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Campionato mondiale di calcio 1950

4ª edizione del campionato mondiale di calcio FIFA
Campionato mondiale di calcio 1950
Copa do Mundo FIFA de 1950
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Organizzatore FIFA
Date 24 giugno - 16 luglio 1950
Luogo Brasile Brasile
(6 città)
Partecipanti 16[1] (34 alle qualificazioni)
Impianto/i 6 stadi
Risultati
Vincitore Uruguay Uruguay
(2º titolo)
Secondo Brasile Brasile
Terzo Svezia Svezia
Quarto Spagna Spagna
Statistiche
Miglior marcatore Brasile Ademir (8)
Incontri disputati 22
Gol segnati 88 (4 per incontro)
Pubblico 1 036 000
(47 091 per incontro)
Urug1950.jpg
L'Uruguay campione del mondo per la seconda volta nella sua storia
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1938 1954 Right arrow.svg

Il campionato mondiale di calcio 1950 o Coppa del mondo Jules Rimet del 1950 (Copa do Mundo de 1950) è stata la quarta edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Si svolse in Brasile dal 24 giugno al 16 luglio 1950, dopo una lunga pausa di dodici anni dovuta alla Seconda guerra mondiale. Le città ospitanti furono Belo Horizonte, Curitiba, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro e San Paolo.

Indice

AssegnazioneModifica

Per la prima volta intitolato al suo creatore Jules Rimet, da 25 anni alla presidenza della FIFA, il trofeo fece ritorno in Sud America. L'Europa era gravemente provata dalle distruzioni provocate dalla Seconda guerra mondiale e, durante una conferenza in Lussemburgo il 26 luglio 1946, il Brasile si candidò, unico paese, come organizzatore per il 1950, ripresentando la stessa proposta che aveva già avanzato per l'edizione cancellata del 1942. La FIFA accettò quasi subito, esorcizzando così la concreta paura che il torneo potesse cadere nel dimenticatoio.

La Germania Ovest e il Giappone, le due nazioni ritenute le maggiori responsabili della guerra, furono escluse in partenza,[2] così come era successo per i Giochi olimpici di Londra 1948. Similmente a due anni prima, fece eccezione l'Italia che pur essendo stato paese aggressore, venne comunque invitata;[2] era campione in carica e Ottorino Barassi, presidente della Federcalcio, non solo era vicepresidente della FIFA ma si era incaricato della custodia della Coppa Rimet durante gli anni burrascosi della guerra. Inizialmente gli azzurri tentennarono, poiché il paese era ancora in fase di ricostruzione dopo la fine del conflitto. Affinché i detentori accettassero l'invito, probabilmente fu decisiva l'offerta della FIFA, che aveva promesso di pagare alla delegazione azzurra tutte le spese necessarie per la trasferta; viaggio che avvenne in nave e non in aereo, a causa dello shock che aveva provocato appena un anno prima la tragedia di Superga, l'incidente aereo che segnò la fine dell'epopea del Grande Torino.[2]

StadiModifica

Sei sedi in sei città del Brasile hanno ospitato le 22 partite giocate per questo torneo. Il Maracanã, nell'allora capitale di Rio de Janeiro, ha ospitato otto partite, incluse tutte le partite tranne una, tra cui la famigerata partita del Maracanazo nel secondo gruppo di gironi che ha deciso i vincitori del torneo. Lo stadio Pacaembu di San Paolo ha ospitato sei partite; questi due stadi a San Paolo e Rio sono stati gli unici luoghi che hanno ospitato le partite del secondo turno del torneo. L'Estádio Sete de Setembro di Belo Horizonte ha ospitato tre partite, lo stadio Durival de Britto di Curitiba e lo stadio Eucaliptos di Porto Alegre hanno ospitato due partite e lo stadio Ilha do Retiro, nella lontana Recife, ha ospitato solo una partita.

