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Casalnuovo di Napoli
comune
Casalnuovo di Napoli – Stemma
Casalnuovo di Napoli – Veduta
Stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaStemma Città Metropolitana di Napoli.png Napoli
Amministrazione
SindacoMassimo Pelliccia (liste civiche Volontari del Cambiamento) dal 30/06/2015
Territorio
Coordinate40°55′N 14°21′E / 40.916667°N 14.35°E40.916667; 14.35 (Casalnuovo di Napoli)Coordinate: 40°55′N 14°21′E / 40.916667°N 14.35°E40.916667; 14.35 (Casalnuovo di Napoli)
Altitudine26 m s.l.m.
Superficie7,83 km²
Abitanti50 015[1] (31-5-2017)
Densità6 387,61 ab./km²
FrazioniCasarea, Tavernanova, Licignano, Talona, Rinascimento e Arcora
Comuni confinantiAcerra, Afragola, Casoria, Pollena Trocchia, Pomigliano d'Arco, Sant'Anastasia, Volla.
Altre informazioni
Cod. postale80013
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063017
Cod. catastaleB905
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiCasalnuovesi
PatronoSan Giacomo il Maggiore, San Biagio di Sebaste e San Nicola di Bari
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casalnuovo di Napoli
Casalnuovo di Napoli
Casalnuovo di Napoli – Mappa
Posizione del comune di Casalnuovo di Napoli nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Casalnuovo di Napoli (Casalnuovo 'e Nàpule in napoletano) è un comune italiano di 50.005 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Il capoluogo comunale sorge sulle rovine di Archora, uno dei villaggi che avevano dato luogo alla confinante città di Afragola, e comprende anche il soppresso comune di Licignano di Napoli, corrispondente all'insediamento romano di Licinianum.
Comprende altresì le località di Tavernanova e Casarea, acquisite nel 1929 per scorporo dai comuni di Pomigliano d'Arco e Afragola.
Dal punto di vista ecclesiastico invece le parrocchie sono suddivise tra la diocesi di Napoli (Capoluogo e frazione Casarea), diocesi di Acerra (frazione Licignano) e diocesi di Nola (frazione Tavernanova).

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il suo substrato è di forma ellittica, prolungamento meridionale del territorio comunale al confine con Volla, Sant'Anastasia e Pollena Trocchia,per poco Comune Vesuviano. La parte nordoccidentale è quella più urbanizzata, mentre quella orientale è quasi completamente dedicata al settore agrario. Licignano occupa le campagne orientali e le divide in due grandi zone, mentre Tavernanova si trova a sud, al confine con Pomigliano d'Arco e Arpino, una frazione di Casoria. Il territorio era precedentemente paludoso, ma in seguito alla bonifica borbonica ed alla costruzione del cosiddetto "Lagno dello spirito santo" la zona è stata resa molto più abitabile. Casalnuovo si trova in piena pianura campana, tanto vicino all'Avellinese,agli appennini quanto al mare. Alcune delle sue zone arrivano addirittura a tredici metri sotto il livello del mare.

Il territorio del comune di Casalnuovo di Napoli è composto da quattro abitati. Il maggiore di tali abitati, Licignano, composto dai rioni di Licignano superiore, La Pigna e Talona, è la parte più estesa del comune ed è stata un tempo comune a sé con il nome di Licignano, poi Licignano di Napoli. In base all'articolo 1 dello statuto comunale, in applicazione del regio decreto 316/1929, Licignano è una frazione, costituisce parte integrante del capoluogo comunale, denominato Casalnuovo.
Sono invece frazioni Tavernanova e Casarea.
Tutte e quattro le località abitate costituiscono un'unica conurbazione, ma Tavernanova e Casarea hanno tratti distintivi che le rendono ben identificabili come centri abitati a parte, a differenza di Licignano, che è divenuta sostanzialmente un grande quartiere residenziale, anche se presenta l'unica parte storica del comune.

ClimaModifica

Il clima è quello tipico mediterraneo, caratterizzato da estati molto calde ed inverni freddi. Di solito in inverno la città viene investita da temporali che fanno parte delle perturbazioni atlantiche che vanno a investire le coste Tirreniche. Violenti temporali possono anche esserci in estate o in primavera a causa degli sconfinamenti di temporali di calore formatosi sull'Appennino dell’Avellinese o del Beneventano. In estate il clima è molto arido e si sfiorano i 40 °C.

