico), allievo di Grossatesta, al vescovado di Ely, ma ciò fu impedito da papa Alessandro IV, che gli preferì il benedettino Ugo di Balshan, già vice-priore del monastero di Ely. In quello stesso anno si recò a Torino a perorare la liberazione del fratello Tommaso II di Savoia, tenuto prigioniero dai torinesi.
Sempre in quel periodo Bonifacio avrebbe dovuto raccogliere le rendite di un anno presso tutte le chiese vacanti entro le province[17].

Nel 1258 e nel 1259 egli fu membro del Consiglio dei 15, di cui alle Disposizioni di Oxford[18].
Nell'aprile del 1260 Bonifacio lavorò con Riccardo di Cornovaglia per mediare la pace fra il re Enrico III ed il principe Edoardo. Accompagnò poi sua nipote, la regina, ed il principe Edoardo a Burgos, in Spagna, per il matrimonio di Edoardo con Eleonora di Castiglia. Durante la Seconda guerra dei baroni, pare che Bonifacio avesse fatto inizialmente causa comune con i vescovi inglesi contro le esazioni del papa e del re, ma si sarebbe successivamente e gradualmente avvicinato alle posizioni del sovrano. Nel 1262 si ritirò in Francia ove si unì ai legati pontifici nella scomunica dei baroni ribelli. Nel gennaio 1265 non fu convocato dal Parlamento poiché si trovava all'estero, ma nel medesimo anno, con il trionfo del partito del re, rientrò in Inghilterra.

La fineModifica

Papa Urbano IV gli ordinò di riparare o ricostruire gli edifici a Lambeth e l'attuale Cappella del palazzo di Lambeth è parte del lavoro da lui intrapreso. Bonifacio morì in Savoia, nel 1270, dove era tornato per una visita, il Florentii Wigorniensis monachi Chronicon ex chronicis riporta che Bonifacio (Bonifacius Cantuarensis archiepiscopus) morì il 18 luglio nei pressi di Baleys (XV Kal Aug apud Baleys)[19], precisamente a Sainte-Hélène-des-Millères[20]; anche gli Obituaires de la province de Sens. Tome 3 confermano la morte di Bonifacio il 18 luglio 1270 (XV Kal Augusti. Obiit Bonifacius Cantuarensis archiepiscopus, monachus [1270])[21]. Bonifacio fu sepolto nella Abbazia cistercense di Altacomba.

Una valutazione generaleModifica

Matthew Paris, monaco benedettino e cronista inglese, disse di lui che era: «noto più per i suoi natali che per la sua intelligenza». Mostrava poco interesse per i doveri del suo ufficio. Le sue esazioni ed il suo arrogante comportamento, in concomitanza con il fatto di essere uno straniero, urtavano gli inglesi. Egli era pesantemente coinvolto nelle vicende della sua famiglia sul continente e trascorse quattordici anni su ventinove del suo mandato di arcivescovo inglese fuori dall'Inghilterra, cosa peraltro allora non del tutto eccezionale per prelati di quel rango, se si tiene conto dei numerosi impegni per Concili, Sinodi, ecc. e della lunga durata dei viaggi. A suo credito si deve riconoscere che, sia pur con tutti i suoi difetti, godeva di ottima fama pastorale: era definito infatti pauperum amator (amante dei poveri). Inoltre fu assai pervicace nel cercare di affrancare la sua sede vescovile dai debiti. Egli aveva infatti ereditato dal suo predecessore un arcivescovado carico di 22.000 marchi di debiti, ma riuscì a lasciare alla sua morte la sede arcivescovile priva di debiti. Inoltre fu sempre forte sostenitore dell'indipendenza della Chiesa d'Inghilterra, arrivando a convocare nel 1258, a questo scopo, un Concilio a Merton. Egli si adoperò anche per la canonizzazione di Sant'Edmondo mentre si trovava a Lione presso la corte papale in esilio, dal 1244 al 1249.

CultoModifica

Nel 1838 papa Gregorio XVI lo dichiarò beato. Egli viene commemorato il 4 luglio.

NoteModifica

  1. ^ Bonifacio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 259
  3. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1235, pag 938 Archiviato il 10 novembre 2014 in Internet Archive.
  4. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 242
  5. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1190, pag 863 Archiviato il 7 febbraio 2019 in Internet Archive.
  6. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 58, pag 25
  7. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 76, pag 34
  8. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 78, pag 34
  9. ^ a b c (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1232, pag 930 Archiviato il 26 gennaio 2018 in Internet Archive.
  10. ^ (LA) Regesta comitum Sabaudiae, doc. CDLIX, pag 170
  11. ^ (FR) Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 254
  12. ^ (LA) Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 123, pag 59
  13. ^ a b c E.F. Jacob, Inghilterra: Enrico III, pag. 214
  14. ^ (LA) Matthaei Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica majora: 1240-1247, Confirmatur...., pagg 259 e 260
  15. ^ (LA) Matthaei Parisiensis, monachi Sancti Albani, Chronica majora: 1240-1247, Consecratur...., pagg 425 e 426
  16. ^ E.F. Jacob, Inghilterra: Enrico III, pag. 216
  17. ^ E.F. Jacob, Inghilterra: Enrico III, pag. 218
  18. ^ Le Disposizioni di Oxford furono imposte ad Enrico III da un gruppo baronale guidato dal 6º conte di Leicester, Simone di Montfort. Con queste norme il potere del re veniva posto nelle mani di un consiglio di 15 membri che avevano l'incarico di sovrintendere agli incarichi ministeriali, alle amministrazioni locali ed alla vigilanza sui castelli reali. Il Parlamento, che si doveva riunire tre volte l'anno, avrebbe dovuto controllare l'operato del Consiglio. Queste norme, che per la prima volta sottoponevano il re al controllo del Parlamento, vengono spesso considerate come la prima costituzione scritta d'Inghilterra. Il consiglio di cui faceva parte Bonifacio era composto da:
    • Simone di Montfort, 6º conte di Leicester,
    • Richard de Clare, 6º conte di Hertford,
    • Roger Bigod, 4º conte di Norfolk,
    • William Maudit, 8º conte di Warwick,
    • Humphrey de Bohun, 2º conte di Hereford,
    • William de Forz, 4º conte di Aumal,
    • Pietro II, conte di Savoia,
    • John fitzGeoffrey,
    • Pietro di Montfort,
    • Richard Grey,
    • Roger Mortimer, I barone di Wigmore,
    • James Audley,
    • John Mansel,
    • Walter di Cantilupe, vescovo di Worcester
    e dallo stesso Bonifacio.
  19. ^ (LA) Florentii Wigorniensis monachi Chronicon ex chronicis, Confirmatur...., pag 205
  20. ^ (LA) Florentii Wigorniensis monachi Chronicon ex chronicis, pag 205, nota 1
  21. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome 3, Abbaye de la Cour-Dieu, pag 173

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN219412992 · ISNI (EN0000 0003 5934 3502 · LCCN (ENn2013012124 · GND (DE118661485 · BAV (EN495/166608 · CERL cnp00582839 · WorldCat Identities (ENviaf-219412992