Rio de Janeiro San Paolo Belo Horizonte
Stadio Maracanã Estádio do Pacaembu Stadio Raimundo Sampaio
22°54′43.8″S 43°13′48.59″W / 22.912167°S 43.230164°W-22.912167; -43.230164 (Estádio do Maracanã) 23°32′55.1″S 46°39′54.4″W / 23.548639°S 46.665111°W-23.548639; -46.665111 (Estádio do Pacaembu) 19°54′30″S 43°55′04″W / 19.908333°S 43.917778°W-19.908333; -43.917778 (Estádio Independência)
Capienza: 199 854[3] Capienza: 60 000 Capienza: 30 000
     
Campionato mondiale di calcio 1950 (Brasile)
Curitiba Porto Alegre Recife
Stadio Durival Britto e Silva Estádio dos Eucaliptos Estádio Ilha do Retiro
25°26′22″S 49°15′21″W / 25.439444°S 49.255833°W-25.439444; -49.255833 (Estádio Vila Capanema) 30°03′42″S 51°13′38″W / 30.061667°S 51.227222°W-30.061667; -51.227222 (Estádio dos Eucaliptos) 8°03′46.63″S 34°54′10.73″W / 8.062953°S 34.902981°W-8.062953; -34.902981 (Estádio Ilha do Retiro)
Capienza: 10 000 Capienza: 20 000 Capienza: 20 000
   

Squadre partecipantiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1950.
Pr. Squadra Data di qualificazione certa Confederazione Continente Partecipante in quanto Partecipazioni precedenti al torneo Ultima presenza
1   Brasile 26 luglio 1946 CONMEBOL America meridionale Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 3 (1930, 1934, 1938) Francia 1938
2   Italia 26 luglio 1946 Europa Paese detentore del titolo 2 (1934, 1938) Francia 1938
3   Svizzera 18 settembre 1949 Europa Vincitrice del Girone 4 (Europa) 2 (1934, 1938) Francia 1938
4   Stati Uniti 21 settembre 1949 NAFC America settentrionale Seconda classificata del Girone 9 (NAFC) 2 (1930, 1934) Italia 1934
5   Messico 25 settembre 1949 NAFC America settentrionale Vincitrice del Girone 9 (NAFC) 1 (1930) Uruguay 1930
6   Svezia 13 novembre 1949 Europa Vincitrice del Girone 5 (Europa) 2 (1934, 1938) Francia 1938
7   Jugoslavia 11 dicembre 1949 Europa Vincitrice del Girone 3 (Europa e Asia) 1 (1930) Uruguay 1930
8   Spagna 9 aprile 1950 Europa Vincitrice del Girone 6 (Europa) 1 (1934) Italia 1934
9   Inghilterra 15 aprile 1950 Europa Vincitrice del Girone 1 (Europa) Esordiente
10   Bolivia CONMEBOL America meridionale Qualificata automaticamente nel Girone 7 (CONMEBOL) 1 (1930) Uruguay 1930
11   Cile CONMEBOL America meridionale Qualificata automaticamente nel Girone 7 (CONMEBOL) 1 (1930) Uruguay 1930
12   Uruguay CONMEBOL America meridionale Qualificata automaticamente nel Girone 8 (CONMEBOL) 1 (1930) Uruguay 1930
13   Paraguay CONMEBOL America meridionale Qualificata automaticamente nel Girone 8 (CONMEBOL) 1 (1930) Uruguay 1930

RitirateModifica

QualificazioniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 1950.
 
Piazzamenti delle nazionali

Nel complesso i meccanismi delle qualificazioni al mondiale furono poco chiari; a causa delle precarie condizioni economiche e sociali di molti paesi che ancora portavano le ferite del Secondo conflitto mondiale, vi furono numerose defezioni ed esclusioni. Così, nel tentativo di correre ai ripari e assicurare alla competizione il numero minimo di partecipanti, la FIFA finì per ripescare anche nazionali precedentemente eliminate.

Per la prima volta le quattro federazioni britanniche si iscrissero alla competizione,[2] e il tradizionale British Home Championship degli anni 1949-1950 servì loro da girone di qualificazione; come riportano gli annali vinse l'Inghilterra. La Scozia, classificatasi seconda, avrebbe avuto pari diritto a disputare il torneo, ma gli scozzesi avevano dichiarato preventivamente che avrebbero preso parte al mondiale solo come primi del proprio girone, sicché tennero fede alla propria parola dando forfait.

