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Impero coloniale italiano

Segue una cronologia del colonialismo italiano.

Indice

1869Modifica

1870Modifica

1879Modifica

1881Modifica

1882Modifica

1885Modifica

 
Dipinto di Quinto Cenni (1885) raffigurante un gruppo di ufficiali coloniali italiani

1886Modifica

1887Modifica

1888Modifica

  • 1º febbraio, rioccupazione del presidio di Saati.
  • marzo, l'esercito del negus Giovanni giunge davanti Saati, fronteggiando le truppe del corpo di spedizione italiano. Si ritira incontrastato ai primi di aprile.

1889Modifica

1890Modifica

1892Modifica

  • 12 agosto, accordo tra il sultano di Zanzibar e l'Italia, l'Italia riceve in affitto i porti di Uarscec, Mogadiscio, Merca, Brava e territori circostanti per 25 anni. Scaduti i 25 anni l'Italia poteva rinnovare la convenzione per altri 25. Il canone annuo da corrispondere al sultano era di 160.000 rupie, ridotte poi a 120.000

1893Modifica

1894Modifica

1895Modifica

1896Modifica

  • 21 gennaio, il presidio di Macallè riceve l'ordine di consegnare il forte agli etiopi in cambio del salvacondotto per rientrare nelle linee italiane.
  • febbraio, i madhisti iniziano l'assedio di Cassala.
  • 1º marzo, Battaglia di Adua ad Adua tra le forze italiane, comandate dal tenente generale Oreste Baratieri, e l'esercito del negus Menelik II; pesante disfatta italiana e annientamento del corpo di spedizione. Il presidio di Adigrat è assediato dagli etiopi.
  • 7 marzo, i madisthi levano l'assedio a Cassala.
  • 4 maggio, le truppe italiane, ora al comando del generale Antonio Baldissera, levano l'assedio al presidio di Adigrat.
  • ottobre, con il trattato di Addis Abeba si conclude la Guerra di Abissinia, viene fissato parte del confine tra Colonia eritrea e Etiopia su Setit, ma non viene fissato il confine nella Dancalia.

1897Modifica

1902Modifica

1905Modifica

1906Modifica

Nasce l'Istituto Coloniale Italiano (ICI)

1908Modifica

  • 2 marzo, il capitano Vitali alla testa di 500 àscari batte a Dongab in Somalia i ribelli Bimal.
  • 12 luglio, Il maggiore Di Giorgio occupa Merca, scontro a Merere con i ribelli e il villaggio viene incenditato dagli italiani.

1911Modifica

1912Modifica

1913Modifica

1914Modifica

1915Modifica

  • 15 gennaio, uno dei figli di Ser-en-Nassen, fiduciario dell'Italia nella Sirtica, unitosi ad altri capi della regione, attacca il presidio italiano di Raddum in Libia.
  • 8 febbraio, un migliaio di ribelli presso Bungen in Libia attacca una colonna italiana di cammelli scortata da 300 armati, ma viene respinta.
  • 11 febbraio, ritiro da Bangen a Beni Ulid della colonna Gianninazzi.
  • 11 febbraio, tentativo di conquista senussita di Taorga in Libia.
  • 18 febbraio, rioccupazione di Gadames della colonna Giannini partita da Ghat
  • aprile, la colonna Gianninazzi ripiega su Misda, la colonna Miani marcia verso Casr-Bu-Hadi dove si concentravano i ribelli.
  • 26 aprile la colonna Miani raggiunge Sirte.
  • 28 aprile Battaglia di Casr-Bu-Hadi, vittoria dei ribelli, il presidio di Beni Ulid rimane isolato.
  • 12 maggio una colonna che si spostava da Misurata a Misurata Marina è costretta a rientrare in città.
  • 23 maggio il presidio di Taorga rimane bloccato.
  • giugno, il governatore Tassoni propone di tenere le città di Misurata Marina, Homs, Zuara e Tripoli. Il ministro delle Colonie propone di tenere anche Gharian e Jefren.
  • 4 luglio, tutti i presidi in Libia sono sulla costa, l'interno è nelle mani dei Senussi
  • 6 luglio la colonna Nigra dal presidio di Jefren ripiega su Zuara.
  • 8 luglio, il presidio di Gharian si ritira ad Azizia.
  • agosto, in Tripolitania e Fezzan rimangono all'Italia solo Tripoli e Homs.

1919Modifica

1920Modifica

1922Modifica

1923Modifica

1924Modifica

1926Modifica

1928Modifica

1930Modifica

1931Modifica

1934Modifica

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1939Modifica

1940Modifica

1941Modifica

1942Modifica

1943Modifica

  • 23 gennaio Tripoli è occupata dai britannici. Tutta la Libia è persa. Rimane solo la Tunisia ex francese.
  • 11 maggio Cade Capo Bon in Tunisia, l'Italia ha perso tutte le ex colonie africane.
  • 13 maggio L'Afrikakorps tedesco e le truppe italiane si arrendono in Tunisia.
  • 8 settembre Si arrendono tutte le forze italiane che combattono in Europa e passano ai partigiani, come in Jugoslavia o in Grecia, o si costituiscono alle truppe tedesche. Rimane solo il governatore delle Dodecaneso senza alcun potere effettivo.

1947Modifica

1950Modifica

1960Modifica

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