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Umberto I Biancamano

Progenitore della casa di Savoia
Umberto I Biancamano
Umberto Biancamano di Savoia.jpg
Conte di Moriana
Stemma
In carica 26 gennaio 1000 –
19 luglio 1048
Predecessore titolo creato
Successore Amedeo I
Altri titoli conte del Chiablese
Nascita 970 ~ 980
Morte 19 luglio 1048
Sepoltura Prioria di Les Échelles
Casa reale Savoia
Consorte Ancilia d'Aosta
Figli Amedeo
Burcardo
Aimone e
Oddone
Religione Cattolica

Umberto I Biancamano di Savoia, detto altrimenti dalle Bianche Mani (in francese Humbert I aux Blanches Mains) (970 ~ 980 – 1 o 19 luglio 1047 o 1048), fu Conte di Moriana almeno tra il 1003 e il 1047.
È considerato il capostipite della dinastia dei Savoia.

Le origini e la leggendaModifica

Una delle più antiche cronache riguardanti i Savoia è dovuta a Giovanni d'Orville soprannominato Cabaret. Questi, per incarico di Amedeo VIII che, come altri regnanti dell'epoca, si sforzava di recuperare antenati illustri, lavorò tra il 1400 e il 1420 circa al Chronique de la Maison de Savoie (che copre la storia della dinastia dal 954 al 1397)[1] ed è a lui che si deve l'ipotesi più suggestiva e romantica sull'origine di Umberto I Biancamano.

Stando all'Orville, il Biancamano era figlio di un certo Beroldo di Sassonia, nipote di Ottone II di Sassonia, quindi il bisnonno di Biancamano altri non era che l'imperatore Ottone I. La madre era Caterina di Schiren o di Baviera.

Secondo un'antica tradizione questo Beroldo aveva dovuto lasciare la corte di Sassonia in quanto, avendo sorpreso l'imperatrice insieme con il suo amante, li aveva uccisi entrambi per vendicare l'onore oltraggiato dello zio imperatore. Questo personaggio, nella fantasia popolare, incarnò il cavaliere errabondo, senza macchia e senza paura, raddrizzatore di torti, protettore degli umili e nemico degli usurpatori. Sempre secondo la tradizione, lo ritroveremo in prima linea nelle guerre spagnole contro i Mori e più tardi reggente del trono borgognone. Al figlio Umberto I e ai suoi successori, toccò dunque il compito di fondare un dominio che si sarebbe a poco a poco esteso notevolmente.

 
Tomba di Umberto I Biancamano nel nartece della cattedrale di San Giovanni di Moriana

Il nomeModifica

Il suo soprannome Biancamano non viene da documenti prossimi al periodo della sua vita, ma è menzionato per la prima volta nell'obituario dell'abbazia di Altacomba nel 1342. Ancor oggi si discute sull'origine di quel Biancamano (o dalle Bianche Mani), che sembra accordarsi così poco con le virtù guerriere di cui dovette dar prova quest'uomo, fondatore di una dinastia millenaria.

Abbastanza suggestiva è l'ipotesi formulata da alcuni storici, secondo i quali quel nome un po' assurdo gli fu attribuito per la banale svista di un amanuense che stava redigendo un documento: il distratto scrivano, invece di scrivere correttamente blancis moenibus (dalle bianche fortezze, riferimento alle montagne innevate), vergò erroneamente blancis manibus (dalle bianche mani); il conte sarebbe così passato alla storia con quell'attributo che probabilmente non gli competeva e che quasi certamente non avrebbe gradito. Secondo lo storico francese André Palluel-Guillard quell'attributo poteva essere inteso anche per la sua buona politica[2], cioè una politica fiscale dalle mani pulite[3].

BiografiaModifica

Non si hanno che poche e frammentarie notizie su Umberto; non sono noti né gli antenati, né la data di nascita, collocabile probabilmente tra gli anni 970 e 975[4][5].