Poco prima dell'inizio del torneo anche l'India si ritirò, essenzialmente per questioni di equipaggiamento tecnico; infatti, pur disponendo di una buona formazione, in cui spiccavano il capitano Rajani e il centravanti Rohan, gli asiatici erano soliti scendere in campo senza scarpe (vedendo l'uso di queste ultime come un handicap), e perciò insistettero per poter giocare il mondiale a piedi nudi, cosa tuttavia non permessa dal regolamento.[4]

Oltre alle succitate India e Scozia, mancò l'appuntamento anche la Turchia, così presero parte al torneo soltanto tredici squadre:[2] cinque sudamericane, due nordamericane e sei europee, il minor numero di sempre al pari con l'edizione del 1930.

Riassunto del torneoModifica

È il primo mondiale a mostrare i numeri sulle maglie dei giocatori; dai mondiali 1954 in poi i numeri di maglia saranno fissi per ogni giocatore anziché per ruolo.[5]

 
La Svezia, campione olimpica in carica, colse in Brasile il suo primo risultato di rilievo ai Mondiali raggiungendo il terzo posto finale.

Le esclusioni portarono alla compilazione di due gironi da quattro squadre, uno da tre e uno addirittura da due sole formazioni. Le quattro vincitrici dei suddetti raggruppamenti sarebbero poi confluite in un ulteriore girone finale all'italiana che, caso unico nella storia della rassegna iridata, avrebbe assegnato il titolo alla nazionale prima classificata, senza quindi la disputa di una canonica finale a due (pur se l'ultima partita del raggruppamento finale, tra Brasile e Uruguay, di fatto si rivelò decisiva per la vittoria del mondiale).

L'Italia, formalmente ancora campione del mondo in carica (sebbene gli eventi bellici avevano fatto sì che fossero trascorsi ben dodici anni dalla precedente edizione del torneo iridato), venne inserita nel girone da tre con Svezia e Paraguay. Gli azzurri persero all'esordio contro gli scandinavi per 3-2, un risultato che li condannò visto che i rivali pareggiarono l'incontro successivo con il Paraguay, rendendo inutile la vittoria finale degli italiani sui deboli sudamericani. I motivi della débâcle furono riconducibili al lungo decennio passato dall'impeccabile Italia di Pozzo e, soprattutto, al disastro aereo di Superga, che solo dodici mesi addietro aveva privato la squadra azzurra di almeno nove undicesimi dei suoi titolari. Proprio lo shock di Superga aveva lasciato pesanti tracce nella psicologia di tutto il calcio italiano; l'emozione degenerò in psicosi quando la delegazione tricolore si rifiutò di prendere l'aereo per recarsi in Brasile, preferendo alla trasvolata oceanica un massacrante viaggio con la nave Sises da Napoli fino a Santos e poi via terra fino a San Paolo, lungo tre settimane; i calciatori arrivarono in Sudamerica stanchi e poco allenati[2] (cercarono di allenarsi sul ponte della nave ma durante il viaggio tutti i palloni finirono in mare),[2] col grande caldo e la precaria sistemazione che influirono ulteriormente sulla cattiva prestazione azzurra.[6]

La più grande sorpresa della fase preliminare arrivò comunque dai supposti maestri dell'Inghilterra che, dopo l'esordio vittorioso contro il Cile, persero incredibilmente contro gli Stati Uniti,[2] in quello che è considerato uno dei più grandi upset della storia della competizione e persino del calcio mondiale, passato alla storia come il «miracolo di Belo Horizonte»: gli inglesi, che partecipavano per la prima volta alla rassegna iridata, arrivarono in Brasile come una delle favorite al titolo;[2] i nordamericani contavano invece su di una squadra di dilettanti,[2] formata principalmente da postini, lavapiatti e immigranti. La sfida finì con un 1-0 (firmato da Gaetjens, nato ad Haiti)[2] al quale molti tifosi inglesi, leggendo i quotidiani l'indomani,[2] non vollero credere, immaginando un refuso di stampa,[2] e che in molti ritengono tuttora uno dei momenti più scioccanti nella storia sportiva della nazione[2] (una partita entrata nell'immaginario della cultura anglosassone, descritta in un romanzo di Geoffrey Douglas e a sua volta trasposta nel film In campo per la vittoria). I britannici persero poi col medesimo risultato anche contro la Spagna, venendo così eliminati al primo turno a vantaggio degli iberici.[2] In Cile-Spagna e Cile-Brasile, il portiere cileno Sergio Livingstone divenne il primo portiere nella storia dei mondiali a giocare con maglie a maniche corte (cosa che non accadde fino al 1998, quando il portiere francese Fabien Barthez fece lo stesso).[7]