StoriaModifica

Il centro abitato sorge sulle rovine di Archora, uno dei villaggi dai quali aveva tratto origine la città di Afragola. Agli inizi del XV secolo fu baronia acquisita da Giovanni (III) de Alexandro, del Casato d'Alessandro residente in Terra di Lavoro e Napoli. Detto barone è citato come Gran Camerario di Calabria (1415), Maresciallo del Regno e Giustiziere degli Scolari. Fu, poi, Consigliere della Regina Giovanna II (Manoscritto delle Famiglie del Regno d'incerto autore, Napoli 1697, p. 40). Nel 1484 Angiolo Como ebbe in concessione da Ferdinando II d'Aragona il territorio delle rovine del villaggio, su cui sorse un nuovo abitato. Questo fu riconosciuto quale casale della diocesi di Napoli con il nome di Casalnuovo.

 
Cava di tufo a Casalnuovo

È situato a ridosso del capoluogo campano, di cui anticamente costituiva un casale.

Con la riforma urbanistica di Gioacchino Murat, i casali di Casalnuovo e Salice, insieme con il casale di Arcopinto (zona oggi suddivisa fra tre comuni) e il casale di Afragola (casale che ricomprendeva, peraltro, vecchi casali disciolti come ad esempio Casavico e Cantariello), confluirono nel comune di Afragola.

Il territorio comunale di Casalnuovo venne ampliato con regio decreto del 25 febbraio 1929, n. 316[2], con l'accorpamento dell'allora comune di Licignano di Napoli (il quale in questo modo cessava di esistere come comune autonomo) e l'aggiunta di parti di territorio appartenenti ai comuni di Afragola e Pomigliano d'Arco. In particolare, Licignano era stata frazione di Pomigliano d'Arco, poi comune a sé stante con il nome di Licignano, poi ancora frazione di Acerra e in seguito nuovamente comune a sé stante con il nome di Licignano di Napoli, fino a divenire, oggi, piccola frazione dello stesso comune di Casalnuovo di Napoli nell'ambito del ridisegno amministrativo voluto dal fascismo.

 
Busto Bronzeo di Antonio De Curtis

Negli anni cinquanta, per scorporo dal comune di San Sebastiano al Vesuvio, al comune di Casalnuovo di Napoli si sono aggiunte le frazioni di Tavernanova e Casarea (si pronuncia Casarèa), mentre la località Botteghelle, tra Casalnuovo di Napoli e Tavernanova, ha continuato a far parte del comune di Afragola fino agli anni settanta. Alla fine degli anni novanta, il comune di Casalnuovo ha ottenuto un'ulteriore porzione del territorio già appartenente al comune di Afragola nell'ambito del programma compensativo dell'impatto ambientale determinato dalla stazione ferroviaria dell'alta velocità di Afragola sul territorio dei comuni vicini.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa di San Giacomo Apostolo
  • Chiesa di San Nicola Di Bari
  • Chiesa di Santa Maria Dell'arcora
  • Chiesa di Maria Ss. Addolorata
  • Chiesa della Visitazione Di Maria
  • Chiesa di Santa Maria Delle Grazie
  • Chiesa di Maria Ss. Annunziata
  • Palazzo Gaudiosi in via Nazionale delle Puglie, ex Convento Benedettino comperato dal duca Filippo Gaudiosi agli inizi dell'800 dopo la soppressione dei Monasteri e donato al nipote don Pasquale, trasformandolo in domus per la villeggiatura con annessa cappella gentilizia dedicata alla Madonna di Santa Maria ad Nives.[senza fonte]
  • Busto in bronzo di Giacomo Leopardi, realizzato dal maestro Domenico Sepe. Il busto impreziosisce gli spazi della piccola Biblioteca Sociale fondata nel 2019 da Giovanni Nappi e gestita dall’Associazione “Una Città Che...”. La Biblioteca è intitolata a Giacomo Leopardi per celebrare il bicentenario della celebre poesia L’Infinito, che compie, infatti, 200 anni nel 2019.
  • A "Corso Umberto" c'è la casa del cardinale Alessio Ascalesi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

Il 60% della popolazione proviene da Napoli, soprattutto nella zona di Tavernanova.