Umberto è il primo personaggio storico della casata definito "conte". Il suo nome compare per la prima volta in una carta del 26 gennaio dell'anno 1000 e successivamente in altri documenti del 1003, del 1017, del 1024, del 1036, ma non è sicuro che si riferiscano a lui, in quanto il nome Umberto era abbastanza comune a quel tempo in casa Savoia. Probabilmente nel 1003 governava per conto del re di Borgogna Rodolfo III 22 castelli nel Viennois (zona della città di Vienne) costituenti la contea di Sermorens (Francia):

  • nel documento n° VIII del Cartulaires de l'église cathèdrale de Grenoble dits cartulaires de Saint-Hugues. Publiés par Jules Marion, del 25 gennaio 1000 inerente una donazione del vescovo Oddone di Belley (Signum domni Oddoni, episcopi. Signum Buorchardi. Signum Uberti)[6];
  • nel documento n° IX del Cartulaires de l'église cathèdrale de Grenoble dits cartulaires de Saint-Hugues. Publiés par Jules Marion, del 2 aprile 1003 sempre inerente una donazione del vescovo Oddone di Belley (Signum domni Otdoni, episcopus. Signum Umberto comiti et uxori sua)[7];
  • nel documento n° VIII de Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino: ricerche e documenti del 4 aprile 1003, inerente una donazione di terre fatta ancora dal vescovo Oddone di Belley, il conte Umberto controfirma il documento assieme alla moglie (Umberto comitis et uxoris suæ)[8];
  • nel documento n° 93 del Regum Burgundiae e stirpe rudolfina diplomata et acta, del 6 giugno 1009, inerente una donazione del re di Arles, Rodolfo III di Borgogna, Umberto viene citato come uno dei due conti presenti alla donazione (comitibus Rodulpho et Uberto)[9];
  • nel documento n° XLIV delle Regesta comitum Sabaudiae, del 1º aprile 1018, inerente una donazione del vescovo Ratcherio, Umberto viene citato come testimone (Domni Umberti comi, qui presens fuit)[10];
  • col documento n° IX de Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti dell'8 aprile 1022, Umberto assieme ai figli, Amedeo e Burcardo (nostro amico Humberto comiti et duobus heredibus filiis eius quorum unus dicitur Amedeus et alter Burchardus episcopus), ricevette in donazione diversi possedimenti nella contea di Ginevra, esclusi quelli spettanti alla regina, Ermengarda di Moriana[11].
  • il documento n° X de Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino: ricerche e documenti del 22 ottobre 1030, Umberto e la moglie, Ancilia (Uberti comitis, Anciliæ uxoris eius) sottoscrivono un documento di donazione del loro figlio, Amedeo e della nuora, Adelgida (Amedeus filius Uberti comitis et Adaelgida uxor mea)[12].

Per quello che riguarda la Savoia, Umberto, secondo la Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, era il rappresentante del re Rodolfo e la regina Ermengarda su quei territori (intendant, administrateur royaux)[13]; secondo alcuni storici Umberto era parente prossimo della regina[14] (alcuni storici sostengono addirittura che Ermengarda fosse la sorella di Umberto) e il dominio di Umberto Biancamano in Moriana viene confermato anche dallo storico e medievista Paul Fournier[15].
La regina Ermengarda lo cita come suo rappresentante (advocatum meum comitum Humbertum) nel documento n° 2892 del Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 4[16].

Nel 1025, il nuovo re di Germania Corrado il Salico, marito della nipote di Rodolfo III Gisella di Svevia[17], occupò Basilea per forzarlo a confermargli la successione[18]; Rodolfo si sottomise e, nel 1027, a Muttenz, Corrado aveva ricevuto le insegne reali, la corona e la lancia di san Maurizio, ed era stato riconosciuto ufficialmente erede di Rodolfo III[19].

Con la morte di Rodolfo III, avvenuta nel 1032, Umberto I si schierò contro il pretendente al trono Oddone di Champagne conte di Blois; accompagnò la vedova di Rodolfo III, Ermengarda, presso l'imperatore Corrado II il Salico per essere riconosciuto re di Borgogna[20], e nel 1034, umberto si schierò apertamente con l'imperatore, permettendogli di incontrarsi a Ginevra con le truppe inviate a Corrado dal marchese Bonifacio di Canossa[21]e dall'arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano, contribuendo alla disfatta definitiva di Oddone[20], e ottenendo altre terre dall'imperatore, che così poté farsi incoronare nuovamente re di Arles a Ginevra[21].

Corrado II per l'aiuto ricevuto, infatti, ricompensò il Biancamano con una serie di diritti sulla Moriana e sul Chiablese, viene investito ufficialmente conte di Moriana e del Chiablese[22]. Per effetto di tali concessioni Umberto Biancamano aveva ottenuto un vasto dominio ai piedi della Alpi[23], poté così esercitare da quel momento un pieno controllo sui valichi alpini che nel Medioevo collegavano il nord con il sud dell'Europa, in particolare i passi del Moncenisio e del Piccolo San Bernardo.