 
Il brasiliano Ademir, miglior marcatore del torneo con 8 reti.

Il girone finaleModifica

Al girone finale presero dunque parte la Svezia, la Spagna, l'Uruguay (che aveva battuto 8-0 la Bolivia nell'unico gironcino a due), e i padroni di casa del Brasile, largamente favoriti dopo aver superato il proprio girone al primo posto in virtù del 2-0 con la Jugoslavia all'ultimo turno:[2] l'attaccante jugoslavo Rajko Mitić sbatté la testa su una trave dello spogliatoio pochi minuti prima del match contro il Brasile,[2] e fu obbligato a entrare in campo in ritardo.[2] Mentre Mitić era ancora nello spogliatoio per ricevere la sua medicazione, il Brasile segnò l'1-0.[2][8]

Dopo due giornate, il Brasile conduceva la classifica del girone finale con 4 punti, frutto di due roboanti vittorie (13 gol fatti e due subiti) contro le due europee. Inseguiva un Uruguay che, nelle prime due partite del girone finale, aveva faticato più del previsto, ma che era ormai l'unico a poter togliere alla squadra ospitante, a cui sarebbe bastato un pareggio,[2] la gioia del primo titolo. Quella che era praticamente una finale venne disputata il 16 luglio 1950 di fronte a un pubblico di oltre 170 000 persone (ma stime non ufficiali parlano di almeno 200 000) allo Stadio Maracanã di Rio de Janeiro. Le due squadre si erano affrontate nella Copa Rio Branco giocata in Brasile solo due mesi prima in tre match, uno vinto dalla Celeste 4-3 e due dal Brasile (2-1 e 1-0) che si aggiudicò il torneo; le due compagini quindi, seppur con caratteristiche molto diverse, si equivalevano e, a differenza di Spagna e Svezia, gli uruguaiani erano abituati alle sfide nei grandi stadi sudamericani,[9] oltre a essere tatticamente i più preparati:[10]

«Se c'era stata fino ad allora una scuola calcistica in grado di fondere fantasia ed estrema concretezza, non-gioco e improvvise fiammate, innata sapienza tattica e contenimento dello sforzo, questa era proprio quella uruguagia. I brasiliani avevano patito innanzitutto la propria inferiorità tattica, e per questo persero 2-1.»

(Gianni Brera, la Repubblica, 1988.[10])
 Lo stesso argomento in dettaglio: Maracanazo.

I padroni di casa passarono in vantaggio con Friaça all'inizio del secondo tempo ma, quando i giochi sembravano fatti, l'Uruguay prima pareggiò con la sua stella, Schiaffino, e poi passò addirittura in vantaggio con Ghiggia, dando vita a quello che in tutto il mondo è ricordato come il Maracanazo.[2] Fu un dramma per tutto il paese: venne proclamato lutto nazionale e molta gente che aveva scommesso tutti i suoi averi sulla vittoria del Brasile finì in rovina o si suicidò.

La nazionale brasiliana abbandonò persino il vecchio colore delle casacche per passare a una divisa verde e oro che riprendeva i colori della bandiera nazionale,[2] mantenendo solo i calzettoni del colore originale come promemoria dell'accaduto. Inoltre, dato che in quell'occasione il portiere Moacir Barbosa era di colore, da allora in Brasile ciò è considerato un portasfortuna. L'Uruguay invece festeggiò la seconda vittoria in due partecipazioni.