N.B.: fino al censimento del 1921 incluso questi dati sono disaggregati da quelli del comune di Afragola (disaggregazione effettuata dall'ISTAT).

Tradizioni religioseModifica

La città presenta molte parrocchie, ma anche cappelle familiari, le principali: San Giacomo Apostolo il Maggiore (Santo Patrono) e San Nicola di Bari (Patrono di Licignano). Oltre a quelle cattoliche sono presenti anche chiese cristiane evangeliche e una sala del regno dei testimoni di Geova. È da sottolineare che la città ha anche un secondo patrono: San Biagio, festeggiato il 3 febbraio. A questa data sono legate molte tradizioni. In primis quella tipica del paese, anche per gli altri patroni, di portare la statua del santo in processione per la città. San Biagio è protettore della gola e degli animali domestici. Il 3 febbraio i fedeli portano in chiesa gli animali per farli benedire, oppure vanno in chiesa per farsi benedire la gola con l'olio santo.

Ufficialmente San Biagio però non è il santo patrono della città, come San Giacomo. Esso è infatti chiamato "patorno di Passaggio", la leggenda vuole infatti che la statua del santo, trasportata da un carretto, era diretta a Cancello ed Arnone, ma proprio di fronte alla chiesa del paese si ruppe la ruota del carretto, a testimonianza, per i fedeli, del fatto che il santo non volesse lasciare il paese. Da allora la statua è stata custodita nella chiesa dove la prima volta trovò riparo.

La maggioranza della popolazione è di orientamento cattolico, ma vi sono anche consistenti comunità di testimoni di Geova e protestanti, ed in minima percentuale musulmani sunniti.

EventiModifica

  • Calici e Cotone Kermesse enogastronomica e artigianale con la partecipazione di artisti di richiamo nazionale.
  • Premio Letterario Una Città Che Scrive. I testi vincitori della prima edizione (2017) sono contenuti in una antologia dal titolo "Una Città Che Scrive. Una Città che Rinasce"[4]. Sezione Speciale del Premio per le zone colpite dal terremoto del 2016: VISSO NEL CUORE. La Città di Casalnuovo per le zone colpite dal terremoto[5][6] Una Città che Scrive - Progetto realizzato con il contributo dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale a vantaggio dell'immagine della Città - Antologia di 14 autori casalnuovesi - Premio Letterario UNA CITTA' CHE SCRIVE[7]- www.unacittachescrive.it - Edizione 2018 del Premio: Sezione Speciale Dislessia. Presentazione del Premio a Milano nella prestigiosa sede della SAMSUNG

EconomiaModifica

IndustrieModifica

Casalnuovo di Napoli, in passato, è stato uno dei principali poli industriali dell'hinterland napoletano, grazie a varie aziende che qui avevano i propri stabilimenti. Fra le più importanti aziende, ricordiamo la Moneta, l'Eridania, la Colussi e la Liquigas i cui stabilimenti sono, allo stato attuale, tutti dismessi. A questi si aggiunge anche lo stabilimento dell'Hensemberger (industria di accumulatori). Tuttavia sul territorio casalnuovese ci sono parecchie piccole e medie imprese che operano nel settore tessile e calzaturiero come dimostra la presenza (nell'ex stabilimento Colussi) del "Polo della Moda", uno dei principali poli dell'industria tessile della regione. Per questo, all'ingresso del paese, sul messaggio di benvenuto viene attribuito alla città il titolo di "città della moda" per i numerosissimi sarti di grande bravura che qui risiedevano.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Casalnuovo è servita dall'omonima uscita dell'Asse Mediano.

FerrovieModifica

TrenitaliaModifica

La stazione di Casalnuovo (RFI) si trova sulla ferrovia Roma-Cassino-Napoli ed è ubicata alla fine di via Roma, non lontana dall'omonima stazione della Circumvesuviana.