Prima del 1037, Umberto ed il figlio Amedeo (Domnum Humbertum comitem et filium eius Amadeum), furono presenti alla fondazione del priorato di Burbanche, nel Bugey, come ci viene confermato dal documento di pag 27 della sezione documenti del libro Documenti sigilli e monete appartenenti alla storia della monarchia di Savoia dello storico e numismatico, Luigi Cibrario[24].

Dopo la morte di Corrado II il Salico, nel 1039, i feudatari del regno di Arles o delle due Borgogne, soprattutto i conti di Borgogna e di Ginevra, si ribellarono al nuovo re di Germania e futuro imperatore, Enrico III il Nero[25]; solo il conte di Moriana, Umberto Biancamano, rimase sempre fedele ad Enrico III[26].

Nel 1040, Umberto fece una donazione ai canonici della chiese di Sant'Orso e San Giovanni di Aosta, con l'approvazione dei figli Amedeo, Burcardo, Aimone e Oddone(Oddo, Amedeus comes, Aymo Sedunensis episcopus, Brochardus filius Huberti comitis) e del nipote, Pietro (Petrus marchio filius Odonis)[27].

Umberto, nel 1042, fece due donazioni all'abbazia di Saint-Chaffre: una a gennaio[28] ed una a giugno[29]; inoltre ne fece una alla chiesa di San Lorenzo di Grenoble[30].
Infine Umberto fece una donazione, nel 1046 ai canonici della Cattedrale di San Giovanni di Moriana[31], e controfirmò (Domni Huberti comitis) il documento n° 212 del Cartulaire de l'abbaye de Saint-André-Le-Bas-de-Vienne, di Aimone (molto probabilmente il figlio)[32].

Grazie al matrimonio, nel 1045 circa, di suo figlio Oddone con Adelaide, figlia di Olderico Manfredi II, erede al trono del marchesato di Torino e della gastaldia di Susa, vide i suoi territori estendersi notevolmente.

Mercanti e pellegrini che volevano valicare le Alpi per entrare nella pianura padana potevano farlo solo con il consenso dei Savoia. Controllare quei valichi significava controllare i traffici e si potevano accumulare ricchezze imponendo pedaggi per il transito, gestendo locande e offrendo servizi ai viaggiatori. Ciò comportò enormi vantaggi a favore di un territorio privo di frutti e di risorse economiche. Ma la possibilità di bloccare quei valichi con sbarramenti militari, e quindi favorire il passaggio solo a eserciti disposti a concedere favori e possessi feudali, costituì la vera forza dei Savoia che seppero fondare un originale «stato di passo» e giocare con spregiudicatezza tutte le opportunità diplomatiche che questo possesso garantiva. S'installò al castello di Charbonnières costruito verso la metà del IX secolo e che dominava la città di Aiguebelle che dunque fu la prima capitale della contea.

Morì, secondo l'obituario di Talloires, il 1º luglio 1048. Secondo altri morì a Hermillon il 19 luglio 1047. Un cenotafio è stato eretto nel vestibolo della cattedrale di San Giovanni di Moriana, nella valle dell'Arco[33]. La tradizione vuole che sia stato sepolto nella cattedrale, ma studi recenti suggeriscono anche il convento di Échelles[33][34].

Matrimonio e discendenzaModifica

All'incirca verso l'anno 1000, Umberto aveva sposato Ancilia (o Ancilla o Auxilia) (anni '80 X secolo - 1050), che nel documento n° X de Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti dell'22 ottobre 1030, viene citata come Ancilia, moglie di Umberto (Uberti comitis, Anciliæ uxoris eius)[12], il cui casato però è controverso:

A Umberto viene attribuita anche una figlia:

NoteModifica

  1. ^ Giovanni d'Orville in Enciclopedia Treccani, su treccani.it.
  2. ^ (FR) La Maison de Savoie, pag 4
  3. ^ (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, pag 173, nota 4
  4. ^ (EN) Foundation for Medieval Genealogy: COMTES de MAURIENNE - HUMBERT
  5. ^ (EN) Genealogy: The House of Savoy - Umberto "Biancomanno = of the White Hands"
  6. ^ (LA) Cartulaires de l'église cathèdrale de Grenoble dits cartulaires de Saint-Hugues. Publiés par Jules Marion, doc. VIII, pag 16
  7. ^ (LA) Cartulaires de l'église cathèdrale de Grenoble dits cartulaires de Saint-Hugues. Publiés par Jules Marion, doc. IX, pag 17
  8. ^ (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. VIII, pag 182
  9. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Regum Burgundiae e stirpe rudolfina diplomata et acta, doc. 93, pagg 246 - 248
  10. ^ (LA) Regesta comitum Sabaudiae, doc. XLIV, pagg 14 e 15
  11. ^ a b c (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. IX, pagg 182 e 183
  12. ^ a b (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. IX, pagg 183 e 184
  13. ^ (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, pagg 172 e 173
  14. ^ La parentela è ipotizzata per il fatto che Umberto compare in alcuni documenti come rappresentante (advocatus) della regina Ermengarda di Moriana; per una genealogia critica con riferimenti ai documenti si veda Genealogia dei primi conti sabaudi e genealogie della nobiltà del regno di Borgogna a cura di Charles Cawley
  15. ^ Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dall'XI al XIV secolo", cap. XI, vol. VII, pag. 385
  16. ^ (LA) Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 4, doc. 2892, pagg 95 e 96
  17. ^ Gisella era la figlia di Gerberga, sorella di Rodolfo III
  18. ^ Louis Halphen, Il regno di Borgogna, pag. 816
  19. ^ Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Corrado II", pag. 176
  20. ^ a b (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, pag 174
  21. ^ a b Louis Halphen, Il regno di Borgogna, pag. 818
  22. ^ (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, pag 175
  23. ^ (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux, pag 176
  24. ^ (LA) Documenti sigilli e monete appartenenti alla storia della monarchia di Savoia, sez. documenti, pagg 27 e 28
  25. ^ Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dall'XI al XIV secolo", cap. XI, vol. VII, pag. 387
  26. ^ Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dall'XI al XIV secolo", cap. XI, vol. VII, pag. 388
  27. ^ a b (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. XXVII, pagg 196 e 197
  28. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy, appendix CCCCXXXIV
  29. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy, appendix CCCCXXXV
  30. ^ (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. XXIX, pag 198
  31. ^ (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. XXX, pagg 198 e 199
  32. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-André-Le-Bas-de-Vienne, doc. 212, pagg 156 e 157
  33. ^ a b Article de Laurent Ripart, « La mort et la sépulture du comte Humbert : une tradition historiographique reconsidérée », dans Fabrice Delrieux et François Kayser (dir.), Des plats pays aux crêtes alpines. Hommages offerts à François Bertrandy, Chambéry, 2010, p.71-86.
  34. ^ Laurent Ripart, «Le diocèse de Belley comme foyer de la principauté savoyarde» dans Le Bugey, 102 (2015), p. 51-64 (Lire en ligne sur academia.edu).
  35. ^ (EN) #ES The early history of the house of Savoy (1000-1233), pag 68
  36. ^ Rodolfo il Glabro, "Cronache dell'anno mille", libo V, cap. 21, pag 281.
  37. ^ a b (LA) Il conte Umberto I (Biancamano) e il re Ardoino : ricerche e documenti, doc. XLI, pagg 208 - 210
  38. ^ (FR) Les origines de la maison de Savoie en Bourgogne (910-1060) », Mélanges d'archéologie et d'histoire, vol. 19, pagg 484, 501, 518 e 536
  39. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  40. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: COMTES de MAURIENNE - HUMBERT
  41. ^ (EN) #ES Genealogy: The House of Savoy - Umberto "Biancomanno = of the White Hands"

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Louis Halphen, "Il regno di Borgogna", cap. XXV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 807–821.
  • Edwin H. Holthouse, "L'imperatore Corrado II", cap. VI, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 170–192.
  • Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dal XI al XV secolo", cap. XI, vol. VII (L'autunno del medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 383–410.
  • (FR) Histoire de Savoie, d'après les documents originaux,... par Victor ... Flour de Saint-Genis. Tome 1
  • Cinti, Decio, I Savoia dalle origini della dinastia ai nostri giorni. Cenni biografici e storici con numerose illustrazioni, Casa Editrice Sonzogno, Milano 1929.
  • (EN) C. W. Previté-Orton, Humbert I Whitehands, in The early history of the house of Savoy (1000-1233), Cambridge University Press, 1912, ISBN non esistente. URL consultato l'11 dicembre 2017 (archiviato il 2007). Ospitato su archive.org.
  • Savoia, Maria José di, Le origini di Casa Savoia, Oscar Storia Mondadori, Milano 2001.

Collegamenti esterniModifica

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