RisultatiModifica

Fase a gironiModifica

Gruppo 1Modifica

Rio de Janeiro
24 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Brasile  4 – 0
referto
  MessicoStadio Mário Filho (circa 81 000 spett.)
Arbitro:   Reader

Belo Horizonte
25 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Jugoslavia  3 – 0
referto
  SvizzeraEstadio Sete de Setembro (circa 8 000 spett.)
Arbitro:   Galeati

San Paolo
28 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Brasile  2 – 2
referto
  SvizzeraEstádio do Pacaembu (circa 42 000 spett.)
Arbitro:   Azon

Porto Alegre
28 giugno 1950, ore 18:15 UTC-3
Messico  1 – 4
referto
  JugoslaviaEstádio dos Eucaliptos (circa 11 000 spett.)
Arbitro:   Leafe

Rio de Janeiro
1º luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Brasile  2 – 0
referto
  JugoslaviaStadio Mário Filho (circa 142 000 spett.)
Arbitro:   Griffiths

Porto Alegre
2 luglio 1950, ore 15:40 UTC-3
Messico  1 – 2
referto
  SvizzeraEstádio dos Eucaliptos (circa 3 500 spett.)
Arbitro:   Eklind

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Brasile 5 3 2 1 0 8 2 +6
2.   Jugoslavia 4 3 2 0 1 7 3 +4
3.   Svizzera 3 3 1 1 1 4 6 −2
4.   Messico 0 3 0 0 3 2 10 −8

Gruppo 2Modifica

Rio de Janeiro
25 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Inghilterra  2 – 0
referto
  CileStadio Mário Filho (circa 30 000 spett.)
Arbitro:   van der Meer

Curitiba
25 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Spagna  3 – 1
referto
  Stati UnitiEstádio Durival de Britto (circa 9 000 spett.)
Arbitro:   Vianna

Rio de Janeiro
29 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Spagna  2 – 0
referto
  CileStadio Mário Filho (circa 20 000 spett.)
Arbitro:   Malcher

Belo Horizonte
29 giugno 1950, ore 18:00 UTC-3
Stati Uniti  1 – 0
referto
  InghilterraEstádio Independência (circa 10 000 spett.)
Arbitro:   Dattilo

Rio de Janeiro
2 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Spagna  1 – 0
referto
  InghilterraStadio Mário Filho (circa 74 000 spett.)
Arbitro:   Galeati

Recife
2 luglio 1950, ore 18:00 UTC-3
Cile  5 – 2
referto
  Stati UnitiEstádio Ilha do Retiro (circa 8 000 spett.)
Arbitro:   Gardelli

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Spagna 6 3 3 0 0 6 1 +5
2.   Inghilterra 2 3 1 0 2 2 2 0
3.   Cile 2 3 1 0 2 5 6 −1
4.   Stati Uniti 2 3 1 0 2 4 8 −4

Gruppo 3Modifica

San Paolo
25 giugno 1950, ore 15:00 UTC-3
Svezia  3 – 2
referto
  ItaliaEstádio do Pacaembu (circa 50 000 spett.)
Arbitro:   Lutz

Curitiba
29 giugno 1950, ore 15:30 UTC-3
Svezia  2 – 2
referto
  ParaguayEstádio Durival de Britto (circa 8 000 spett.)
Arbitro:   Mitchell

San Paolo
2 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Italia  2 – 0
referto
  ParaguayEstádio do Pacaembu (circa 26 000 spett.)
Arbitro:   Ellis

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Svezia 3 2 1 1 0 5 4 +1
2.   Italia 2 2 1 0 1 4 3 +1
3.   Paraguay 1 2 0 1 1 2 4 −2
  India ritirata

Gruppo 4Modifica

Belo Horizonte
2 luglio 1950, ore 18:00 UTC-3
Uruguay  8 – 0
referto
  BoliviaEstádio Independência (circa 5 000 spett.)
Arbitro:   Reader

ClassificaModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Uruguay 2 1 1 0 0 8 0 +8
2.   Bolivia 0 1 0 0 1 0 8 −8
  Scozia ritirata
  Turchia ritirata