CircumvesuvianaModifica

La Circumvesuviana ha quattro stazioni, situate a poca distanza l'una dall'altra, il che costituisce una sorta di metropolitana. Le quattro stazioni si trovano sulla tratta Napoli - Baiano, dalla stazione terminale Napoli Porta Nolana hanno questo ordine:

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 novembre 1988 20 novembre 1989 Gabriele Paone Democrazia Cristiana Sindaco [8]
4 dicembre 1989 21 luglio 1992 Domenico Pirozzi Democrazia Cristiana Sindaco [8]
21 luglio 1992 26 novembre 1992 Domenico Pirozzi lista civica Sindaco [8]
9 dicembre 1992 12 maggio 1997 Francesco Terracciano Democrazia Cristiana Sindaco [8]
12 maggio 1997 14 maggio 2001 Antonio Peluso - Sindaco [8]
14 maggio 2001 21 luglio 2005 Antonio Peluso centro-destra Sindaco [8]
30 maggio 2006 29 dicembre 2007 Antonio Manna centro-destra Sindaco [8]
29 dicembre 2007 15 dicembre 2009 Alessandro Ortolani Comm. straordinario [8]
29 dicembre 2007 3 settembre 2009 Carlo Boffi Comm. straordinario [8]
29 dicembre 2007 15 dicembre 2009 Antonio Codispoti Comm. straordinario [8]
23 dicembre 2009 15 luglio 2015 Antonio Peluso eterogenea Sindaco [8]
30 giugno 2015 in carica Massimo Pelliccia Volontari del Cambiamento Sindaco [8]

SportModifica

Il comune è sede di diverse società sportive dilettantistiche, di cui viene proposto un elenco di seguito.

  • S.S.D. Olimpia Casalnuovo, principale squadra di calcio locale che milita in Promozione
  • A.S.D. N. Rea A. Romano, squadra di calcio fondata nel 1998 che milita in Seconda Categoria e il cui colore sociale è l'azzurro.
  • A.S.D. Volley Casalnuovo, squadra di pallavolo maschile e femminile che, prima di scomparire, ha militato in Serie C (maschile), sfiorando la promozione in B nel 2013-2014, ma anche in serie minori come prima e seconda divisione sia maschile che femminile.
  • Sporting Casalnuovo, squadra di pallavolo maschile che, prima di scomparire, ha militato in Serie C.
  • Pallacanestro Casalnuovo, squadra di pallacanestro militante in Promozione e i cui colori sociali sono il bianco e il blu.
  • A.S.D. San Mauro Nuoto, squadra di pallanuoto fondata nel 2007 con sede nella frazione di Casarea che attualmente milita in Serie B.
  • A.S.D. Circolo Pattinatori Napoli struttura in cui si svolge il pattinaggio su rotelle (Artistico) g, la scuola è presso la tendostruttura detta Pattinodromo , presso Viale dei Cedri (dietro il palazzetto dello sport).

Il principale impianto sportivo della città è lo Stadio comunale "Domenico Iorio" utilizzato principalmente per il calcio; l'impianto ha una capienza di circa 1.500 spettatori e il campo di gioco è in erba sintetica. Esistono anche un palazzetto dello sport e diversi centri sportivi polifunzionali.