Girone finaleModifica

Rio de Janeiro
9 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Brasile  7 – 1
referto
  SveziaStadio Mário Filho (circa 139 000 spett.)
Arbitro:   Ellis

San Paolo
9 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Uruguay  2 – 2
referto
  SpagnaEstádio do Pacaembu (circa 45 000 spett.)
Arbitro:   Griffiths

Rio de Janeiro
13 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Brasile  6 – 1
referto
  SpagnaStadio Mário Filho (circa 153 000 spett.)
Arbitro:   Leafe

San Paolo
13 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Uruguay  3 – 2
referto
  SveziaEstádio do Pacaembu (circa 8 000 spett.)
Arbitro:   Galeati

San Paolo
16 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Svezia  3 – 1
referto
  SpagnaEstádio do Pacaembu (circa 11 000 spett.)
Arbitro:   van der Meer

 Lo stesso argomento in dettaglio: Maracanazo.
Rio de Janeiro
16 luglio 1950, ore 15:00 UTC-3
Uruguay  2 – 1
referto
  BrasileStadio Mário Filho (circa 203 000 spett.)
Arbitro:   George Reader

ClassificaModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1.   Uruguay 5 3 2 1 0 7 5 +2
2.   Brasile 4 3 2 0 1 14 4 +10
3.   Svezia 2 3 1 0 2 6 11 −5
4.   Spagna 1 3 0 1 2 4 11 −7

Classifica marcatoriModifica

8 reti

5 reti

4 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

NoteModifica

  1. ^ Ma solo 13 si presentarono in Brasile.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Buffa.
  3. ^ La capacità era di 96.000 posti, ma quasi 200.000 spettatori hanno riempito lo stadio per la finale.
  4. ^ Andrea Saronni, Brasile 1950, la seconda squadra: un Uruguay stellare e un'India a piedi...nudi, su sportmediaset.mediaset.it, 18 maggio 2018.
  5. ^ FIFA Wold Cup 1950 - Historical Football Kits
  6. ^ Adriano Lo Monaco, Brasile 1950, quando gli azzurri viaggiavano in barca, in blog.guerinsportivo.it, 2 luglio 2015. URL consultato il 2 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2015).
  7. ^ Vida moderna: as inovações em campo na Copa do Mundo de 1950 | Placar Archiviato l'8 marzo 2016 in Internet Archive.
  8. ^ https://books.google.it/books?id=s9IS5gcKNJEC&pg=PT159&lpg=PT159&dq=injury++Rajko+Miti%C4%87&source=bl&ots=hJxszmj_Nm&sig=gQn5JLJSw6DQLomsBvzvFiwUJ9U&hl=it&sa=X&ei=Vo6ZVJWXDITuPLrngbgE&ved=0CCYQ6AEwAA#v=onepage&q=rajko&f=false
  9. ^ Massimo di Terlizzi, Stadi da leggenda, Corsico, SEM, 2010, pp. 64-65.
  10. ^ a b Alessandro Leogrande, La Partita più bella di tutti i tempi secondo Gianni Brera, in Pagina99, 12 giugno 2014.
  11. ^ Per RSSSF il gol è stato segnato al 31º minuto.
  12. ^ Il referto FIFA assegna questo goal a Kosta Tomašević; RSSSF e Cris Freddi a Mitic.
  13. ^ Per RSSSF il gol è stato segnato al 43º minuto.
  14. ^ Per la FIFA il goal è stato segnato al 22º minuto.
  15. ^ Per la FIFA il goal è stato segnato al 62º minuto.
  16. ^ Per RSSSF il gol è stato segnato all'89º minuto.
  17. ^ RSSSF assegna questo goal a Charles Antenen al 44º minuto.
  18. ^ Per RSSSF il gol è stato segnato al 49º minuto.

BibliografiaModifica

VideografiaModifica

  • Federico Buffa, Storie Mondiali: Il Maracanazo (1950), Sky Sport, 2014.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN135590398 · LCCN (ENn2013201245 · GND (DE5068506-5 · WorldCat Identities (ENn2013-201245