Camorra e abusivismo edilizioModifica

La speculazione edilizia a Casalnuovo iniziò molto prima della sconcertante vicenda di interi rioni abusivi scoperti nel 2006. Negli anni ’80, la popolazione si attestava sui 20.000 abitanti ma, tra la fine degli anni’80 e gli inizi degli anni 2000, si è più che raddoppiata, raggiungendo gli oltre 50.000 abitanti. Le costruzioni abusive a Casalnuovo si sono moltiplicate soprattutto in seguito al terremoto del 23 novembre del 1980 che si rivelò per la camorra un vantaggioso business. I clan della zona, con la complicità dell’Amministrazione comunale, riuscirono a trasformare terreni agricoli in zone edificabili. Il paese della provincia di Napoli venne trasformato in poco tempo in una foresta di cemento abusivo e, anche oggi è possibile notare gli effetti prodotti dall’amministrazione dell’epoca. Non a caso a Casalnuovo i quattro quinti delle abitazioni, e, quindi, quasi la maggior parte, sono state costruite abusivamente e, successivamente condonate. È solo nel 2006 che lo scandalo dell’abusivismo edilizio a Casalnuovo viene, però, allo scoperto. L’allarme fu lanciato quando, tramite controlli satellitari, vennero avvistate numerose costruzioni abusive nella frazione di Casarea che, per portata, andavano a costituire una vera e propria “cittadella”. All’epoca c’erano all’incirca 70 edifici (per un totale di 450 appartamenti e un valore commerciale stimato intorno ai 50 milioni di euro) che, allo scoppio dello scandalo vennero posti sotto sequestro dall’Arma dei Carabinieri. Dalle indagini, coordinate dalla Procura di Nola, emerse che 42 appartamenti abusivi erano già stati venduti ad abitanti della zona, molti dei quali, si ritrovarono con mutui sulle spalle e risparmi di una vita persi, invocando l’aiuto delle istituzioni. Secondo i magistrati un investimento di queste proporzioni non poteva non aver avuto un garante politico, qualcuno in grado di assicurare ai costruttori, invischiati con la camorra, l’accesso al condono edilizio. A sostegno di ciò non era un caso che i lavori, cominciati nel 2004, erano invece decollati un anno più tardi, subito dopo la sanatoria firmata dal governo Berlusconi. Ma quel provvedimento fissava un limite: potevano beneficiarne soltanto gli abusi completati entro il marzo 2003 e, a quei tempi in via Filichito e in via Tamburello (dove sorgeva il rione abusivo) i terreni erano ancora inviolati. In altre parole, si puntava alla sanatoria falsificando i documenti. In tal modo si sarebbero fatte risultare le costruzioni precedenti al 2003. Questo non fu più possibile in quanto l’amministrazione provinciale mise a disposizione della Procura i rilievi fotogrammetrici dell’area di Casalnuovo, dai quali risultava che quattro anni prima della scoperta del rione abusivo la campagna era ancora inviolata. A seguito di questa vicenda, i mass media locali, nazionali e internazionali (France 2) mostrarono un forte interessamento al fenomeno. Gli inviati del programma televisivo "Le Iene" dovettero "braccare" per un'intera mattinata la casa comunale, per poter reperire informazioni in merito ai fatti accaduti e per intervistare il sindaco Antonio Manna, che si rese irreperibile nonostante venisse in più momenti avvistato da testimoni nei pressi della sede comunale. L'intervista avvenne quando il sindaco si concesse alle telecamere, 24 ore dopo e giustificò la sua posizione, più volte minata dalle domande della "Iena" Giulio Golia, sostenendo di non sapere nemmeno dove si trovassero i palazzi abusivi e di non essersi mai accorto di nulla sullo scempio edilizio accusando perfino l'intera popolazione casalnuovese per non aver mai segnalato il caso al Comune. Il consiglio comunale fu successivamente sciolto per collusione con la camorra. Il comune venne di seguito commissariato.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017. www.comune.casalnuovo.na.it
  2. ^ Gazzetta Ufficiale n. 074 del 29 marzo 1929, recante la pubblicazione del Regio Decreto del 25 febbraio 1929 n. 316 (Riunione dei comuni di Casalnuovo di Napoli e Licignano di Casalnuovo, nonché di parti di territorio dei comuni di Afragola e Pomigliano d'Arco, in un unico Comune denominato «Casalnuovo di Napoli»).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ AA.VV. (raccolta a cura di Giovanni Nappi), Una Città che scrive. Una Città che rinasce., ISBN 9788894176117.
  5. ^ Casalnuovo per Visso e per le zone terremotate, su cronachemaceratesi.it.
  6. ^ Introduzione di Giovanni Nappi, Prefazione di Gianni Pittella, Copertina di Alessandro Nespolino e testi di 14 autori casalnuovesi (Mario Visone, Raffaela Danzica, Anacleto Loffredo, Marina Romano, Lia Manzi, Raffaele Sannino, Antonio Pascucci, Armando Fusaro, Eduardo Colella, Federica Zurlo, Antonio Pelliccia, Ernesto Acciarino, Aleandra Genovese, Michelangelo Riemma)., UNA CITTA' CHE SCRIVE, Casalnuovo di Napoli, Associazione Una Città Che ..., 2016, p. 116, ISBN 978-88-941761-0-0.
  7. ^ Metronapoli WebTV - Casalnuovo, UNA CITTA' CHE SCRIVE, su Metronapoli WebTV. URL consultato il 9 settembre 2016.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Giacco, Casalnuovo di Napoli : il volto del paese, la storia, la gente, Casalnuovo di Napoli, 1997.
  • Giovanni Nappi, Casalnuovo di Napoli, “Una Città Che Scrive” edizione 2016 - ISBN 9788894176100
  • Giovanni Nappi, Casalnuovo di Napoli, “Una Città Che Scrive, Una Città Che Rinasce” edizione 2017 - ISBN 9788894176117

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